Il Bellum Catilinae (in italiano La guerra di CatilinaIl titolo viene anche talvolta tradotto in maniera letterale come Sulla o Della congiura di Catilina.) è una monografia storica, la secondaIl primo esempio latino di questo genere letterario era stata l'opera sulla Seconda guerra punica composta da Celio Antipatro nel II secolo a.C. in assoluto della letteratura latinaDa: , scritta dallo storico latino Gaio Sallustio Crispo (86 - 34 a.C.).

Seguendo una scansione narrativa suddivisa in 61 capitoli, l'opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.C., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di sovvertire l’ordinamento repubblicano di Roma.

La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana (specie dei senatori) durante il I secolo a.C., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.

Dopo La congiura di Catilina, Sallustio scrisse un'altra monografia storica, il Bellum Iugurthinum, ovvero la Guerra di Giugurta, sull'omonimo conflitto.

Titolo e tradizione manoscritta L'opera, composta probabilmente tra il 43 ed il 40 a.C.Sallustio cominciò a scrivere sicuramente dopo il 44 a.C., anno della morte di Cesare, in un periodo in cui andavano delineandosi anche i primi contrasti tra Ottaviano e Antonio, che sfoceranno nel 33, due anni dopo la morte dello storico, in una grande guerra civile che avrebbe impegnato forze etniche e imponenti correnti ideologiche. Vedi: La congiura di Catilina, a cura di Lidia Storoni Mazzolani, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1976, p. 17., è stata tramandata per tradizione diretta da codici medioevali, in cui compare con i titoli Bellum Catilinae (la variante De bello Catilinae deriva dal nesso del capitolo 4,3 dell'opera), con cui è nota nei paesi anglosassoni, Bellum Catilinarium o Liber Catilinarius; molti studiosi sostengono il titolo De Catilinae coniuratione, recuperando l'espressione dal capitolo 4,3 della monografia:

La scelta stessa del titolo ha un valore preciso: nel termine coniurationeConiuratione è l'ablativo di coniuratio. Il termine deriva dal verbo coniurare, fusione della preposizione cum + il verbo iurare che inizialmente aveva il significato di prestare giuramento insieme (letteralmente giurare con); in seguito ha assunto il connotato negativo di giurare insieme a fini maligni, quindi cospirare. Da: Campanini, Carboni. NOMEN - Il nuovissimo Campanini Carboni. Latino Italiano - Italiano Latino Paravia. Torino, 2003. ISBN 88-395-5150-6 infatti è presente tutta una serie di connotati e giudizi negativi provati da Sallustio nei confronti dell'evento.

Il testo del De Catilinae coniuratione, come anche quello del Bellum Iugurthinum, è stato tramandato da due classi di manoscritti, chiamati mutili e integri. I primi presentano una lacuna (nel caso specifico nel Bellum Iugurthinum), successivamente colmata da un revisore che aveva a disposizione un manoscritto della classe degli integri; entrambi derivano, comunque, da un archetipo comune. Le discordanze sono dovute nella maggior parte dei casi a inserimenti di lezioni e correzioni provenienti da fonti diverse: numerose sono le glosse aggiunte al testo originale. Si ricordano tra i mutili: il Codex Parisinus 16024 e discendenti (Biblioteca nazionale di Francia, IX secolo); il Basileensis dell'XI secolo. Più numerosi gli integri ma anche più recenti: Leidensis, Vossianus Latinus, il Lipsiensis, il Monacensis (XI secolo), il Palatinus (XIII secolo).La congiura di Catilina, a cura di Lidia Storoni Mazzolani, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1976, p. 49.

Leditio princeps fu pubblicata a Venezia da Vindelino da Spira nel 1470.

Struttura narrativa Lo sviluppo del racconto non è lineare, ma i 61 capitoli che compongono l'opera sono scanditi secondo un'accurata regia, che alterna i fatti a numerosi excursus, frammentando notevolmente la continuità della storia e del testo.

L'opera presenta la struttura tipica delle monografie della storiografia ellenistica, secondo uno schema molto preciso: un proemio, il ritratto del protagonista - inserito in questa posizione appositamente per catturare fin da subito l'attenzione dei lettori -, vari excursus politici e morali ed infine l'analisi dei discorsi pronunciati dai personaggi e dei documenti da cui si è attinto. Questo modus operandi rende più variato il testo e più efficace il giudizio politico.

+ Struttura del De Catilinae coniuratione.Capitolo / -iContenutiArgomenti trattatiCapp. 1–4Proemio.Incipit in cui si spiega la scelta forzata dellotium.Cap. 5Ritratto di Catilina.Descrizione fisica e psichica del protagonista.Capp. 6–131° excursus («archaeologia»).Cause morali della congiura: si lega l'evento alla storia generale.Capp. 14–36,4Avvenimenti sino alla fuga di Catilina.Fatto storico.Capp. 36,5-392° excursus.Cause sociali ed economiche della congiura; trascurate le vere cause politiche.Capp. 40–61Avvenimenti sino alla morte di Catilina.Conclusione.

Approfondendo l'analisi dell'opera emerge un'omogenea visione della storia romana dell'ultimo secolo della repubblica. Largo spazio è concesso al contesto sociale e politico, all'interno del quale, con Catilina, salgono alla ribalta degli eventi e della cronaca antica altri personaggi, in seguito molto famosi.

L'arco di tempo coperto dalla narrazione va dai primi di giugno del 64 a.C., data di inizio della congiura secondo lo storico, fino al gennaio del 62 a.C., con l'epilogo nello scontro finale della battaglia di Pistoia e la morte sul campo di Catilina.

Vicenda storica

Di fronte alla grave crisi in cui si trovava la Repubblica, in seguito alla dittatura sillana, emerse una grande varietà di orientamenti politici, spesso tra loro violentemente contrapposti. Oltre alle posizioni moderatamente filo-senatorie o filo-democratiche entrarono in gioco, a partire dal 70 a.C. e lungo tutti gli anni 60, anche movimenti più radicali, legati ai ceti rimasti esclusi dal potere; tra essi risaltarono in particolare le frange più estremistiche del partito popolare.

Proprio alla guida di uno di questi movimenti si distinse Lucio Sergio Catilina, appartenente alla Gens Sergia, nobile famiglia economicamente decaduta, che nel 63 si candidò alle elezioni per il consolato; lo appoggiarono discretamente anche Cesare e Crasso, determinati ad indebolire il potere della nobilitas senatoria.

Sconfitto alle elezioni dal rivale Cicerone, Catilina decise di ordire un colpo di Stato, raccogliendo intorno a sé un gruppo di congiurati, provenienti dai ceti più vari (e lontani) della società romana, ma accomunati dal disprezzo per la legalità e dall'uso della violenza. Tra di essi si annoverano sia individui appartenenti ai ceti più alti della societas romana – nobili fortemente indebitati ed equites ("cavalieri")Gli equites o cavalieri erano un ordine istituito nel II secolo a.C. Il nome deriva da un'antica organizzazione militare per censo: essi partecipavano alle guerre col proprio cavallo, armati a proprie spese. Alcuni furono assorbiti dalla nobiltà (costituita dai grandi proprietari terrieri), altri crearono l'alta finanza romana, dando vita a numerose imprese: dalle miniere alle rete di comunicazione (su mare e su terra), dagli appalti pubblici, alle banche, alle forniture militari ecc. La loro posizione politica non si scostava dal senato ed era sostanzialmente conservatrice. Vedi: La congiura di Catilina, a cura di Lidia Storoni Mazzolani, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1976, p. 105, nota 12. – sia personaggi meno altolocati – plebei, proprietari terrieri falliti, veterani di Silla,I Veterani di Silla che avevano combattuto nella Guerra Sociale si trovavano ormai in rovina nel contado dell'Etruria; essi ricordavano con rimpianto le «precedenti vittorie e saccheggi» (rapinarum et victoriae veteris memores; cap. 16, 4), le ampie concessioni terriere e le proscrizioni, grazie alle quali si erano arricchiti a dismisura. donne, schiavi –, nonché popolazioni straniere, come i Galli Allobrogi, scontente del dominio di Roma. Catilina, con abili manovre demagogiche, riunì tutti intorno ad un programma estremistico, ma democratico: i suoi obiettivi fondamentali erano il condono dei debiti, la distribuzione di terre ai meno abbienti ed il riscatto dei cittadini più miseri.Catilina tentò di accattivarsi i voti della plebe frequentando attori e gladiatori, che avevano su di loro un grande ascendente; promise anche una redistribuzione delle terre demaniali e conquiste di guerra, guadagnandosi così anche l'appoggio dei veterani di Silla caduti in disgrazia (vedi anche la nota precedente) e addirittura un editto per la remissione dei debiti (detto Tabulae novae). Quest'ultima proposta allarmerà particolarmente la classe senatoria ed il suo rappresentante Cicerone, che non riusciva a non vedere in Catilina «la ferocia, nel suo sguardo il delitto, nelle sue parole la tracotanza, come se avesse già agguantato il consolato» (citazione dall'orazione Pro Murena).

Crasso e Cesare, in un primo tempo simpatizzanti occulti, dopo alcuni avvenimenti,Secondo alcuni storici, dal 66 al 64 a.C., Crasso e Cesare avevano appoggiato i tentativi di colpo di Stato, ma dopo l'autunno del 63, quando Catilina cominciò a reclutare gli strati più bassi della popolazione e gli schiavi, si fecero più cauti. Vedi: La congiura di Catilina, a cura di Lidia Storoni Mazzolani, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1976, p. 105, nota 13. abbandonarono il tentativo insurrezionale ed il console Cicerone ebbe l'opportunità di sventare e reprimere l'intero piano eversivo.

Riassunto dei capitoli

Capitoli 1 - 4 (proemio)

Il De Catilinae coniuratione, come il successivo Bellum Iugurthinum, si apre con un ampio proemio in cui l'autore illustra le sue considerazioni ideologiche. L'uomo, costituito da un'anima e un corpo, deve coltivare soprattutto le qualità spiritualiLe facoltà spirituali fondamentali sono, secondo lo storico, l'attività politica, quella militare, quella oratoria e quella storiografica: Luigi Coco (a cura di), L'uomo e la natura. Sallustio, Livio, prosatori scientifici, Napoli, Loffredo, 2003, ISBN 88-8096-934-X. se vuole ottenere una gloria vera ed eterna;

l'ingegno è dunque più importante della forza fisica sia in periodo di pace che in guerra. L'attività storiografica, scelta dall'autore subito dopo il ritiro dalla vita politica, fa parte di quelle attività che arrecano fama e consentono allo stesso tempo di servire al meglio la patria, esattamente come se si adempisse in maniera diretta ad incarichi pubblici.Per la cultura romana fare la storia era molto più importante che scriverla. Sallustio nei proemi delle due monografie vuole rivalutare la figura dello storico, affidandole l'importante ruolo sociale di testimone dei fatti e custode di quei valori in grado di ammonire le generazioni future. La scelta della congiura di Catilina come tematica principale della monografia storica è dovuta all'eccezionalità e alla pericolosità di quell'avvenimento.

Capitoli 5 - 18 («archaeologia»)