Il wapiti o vapiti (Cervus canadensis ) è un mammifero della famiglia dei Cervidi (Cervidae) originario dell'America del Nord e delle regioni centrali e orientali dell'Asia.

Etimologia Nel XVII secolo l'alce (Alces alces), chiamato elk nelle isole britanniche, era ormai scomparso da tempo da queste isole e il significato della parola elk per gli anglofoni era divenuto piuttosto vago, andando a indicare più o meno qualcosa di simile a un «grosso cervo». Gli anglofoni che arrivarono in America del Nord durante la colonizzazione europea delle Americhe non avevano più alcuna familiarità con gli alci di entrambi i lati dell'Atlantico, ma conoscevano benissimo il più piccolo cervo nobile (Cervus elaphus) delle isole britanniche, motivo per cui ritennero che il più grosso C. canadensis dell'America del Nord somigliasse di più all'ancor più grande alce e lo chiamarono così elk. Per questa ragione, nell'inglese nordamericano, il vocabolo elk, o in alternativa il termine wapiti, indica il C. canadensis, mentre l'alce propriamente detto è chiamato moose.

Il nome wapiti deriva dalla parola shawnee e cree waapiti (in alfabeto cree: ᐙᐱᑎ o ᐚᐱᑎ), che significa «sedere bianco». In alcuni casi le sottospecie asiatiche vengono chiamate anche maral, come nel caso del maral dell'Altai (Cervus canadensis sibiricus), ma questo nome si applica più correttamente al cervo del Caucaso (Cervus elaphus maral), una sottospecie del cervo nobile.

Secondo lOxford English Dictionary, l'etimologia della parola elk ha «una storia oscura». Nell'antichità classica, l'alce europeo era conosciuto con i nomi greco ἄλκη (álkē) e latino alces, parole probabilmente mutuate da una lingua germanica o da un'altra lingua nordeuropea. Nell'VIII secolo, nell'alto Medioevo, l'alce veniva chiamato in inglese antico elch, elh o eolh, dal proto-germanico *elho- o *elhon-, forse correlato con il norreno elgr. Successivamente, la specie divenne nota in inglese medio come elk, elcke o elke, che appare nella forma latinizzata alke, con l'ortografia alce presa in prestito direttamente dal latino alces. Sottolineando che elk «non è la normale forma fonetica» dell'inglese antico elch, lOxford English Dictionary fa derivare elk dall'alto-tedesco medio elch, a sua volta derivato dall'alto-tedesco antico elaho.

Tuttavia, in altri casi il wapiti venne riconosciuto correttamente come parente del cervo nobile europeo (Cervus elaphus) e pertanto ci si riferiva ad esso con il nome red deer con cui viene chiamato quest'ultimo. Richard Hakluyt, nel suo Discourse Concerning Western Planting del 1584, fece menzione dell'abbondanza di cervi nobili del continente (in inglese moderno antico greate store of ... redd dere). Allo stesso modo, in A Description of New England (1616) John Smith parlò di cervi nobili. Anche nella sua traduzione inglese (1672) delle Discoveries di John Lederer, William Talbot indicò questi animali come Red Deer, pur notando tra parentesi che «per la loro insolita grandezza venivano impropriamente definiti Elks dalle persone ignoranti». Sia Thomas Jefferson (Notes on the State of Virginia, 1785) che David Bailie Warden (Statistical, Political, and Historical Account of the United States, 1816) indicarono il wapiti come red deer.

Tassonomia

I membri del genere Cervus (e pertanto i più antichi parenti o possibili antenati del wapiti) compaiono per la prima volta nella documentazione fossile in Eurasia 25 milioni di anni fa, durante l'Oligocene, ma in quella nordamericana solamente a partire dal Miocene inferiore. L'estinto alce irlandese (Megaloceros) non era un membro del genere Cervus, bensì il più grande rappresentante conosciuto della famiglia dei Cervidi (Cervidae).

Fino a poco tempo fa, il cervo nobile e il wapiti venivano raggruppati in una stessa specie, Cervus elaphus, con un gran numero di sottospecie. Tuttavia, gli studi sul DNA mitocondriale condotti nel 2004 su centinaia di campioni provenienti da varie sottospecie di cervo nobile e wapiti, nonché da altre specie del genere Cervus, mostrano chiaramente che il wapiti costituisce una specie distinta, vale a dire Cervus canadensis. Le analisi del DNA hanno confermato che il wapiti è più strettamente imparentato con il cervo a labbra bianche e persino con il sika di quanto non lo sia con il cervo nobile.

Wapiti e cervi nobili danno vita a prole fertile in cattività e le due specie si sono incrociate liberamente nel parco nazionale del Fiordland in Nuova Zelanda. Gli esemplari incrociati hanno provocato la quasi totale scomparsa di sangue puro tra i wapiti della zona. Per quanto riguarda le differenze morfologiche, C. canadensis si distingue da C. elaphus per le maggiori dimensioni della zona chiara sul posteriore e i palchi di colore più chiaro.

Sottospecie Sono state descritte numerose sottospecie di wapiti, tre in America del Nord e cinque in Asia, ma alcuni tassonomisti le considerano semplici ecotipi o razze di un'unica specie (adattatesi agli ambienti locali attraverso piccoli cambiamenti nell'aspetto e nel comportamento). Le varie popolazioni differiscono tra loro nella forma e nella dimensione dei palchi, nelle dimensioni corporee, nella colorazione e nel comportamento riproduttivo. Gli studi sul DNA delle sottospecie asiatiche hanno rivelato che le variazioni fenotipiche per quanto riguarda lo sviluppo di palchi, criniera e macchia sul posteriore si basano su «fattori comportamentali correlati al clima». Le tre sottospecie presenti in America del Nord sono il wapiti del Canada (C. c. canadensis), il wapiti di Roosevelt (C. c. roosevelti) e il wapiti del tule (C. c. nannodes). Le popolazioni diffuse nella parte orientale e sud-occidentale del continente, che in alcuni casi venivano considerate due sottospecie a sé, sono scomparse da più di un secolo.

Tra le cinque sottospecie presenti in Asia, la più diffusa è il cervo dell'Altai (C. c. sibiricus). Altre due sottospecie presenti in Cina, Mongolia, penisola coreana e Siberia sono l'isubra (C. c. xanthopygus) e il wapiti dell'Alashan (C. c. alashanicus). L'isubra, originario della Manciuria, presenta una colorazione più scura e rossastra di quella delle altre popolazioni. Il wapiti dell'Alashan, della Cina centro-settentrionale, è la sottospecie più piccola e quella meno conosciuta.

In passato veniva ritenuto valido un numero maggiore di sottospecie, ma le recenti analisi genetiche indicano che tutte le forme americane, a eccezione del wapiti di Roosevelt e di quello del tule, appartengono a un'unica sottospecie (C. c. canadensis). Anche il cervo dell'Altai (C. c. sibiricus) è più o meno identico alla forma americana e potrebbe pertanto essere anch'esso incluso in questa sottospecie. Al contrario, l'isubra (C. c. xanthopygus) è chiaramente distinguibile dal cervo dell'Altai, ma non dal wapiti dell'Alashan. Anche le sottospecie cinesi (il cervo di Szechwan e il cervo del Tibet) sono risultate essere dei wapiti, e non sono risultate distinguibili tra loro dagli studi sul DNA mitocondriale. Queste due sottospecie vengono talvolta inserite in un'altra specie, il cervo dell'Asia centrale (Cervus hanglu), cui appartiene, tra gli altri l'hangul o cervo del Kashmir.

Sottospecie nordamericane C. c. canadensis - wapiti del Canada C. c. nannodes - wapiti del tule C. c. roosevelti - alce di Roosevelt

Sottospecie asiatiche C. c. alashanicus - wapiti dell'Alashan C. c. macneilli - cervo di Szechwan C. c. sibiricus - cervo dell'Altai C. c. wallichii - cervo del Tibet C. c. xanthopygus - isubra

Descrizione

Il wapiti ha una corporatura robusta, delle zampe sottili e una coda breve. Misura 0,75-1,5 m di altezza al garrese e 1,6-2,7 m di lunghezza testa-tronco. I maschi sono notevolmente più grandi delle femmine: pesano 178–497 kg contro i 171–292 kg delle seconde. La sottospecie di maggiori dimensioni è il wapiti di Roosevelt (C. c. roosevelti), diffuso a ovest della Catena delle Cascate negli stati USA di California, Oregon e Washington e nella provincia canadese della Columbia Britannica. Esemplari di questa sottospecie sono stati introdotti anche in Alaska, dove si stima che i maschi più grandi possano raggiungere i 600 kg. Più comunemente, i maschi di wapiti di Roosevelt pesano 318–499 kg e le femmine 261–283 kg. I maschi di wapiti del tule pesano 204–318 kg e le femmine 170–191 kg. I maschi adulti di wapiti del Canada pesano 288–478 kg, mentre le femmine si aggirano intorno ai 275 kg. Il wapiti è il secondo cervide più grande esistente dopo l'alce.

I palchi sono fatti di osso e possono crescere ad una velocità di 2,5 cm al giorno. Durante la loro crescita li copre e protegge uno strato morbido di pelle altamente vascolarizzata, noto come velluto, che si squama gradatamente in estate quando si sono completamente sviluppati. I maschi hanno generalmente sei punte su ogni palco. I wapiti siberiani e nordamericani sono quelli dotati dei palchi più grandi, mentre il cervo dell'Altai è quello dai palchi più piccoli. I palchi dei maschi di wapiti di Roosevelt possono pesare fino a 18 kg. La formazione e la conservazione dei palchi sono guidate dal testosterone. Alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera il livello di testosterone diminuisce e i palchi cadono.

Durante l'autunno, i wapiti sviluppano uno strato più fitto di peli, che li aiuta a isolarli durante l'inverno. Sia i maschi che le femmine delle sottospecie nordamericane sviluppano una sorta di criniera sul collo, assente nelle femmine delle altre forme. All'inizio dell'estate, il pesante mantello invernale è già completamente caduto: per rimuovere lo strato di peli più lunghi, i wapiti si sfregano contro alberi e altre cose. Tutti i wapiti presentano una chiazza piccola ma ben definita sul posteriore, al centro della quale si trova la breve coda. La colorazione varia in base alla stagione e al tipo di habitat: è grigia o comunque più chiara in inverno e più rossastra e scura in estate. Le sottospecie che vivono in climi aridi tendono ad avere un mantello di colore più chiaro rispetto a quelle che vivono nelle foreste. La maggior parte dei wapiti ha un manto di colore variabile dal bruno-giallastro chiaro al bruno-arancio, che in estate contrasta fortemente con il colore marrone scuro di testa, collo e zampe. L'isubra e il wapiti dell'Alashan, forme adattatesi a vivere nella foresta, hanno un manto rosso o bruno-rossastro con un contrasto meno evidente tra il colore del tronco e quello delle altre parti del corpo durante i mesi estivi. Alla nascita i piccoli sono coperti di macchie, come quelli di molte altre specie di cervi, ma perdono la livrea infantile prima della fine dell'estate. Il manto estivo degli isubra adulti può conservare qualche macchia arancione sul dorso, fino a quando non diventano anziani. Questa caratteristica è stata osservata anche nei cervi nobili europei adattatisi a vivere nella foresta.

Biologia

I wapiti sono tra le specie di cervi più gregarie. Durante l'estate le mandrie possono raggiungere i 400 individui. Per la maggior parte dell'anno, maschi e femmine vivono segregati in mandrie diverse; le mandrie di femmine sono più numerose, mentre i maschi formano piccoli gruppi o conducono un'esistenza solitaria. I giovani maschi possono associarsi a maschi più anziani o ai gruppi di femmine. I gruppi di maschi e di femmine si uniscono durante la stagione degli amori, che può iniziare a fine agosto. I maschi cercano di intimidire i rivali emettendo vocalizzi e mettendo in mostra i palchi. Se nessuno dei due si tira indietro, ingaggiano lotte a colpi di corna, riportando a volte gravi ferite.