La Guardia pretoriana () era un reparto militare dell'Impero romano che svolgeva compiti di guardia del corpo dell'imperatore.

Da non confondersi con i più generici "pretoriani", termine con il quale si indicano altre piccole unità di scorta alle varie autorità, tale unità militare costituì il corpo militare a disposizione degli imperatori romani, spesso decretando le loro fortune. Protagonista fin dal principato di Augusto, la Guardia venne utilizzata per i compiti più disparati: dalla guardia del corpo dell'imperatore, ai servizi segreti, ai compiti amministrativi e di polizia, fino anche all'aiuto dei vigiles nello spegnere gli incendi.

Il corpo era all'origine costituito da soldati scelti provenienti dalle legioni. La Guardia fu un mezzo per affermare nuovi imperatori o mantenere i vecchi al potere. La storia dei pretoriani quindi segue, quando non ne è l'artefice, la storia romana imperiale in tutti i suoi risvolti.

Storia

L'origine del corpo è da ricercarsi nel III secolo a.C. quando vengono per la prima volta nominati gruppi di militari in seno alle legioni con il compito di proteggere pretori, consoli e generali. Sembra, però, che un primo esempio di guardia armata a protezione del regnante sia da ricercarsi alle origini di Roma stessa durante l'età regia, al tempo di Tarquinio il Superbo, secondo quanto Tito Livio ci racconta.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.43.

Tracce letterarie citano l'uso anche di schiavi e gladiatori armati (socii, alleati), ma nel corso degli anni sembra affermarsi l'uso, per questi scopi, delle prime coorti delle legioni, che proprio per questo motivo contavano più uomini delle coorti normali. Non si trattava comunque di un corpo ufficialmente costituito durante la Repubblica. Giulio Cesare addirittura considerò l'intera Legio X come la sua fidata, la stessa che poi fu ereditata molti anni più tardi da Marco Antonio e Ottaviano e successivamente convertita proprio nella Guardia.

La Guardia pretoriana fu inizialmente organizzata da Augusto in una data imprecisata tra il 29 e il 20 a.C. e definitivamente fondata da Tiberio.

Furono create nove coorti (non dieci, perché avrebbero significato una legione intera, prassi contro la legge e il costume che non prevedeva lo stanziamento di armati in città e in Italia) che per motivi di sicurezza erano stanziate tre a Roma e le rimanenti sei in altre città della penisola, fino a quando Tiberio (con il pretesto di liberare l'Italia dal peso delle guarnigioni militari e d'introdurre tra le guardie una disciplina più rigorosaE. Gibbon, Declino e caduta dell'impero romano, volume I, cap. V, p. 151.) le radunò tutte in modo permanente presso i Castra Praetoria. Queste coorti erano agli ordini del prefetto del pretorio, membro del ceto equestre con il titolo di praefectus praetorio. Inizialmente la carica era collegiale, poi fu affidata anche a un solo prefetto. La carica divenne già in età Giulio-Claudia l'apice della carriera equestre (all'inizio detenuto dalla prefettura d'Egitto) ed ebbe spesso un ruolo di primo piano nelle vicende dell'Impero, a causa dello strettissimo contatto con l'imperatore.

Ogni coorte era capeggiata da un tribuno militare e fino a sei centurioni, tra cui il trecenarius, forse il primo dei sei, il cui nome è oggetto di dibattito.Passerini. Secondo alcuni deriverebbe dal fatto che egli avrebbe comandato i 300 speculatores delle coorti pretoriane, ritenuto il servizio informativo del principe e del princeps castrorum, che avevano sede al Celio nel Castrum Peregrinum insieme ai frumentari ed ai soprannumerari che avevavo anche compiti informativi, dai mentre per altri dalla gratifica del congedo pari a 300.000 sesterzi, e per altri ancora, per la paga pari a 300 volte quella di un normale legionario.

Sotto il principato di Tiberio, quando era prefetto del pretorio Seiano (20-23), i pretoriani presenti a Roma furono riuniti in un unico grande accampamento costruito appositamente sul Viminale, alla periferia della città, noto con il nome Castra Praetoria, per questa ragione i pretoriani assunsero come proprio simbolo lo scorpione che era il segno zodiacale di Tiberio.

I pretoriani intervennero per eleggere e deporre imperatori per la prima volta nel 41, con l'uccisione di Caligola e l'acclamazione di Claudio da parte delle truppe. Il 15 gennaio del 69, insieme ad altri reparti dell'esercito, uccisero Galba ed acclamarono imperatore Otone.

Monetazione sulla guardia pretorianaImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneaureoTI CLAVD CAESAR AUG PM TRP IIII, testa laureata di Claudio verso destra;IMPER RECEPT, Claudio seduto verso sinistra tiene uno scettro; a sinistra un'insegna; tutto all'interno dell'edificio a forma di mezzaluna, fiancheggiato da mura merlate con due ingressi ad arco: i Castra Praetoria.coniato nel 44/4519 mm, 7.66 g, 1 h (zecca di Roma antica);Roman Imperial Coinage, Claudius, I 25; von Kaenel Type 22 (V332/R339); Calicó 361a.sesterzioIMP NERO CAESAR AVG PONT MAX TR POT P.P., testa laureata di Nerone verso sinistra, con un globo alla base del busto;Nerone in piedi verso sinistra con a fianco il prefetto del Pretorio sopra un basso podio sulla destra, parla a tre soldati sulla sinistra in piedi (pretoriani), il primo tiene un vexillum con i Castra Praetoria sullo sfondo; ADLOCUT COH in esergo.64-6737 mm, 28.79 gr, 8 h (zecca di Lugdunum);RIC Nero, I 491; Lyon 183; WCN 444.denarioANTONINVS PIVS AVG GERM, testa laureata di Caracalla verso destra;P M TR P XVIIII COS IIII P P, un leone radiato (simbolo della guardia pretoriana) con in bocca un fulmine cammina verso sinistra (verso lo scenario della guerra in Oriente).21619 mm, 3.19 gr, 7 h;RIC Caracalla, IV 283c; BMCRE 178; RSC 367.antoninianoGALLIENUS AVG, testa radiata di Gallieno verso destra;COHH PRAET VI P VI F, un leone "radiato'", simbolo delle coorti pretoriane, che cammina verso destra.260;19 mm, 2.46 gr, 5 h (zecca di Mediolanum);RIC, Gallienus, RIC V 370; MIR 36, 979r; Cunetio 1434; RSC 105.

In seguito, per un lungo periodo che va da Vespasiano, a Marco Aurelio i pretoriani non si intromisero nella gestione dell'impero, ma questo periodo di pace finì quando salì al trono Commodo: i pretoriani, dopo avergli salvato la vita e averlo sostenuto nei primi anni di governo, furono coinvolti nella sua uccisione. Dopo l'eliminazione del suo successore Pertinace, la porpora imperiale fu addirittura messa all'asta e l'impero fu "venduto" a Didio Giuliano nel 193, che aveva promesso donativi maggiori del suo oppositore, Flavio Sulpiciano. All'avvicinarsi a Roma di Settimio Severo, proclamato imperatore dalle legioni, i pretoriani abbandonarono tuttavia il loro protetto e obbligarono il senato a dichiararlo decaduto.

Il nuovo imperatore, dichiaratosi vendicatore di Pertinace, fece sfilare i pretoriani disarmati fuori le mura di Roma e li sostituì con truppe di origini asiatiche, africane e in particolare danubiane. Dopo l'uccisione di Caracalla (217) chi ne prese il posto fu il prefetto del pretorio Macrino. Anche Eliogabalo, fu ucciso dai pretoriani che proclamarono Alessandro Severo come imperatore il 22 marzo del 222. Dopo un periodo di anarchia militare in cui gli imperatori venivano proclamati dalle legioni, nel 238 in accordo con il Senato i pretoriani elessero Gordiano III imperatore, inizialmente sotto la tutela della madre e del prefetto del pretorio Timesiteo. Morto Timesiteo, il nuovo prefetto Filippo l'Arabo nel marzo del 244 uccise Gordiano nella marcia verso Ctesifonte, con l'appoggio dei soldati esausti della lunga campagna militare. Nel 249 dopo la sconfitta di Filippo contro Decio i pretoriani eliminarono il figlio del vecchio imperatore, Severo Filippo, che era stato precedentemente nominato cesare. Si racconta che durante il regno di Gallieno per difendere Roma da un pericolo il Senato si avvalse della Guardia pretoriana, ma l'imperatore invece di dargliene merito proibì quindi ai senatori di comandare corpi militari: il racconto è probabilmente frutto dell'ostilità senatoria contro Gallieno.

Nel giugno del 276 il prefetto del pretorio Floriano, alla notizia della morte dell'imperatore Marco Claudio Tacito, di cui era fratellastro, si autoproclamò Augusto, ma solo due mesi più tardi venne ucciso dai suoi stessi soldati per acclamare imperatore Marco Aurelio Probo. Nel 312 i pretoriani, fedeli a Massenzio, combatterono nella Battaglia di Ponte Milvio; di conseguenza il vincitore Costantino I, dopo l'ingresso trionfale a Roma, sciolse definitivamente la Guardia e fece smantellare "l'accampamento del Viminale"Zosimo, Storia nuova, II, 17, 2. (in realtà il Castro Pretorio si trovava a discreta distanza a nord-est del Viminale, fuori da pomerio serviano, in zona pianeggiante, e fu incluso da Aureliano nella nuova cinta muraria della città). Il posto dei pretoriani fu assunto dalle schole palatine, le quali ebbero lunga vita poi a Bisanzio ormai legate alla persona dell'imperatore e destinate a seguirlo nei suoi spostamenti, e non più alla Capitale.

Caratteristiche

Consistenza numerica Gli studiosi non sono concordi su quanti uomini contassero le coorti pretoriane, del resto è certo che nel corso dei decenni i vari imperatori abbiano più volte modificato gli effettivi in base alle esigenze di sicurezza e ancora di più di cassa: secondo alcuni furono fin dall'inizio,Theodor Mommsen, A. Passerini, D. L. Kennedy. 500 soltanto per altri, con aumento a 1.000 sotto Settimio Severo.M. Durry e H. G. Pflaum. Fonti letterarie ed epigrafiche non aiutano a risolvere il problema ma l'archeologia può fornirci qualche indizio: se un "castra" legionario, che ospitava 5.000 uomini, misurava in media tra i 18 e i 20 ha, si deve concludere che le dodici coorti di Roma, che riunite insieme occupavano solo 16,72 ha, non era probabile contassero ciascuna mille uomini per un totale di : si trattava quindi più probabilmente di coorti "quingenarie" e non "miliarie".

Il numero delle coorti variò nel corso del tempo. Le iniziali nove coorti augustee, passarono a dodici prima del 47, quindi a sedici nel corso del 69 a opera di Vitellio che aumentò anche l'effettivo di ogni coorte a uomini. Furono riportate ancora a nove da Vespasiano, che ritornò all'ordinamento augusteo. Il numero delle coorti aumentò nuovamente a dieci sotto Domiziano, e rimasero così fino quasi all'abolizione del corpo. Abbiamo testimonianza di dieci coorti pretoriane sotto Gordiano III (nel 243).. Assumendo 500 uomini per ciascuna coorte, si può dunque ricostruire un corpo di uomini sotto Augusto, di sotto Vitellio, di con Domiziano e infine di con Settimio Severo.

Reclutamento Il corpo fu inizialmente arruolato tra i migliori legionari italici (meglio ancora, fino a Tiberio, provenienti dall'Etruria, il Lazio, l'Umbria, e le colonie più antiche).Tacito, Annales, IV, 5, 5. Con Claudio i pretoriani provenivano in larga parte anche dalle regioni del nord Italia, Aemilia, Transpadana e Venetia et Histria. Nel II secolo ancora l'80% dei pretoriani era di origine italica, gli altri reclutati in ogni caso nelle province di più antica romanizzazione, come Norico, Gallia Narbonese, Baetica. Considerato che da Adriano in poi il servizio nelle legioni era sempre più appannaggio di provinciali e popoli di frontiera, la Guardia pretoriana può essere considerata l'ultimo residuo dell'antico esercito romano tradizionale, come probabilmente la intese lo stesso Adriano, elevandola al vertice della struttura piramidale militare.

Con il congedo in massa dei pretoriani italici e la successiva riforma di Settimio Severo gli italici furono sostituiti da provinciali cittadini romani, soprattutto danubiani, ma anche africani e asiatici.