Nell'ambito della scienza politica e delle relazioni internazionali, l'antimperialismo consiste nell'opposizione all'imperialismo o al neocolonialismo. Il sentimento antimperialista si manifesta tipicamente come principio politico nelle lotte per l'indipendenza contro l'intervento o l'influenza di una superpotenza globale, nonché nell'opposizione al dominio coloniale. L'antimperialismo può anche scaturire da una specifica teoria economica, come nell'interpretazione leninista dell'imperialismo (la teoria di Vladimir Lenin secondo cui il plusvalore viene esportato verso nazioni meno sviluppate alla ricerca di profitti più elevati, portando infine all'imperialismo), derivata dall'opera di Lenin del 1917 L'Imperialismo, fase suprema del capitalismo. Coloro che si definiscono antimperialisti dichiarano spesso di opporsi al colonialismo, agli imperi coloniali, all'egemonia, all'imperialismo e all'espansione territoriale di un paese oltre i propri confini stabiliti.
L'espressione si diffuse ampiamente dopo la seconda guerra mondiale e all'inizio della guerra fredda, man mano che i movimenti politici nelle colonie delle potenze europee promuovevano la sovranità nazionale. Alcuni gruppi antimperialisti ostili agli Stati Uniti sostennero la potenza dell'Unione Sovietica, mentre in alcune correnti marxiste, come il maoismo, tale posizione fu criticata come "socialimperialismo". I movimenti islamisti considerano tradizionalmente gli Stati Uniti, Israele, la Russia e la Cina come forze imperiali e neocoloniali impegnate nella persecuzione e nell'oppressione delle comunità musulmane, sia in patria che all'estero.
Un movimento influente, indipendente dalla sinistra occidentale e fautore di un antimperialismo di matrice religiosa, fu il panislamismo; esso contestava il modello di civiltà occidentale e acquisì rilevanza in diverse aree del mondo islamico tra il XIX e il XX secolo. Il suo ideologo più autorevole fu il teologo sunnita Muhammad Rashid Rida, fiero oppositore delle idee occidentali, il quale esortò i musulmani a sollevarsi in una resistenza armata — conducendo la jihād contro l'imperialismo — e a ristabilire il califfato islamico. In una risoluzione adottata durante il II Congresso dell'Internazionale Comunista (1920), Lenin accusò l'antimperialismo dei panislamisti di favorire gli interessi della borghesia, dei proprietari terrieri feudali e del clero religioso, incitando i comunisti a combattere attivamente il panislamismo. Da allora, le autorità sovietiche utilizzarono regolarmente l'accusa di panislamismo per colpire i dissidenti islamici, imputando loro attività antisovietiche e l'istigazione a rivolte anticomuniste.
Note
Categoria:Movimenti contro la guerra