LUnione europea, abbreviata in UE (pronuncia ), è un'unione politica ed economica a carattere sovranazionale, che comprende 27 Stati membri. Dal punto di vista geografico, l'UE include anche alcuni territori d'oltremare al di fuori del continente. La sua popolazione ammonta a circa 450 milioni di abitanti. Le lingue più parlate nell'Unione, sia come lingua madre (L1) sia come seconda lingua (L2), sono l'inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo e l'italiano (dati aggiornati a marzo 2026).
Dotata di un proprio ordinamento giuridico, distinto dal comune diritto internazionale e integrato nel diritto interno degli Stati membri,Corte di giustizia, 15 luglio 1964, causa 6/64, Costa c. Enel, ECLI:EU:C:1964:66 la sua architettura istituzionale e le sue competenze la rendono per certi aspetti simile a uno Stato federale, per altri a una confederazione di Stati, ragione per cui è spesso indicata in dottrina come organizzazione sui generis, di natura diversa sia dal diritto costituzionale statale, sia dal classico diritto internazionale interstatale... Costituisce, infatti, un'unione sovranazionale, nella quale, il diritto dell'Unione europea è direttamente applicabile nel territorio dei singoli Stati membri (alla stregua del diritto interno), distinguendosi in questo modo da qualsiasi organizzazione internazionale.
Il bilancio dell'Unione, non è finanziato da contributi degli Stati membri, come nel caso delle organizzazioni internazionali, ma da risorse fiscali proprie. I valori fondamentali dell'Unione europea (art. 2 TUE) sono vincolanti per i paesi che ne fanno parte in base all'art. 7 dello stesso trattato. Fra i suoi scopi (art. 3 TUE)Articolo 3 TUE. vi sono l'incremento del benessere dei suoi cittadini, la creazione di un'economia di mercato «fortemente competitiva» con stabilità dei prezzi e piena occupazione, la realizzazione dei valori dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia «senza frontiere interne» grazie all'accordo di Schengen, la lotta contro l'esclusione sociale e la discriminazione, il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale e della solidarietà tra gli Stati membri, la promozione della pace, del progresso scientifico e tecnologico, la difesa dell'ambiente, il rispetto per la diversità culturale e linguistica dell'Europa.
L'Unione esercita competenze normative in materie quali concorrenza, commercio, trasporti, energia, agricoltura, pesca, ambiente, protezione dei consumatori, occupazione e affari sociali, giustizia e diritti fondamentali, migrazioni e affari interni; esercita funzioni di coordinamento delle politiche economiche e occupazionali degli Stati membri (nell'ambito del cosiddetto semestre europeo), promuove la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza, e attraverso la “clausola di flessibilità” (art. 352 TFUE)Articolo 352 TFUE. può intraprendere azioni al di fuori delle sue normali aree di responsabilità; garantisce la libera circolazione di merci, servizi e capitali all'interno del suo territorio attraverso il mercato europeo comune, costruito a partire dal 1957 con i Trattati di Roma, e dispone di una propria cittadinanza.
Nata come Comunità economica europea con il trattato di Roma del 25 marzo 1957, nel corso di un lungo processo di integrazione, con l'adesione di nuovi Stati membri e la firma di numerosi trattati modificativi, tra cui il trattato di Maastricht del 1992, ha assunto la struttura attuale con il trattato di Lisbona del 2007. Il 12 ottobre 2012 è stata insignita del premio Nobel per la pace, con la seguente motivazione: «Per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa».
In termini di prodotto interno lordo nominale, l'Unione europea rappresenta la terza economia mondiale, preceduta dagli Stati Uniti e dalla Repubblica Popolare Cinese. La maggioranza degli Stati membri registra standard di vita tra i più elevati al mondo, come attestato dall'Indice di sviluppo umano.
Storia
Origine dell'identità europea: la diaspora indoeuropea Nel 1686 il filologo svedese Andreas Jäger, analizzando le evidenti somiglianze nel lessico di molte lingue europee presenti e passate, dedusse che tali analogie non potevano essere determinate solo da prestiti linguistici, ma che dovevano essere intese piuttosto come la prova dall'esistenza, in un'epoca remota, di una lingua vetustissima Europae ("antichissima lingua europea"), parlata dai progenitori della gran parte dei moderni popoli europei, i quali dovevano essere considerati con tutta evidenza popoli consanguinei. Il prosieguo degli studi scientifici di linguistica storica e di linguistica comparativa dimostrò, nel corso del XVIII e XIX secolo, la fondatezza della tesi di Jäger e mise in luce l'ulteriore relazione tra questa lingua europea antichissima ed il persiano, oggi lingua ufficiale dell'Iran, ed il sanscrito parlato in India: nel 1813 il filologo e scienziato inglese Thomas Young coniò quindi il termine lingue indoeuropee per definire tale vasta famiglia linguistica. L'indoeuropeistica, quale branca della linguistica storica e della linguistica comparativa, si pose come obiettivo la ricostruzione del lessico e della morfologia della protolingua europea - obiettivo che la comunità scientifica ritiene oggi raggiunto, almeno nelle sue linee essenziali -, mentre gli archeologi e gli storici tentarono di identificare il luogo di origine, il tempo e le vicende di massima che determinarono la diaspora della protolingua in aree così distanti del pianeta, oltre a cercare di tracciare un quadro della società, della religione e delle tradizioni del popolo progenitore, i protoindoeuropei. Il recente contributo degli studi genetici ha definitivamente confermato la consanguineità dei popoli parlanti una lingua appartenente alla famiglia linguistica indoeuropea, così che è ora possibile affermare che gli europei, i persiani ed almeno una parte del popolo indiano vantano antenati comuni. Si ritiene generalmente che a partire dalla fine del neolitico, ma con maggiore intensità durante l'età del Bronzo, un nutrito popolo di pastori nomadi e abili guerrieri che abitavano le terre oggi appartenenti all'Ucraina ed alla Russia meridionale abbia cominciato a migrare, a causa della sovrappopolazione, sia verso sud, raggiungendo l'Iran e l'India, sia verso ovest, riversandosi nelle varie regioni europee, a quel tempo ancora poco popolate.
La migrazione sarebbe avvenuta a tappe, con soste anche della durata di alcuni secoli, durante le quali il popolo originario si sarebbe gradualmente differenziato in numerosi gruppi etnici minori con caratteri peculiari ma affini dal punto di vista linguistico e culturale. Una tribù certamente indoeuropea, gli Achei, verso la metà del II millennio a.C. invase la Grecia e sottomise le popolazioni minoiche preesistenti, mescolandosi geneticamente e culturalmente con loro e dando vita alla civiltà micenea. Dopo le vicende della guerra di Troia gli stessi Achei furono sopraffatti da un'altra ondata di invasori indoeuropei provenienti da settentrione, conosciuti come Dori. Anche le vicende del popolamento della penisola italiana dimostrano l'arrivo successivo di ondate migratorie indoeuropee, tra le quali devono essere annoverati anche i Latini che si stanziarono nell'odierno Lazio; in altre aree dell'Italia la resistenza delle popolazioni preesistenti dovette essere maggiore, così che i Reti sulle Alpi e gli Etruschi stanziati nella moderna Toscana e nell'alto Lazio conservarono per molti secoli, pur con contaminazioni, la propria lingua e cultura preindoeuropea. Nell'Europa centrale il gruppo etnico indoeuropeo dei Celti si differenziò in tre rami principali: i Germani, i Galli ed i Britanni, che invasero e popolarono i territori che da loro presero il nome e si spinsero fino nella moderna Spagna, dove furono ribattezzati Celtiberi per essersi fusi con gli Iberi preesistenti.
Precursori storici dell'Unione Europea: l'Impero romano ed il Sacro Romano Impero
La costituzione di entità statali o parastatali che comprendessero l'intero territorio europeo può essere fatta risalire a periodi storici ben antecedenti rispetto alla fondazione dell'UE. Il primo organismo di tal genere fu l'Impero romano, che tuttavia non condivideva la medesima estensione geografica dell'Unione, essendo incentrato sul mar Mediterraneo ed avendo inglobato territori esterni al continente europeo, nel Nordafrica e nel moderno Medio Oriente; inoltre, contrariamente ai principi democratici alla base dell'Unione Europea, il dominio territoriale romano fu determinato dalla potenza militare dell'Impero e non da una libera scelta dei suoi sudditi, che nelle province annesse dovevano sottostare a un'amministrazione statale fortemente centralizzata, al cui vertice erano collocati l'imperatore ed i membri del senato romano. L'Impero tuttavia favorì il primo sviluppo del concetto di una identità europea, attraverso la diffusione del latino come lingua comune nella porzione del continente sotto il suo controllo (con l'eccezione della Grecia e delle province circostanti, dove il greco antico rimase largamente più diffuso), del diritto romano quale sistema legale universale e della moneta romana quale moneta unica del territorio imperiale, finendo per estendere la propria influenza politica, economica e culturale ben al di fuori dei suoi confini amministrativi.
La lunga agonia e la conseguente caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) determinarono la nascita nel continente europeo dei regni romano-barbarici, al cui interno prese avvio la formazione di distinte identità nazionali, senza tuttavia che la memoria dell'antica unità di molti territori o la consapevolezza dell'appartenenza ad una più ampia e comune identità europea venissero del tutto meno: i nuovi stati continuarono ad attribuire alla lingua latina il ruolo di lingua internazionale europea per la diplomazia, nonché di lingua ufficiale per l'emanazione di leggi e per ogni altro atto scritto di natura giuridica. Anche la graduale diffusione del Cristianesimo verso le regioni settentrionali ed orientali dell'Europa durante il medioevo contribuì al livellamento delle differenze culturali tra gli stati europei ed alla consapevolezza di appartenere ad una civiltà occidentale e cristiana che si contrapponeva ad una civiltà percepita come aliena ed ostile, identificata nella civiltà islamica, con la quale le nazioni europee furono lungamente in competizione. La cristianità medievale e il potere religioso e politico sovranazionale esercitato dal Papato sono infatti spesso citati come fenomeni storici favorevoli al processo di integrazione europea. Il sogno mai naufragato della renovatio imperii ("la ricostituzione dell'impero") attraversa l'intera storia europea, dai Goti di Teoderico all'impero francese di Napoleone Bonaparte, trovando una parziale ma duratura realizzazione nella vicenda del regno franco di Carlo Magno (742-814) e nella costituzione del Sacro Romano Impero (la cui incoronazione come imperatore avvenne, non a caso, a Roma il 25 dicembre 800): nel quadro di una Europa fortemente parcellizzata dal sistema feudale, il Sacro Romano Impero si impose per un millennio (800-1806) come una unione sovranazionale a carattere federale, particolarmente attiva sotto il profilo giuridico nel dirimere le controversie tra i territori che ne facevano parte, pur mantenendo questi ultimi ampi margini di autonomia. Per tali caratteristiche il Sacro Romano Impero è spesso individuato dagli storici come diretto precursore dell'Unione Europea moderna.Kikuchi Yoshio (菊池良生) dell'Università di Meiji ha suggerito che la nozione di Sacro Romano Impero come entità politica federale ha influenzato le idee strutturali successive dell'Unione Europea.
Contrapposizione tra Oriente greco ed Occidente latino