La Cima del Vento Grande (3.041 - , anche Lanebachspitze) è una montagna delle Vedrette di Ries, gruppo montuoso nella parte occidentale degli Alti Tauri. Si trova in Trentino-Alto Adige, tra i comuni di Campo Tures e Gais, all'interno del parco naturale Vedrette di Ries-Aurina. Ha la forma di una piramide ripida e regolare, da cui si staccano tre creste ben marcate verso nord, sud-est e ovest.

Essendo di facile accesso, la cima fu raggiunta già nel 1854 durante la seconda rilevazione militare dell'Impero asburgico (Franziszeische Landesaufnahme). La prima salita alpinistica documentata con precisione risale al 5 agosto 1878, quando il filosofo Reinhold Seyerlen, professore all'Università di Jena, raggiunse la vetta con la guida Stefan Kirchler partendo da nord-est e percorrendo la cresta sud-orientale. Oggi la montagna si sale per lo più da sud, partendo da Riomolino, frazione del comune di Gais, e risalendo la valle omonima.

Geografia La Cima del Vento Grande si trova all'estremità occidentale della cresta principale delle Vedrette di Ries, che descrive un arco da nord-est verso ovest. Nei dintorni immediati non ci sono ghiacciai. Lungo la cresta ovest si incontrano la Piccola Cima del Vento (2.981 m - in ted. Kleine Windschar) e, più lontano, la Punta della Cascata (2.652 m - in ted. Wasserfallspitze). A est, oltre la forcella della Fossa (Grubscharte, 2.802 m), valico escursionistico d'alta quota, si alza la Grande Cima Fumo (3.006 m - in ted. Großer Rauchkofel) e la Piccola Cima Fumo (3.043 m - in ted. Kleiner Rauchkofel). La cresta sud scende invece alla forcella di Stalla (2.474 m - in ted. Winterstallscharte) e prosegue fino al Pramaestrale (2.559 m - in ted. Bramstaller).

I centri abitati più vicini sono Molini di Tures, frazione di Campo Tures, a poco più di 5 km in linea d'aria verso ovest, e Riomolino, frazione di Gais, circa 5 km a sud-ovest.

Storia alpinistica Nell'estate del 1878 Seyerlen e Kirchler partirono dalla Valfredda (Gelttal), a nord-est della montagna, e passando per la forcella Undici (2.841 m - in ted. Elferscharte) e la forcella della Fossa arrivarono in vetta lungo la cresta sud-orientale.

Nel 1885 il Deutscher und Österreichischer Alpenverein realizzò un sentiero per rendere la salita possibile anche agli escursionisti meno esperti.

Salita alla vetta La via normale segue ancora oggi la cresta sud-orientale percorsa dai primi salitori, con facile arrampicata di I grado di difficoltà della scala UIAA su roccia però friabile. Di solito si parte dalla valle di Riomolino, a sud. In alternativa si può salire da nord partendo dalla val di Riva e risalendo la laterale valle di Gelt fino alla forcella Undici, per poi proseguire verso la forcella della Fossa e da lì sulla cresta sud-orientale. Secondo le guide servono in tutto circa cinque ore di cammino.

La cresta nord è invece il terreno degli arrampicatori, perché la tonalite di cui è formata è una roccia molto compatta. Nel 1974 Hans Kammerlander e J. Volgger vi aprirono una via impegnativa, con un passaggio chiave di IV grado UIAA e un dislivello di oltre 720 metri, che oggi viene ripetuta di rado a causa del lungo avvicinamento.

Note

Bibliografia

Cartografia Casa Editrice Tabacco, Carta topografica 1:25.000, foglio 035 Valle Aurina / Vedrette di Ries

Altri progetti

Categoria:Montagne delle Alpi dei Tauri occidentali Categoria:Tremila delle Alpi dei Tauri occidentali Categoria:Montagne dell'Alto Adige Categoria:Campo Tures Categoria:Gais (Italia)