Il Rubroboletus lupinus è un fungo basidiomicete tossico se consumato crudo.
Descrizione della specie Cappello 10 (15) cm di diametro, prima convesso, poi subgloboso e infine appianato. Cuticola liscia, vellutata. non viscosa, di colore prima biancastro, grigio pallido poi rosa e rosso fragola, più scolorito al margine, si macchia di verde-azzurro al tocco. Margine leggermente involuto.
Pori Poligonali, rosso carico che tende a diventare rosso arancio a maturazione, bluastri al tocco.
Tubuli Arrotondati al gambo, prima gialli poi verde-oliva.
Gambo 7-10 (12) x 2–4 cm, corto, tozzo, sodo, pieno, non obeso, bulboso, radicante, privo di reticolo, ornato da punteggiature bruno-rossastre, giallastro, al tocco vira al blu.
Carne Dura, compatta, di colore giallo, al taglio vira al blu.
Odore: sgradevole di acetilene. Sapore: acidulo.
Microscopia Spore 11,5-12,5 x 5-5,5 µm, ellissoidali, bruno-oliva in massa. Basidi Cistidi
Habitat Fungo simbionte. Cresce in boschi caldi e calcarei di quercia (Quercus) o più raramente di faggio (Fagus), in estate fino agli inizi dell'autunno. Non molto comune.
Commestibilità Tossico da crudo. Potrebbe essere consumato dopo una cottura prolungata, tuttavia se ne sconsiglia categoricamente l'uso. Per tali motivi, la specie in questione va considerata non commestibile.
Etimologia Dal latino lupinus = attinente ai lupi, probabilmente per i luoghi in cui cresce.
Nome comune Boleto dei lupi
Specie simili Viene spesso confuso con: Rubroboletus satanas
Note
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Categoria:Funghi non commestibili Categoria:Boletaceae Categoria:Taxa classificati da Elias Magnus Fries Categoria:Taxa descritti nel 2015