Phalacraea DC., 1836 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Eupatorieae e sottotribù Ageratinae.
Etimologia Il nome del genere deriva dal termine greco antico "φαλακρός" (phalakrós), che significa "calvo" in riferimento all'achenio senza pappo.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Augustin Pyramus de Candolle (1778-1841) nella pubblicazione "Prodromus Systematis Naturalis Regni Vegetabilis ... (DC.)" (Prodr. 5: 105) del 1836.
Descrizione Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo con cicli biologici perenni...
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o decombente, semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto. La forma è varia da ovata a ampiamente triangolare con margini crenati o dentati.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini terminali raccolti in grappoli. I capolini, sessili o lungamente pedicellati, sono di tipo discoide e sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da 10-18 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori del disco (quelli del raggio sono assenti). Le brattee sono persistenti e disposte in modo embricato su 2-3 serie. Il ricettacolo, glabro, può essere piatto oppure leggermente convesso con o senza pagliette a protezione della base dei fiori.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi); sono più o meno numerosi (da 3 a 125) con forme brevemente tubulose di tipo attinomorfo o in alcuni casi di tipo zigomorfo); sono inoltre ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
Corolla: (solo fiori del disco) la forma della corolla normalmente è a imbuto o tubolare; il tubo della corolla è ristretto e cosparso da lunghe ghiandole stipitate; i lobi sono 5 e sono ampiamente espansi e provvisti di lunghe ghiandole stipitate solo alla base; il colore è bianco.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto piuttosto robusto circondante lo stilo; la forma delle antere è cilindrica e spesso sono ricoperte da ghiandole. La parte apicale delle antere è provvista di brevi appendici che possono essere anche assenti, oppure lunghe quanto larghe. Qualche volta sono bifide oppure crenulate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che di tipo isodiametrico o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli formanti un ovario infero uniloculare. La base dello stilo non è allargata ed è glabra. Gli stigmi hanno una forma lineare; possono inoltre essere papillosi o con protuberanze.
Frutti. I frutti sono degli acheni senza pappo. La forma dell'achenio è prismatica con 4-5 coste con superfici di tipo setaceo. Nella parte sommitale è presente un minuto carpoforo.
Biologia Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat Le specie di questo genere sono distribuite in Ecuador e Perù in habitat montani.
Sistematica La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Specie Il genere comprende 4 specie: Phalacraea callitricha (B.L.Rob.) R.M.King & H.Rob. Phalacraea ecuadorensis R.M.King & H.Rob. Phalacraea latifolia DC. Phalacraea longipetiolata (B.L.Rob.) R.M.King & H.Rob.
Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Steleocodon Gilli
Filogenesi Questo genere appartiene alla sottotribù Ageratinae della tribù Eupatorieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da lobi della corolla normalmente lisci sulla faccia interna, e dal pappo formato da barbe o da una corona di scaglie, oppure è assente, mai è formato da setole.
Le specie di questo genere si sono evolute adattandosi prevalentemente ad ambienti montani e foreste tropicali di altitudine.
Alcuni caratteri distintivi del genere: le infiorescenze normalmente eccedono le foglie; il pappo è assente; la superficie degli acheni è di tipo setaceo; il tubo della corolla è ristretto e cosparso da lunghe ghiandole stipitate; i lobi della corolla sono ampiamente espansi e provvisti di lunghe ghiandole stipitate solo alla base.
Il numero cromosomico delle specie di Phalacraea è: 2n = 40.
Note
Bibliografia
Voci correlate Generi di Asteraceae
Altri progetti
Collegamenti esterni
Phalacraea Royal Botanic Gardens KEW - Database
Categoria:Asteroideae