Particolarmente noto per aver scoperto, nel 1901, l'Universalis Cosmographia di Martin Waldseemüller risalente al 1507 e di notevole importanza storica, in quanto prima mappa conosciuta ad utilizzare il nome «America», derivato in onore di Amerigo Vespucci, separando, quindi, il Nuovo Mondo dall'Asia.
Biografia
Figlio di Gustav Fischer ed Elizabeth Kürten, cominciò i suoi studi al ginnasio di Rheine per poi specializzarsi in teologia all'università di Münster, nella Ludwig Maximilian di Monaco, e alle università di Innsbruck e Vienna. Nel 1881, prese la decisione di entrare nel noviziato della Compagnia di Gesù e venne ordinato prete nel 1891. Proprio all'interno delle istituzioni scolastiche gesuite proseuì ulteriormente la sua formazione tra Paesi Bassi, Austria e Regno Unito. Nel 1895 divenne professore di geografia e storia della Stella Matutina, collegio gesuita della cittadina austriaca di Feldkirch, dove insegnò fino al 1938, anno in cui la scuola venne chiusa dai nazisti.
Studioso geografo, la sua ricerca fu in particolar modo focalizzata sulla cartografia occidentale dell'antichità, fino all'inizio dell'età moderna. I suoi studi lo portarono alla scoperta di alcune mappe di grande rilievo storico e in particolare se ne ricordano due di Waldseemüller rispettivamente del 1507, l'Universalis Cosmographia, e del 1516 e una del fiammingo Jodocus Hondt, del 1610, ritrovate nel castello di Wolfegg nel 1901. Nei primi anni del XX secolo compì, inoltre, numerosi viaggi, in particolare in Italia, Francia e Inghilterra, per proseguire le sue ricerche in campo cartografico.
Fu membro dell'Accademia austriaca delle scienze, della Pontificia accademia romana di archeologia, dell'American Geographical Society e membro onorario della Royal Geographical Society. Autore di molti scritti, fu, inoltre, uno dei redattori della Catholic Encyclopedia. Nel 1933 ricevette la medaglia d'argento intitolata a Carl Ritter che veniva assegnata annualmente dalla Società geografica di Berlino e, due anni più tardi, un dottorato onorario dall'università di Innsbruck. Nel 1941 tornò al castello di Wolfegg e ne diresse gli archivi fino alla sua morte, sopraggiunta nel 1944.
Mappa di Vinland
Il nome di Fischer tornò alla ribalta nel 2002, anno in cui il The Sunday Times rilanciò la teoria di Kirsten Seaver, storica e scrittrice statunitense, che nel suo libro Maps, Myths, and Men: The Story of the Vinland Map individuò nello studioso tedesco la mano dietro la stesura della Mappa di Vinland, presunta carta geografica vichinga del XV secolo che rappresenterebbe per la prima volta il continente americano, considerata un falso degli anni '20 realizzato su un'originale pergamena antica. Joseph Fischer fu uno dei massimi esperti di cartografia occidentale del suo tempo e proprio le sue conoscenze storiche, cartografiche e paleografiche indussero la studiosa a focalizzarsi sul suo nome. Tuttavia, nessuna prova concreta è stata individuata a sostegno di questa teoria, motivo per cui essa non ha trovato ampio consenso all'interno della comunità scientifica. Successive ricerche incentrate sulla provenienza dei documenti della mappa di Vinland suggeriscono, inoltre, che questi non possano essere mai passati per le mani di Fischer la cui grafia, secondo alcune perizie calligrafiche, non corrisponderebbe a quella dell'autore della mappa.
Opere e scritti Di seguito è elencata una lista parziale: Die Beziehungen Kaiser Rudolfs II zu Erzherzog Matthias bis zum Vertrage von Lieben (1894) Der sogennante Schottwiener Vertrag vom Jahre 1600 (1897) Der Linzer Tag vom Jahre 1605 in seiner Bedeutung für die Österreichische Haus und Reichsgeschichte (1898) Die Entdeckungen der Normannen in Amerika. Unter besonderer Berücksichtigung der Kartographischen Darstellungen (1902) Die älteste Karte mit dem Namen America A.D. 1507, und die Carta Marina aus dem Jahre 1516 des M. Waldseemüller (1903)
Note
Bibliografia
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