La Vuelta Ciclista a España (), o Vuelta a España spesso indicata solo come La Vuelta (in italiano: Giro di Spagna), è una corsa ciclistica a tappe, terza per antichità fra le tre che compongono i Grandi Giri maschili di ciclismo su strada professionistico (oltre alla Vuelta, il Tour de France e il Giro d'Italia). Si disputa in Spagna ogni anno nell'arco di tre settimane a cavallo tra i mesi di agosto e settembre, con traguardo dell'ultima tappa posto, secondo tradizione, a Madrid. Dal 2005 al 2007 ha fatto parte del circuito UCI ProTour, dal 2009 è stata inserita nel calendario mondiale UCI e dal 2011 fa parte dell'UCI World Tour.
Storia
Disputata per la prima volta nel 1935 e annualmente dal 1955, la Vuelta si corre per tre settimane, come gli altri Grandi Giri, lungo un percorso ogni anno diverso che attraversa la Spagna. L'evento inaugurale del 1935 vide cinquanta partecipanti affrontare un percorso di 3411 km, suddiviso in sole quattordici tappe, con distanze parziali di oltre 240 km. Prese ispirazione dal successo dei Giri di Francia e Italia e dall'aumento delle vendite che ebbero i quotidiani che le sponsorizzavano (rispettivamente L'Auto e La Gazzetta dello Sport); così anche Juan Pujol, del quotidiano Informaciones, creò la corsa per aumentare le vendite del suo giornale.
All'inizio era disputata in primavera, di solito in aprile, con qualche edizione disputata in giugno negli anni 1940. Solo nel 1995 fu spostata in settembre per evitare la diretta concorrenza con il Giro d'Italia, disputato in maggio, e per avere una maggiore affluenza di grandi ciclisti, dato che la Vuelta disputata in agosto/settembre è vista come importante preparazione per i Campionati del mondo di ciclismo su strada, che si disputano nell'ultima settimana di settembre. Un'edizione, quella del 1950, fu organizzata tra agosto e settembre. La prima edizione risale al 1935, con 14 tappe per un totale di 3431 km; la partenza e l'arrivo furono a Madrid e vinse il belga Gustaaf Deloor a una media di 28,591 km/h. Tra il 1937 e il 1944 la Vuelta fu disputata solamente due volte, a causa della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale.
Il record di vittorie è detenuto dallo sloveno Primoz Roglic con 4 edizioni, insieme allo spagnolo Roberto Heras, vincitore nel 2000, 2003 e 2004; Heras aveva vinto anche l'edizione 2005, ma fu in seguito squalificato per doping: riabilitato, la vittoria gli fu poi riassegnata, riportando così il totale delle sue vittorie a 4.
Per quanto riguarda i vincitori, la Vuelta dei primi anni fu dominata da corridori non competitivi negli altri due grandi giri e complessivamente con poche vittorie, fatta eccezione per il francese Jean Stablinski, nonostante la vicinanza temporale con il Giro d'Italia.
A partire dagli anni 1960 e fino al 1990, la corsa a tappe spagnola vede comunque vincitori i più grandi ciclisti del panorama mondiale, che iniziarono in quegli anni a prendervi parte: Jacques Anquetil (1963), Jan Janssen (1967), Felice Gimondi (1968), Luis Ocaña (1970), Eddy Merckx (1973), Freddy Maertens (1977), Bernard Hinault (1978 e 1983), Joop Zoetemelk (1979), Giovanni Battaglin (1981) e Pedro Delgado (1985 e 1989). Per quanto riguarda gli anni 2000, vi sono invece tre successi di Alberto Contador e due di Chris Froome. La vittoria della Vuelta, assieme a Giro d'Italia e Tour de France, assegna la Tripla Corona. Gli spagnoli dominano nel numero di vittorie finali, con 28 edizioni vinte delle 76 organizzate al 2022; la Vuelta ha avuto vincitori provenienti anche da Francia, Belgio, Svizzera, Italia, Germania, Paesi Bassi, Colombia, Irlanda, Kazakistan, Russia, Stati Uniti, Slovenia e Regno Unito.
Il record di vittorie di tappa in una singola edizione spetta a Freddy Maertens, che, nell'edizione del 1977, vinse 13 tappe, oltre alla classifica generale.
Descrizione
Maglie Il leader della classifica generale, dall'edizione del 2010, indossa una maglia rossa, corrispettiva spagnola della maglia gialla del Tour de France e della maglia rosa del Giro d'Italia. Ma la maglia del leader alla Vuelta ha avuto una storia molto travagliata con moltissime variazioni di colore. La prima volta che il leader indossò una maglietta di colore distintivo fu già durante le prime edizioni, quando si optò per l'arancione. Poi tra il 1935 e il 1936 la camiseta si schiarì un po' diventando quasi gialla.
Nel 1941 a sorpresa si passò al bianco, ma soltanto per una stagione. Nel 1942 ecco nuovamente l'arancione. Nel 1945 apparve per la prima volta il rosso, in versione quasi porpora, dal 1946 al 1950 si preferì una doppia colorazione con sfondo bianco e striscia rossa. Finalmente nel 1955 si passò al giallo che risultò il colore più adottato dato che fu mantenuto fino al 1999. Solo nel 1977 si registrò un'edizione rossa come di nuovo dal 2010. Dal 1999 al 2009, giusto per differenziarsi dal Tour, ecco la colorazione oro.
Altre graduatorie distintive sono la classifica scalatori e quella della classifica a punti, che assegnano rispettivamente una maglia a pois blu e una maglia verde. Vi sono state e vi sono anche altre maglie assegnate, come quella al leader della classifica degli sprint intermedi (ora abolita) e quella per la classifica combinata (maglia bianca), un sistema a punti che premia il ciclista meglio classificato combinando le tre principali classifiche (generale, a punti e scalatori).
Le maglie attualmente in uso sono: Maglia rossa, simbolo del leader della classifica generale dall'edizione 2010. Maglia a pois, simbolo del leader della classifica scalatori. Maglia verde, simbolo del leader della classifica a punti (fino al 2005 simboleggiava il leader della classifica scalatori). Maglia bianca, simbolo del leader della classifica giovani dal 2019.
Non più in uso: Maglia oro, simbolo del leader della classifica generale fino al 2009. Maglia azzurra, simbolo del leader della classifica a punti fino al 2008. Maglia arancione, simbolo del leader della classifica scalatori dal 2005 al 2008. Maglia granata, simbolo del leader della classifica scalatori nel 2009. Maglia bianca, simbolo del leader della classifica combinata fino al 2018. Maglia rossa, simbolo del leader dei traguardi volanti.
Percorso
L'itinerario, diverso di anno in anno, attraversa la Spagna e talvolta le nazioni confinanti durante tre settimane. Come una tipica corsa a tappe, è composta in genere di tappe di pianura, adatte ai velocisti, di tappe a media difficoltà, in cui prevalgono piccoli gruppi di fuggitivi, e di dure tappe di montagna, che insieme alle due, o più, tappe a cronometro decidono la corsa. A volte è possibile che ci sia pure una cronometro a squadre.
Tradizionalmente la tappa finale della Vuelta arriva nella capitale della Spagna, Madrid. Anche Bilbao, negli anni 1950, e San Sebastián, negli anni 1970, furono meta finale della corsa per lunghi periodi. Inoltre la corsa terminò diverse volte a Gijón ed una volta anche a Jerez de la Frontera. L'ultimo arrivo al di fuori della capitale si ebbe nel 2021 a Santiago di Compostela. Nel 1997 iniziò al di fuori della Spagna per la prima volta, da Lisbona, capitale del Portogallo, scelta in onore dell'Expo 98. La prima edizione iniziata all'esterno della Penisola Iberica è stata quella del 2009, quando il circuito di Assen ha ospitato il prologo della sessantaquattresima edizione. La settantaduesima è partita dalla francese Nîmes, mentre l'ottantesima partirà per la prima volta in Italia, dal Piemonte.
Nel 1999, per la prima volta, la corsa scalò l'Alto de El Angliru, nelle Asturie, che sale di 1573 metri in circa 12,9 km con una pendenza massima del 23,6% (alla Cueña les Cabres) che ne fa una delle salite più dure d'Europa. Altre salite importanti che hanno fatto la storia della corsa spagnola sono quella di Bola del Mundo, Lagos de Covadonga, Alto de Abantos, Arcalís, e a volte sono proposte anche salite pirenaiche tipiche del Tour de France. A differenza di quanto accade al Tour de France ed al Giro d'Italia, che hanno un percorso abbastanza definito e che copre regolarmente importanti montagne, quello della Vuelta è estremamente variabile negli anni; infatti capita spesso di escludere la scalata di alcuni rilievi come i Pirenei. Nel 2012 si è avuto un percorso che ha coperto esclusivamente l'intero nord del paese, con il punto più a sud posto all'arrivo nella capitale.
Albo d'oro
Aggiornato all'edizione 2025.