Il tentato colpo di Stato in Portogallo del 25 novembre 1975 è stato un tentativo di golpe militare promosso dalle fazioni di estrema sinistra dell'esercito portoghese. Il fallimento del golpe pose fine anche al Processo Rivoluzionario in Corso, aprendo la strada definitivamente al consolidamento democratico del Portogallo. Antefatti
Dopo il fallimento del golpe militare reazionario dell'11 marzo 1975, il Portogallo venne guidato dal Consiglio della Rivoluzione, un organismo guidato da militari di fede progressista e marcatamente di sinistra, che doveva inoltre vigilare sulla tenuta delle istituzioni democratiche dopo la Rivoluzione dei garofani, contenendo ulteriormente gli estremismi politici che si stavano diffondendo nel paese. Il primo ministro Vasco Gonçalves, considerato vicino al Partito Comunista Portoghese, nominato dall'MFA, in questo periodo cominciò a patire un certo isolamento provocato dall'abbandono della sua coalizione da parte dei socialisti e del centrodestra, sia dalla creazione del cosiddetto "Gruppo dei Nove" costituito da militari moderati, vicini alle posizioni socialiste. I comunisti e i loro alleati furono così gli unici a far parte del V° Governo Provvisorio, in carica tra l'agosto e il settembre 1975, con Gonçalves come capo di governo, che venne inserito in un triumvirato di comando del Movimento das Forças Armadas assieme al presidente della Repubblica Francisco da Costa Gomes e al comandante delle forze armate terrestri Otelo de Carvalho.
I tre comparirono sulla copertina del Time e furono definiti la "Troika rossa" o "Troika di Lisbona". Sembrò infatti il momento di uno slittamento del paese verso una dittatura comunista sostenuta dall'Unione Sovietica. Tuttavia, in questa fase il Portogallo visse una congiuntura estremistica, soprattutto per la mobilitazione anti-rivoluzionaria e anticomunista fuori dai centri urbani, in special modo nel Nord del paese. Mentre a Lisbona e a Porto era promossa dai socialisti e dal centrodestra, nelle campagne la mobilitazione fu possibile soltanto con l'entrata in scena della gerarchia della Chiesa cattolica e delle parrocchie, unitamente ai notabili locali. Affiancata da militari e civili di estrema destra, l'offensiva contro la sinistra si concretizzò in un'ondata di violenza contro le sedi del PCP. Il 19 settembre 1975 entrò in carica dunque il VI° Governo ProvvisorioAntónio Costa Pinto, Alla ricerca della democrazia 1960-2000, a cura di A. Costa Pinto e N. G. Monteiro, Mimesis, Milano-Udine, 2023 , p. 274., guidato da José Baptista Pinheiro de Azevedo.
Tentativo di golpe e conseguenze
Il 25 novembre 1975, reparti militari legati alla sinistra radicale - parte del COPCON (Comando Operational do Continente) - occuparono vari punti strategici di Lisbona, oltre ad alcune vie di comunicazione e alla sede della televisione nazionale. La tensione si concentrò attorno ai paracadutisti della base di Tancos, protagonisti di un'azione improvvisa che mirava a forzare la direzione politica del Processo Rivoluzionario in Corso. All'alba occuparono punti strategici come Montijo, vicino alla capitale, e la zona militare di Monsanto, mettendo in allarme il governo provvisorio e l'intera struttura del Movimento delle Forze Armate. Altri militari di tendenze politiche opposte, vicini ai partiti moderati come i socialisti, furono pronti a reagire.
Buona parte dei leader politici comunisti non appoggiò la rivolta, che venne disinnescata quasi senza scontri tra le due fazioni e la parte moderata delle forze armate e dei partiti prese definitivamente il sopravvento nel paese. Le truppe fedeli al governo si mossero con decisione. La base di Montijo fu ripresa con un'operazione rapida, mentre l'area di Monsanto tornò sotto controllo senza scontri aperti, scongiurando la possibilità di una vera e propria guerra civile tra reparti militari opposti Il tentativo di colpo di mano a Tancos nacque dal timore, diffuso in alcuni settori della sinistra rivoluzionaria, che la giovane democrazia stesse prendendo una piega troppo moderata. Lo stesso comandante Otelo de Carvalho fu imprigionato per tre mesi per aver appoggiato il golpe comunista.
La data del 25 novembre viene ricordata ancora oggi come il passaggio decisivo che permise alla democrazia portoghese di stabilizzarsi. La vittoria dell'ala moderata del Movimento delle Forze Armate, guidata dal generale António Ramalho Eanes, rappresentò una scelta netta a favore della costruzione di istituzioni solide, della separazione tra politica e militanza ideologica, del rifiuto definitivo di ogni ipotesi di rivoluzione permanente. Non fu un ritorno all'ordine inteso nel senso repressivo che aveva caratterizzato il regime di Salazar, ma un'affermazione chiara del principio democratico. Negli ambienti di estrema sinistra l'intervento "moderato" fu interpretato come un "contro-colpo di Stato" volto a fermare la strada portoghese verso il socialismo.
Note
Portogallo 1975