Fu uno storiografo greco del III-II secolo a.C., noto soprattutto per aver accompagnato Annibale e per averne narrato le imprese in un'opera in epoca moderna quasi interamente perduta.
Biografia Le notizie sulla vita di Sosilo sono estremamente scarse. Cornelio Nepote lo definisce lacedemone e riferisce che, insieme a Sileno di Calatte, fu tra gli storici che accompagnarono Annibale durante le sue campagne; secondo lo stesso autore, Sosilo avrebbe inoltre insegnato il greco al condottiero cartaginese.
Non è noto quando Sosilo sia entrato al seguito di Annibale né per quanto tempo vi sia rimasto. Sulla base della tradizione che lo vuole maestro di greco del condottiero, Giuseppe Zecchini ha ipotizzato che fosse nato non più tardi del 260–250 a.C. e che avesse conosciuto Annibale a Cartagine tra il 228 e il 224 a.C., oppure che lo avesse raggiunto in Spagna tra il 221 e il 218 a.C. in
Zecchini ha inoltre ripreso un'ipotesi già proposta da Wilhelm Keil, secondo cui la forma «Ἴλιος» tramandata da Diodoro Siculo (XXVI, 4) debba essere corretta in «Ἠλεῖος», «Eleo»; ne deriverebbe la possibilità che Sosilo fosse originario dell'Elide e avesse ottenuto in seguito la cittadinanza spartana.
L'opera storiografica Diodoro Siculo attribuisce a Sosilo una storia delle imprese di Annibale composta in sette libri. Dell'opera, quasi interamente perduta, sopravvivono poche testimonianze e frammenti, raccolti da Felix Jacoby in Die Fragmente der griechischen Historiker al numero 176, ove appunto si ritrova Sosilo.
La data di composizione non è nota con certezza. Zecchini ha proposto di collocarla tra il 201 e il 196/195 a.C., con una pubblicazione intorno a quest'ultima data. Secondo lo studioso, l'opera sarebbe stata concepita anche per presentare Annibale agli ambienti ellenici, alimentare l'opposizione greca a Roma e accompagnare idealmente la missione del condottiero cartaginese presso Antioco III.
In uno studio successivo Zecchini ha collegato più strettamente la composizione dell'opera agli anni intorno al 195 a.C., quando Annibale si trovava da Antioco III, interpretandola come un'opera di storiografia militare destinata a mostrare come la combinazione fra il talento di Annibale e la scienza militare greca avesse già consentito di sconfiggere più volte i Romani e potesse permettere di affrontarli nuovamente.
Il papiro di Würzburg Nel 1906 Ulrich Wilcken pubblicò un frammento papiraceo dell'opera di Sosilo, conservato nella collezione papiracea dell'Università di Würzburg e oggi identificato come "P.Würzb.Inv. 1". Il papiro, databile paleograficamente alla prima metà del II secolo a.C., conserva resti dell'inizio del quarto libro dell'opera e costituisce l'unico frammento diretto superstite dello storico; delle colonne originarie ne restano parti di tre. Un'indicazione presente sul verso ne consente l'attribuzione a Sosilo.
Il frammento descrive una battaglia navale combattuta tra Cartaginesi e una flotta romano-massaliota,; . generalmente identificata con lo scontro alla foce dell'Ebro del 217 a.C., durante la seconda guerra punica. Nel racconto di Sosilo le navi di Massalia svolgono un ruolo decisivo nella vittoria romana, mentre la versione di Polibio attribuisce maggiore rilievo all'azione dei Romani.
Il testo mostra una particolare attenzione agli aspetti tecnici dello scontro, con una descrizione precisa delle manovre navali e della disposizione delle forze. Giuseppe Zecchini ha sottolineato come tali caratteristiche rivelino una notevole competenza in materia militare e tattica. Essler osserva inoltre che nel frammento non emerge una partigianeria unilaterale e che l'episodio, nella forma in cui è narrato da Sosilo, non è altrimenti tramandato.
Profilo storiografico La scarsità dei frammenti superstiti non consente di ricostruire compiutamente il metodo storiografico di Sosilo. Il papiro di Würzburg mostra tuttavia un interesse particolarmente marcato per gli aspetti tecnici della guerra: nel racconto dello scontro navale la ricostruzione delle manovre, l'impiego di terminologia specialistica e il richiamo a precedenti della scienza militare greca assumono un rilievo che Giuseppe Zecchini considera caratteristico dell'opera dello storico.
Secondo Zecchini, in Sosilo sembrano così fondersi la monografia storica dedicata alle imprese di un condottiero e la tradizione della trattatistica tattico-militare; lo studioso lo definisce pertanto essenzialmente uno storico militare. Lo stesso Zecchini ha inoltre ipotizzato che il rapporto di Sosilo con Annibale potesse estendersi oltre l'insegnamento del greco e comprendere una funzione di consigliere, capace di suggerire stratagemmi e manovre sulla base della propria conoscenza dell'arte militare greca.
Guido Schepens ha proposto una diversa lettura del richiamo, conservato nel papiro, a una precedente vittoria navale dei Massalioti sui Cartaginesi: più che come semplice testimonianza di un episodio storico, esso andrebbe inteso come parte di una costruzione storiografica volta a collocare la superiorità marittima massaliota nella tradizione della guerra navale greca e a riflettere, attraverso un precedente del passato, sul rapporto fra Greci, Cartaginesi e crescente egemonia romana. in
Valutazione storiografica Polibio, nelle "Storie"Hist. III, 20 esprime su Sosilo un giudizio fortemente negativo, accomunandolo a Cherea e qualificando i loro racconti come «chiacchiere da bottega di barbiere». La polemica riguarda in particolare la loro versione delle deliberazioni romane successive alla caduta di Sagunto, che Polibio considera inattendibile.
La scoperta del papiro di Würzburg ha indotto la critica moderna a ridimensionare il valore assoluto di tale condanna. Gaetano De Sanctis osservò che il frammento presenta un racconto chiaro, concreto e privo di retorica, caratterizzato da una buona competenza militare, e ritenne possibile che lo stesso Polibio avesse utilizzato Sosilo tra le proprie fonti per la seconda guerra punica.
Giuseppe Zecchini ha interpretato l'ostilità polibiana anche alla luce dell'orientamento filoannibalico e antiromano attribuito all'opera di Sosilo, che avrebbe proposto negli ambienti ellenici una lettura della seconda guerra punica funzionale alla propaganda contro Roma.
Nell'ambito della critica moderna alla testimonianza polibiana, Véronique Krings in ha riesaminato il rapporto tra Polibio e Sosilo, soffermandosi in particolare sui topoi storiografici riconoscibili nell'opera dello storico spartano. Secondo L.V. Pitcher, Krings tenta inoltre di mettere in relazione i motivi attestati dal papiro con quelli implicati nella polemica di Polibio, pur ritenendo il recensore tale collegamento non del tutto convincente.
Opere
Storia delle imprese di Annibale, in sette libri, quasi interamente perduta.
Note
Bibliografia Fonti primarie (13, 3). (XXVI, 4). (testo latino e ). ( e )
Edizioni e testimonianze
(n. 176: Sosilo).
Studi e strumenti
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Collegamenti esterni
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