La pace religiosa di Kutná Hora (in ceco Kutnohorský náboženský mír, in tedesco Kuttenberger Religionsfrieden) fu un accordo politico-religioso approvato dagli Stati del Regno di Boemia durante la dieta riunita a Kutná Hora dal 13 al 20 marzo 1485, sotto il regno di Ladislao II di Boemia. L'accordo regolò la convivenza tra i cattolici, che ricevevano la comunione sotto una sola specie, e gli utraquisti, che praticavano la comunione sotto entrambe le specie.Alexandra Schäfer-Griebel, con Tomáš Havelka e Jana Kocková, Kuttenberger Religionsfrieden (1485) – Einleitung, Europäische Religionsfrieden Digital, Technische Universität Darmstadt, consultato il 25 settembre 2026.

La pace vietava coercizioni e insulti religiosi, confermava la validità dei Compactata e garantiva ai sudditi la possibilità di ricevere la comunione secondo la propria convinzione, anche qualora la pratica religiosa della loro parrocchia fosse differente. La validità iniziale dell'accordo fu fissata in 31 anni.

Il provvedimento fu confermato nuovamente nel 1497 e, il 28 aprile 1512, la Dieta di Praga ne proclamò la validità perpetua. La sua efficacia giuridica venne ancora riaffermata negli ordinamenti boemi fino al 1627.

Antefatti La Pace di Kutná Hora si inserì nel lungo processo di sistemazione delle conseguenze religiose e politiche delle Guerre hussite. I Compactata, negoziati con il Concilio di Basilea e definiti nel 1433–1436, avevano consentito agli utraquisti di praticare la comunione sotto entrambe le specie e furono interpretati in Boemia come un riconoscimento giuridico dell'utraquismo.

La situazione rimase tuttavia instabile. La Curia romana non riconobbe formalmente i Compactata e i rapporti tra cattolici e utraquisti continuarono a essere caratterizzati da tensioni politiche, ecclesiastiche e patrimoniali.Winfried Eberhard, Konfessionsbildung und Stände in Böhmen 1478–1530, München, Oldenbourg, 1981, pp. 56–60, ISBN 978-3-486-49531-7.

Dopo la morte di Giorgio di Poděbrady nel 1471, la corona passò a Ladislao II Jagellone. In seguito agli accordi di Buda e Olomouc del 1478–1479 e al riavvicinamento del sovrano con l'alta nobiltà cattolica, gli utraquisti temettero una progressiva riduzione delle proprie libertà religiose.

Negli anni successivi si verificarono tentativi di raggiungere un compromesso. Nel 1481 una dieta praghese stabilì già alcuni principi di reciproca tolleranza, tra cui il diritto dei sudditi di ricevere la comunione secondo il proprio uso religioso e il divieto di impedire ai sacerdoti di amministrare i sacramenti.

La crisi del 1483 Nel gennaio 1483 rappresentanti cattolici e utraquisti avviarono nuovi negoziati a Praga. Gli utraquisti chiedevano una soluzione permanente, mentre la parte cattolica proponeva inizialmente un accordo limitato a otto anni. Le trattative non ebbero successo.

Il 24 settembre dello stesso anno scoppiò a Praga una rivolta utraquista, nota anche come defenestrazione di Praga del 1483. I consigli municipali della Città Vecchia, della Città Nuova e di Malá Strana furono rovesciati; monasteri vennero assaliti e sacerdoti e monaci legati alla pratica cattolica della comunione sotto una sola specie furono espulsi.

La rivolta mostrò che una restaurazione forzata della predominanza cattolica non era politicamente sostenibile. Nel settembre 1484 il re e le città praghesi raggiunsero un accordo separato e, nello stesso anno, gli Stati elaborarono una prima versione di pace religiosa destinata a essere formalizzata dalla successiva dieta di Kutná Hora.

La dieta di Kutná Hora del 1485 La Dieta generale del Regno si riunì a Kutná Hora dal 13 al 20 marzo 1485. Le sedute si svolsero nella chiesa parrocchiale di San Giacomo. Kutná Hora, una delle città più importanti del regno dopo Praga e temporanea residenza di Ladislao II, offriva un luogo relativamente stabile per le trattative dopo le turbolenze politiche degli anni precedenti.

Gli Stati approvarono l'accordo elaborato nei mesi precedenti e stabilirono una durata di 31 anni. La precedente proposta di 32 anni fu ridotta di un anno perché il periodo di applicazione veniva fatto decorrere dall'accordo preliminare del settembre 1484.

Le fonti conservate non permettono di ricostruire nel dettaglio tutte le fasi del dibattito né di identificare nominalmente i negoziatori. Il testo finale mostra tuttavia che il sovrano svolse un ruolo centrale nel presentare agli Stati le disposizioni già concordate.

Contenuto Parità tra cattolici e utraquisti Il principio fondamentale della pace era il riconoscimento giuridico di entrambe le pratiche eucaristiche: la comunione sotto una sola specie (sub una specie) praticata dai cattolici e quella sotto entrambe le specie (sub utraque specie) praticata dagli utraquisti.

Le due parti si impegnavano a non insultarsi, perseguitarsi o esercitare coercizione reciproca per motivi religiosi.Kuttenberger Religionsfrieden (1485), edizione critica del testo in Europäische Religionsfrieden Digital, Technische Universität Darmstadt, consultato il 25 settembre 2026.

Libertà della pratica eucaristica I signori, i cavalieri e le città non potevano imporre ai propri sudditi la propria forma di comunione. Una persona che viveva in una signoria o in una parrocchia appartenente all'altra confessione poteva recarsi altrove per ricevere il sacramento secondo la propria convinzione. I sacerdoti non potevano essere ostacolati nella predicazione o nell'amministrazione dei sacramenti e, allo stesso tempo, non potevano costringere i fedeli a seguire una pratica eucaristica contraria alla loro coscienza.

La pace non comportava tuttavia una completa libertà moderna di fondare nuove comunità confessionali: il carattere religioso delle singole parrocchie doveva sostanzialmente rimanere quello esistente al momento dell'accordo.

Validità dei Compactata La pace confermava espressamente la validità dei Compactata, che continuarono a costituire la base giuridica della posizione utraquista nel regno.

Le parti potevano inoltre rivolgersi al papa per ottenere una sistemazione più duratura della questione religiosa, anche se gli utraquisti consideravano già sufficientemente autorevoli l'approvazione del Concilio di Basilea e la precedente conferma di Sigismondo di Lussemburgo.

Applicazione e sanzioni Le violazioni dell'accordo dovevano essere giudicate dal re insieme a un consiglio composto in modo paritario da rappresentanti delle due parti.

Gli Stati si impegnavano non soltanto personalmente, ma anche a nome dei propri eredi e comunità, a rispettare e difendere la pace. Chi rifiutava di rispettare le disposizioni poteva essere escluso dalla comunità politica del regno e sottoposto a sanzioni.

Limiti dell'accordo La pace riguardava essenzialmente cattolici e utraquisti. La Unità dei Fratelli Boemi, le cui posizioni religiose andavano oltre il quadro dei Compactata, non fu inclusa nella protezione dell'accordo.

Per i Fratelli era prevista una disputa teologica con maestri utraquisti e cattolici, ma tale confronto fu ripetutamente rinviato e non ebbe infine luogo. Le persecuzioni contro la comunità continuarono anche dopo il 1485. Praga costituiva inoltre un caso particolare. Il compromesso raggiunto tra il re e le città praghesi dopo la rivolta del 1483 restò in vigore e alcune questioni, comprese le restituzioni di beni confiscati, furono trattate separatamente.

Entrata in vigore Dopo l'approvazione a Kutná Hora, l'accordo venne formalmente emanato durante la dieta di Praga del 22 maggio 1485. Gli Stati di entrambe le confessioni prestarono giuramento di rispettarlo.

La pace divenne pienamente efficace il 28 settembre 1485, giorno di san Venceslao.

Gli Stati che non avevano prestato personalmente giuramento a Praga dovevano farlo entro un mese. Il re e un collegio paritario di dodici consiglieri erano incaricati di reprimere eventuali violazioni.

Conferme successive La Dieta del 1497 confermò nuovamente la Pace religiosa di Kutná Hora.

Nel 1501, il testo fu registrato nelle tavole del regno (zemské desky), secondo la procedura prevista per le deliberazioni della Dieta boema.

Il 28 aprile 1512, prima della scadenza dei 31 anni originariamente previsti, la Dieta di Praga proclamò la validità perpetua dell'accordo.

Il testo fu pubblicato a stampa per la prima volta nel 1513 all'interno di una raccolta di deliberazioni della Dieta.

La validità formale della pace continuò a essere riaffermata negli ordinamenti del Regno di Boemia fino al 1627, anche quando i mutamenti religiosi del XVI secolo avevano ormai reso insufficiente la semplice distinzione tra cattolici e utraquisti.

Importanza storica La Pace di Kutná Hora stabilì un sistema di coesistenza confessionale che, per diversi aspetti, differiva profondamente dalla soluzione adottata settant'anni dopo con la Pace di Augusta del 1555.

A Kutná Hora il signore territoriale non acquisiva infatti un diritto generale di imporre ai propri sudditi la propria confessione: i fedeli potevano ricevere la comunione secondo la propria convinzione anche quando la pratica della loro signoria o parrocchia era diversa.

Per questa ragione il Kuttenberger Religionsfrieden è stato descritto dagli studiosi come uno dei primi esempi europei di pace confessionale istituzionalizzata e, in alcune interpretazioni, come il primo vero Religionsfrieden europeo.Jiří Just, «Der Kuttenberger Religionsfrieden von 1485», in Joachim Bahlcke, Stefan Rohdewald e Thomas Wünsch (a cura di), Religiöse Erinnerungsorte in Ostmitteleuropa, Berlin, Akademie Verlag, 2013, pp. 838–850.

L'accordo non eliminò tuttavia i conflitti religiosi e politici nel Regno di Boemia. Dopo il 1485 continuarono controversie fra monarchia e Stati, fra nobiltà e città e all'interno dello stesso utraquismo.

Nel lungo periodo la pace contribuì però a istituzionalizzare la convivenza tra cattolici e utraquisti e costituisce un passaggio importante nella storia della pluralità confessionale boema prima della Riforma protestante.

Fonti e trasmissione del testo Il testo della pace è conservato in diverse tradizioni manoscritte, tra cui il manoscritto Talmberg della Biblioteca del Museo Nazionale di Praga e altri codici conservati a Křivoklát, Praga e nella Biblioteca nazionale ceca.

František Palacký pubblicò due importanti edizioni ottocentesche del testo negli Archiv český, basate rispettivamente sui manoscritti Talmberg e Fürstenberg.

L'edizione critica digitale moderna è pubblicata nel progetto Europäische Religionsfrieden Digital della Technische Universität Darmstadt, con introduzione di Alexandra Schäfer-Griebel e collaborazione di Tomáš Havelka e Jana Kocková.

Note

Bibliografia Winfried Eberhard, Konfessionsbildung und Stände in Böhmen 1478–1530, München, Oldenbourg, 1981, ISBN 978-3-486-49531-7. Winfried Eberhard, «Der Kuttenberger Religionsfriede (1485)», Zeszyty Naukowe Uniwersytetu Jagiellońskiego. Prace Historyczne, 1992, pp. 101–118. Jiří Just, «Der Kuttenberger Religionsfrieden von 1485», in Joachim Bahlcke, Stefan Rohdewald e Thomas Wünsch (a cura di), Religiöse Erinnerungsorte in Ostmitteleuropa, Berlin, 2013, pp. 838–850. František Palacký (a cura di), «Zápis sněmu Kutnohorského o pokoji a swobodě náboženstwí w Čechách», Archiv český, vol. 4, Praha, 1846, pp. 512–516. Alexandra Schäfer-Griebel, Tomáš Havelka e Jana Kocková, Kuttenberger Religionsfrieden (1485), in Europäische Religionsfrieden Digital, Technische Universität Darmstadt.

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