Nell'antichità romana, il praefectus urbis era il prefetto della città di Roma.
Secondo la tradizione, la carica sarebbe stata istituita già in età regia, dallo stesso Romolo, come custos urbis, venendo poi indicata per la prima volta come praefectus urbis all'epoca dei decemviri, nel 451 a.C.William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, pg.953-954 e mantenuta quindi in epoca repubblicana e imperiale.
Nella tarda antichità, la magistratura acquisì grande rilevanza; dal IV secolo inoltre i prefetti divennero due, poiché ne ebbe uno anche Costantinopoli. La carica sopravvisse alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476): l'ultima attestazione di un praefectus urbis a Roma risale al 599.Lançon (2000), p. 45 Nell'Impero romano d'Oriente sopravvisse fino al pieno medioevo.
Istituzione ed evoluzione Epoca regia Secondo la tradizione fu Romolo a istituire la carica, destinata a governare la città in sua assenza. Il prefetto urbano era nominato a vita dallo stesso re tra gli uomini più ragguardevoli dei patrizi della città, e per diritto faceva parte del Senato romano.Luigi Pompili Olivieri, Annali di Roma, p. 21, Tipografia Perego Salvioni.
Come rappresentante del re, in sua assenza ne esercitava tutte le prerogative, come la convocazione del Senato e quella delle altre assemblee elettive, compreso l'uso della forza, per il mantenimento dell'ordine. Tali prerogative potevano essere esercitate unicamente all'interno delle mura cittadine.
Si conoscono i nomi di soli tre prefetti di quest'epoca: Denter Romulius, nominato da Romolo, Numa Martius nominato da Tullo Ostilio e Spurius Lucretius, nominato da Tarquinio il Superbo.Tacito, Annales, 6.11
Tito Livio parla di un praefectus urbis il quale, in seguito alla cacciata di Tarquinio il Superbo, convocò i comizi centuriati che elessero i primi due consoli: Lucio Giunio Bruto e Lucio Tarquinio Collatino.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 60.
Epoca repubblicana Con il passaggio alla repubblica, le prerogative della carica rimasero sostanzialmente inalterate. Il prefetto veniva ora eletto dai consoli e, in assenza di questi, ne esercitava i poteri all'interno delle mura cittadine. Questi includevano la convocazione del Senato, dei comizi curiati, come anche la chiamata della leva cittadina.
Dal 487 a.C. il praefectus urbis fu eletto dai comizi curiati. Potevano essere eletti unicamente cittadini che avessero ricoperto un consolato.
La carica venne svuotata delle suo originarie funzioni quando, al tempo dei decemviri, fu creata la magistratura del praetor urbanus. Da questo momento al praefectus urbis spettava solo, in assenza dei consoli, celebrare le Feriae latinae. Inoltre, non veniva più eletto dalle assemblee cittadine ma nominato dai consoli.
Epoca imperiale Su suggerimento di Mecenate,Cassio Dione, Storia romana, LII, 21. Augusto. riformò nuovamente la magistratura e le conferì tutti i poteri necessari per garantire la pace e l'ordine nell'Urbe: ebbe la sovrintendenza su macellai, banchieri, guardie, teatri e altri, con la possibilità di mandare per la città i milites stationarii, una sorta di polizia urbana, poco dopo organizzata nelle coorti urbane, poste alle sue dirette dipendenze.
Aveva anche giurisdizione sui casi che contrapponevano gli schiavi o i liberti ai loro padroni ed ex-padroni, come pure su quelli che vedevano dei figli accusati di mancata pietas verso i propri genitori. Col passare degli anni i poteri e le competenze del praefectus aumentarono, inglobando quelli del praetor urbanus. Solo appellandosi direttamente al princeps era possibile impugnare una sentenza del praefectus, mentre egli si pronunciava sugli appelli riguardo sentenze di ogni altro magistrato della città e, in seguito, anche dei tribunali provinciali.Historia Augusta - Florianus, 5,6; Svetonio, 33; Cassio Dione, lii.21,33 All'inizio dell'impero, la carica di praefectus era tenuta per lunghi periodi da una sola persona, talvolta a vita, mentre a partire dall'imperatore Valeriano (253-260) il praefectus veniva cambiato con frequenza, talvolta una volta l'anno.Cassio Dione, lii.21,24, lxxviii.14; Historia Augusta - Commodus 14, Carinus, 16.
Quando Costantinopoli divenne la seconda capitale dell'impero, ricevette anch'essa un praefectus urbis, che in questo periodo diventa il diretto rappresentante dell'imperatore, con controllo su tutti gli ufficiali civili cittadini, le corporazioni e tutti gli enti pubblici.Simmaco, X.37; Cassiodoro, vi.4. Sovrintendevano all'importo e alla tariffazione delle derrate, sebbene queste fossero sotto il diretto controllo di altri ufficiali; tra i loro compiti c'era un rapporto mensile all'imperatore sui lavori del Senato,Simmaco, x.44 e di fare da tramite all'imperatore nel ricevimento di doni e petizioni dalle capitali.Simmaco, x.26,29,35. A Roma, aveva compiti di controllo durante le elezioni dei papi.Simmaco, x.71-83
Lista dei praefecti urbis Roma I secolo 12: Lucio Calpurnio Pisone 42-56: Lucio Volusio Saturnino, console nel 3 ?-61: Lucio Pedanio Secondo (vd. Tacito, Annales, XIV, 42-46) 61-69?: Tito Flavio Sabino 69-75: Tiberius Plautius Silvanus Aelianus 76-85: Lucius Plotius Pegasus 86-?: Rutilius Gallicus ?-96: Titus Aurelius Fulvus
II secolo 176: Quinto Cervidio Scevola 179 ?: Gaio Aufidio Vittorino 187? -189: Publio Seio Fusciano 189-192: Publio Elvio Pertinace 193: Tito Flavio Sulpiciano 193: Basso (vd. Elio Sparziano, Historia Augusta, Vita Severi) 193: Domitio Dexter (vd. Elio Sparziano, Historia Augusta, Vita Severi) 196: Publio Cornelio Anullino
III secolo 211: Lucio Fabio Cilone 212: Sesto Vario Marcello 212: Gaio Giulio AsproProsopographia Imperii Romani, I 182. 217: Lucio Mario Massimo Perpetuo Aureliano 218: Marco Oclatinio Avvento 223/224: Appio Claudio Giuliano 254: Lolliano 255: Lucio Valerio Massimo 256: Marco Nummio Ceionio Albino 257: Gaio Giunio Donato 258–260: Publio Cornelio Secolare 261–263: Marco Nummio Ceionio Albino 264–266: Paterno 267–268: Lucio Petronio Tauro Volusiano 269–270: Flavio Antiochiano 270/271: Pomponio Basso 271: Tito Flavio Postumio Varo 272: Flavio Antiochiano II 273–274: Virio Orfito 275: Postumio SuagroAttestato dal Cronografo del 354. 275: Elio Cesettiano?Personaggio di storicità dubbia («Aelius Cesettianus», PLRE I, p. 199). 276–7: Ovinio Pacaziano 278–281: Virio Lupo 281: Ovinio PaternoForse da identificare col Paterno console del 268, col Paterno console nel 269 o con Aspasio Paterno («Ovinius Paternus 9», PLRE I, p. 672) 282: Pomponio Vittoriano 283: Titucio Roburro 284–285: Ceionio Varo 285: Lucio Cesonio Ovinio Manlio Rufiniano Basso 286–287, 7 dicembre: Marco Giunio Massimo 288–289: Pomponio Gennariano 290–291, 18 febbraio: Lucio Turranio Graziano 291, 21 febbraio–292, 3 agosto: Gaio Giunio Tiberiano 292, 3 agosto–293, 13 marzo: Claudio Marcello 293, 13 marzo–295, 11 gennaio: Settimio AcindinoProbabilmente padre dell'omonimo console del 340 («Septimius Acyndinus 1», PLRE I, p. 11) 295, 11 gennaio–296, 18 febbraio: Tito Claudio Marco Aurelio Aristobulo 296, 18 febbraio–297: Cassio Dione 297–298: Afranio Annibaliano 298–299: Artorio Massimo 299–300: Marco Giunio Cesonio Nicomaco Anicio Fausto Paolino
IV secolo 300, 1º marzo–301: Pompeio Appio Faustino 301–302, 19 febbraio: Lucio Elio Elvio Dionisio 302, 19 febbraio–303, 12 settembre: Nummio Tusco 303–304: Giunio Tiberiano 304–305, 12 febbraio: Aradio Rufino 305, 12 febbraio–306, 19 marzo: Tito Flavio Postumio Tiziano 306, 19 marzo–307, 27 agosto: Gaio Annio Anullino 307, 27 agosto–308: Attio Insteio Tertullo 308, 13 aprile–309, 30 ottobre: Stazio Rufino 309–310: Aurelio Ermogene 310–311: Gaio Ceionio Rufio Volusiano 311, 28 ottobre–312, 9 febbraio: Giunio FlavianoPLRE1, p. 344 312: Aradio Rufino II 312, 27 ottobre–29 novembre: Gaio Annio Anullino II 312–313: Aradio Rufino III 313–315: Gaio Ceionio Rufio Volusiano 315, 20 agosto–316, 4 agosto: Gaio Vettio Cossinio Rufino 316, 4 agosto–317, 15 maggio: Ovinio Gallicano 317, 15 maggio–319, 1º settembre: Settimio Basso (13 luglio–13 agosto 318: Giulio Cassio) 319–323: Lucio Valerio Massimo BasilioRita Lizzi Testa, Le trasformazioni delle élites in età tardoantica, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2006, ISBN 88-8265-372-2, pp. 351–352. 325, 4 gennaio–326, 13 novembre: Acilio Severo 326, 13 novembre–329, 8 settembre: Amnio Anicio Giuliano 329, 8 settembre–329, 9 ottobre: Publilio Optaziano Porfirio 329, 9 ottobre–331, 12 aprile: Petronio Probiano 331, 12 aprile–333, 7 aprile: Sesto Anicio Fausto Paolino 333, 8 aprile–10 maggio: Publilio Optaziano Porfirio II 333, 10 maggio–334, 27 aprile: Marco Ceionio Giuliano Camenio 334, 27 aprile–335, 30 dicembre: Amnio Manio Cesonio Nicomaco Anicio Paolino 335, 30 dicembre–337, 10 marzo: Ceionio Rufio Albino 337, 10 marzo–338, 14 gennaio: Lucio Aradio Valerio Proculo 338, 13 gennaio–339, 14 luglio: Mecilio Ilariano 339, 14 luglio–25 ottobre: Lucio Turcio Aproniano 339, 25 ottobre–341, 27 febbraio: Fabio Tiziano 341, 27 febbraio–342, 1º aprile: Aurelio Celsino 342, 1º aprile–342, 7 luglio: Lolliano Mavorzio 342, 7 luglio–344, 11 aprile: Fabio Aconio Catullino Filomazio 344, 11 aprile–345, 5 luglio: Quinto Rustico 345, 5 luglio–346, 26 dicembre: Petronio Probino 346, 26 dicembre–347, 13 giugno: Marco Mecio Memmio Furio Baburio Ceciliano Placido 347, 13 giugno–349, 11 aprile: Ulpio Limenio 349, 11 aprile–350, 27 febbraio: Ermogene 350, 27 febbraio–351, 1º marzo: Fabio Tiziano II (brevemente scacciato da Nepoziano) 351, 1º marzo–12 maggio: Aurelio Celsino II 351, 12 maggio–7 giugno: Celio Probato 351, 7 giugno–18 dicembre: Clodio Celsino Adelfio 351, 18 dicembre–352, 9 settembre: Lucio Aradio Valerio Proculo II 352, 9 settembre–352, 26 settembre: Settimio Mnasea 352, 26 settembre–353, 8 dicembre: Nerazio Cereale 353, 8 dicembre–355: Memmio Vitrasio Orfito 355–356: Flavio Leonzio 357, 13 gennaio–359, 25 marzo: Memmio Vitrasio Orfito II 359, 25 marzo–25 agosto: Giunio Basso 359–361: Tertullo 361, autunno–362, 28 gennaio: Clytholias Massimo 362, 9 dicembre–364: Lucio Turcio Aproniano Asterio 364, 22 aprile–365, 9 marzo: Lucio Aurelio Avianio Simmaco signo Fosforio 365, 4 aprile–17 settembre: Gaio Ceonio Rufo Volusiano Lampadio 365, 8 ottobre–367, 5 maggio: Vivenzio 367, maggio–agosto: Giunio Pomponio Ammonio 367, 18 agosto–368, 20 settembre: Vettio Agorio Pretestato 369, 1º gennaio–370, 21 agosto: Quinto Clodio Ermogeniano Olibrio 371, 1º gennaio–372, 5 luglio: Publio Ampelio 372, 22 agosto: Bappone«Bappo 2», PLRE I, p. 146. 373: Principio«Principius 1», PLRE I, p. 726. 374, 14 febbraio: Flavio Euprassio 374, 21 maggio–19 luglio: Claudio Ermogeniano Cesario 376: Aradio Rufino 376, 1º dicembre–377, 4 gennaio: Gracco 377, 17 settembre: Probiano 378, 9 marzo: Martiniano 378/379: Ipazio 379/383: Lucio Valerio Settimio Basso 380, 13 gennaio–16 febbraio: Magno Arborio 380: Anicio Paolino 381, 22 febbraio–8 maggio: Valeriano«Valentinus 8», PLRE I, p. 938. 381, agosto/settembre: anonimo«Anonymus 15», PLRE 1 381, 9 ottobre: Flavio Afranio Siagrio poco prima del 382: anonimo«Anonymus 16», PLRE 1 382: Valerio Severo 382–383: Anicio Auchenio Basso 383–384: Avenzio 384–385: Quinto Aurelio Simmaco 385–387: Piniano 387: Sallustio 387/388: Sesto Rustico Giuliano 389 circa: Sesto Aurelio Vittore 389–391: Ceionio Rufio Albino 391: Faltonio Probo Alypio 391, 18 novembre: Filippo 392/394: Nicomaco Flaviano 395, 5 marzo: Basilio 395, 21 aprile–6 luglio: Andromaco 395, 14 settembre–397, 26 dicembre: Florentino 398 (inizio): Lampadio 398, 6–29 marzo: Felice 398/399: Quintilio Leto 399, 6 giugno–400, 8 novembre: Nicomaco Flaviano 400/401: Protadio
V secolo 401–402: Flavio Macrobio Longiniano 402: Cecina Decio Albino iunior 403/408: Postumio Lampadio 406/407 Flavio Peregrino Saturnino (per la seconda volta) 408: Ilario 408: Nicomaco Flaviano