Biografia Nato a Forlì nel 1892, conseguì la laurea in Agraria all'Università di Pisa. Fu in seguito tra i promotori delle cattedre ambulanti di agricoltura e partecipò ai progetti di bonifica della Maremma e delle Paludi Pontine.

Militante del Partito Socialista Italiano, alla fine del 1919 era uno dei principali dirigenti socialisti romagnoli. Al Congresso di Ravenna del 28 dicembre 1919, che deliberò la creazione di una federazione interprovinciale comprendente le province di Ravenna e Forlì, fu designato consigliere nazionale in rappresentanza della provincia di Forlì. Il successivo congresso di Forlì del 25 gennaio 1920 approvò lo statuto della nuova Federazione socialista romagnola ed elesse Montanari segretario federale e direttore de La Romagna Socialista.

Nel gennaio 1921 partecipò al Congresso di Livorno, schierandosi con la corrente dei comunisti unitari guidata da Giacinto Menotti Serrati. Al termine del congresso fu eletto nella nuova Direzione nazionale del PSI. Nel 1922 faceva parte del Consiglio nazionale della Confederazione Generale del Lavoro. Nello stesso anno, al congresso romagnolo del PSI, presentò insieme a Nullo Baldini un ordine del giorno che proponeva di riesaminare la tattica del partito, ammettendo la possibilità per il gruppo parlamentare socialista di appoggiare un indirizzo di governo che garantisse libertà d'azione alle organizzazioni dei lavoratori. La mozione ottenne 4.018 voti sui 5.341 espressi.

Parallelamente all'attività politica svolse quella di agronomo. Nel 1923 pubblicò a Forlì Il problema cerealicolo romagnolo e la coltura del frumento «Ardito», presso la Cooperativa Tipografica Forlivese. Negli anni successivi proseguì la carriera nel settore agricolo. Fu direttore della cattedra ambulante di agricoltura di Foggia: in tale veste organizzò, diresse e coordinò i lavori per l'aggiornamento del Catasto agrario della provincia, pubblicato dall'Istituto centrale di statistica con riferimento al 1929. Durante gli anni del fascismo continuò a svolgere attività tecnico-agronomica nell'ambito delle strutture agricole pubbliche e corporative. Nel 1939 figurò come autore della sezione dedicata alla «Corporazione dei cereali» nella pubblicazione ufficiale Torino e l'autarchia, edita in occasione della rassegna organizzata dalla Federazione dei Fasci di combattimento di Torino.

Nel secondo dopoguerra fu capo dell'Ispettorato compartimentale agrario delle Venezie. Nel 1954 fu nominato presidente del Consiglio superiore dell'agricoltura e delle foreste, incarico che mantenne fino al 1958, quando fu collocato a riposo per raggiunti limiti di età. Fece inoltre parte della prima consiliatura del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro.

Fu autore di numerosi lavori di carattere agronomico, con particolare attenzione alla cerealicoltura, alla viticoltura, alla zootecnia e alla cooperazione agricola. Tra questi figurano La cooperazione agricola nelle Venezie (1952) e La produzione granaria in Italia (1959). Collaborò anche con la rivista Agricoltura delle Venezie, nel cui comitato di redazione figurava almeno dal 1949.

Vita privata Il 19 febbraio 1921 sposò a Mirandola Luigia Grugni. La figlia Gioia Rita Montanari (Roma, 24 marzo 1939 – Torino, 17 giugno 2010) è stata figura di rilievo nella ginecologia italiana e consigliera comunale di Torino per il PCI.

Opere

Il problema cerealicolo romagnolo e la coltura del frumento «Ardito», Forlì, Cooperativa Tipografica Forlivese, 1923. I vini tipici senesi, Siena, Cattedra ambulante di agricoltura di Siena, 1933. La cooperazione agricola nelle Venezie, 1952. La produzione granaria in Italia, Roma, Stabilimento Tipografico Ramo Editoriale Agricoltori, 1959.

Note

Collegamenti esterni

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