La zona industriale di Bolzano (in tedesco Industriegebiet Bozen o Industriezone Bozen) è il comprensorio industriale che si estende nella parte meridionale di Bolzano. Fu realizzato su progetto unitario a partire dal 1935-1936 nella località di Agruzzo, un tempo parte dell'antico comune rurale di Dodiciville, e ricade oggi nella circoscrizione di Oltrisarco-Aslago. L'area è compresa tra l'Isarco a ovest e, a est, gli abitati di Aslago, Oltrisarco e San Giacomo (frazione di Laives) allineati ai piedi dei ripidi versanti del Monte Regolo.

Storia Fondazione Nel corso dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento l'Alto Adige era rimasto sostanzialmente estraneo allo sviluppo industriale. Solo dopo l'annessione al Regno d'Italia, conseguente alla sconfitta austro-ungarica nella prima guerra mondiale, e soprattutto a partire dagli anni trenta per iniziativa del regime fascista, furono avviati ingenti investimenti nell'industria di base.

La zona industriale di Bolzano venne edificata a partire dal 1935, con l'obbiettivo di un polo siderurgico e metallurgico, inserendosi nelle politiche autarchiche fasciste, che negli stessi anni diedero vita a comprensori analoghi in altre zone del Paese, come Porto Marghera (Venezia).

I vasti terreni destinati agli stabilimenti, fino ad allora coltivati a frutteto o utilizzati come pascolo, furono reperiti attraverso espropri sistematici; della procedura, della quantificazione e della liquidazione degli indennizzi si occupò un apposito ufficio comunale, l'"Ufficio tecnico per la zona industriale", diretto da Emilio Emmer. Decisivo per la copertura del suo elevato fabbisogno energetico fu lo sfruttamento dell'energia idroelettrica, per cui in Alto Adige vennero costruite numerose centrali idroelettriche, come quella di Cardano.

La prima fase di insediamenti, nella seconda metà degli anni trenta, riguardò le imprese siderurgiche e chimiche, che costituivano anche l'ossatura della produzione bellica italiana. Grazie a sgravi fiscali e ad agevolazioni sui trasporti furono attirati a Bolzano grandi gruppi lombardi come il Gruppo Falck, la Montecatini e la Lancia. Durante l'occupazione tedesca dell'Alto Adige (Zona d'operazioni delle Prealpi), gli stabilimenti lavorarono direttamente per l'apparato bellico del Terzo Reich, in parte sfruttando la manodopera dei prigionieri del campo di transito di Bolzano.

Dal dopoguerra alla deindustrializzazione Una seconda fase di espansione si ebbe tra gli anni cinquanta e settanta, quando il miracolo economico italiano accrebbe e sostenne la competitività delle grandi aziende bolzanine. Questo periodo favorevole si concluse con la crisi petrolifera del 1973 e con la fase di deindustrializzazione dell'ultimo quarto del XX secolo.

Da allora numerose imprese e società di servizi di dimensioni minori, locali e regionali, hanno rivitalizzato l'area, introducendo cicli produttivi legati al settore terziario e al settore quaternario. Dei grandi stabilimenti storici sopravvivono soltanto le acciaierie Valbruna e lo stabilimento Iveco, attivo nel settore dei veicoli militari.

Sviluppi recenti Dal 1998 l'area ospita la Fiera di Bolzano. A partire dagli anni duemila vi si sono inoltre insediate numerose nuove aziende, tra cui Salewa, TechnoAlpin, Fercam e Aspiag (Despar). Sempre nella zona industriale si trovano la Sparkasse Arena, il maggiore stadio del ghiaccio della provincia di Bolzano, e la palestra di arrampicata Salewa Cube.

Dal 2017 negli edifici e sulle aree dell'ex stabilimento per la produzione dell'alluminio ha sede il NOI Techpark, parco scientifico e tecnologico orientato agli obiettivi dell'industria 4.0. Nel 2024 sul medesimo comprensorio è stato inaugurato l'edificio della nuova facoltà di Ingegneria della Libera Università di Bolzano.

Trasporti La zona industriale costituisce un importante nodo per il traffico su strada. L'autostrada del Brennero la costeggia ed è direttamente collegata all'area attraverso l'uscita Bolzano Sud; qui confluiscono inoltre la strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero e la strada statale 38 dello Stelvio, che in questo tratto corrisponde alla superstrada MeBo per Merano.

Il comprensorio è attraversato anche dalla ferrovia Bolzano-Merano, che si dirama dalla ferrovia del Brennero, dispone della fermata di Bolzano Sud e prosegue verso nord-ovest in direzione del Burgraviato. Immediatamente a sud-est confina infine con l'aeroporto di Bolzano.

Note

Bibliografia

Voci correlate Oltrisarco-Aslago NOI Techpark Fiera di Bolzano Campo di transito di Bolzano

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