Alepisaurus brevirostris è un pesce osseo marino della famiglia Alepisauridae, appartenente all'ordine degli Aulopiformes. È una delle due specie attualmente riconosciute del genere Alepisaurus, assieme al più grande Alepisaurus ferox.

Specie pelagica d'acque profonde, ha una distribuzione molto ampia negli oceani tropicali, temperati e subantartici, ma sembra essere assente dal Pacifico settentrionale.

Tassonomia La specie fu descritta nel 1960 dall'ittiologo statunitense Robert Henry Gibbs in un lavoro dedicato agli esemplari di Alepisaurus provenienti dall'Atlantico settentrionale occidentale. L'olotipo, catalogato come USNM 186197, proveniva da 38°49′ N e 64°02′ O, nell'Atlantico nord-occidentale.

La validità della specie è stata successivamente confermata da analisi morfologiche e meristiche. Una forma delle isole Crozet, descritta con il nome Alepisaurus brevirostris crozetensis, non è oggi generalmente riconosciuta come sottospecie distinta ed è considerata un sinonimo di A. brevirostris.

L'epiteto specifico brevirostris deriva dal latino brevis, «corto», e rostrum, «muso» o «rostro», in riferimento al muso relativamente breve rispetto a quello di A. ferox.

Descrizione Il corpo è molto allungato, sottile e solo leggermente compresso lateralmente. La testa è relativamente corta ma provvista di una grande bocca armata di denti robusti e appuntiti. Sul palato sono presenti grandi denti caniniformi, mentre altri denti triangolari e caniniformi, di dimensioni minori, sono disposti sulle mascelle.

Come nel congenere A. ferox, la caratteristica più vistosa è l'altissima pinna dorsale a forma di vela, che si estende per gran parte della lunghezza del corpo. In A. brevirostris il margine della dorsale è generalmente convesso e i raggi anteriori non presentano le lunghe estremità libere e filiformi tipiche di A. ferox. La dorsale è seguita posteriormente da una piccola pinna adiposa. La pinna caudale è grande e profondamente forcuta, mentre la pinna anale, relativamente breve, è situata nella parte posteriore del corpo. Le pinne pettorali sono lunghe e le pelviche sorgono approssimativamente a metà del corpo.

La formula delle pinne comprende 40-48 raggi molli nella dorsale e 13-16 nell'anale; le pettorali presentano 12-14 raggi e le pelviche 8-10.

La colorazione è generalmente bruno-nerastra o blu-nerastra iridescente dorsalmente, più chiara e argentea sui fianchi e sul ventre. Le lunghe carene laterali nella regione posteriore del corpo sono nere. La pinna dorsale, scura, può presentare una caratteristica fila longitudinale di macchie bianche.

La lunghezza massima documentata è di circa 96 cm, mentre gli adulti raggiungono comunemente circa 70 cm di lunghezza totale.

Distinzione da Alepisaurus ferox Alepisaurus brevirostris è molto simile al congenere A. ferox, soprattutto negli esemplari giovani. Negli individui di lunghezza standard superiore a circa 50 cm, le due specie possono tuttavia essere separate sulla base delle proporzioni della testa: A. brevirostris possiede una testa e soprattutto un muso relativamente più corti.

La testa misura circa il 12-17% della lunghezza standard e il muso è lungo approssimativamente un terzo della testa. Anche la posizione della pinna dorsale è diagnostica: in A. brevirostris essa inizia anteriormente rispetto al margine posteriore dell'opercolo, mentre in A. ferox l'origine della dorsale si trova all'altezza di tale margine o più indietro.

Il numero di raggi dorsali può fornire un ulteriore carattere diagnostico, ma la sua utilità varia geograficamente. Negli esemplari del Pacifico A. ferox presenta in media un numero di raggi dorsali inferiore a quello di A. brevirostris, mentre negli esemplari dell'Atlantico e dell'Indiano i valori delle due specie si sovrappongono considerevolmente.

Distribuzione e habitat La specie presenta una distribuzione molto ampia negli oceani del mondo. È conosciuta nell'Atlantico, nell'Indiano, nel Pacifico meridionale e nell'Oceano Australe, dalle acque tropicali e temperate fino alle regioni subantartiche. È stata segnalata approssimativamente tra 68° N e 72° S.

A differenza di A. ferox, che possiede una distribuzione realmente circumglobale, A. brevirostris non è nota nel Pacifico settentrionale. Nello studio di Francis del 1981, il limite settentrionale conosciuto della specie nel Pacifico era situato a 14°47′ S. Nell'emisfero australe è stata segnalata presso varie isole subantartiche, comprese le isole Crozet, l'Isola Macquarie e altre isole dell'Oceano Indiano meridionale.

È una specie oceanica prevalentemente mesopelagica e batipelagica. FishBase riporta catture soprattutto tra circa 640 e 1591 m di profondità, ma la specie può compiere ampi spostamenti verticali e sono noti esemplari catturati molto più vicino alla superficie. Nella letteratura sono riportate catture a soli 36 m e 235 m, mentre il limite inferiore potrebbe avvicinarsi ai 1800 m.

La presenza a profondità relativamente ridotte, soprattutto nelle catture effettuate con palangari pelagici, indica quindi che la specie non è confinata permanentemente agli strati batipelagici.

Biologia Alimentazione Alepisaurus brevirostris è un predatore pelagico opportunista. La dieta comprende soprattutto eufausiacei e altri crostacei mesopelagici, oltre a piccoli pesci. Studi effettuati nel Pacifico sud-occidentale hanno indicato che i crostacei mesopelagici possono costituire la componente dominante dell'alimentazione, mentre i pesci rappresentano una componente secondaria importante.

Analisi più recenti condotte nell'Atlantico nord-occidentale suggeriscono comunque una dieta molto diversificata, composta da organismi sia epipelagici sia mesopelagici; la composizione dell'alimentazione può variare in relazione soprattutto alle dimensioni dell'individuo.

Tra le prede documentate figurano anche le larve leptocefale degli Anguilliformes, che vengono rinvenute con una frequenza relativamente elevata negli stomaci dei pesci lancetta rispetto a molti altri predatori oceanici.

Riproduzione e sviluppo La specie è ovipara e presenta fecondazione esterna. Come altri alepisauridi è stata descritta come ermafrodita, con individui dotati contemporaneamente di tessuto riproduttivo maschile e femminile.

Le conoscenze sulla riproduzione restano tuttavia limitate e le uova non sono state descritte in dettaglio. Le larve sono planctoniche e differiscono da quelle di A. ferox per diversi caratteri di pigmentazione e per l'assenza, dopo la metamorfosi, dei lunghi raggi anteriori liberi della pinna dorsale.

Rapporti con l'uomo La specie non riveste un'importanza commerciale significativa. Le carni sono commestibili, ma vengono descritte come molli e poco saporite.

Alepisaurus brevirostris viene tuttavia catturato accidentalmente nelle attività di pesca con palangari oceanici, in particolare nelle pesche rivolte a tonni e altri grandi pesci pelagici. La FAO include entrambe le specie di Alepisaurus tra le catture accessorie regolari dei palangari per tonni. La specie compare inoltre nelle valutazioni delle catture accessorie di diverse flotte oceaniche.

Conservazione Alepisaurus brevirostris è classificato dalla Lista rossa IUCN come specie a rischio minimo (LC). La valutazione globale risale al 1º luglio 2014.

L'ampissima distribuzione geografica e l'assenza di una pesca commerciale diretta di rilievo contribuiscono al suo attuale stato di conservazione. Le informazioni sull'abbondanza e sulle tendenze demografiche della specie rimangono tuttavia limitate, anche a causa della difficoltà di studiare direttamente gli organismi che vivono negli strati meso- e batipelagici.

Note

Bibliografia

Voci correlate Alepisauridae Alepisaurus ferox Aulopiformes Zona mesopelagica Zona batipelagica

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Categoria:Aulopiformes Categoria:Taxa descritti nel 1960