È stato professore emerito presso l'Università Cattolica di Lovanio. Le sue numerose pubblicazioni spaziano in diversi ambiti, tra cui la psicoanalisi, l'ermeneutica, l'antropologia filosofica, la linguistica, la teologia, l'antropologia culturale e la fenomenologia.
Vergote è stato definito «la figura più eminente nel campo della psicologia della religione» e «una figura chiave» nei movimenti intellettuali europei del XX secolo. Biografia Primi anni
Antoine Vergote nacque l'8 dicembre 1921 nella città belga di Courtrai, nella provincia fiamminga delle Fiandre Occidentali. Nel 1954 conseguì il dottorato in filosofia presso l'Università Cattolica di Lovanio. Proseguì quindi la sua formazione a Parigi, dove studiò con Claude Lévi-Strauss, frequentò le lezioni di Maurice Merleau-Ponty e completò la propria formazione analitica sotto la direzione di Jacques Lacan.
Psicoanalisi e religione
Vergote fu allievo dello psichiatra e psicoanalista francese Jacques Lacan e svolse un ruolo importante nell'introduzione della psicoanalisi all'Università di Lovanio. Fu, insieme a Jacques Schotte e Alphonse de Waelhens, uno dei fondatori della Scuola belga di psicoanalisi.
Pubblicò numerosi articoli e libri sul rapporto tra psicoanalisi e fede. Cercò di confutare coloro che consideravano la religione una nevrosi, sostenendo che gli strumenti della psicoanalisi possono essere utilizzati per suscitare un'esperienza di compassione e sensibilità, capace di rivelare la verità e di conferire un significato alla storia umana così come essa si riflette nella vita di Gesù di Nazaret.
L'interesse di Vergote per la psicoanalisi si sviluppò a partire dalla sua formazione filosofica. Già nel 1958 aveva pubblicato un articolo sulla questione del motivo per cui i filosofi dovessero interessarsi alla psicoanalisi freudiana, in particolare quelli interessati alla fenomenologia di Edmund Husserl. La fenomenologia sarebbe diventata un punto di riferimento ricorrente in tutti i suoi scritti.
Uno degli studi più noti di Vergote, Dette et désir, è dedicato alle due principali forme di nevrosi, l'isteria e la nevrosi ossessiva, in relazione alla religione, e le analizza da una prospettiva freudiano-lacaniana. Vergote respinge la concezione freudiana della religione come nevrosi collettiva, così come la spiegazione genetica della religione proposta da Sigmund Freud.
Il nucleo della critica di Vergote a Totem e tabù di Freud riguarda il problema di come l'obbedienza alla Legge, interiorizzata nel Super-Io, e il senso di colpa possano emergere in una società primitiva priva di una Legge o di una fede. Secondo Vergote, come osserva Herman Westerink, l'obbedienza e il senso di colpa possono essere stabiliti soltanto da una Legge.
In altre parole, la cultura non può avere origine dal senso di colpa perché, viceversa, il senso di colpa presuppone la cultura. Lo studio, definito «meraviglioso e classico», comprende un'approfondita trattazione di diverse mistiche cattoliche, tra cui Teresa d'Avila.
Psicologia e religione
Vergote scrisse ampiamente di psicologia della religione, distinguendola dalla propria prospettiva psicoanalitica. Considerava la religione una realtà o un fenomeno culturale e la definiva come «l'insieme delle espressioni linguistiche, delle emozioni, delle azioni e dei segni che si riferiscono a uno o più esseri soprannaturali». Nel delineare questa prospettiva sulla religione, Vergote si richiamava a Clifford Geertz.
Vergote si concentrava principalmente sul cristianesimo perché, come scrive, esso è la religione dominante della nostra cultura occidentale e la maggior parte degli studi psicologici condotti fino ad allora riguardava popolazioni cristiane. Riconosceva tuttavia che, se la religione deve essere studiata da una prospettiva psicologica, occorre prendere in considerazione anche l'incredulità o l'ateismo.
Pur essendo egli stesso un uomo religioso, Vergote non intendeva difendere alcuna forma di religione.
Opere
In francese
La psychanalyse, science de l'homme (Charles Dessart, 1970) Psychologie religieuse (Charles Dessart, 1971) Interprétation du langage religieux (Éditions du Seuil, 1974) Dette et désir (Éditions du Seuil, 1978) Religion, foi, incroyance (Liegi, 1983) La psychanalyse à l'épreuve de la sublimation (Éditions du Cerf, 1997) Modernité et christianisme (Éditions du Cerf, 1999) Humanité de l'homme, divinité de Dieu (2007) La psychanalyse devant la schizophrénie (Éditions du Cerf, 2011)
In inglese
Religious Man: Psychological Study of Religious Attitudes (Gill & Macmillan, 1969) Parental Figures and the Representation of God: A Psychological and Cross-Cultural Study (Walter de Gruyter, 1978) Guilt and Desire: Religious Attitudes and Their Pathological Derivations (New Haven, 1987). (Dette et désir: Deux axes chrétiens et la dérive pathologique) Religion, Belief and Unbelief: A Psychological Study (Leuven University Press, 1996). (Religion, foi, incroyance: Étude psychologique) Psychoanalysis, Phenomenological Anthropology and Religion (Lovanio/Amsterdam/Atlanta, 1998)
Apprezzamento
Vergote è stato definito «la figura più eminente nel campo della psicologia della religione», la cui «profonda comprensione dell'analisi psicodinamica dell'atteggiamento religioso» era sostenuta non solo dalla sua vasta conoscenza dell'antropologia filosofica e teologica, ma anche dall'ampia e approfondita analisi empirica da lui condotta. Secondo Jacob Belzen, professore presso l'Università di Amsterdam, Vergote è stato «una figura chiave» nei movimenti intellettuali europei del XX secolo.
La sua influenza sulla psicologia della religione e sulla filosofia nei Paesi Bassi fu profonda, grazie alle sue pubblicazioni e alle loro traduzioni in olandese, nonché al fatto che alcuni dei suoi studenti intrapresero la carriera accademica a Lovanio o nei Paesi Bassi. In questo senso, Vergote è stato definito il «padrino» della seconda grande «scuola» della psicologia della religione di lingua olandese.
Nel 1998 Vergote fu nominato membro onorario della Società Italiana di Psicologia della Religione.
Note
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