La legge del pudore è la trascrizione di una conversazione radiofonica, avvenuta nel 1978 a Parigi, tra il filosofo Michel Foucault, lo scrittore/attore/avvocato Jean Danet e il romanziere e attivista gay rivoluzionarioGuy Hocquenghem fu membro e uno dei fondatori del FHAR (Front homosexuel d'action révolutionnaire, “Fronte omosessuale di azione rivoluzionaria”). Cfr anche: (a) Race d'Ep, un film documentario di Lionel Soukaz e Guy Hocquenghem (1979); (b) Ma saison super 8 di Alessandro Avellis (2005), liberamente ispirato alle vicissitudini del FHAR; (c) Bleu, blanc, rose, documentario di Yves Jeuland sul movimento omosessuale francese (2000); (d) rivista francese Masques, revue des homosexualités (“rivista delle omosessualità”), n° 9/10, Parigi, 1981. Guy Hocquenghem, concernente la riforma del Codice penale francese in materia di sessualità ed età del consenso.
L'argomento fu sollevato da una riforma del Codice penale francese, allora in dibattito al Parlamento. Nel 1977, numerosi intellettuali francesiLa petizione fu firmata da numerosi intellettuali e pensatori, tra i quali nomi illustri come i filosofi Michel Foucault, Jacques Derrida e Louis Althusser, la pediatra e psicoanalista Françoise Dolto (famosa per le sue scoperte nel campo della psicoanalisi infantile[a]) e da personalità provenienti dagli schieramenti politici più disparati[b]. [a] Le sue ricerche si sono concentrate in particolar modo sugli aspetti teorici del disadattamento precoce. Fonte: Foucault, Michel, edito da Lawrence D. Kritzman. Politics, Philosophy, Culture: Interviews and other writings 1977-1984. New York/Londra: Routledge, 1988, p.273. ISBN 0-415-90082-4. [b] Fonti: Dignaction.org e Foucault, Michel (op.cit.) p.273. – compresi Foucault, Danet, Hocquenghem ma anche Roland Barthes, Simone De Beauvoir, Jean-Paul Sartre, Gilles Deleuze e Christiane Rochefort – avevano sottoscritto una petizione indirizzata al Parlamento, schierandosi a favore della depenalizzazione dei rapporti consenzienti tra adulti e minori di 15 anni (l'età del consenso in Francia per quanto riguardava le relazioni eterosessuali), equiparando così le relazioni eterosessuali e quelle omosessuali (per cui l'età del consenso si alzava ai 18).
Il dibattito fu trasmesso il 4 aprile 1978 dalla radio France Culture, all'interno del programma DialoguesProduttore: Roger Pillaudin. Presentatore del dibattito, il giornalista Pierre Hahn, che lavorare per “Gai Pied”.. La trascrizione della conversazione fu originariamente pubblicata in lingua francese con il titolo La Loi de la pudeur. Il testo è stato pubblicato per la prima volta in lingua inglese con il titolo Sexual Morality and the Law, incluso nella raccolta Politics, Philosophy, Culture – Interviews and other writings, 1977-1984; in seguito, è stato riedito in lingua inglese con il titolo The Danger of Child Sexuality. La traduzione in lingua italiana risale invece al 2023: sotto il titolo La legge del pudore, l'edizione italiana include il testo integrale della petizione del 1977 e della Lettera aperta dello stesso anno alla Commissione di riforma del codice penale, nonché una raccolta di alcuni saggi storico-critici.
Introduzione Michel Foucault e Guy Hocquenghem prendono in esame, in primo luogo, la criminalizzazione delle "offese sessuali” nel XIX secolo e l'invenzione dell'allora emergente psichiatria della categoria dei “pervertiti”.
Foucault sottolinea che il Codice Penale francese del 1810Parte del Codice Napoleonico, il Codice Penale francese del 1810 comprendeva 485 articoli che definivano i crimini, le offese e i reati minori, così come le pene previste. Fu promulgato il 12 febbraio 1810. Cfr fonte, nota 1 non regolava i comportamenti sessuali, come se la sessualità non riguardasse la legge. Egli spiega che la legislazione, nel corso del XIX secolo e specialmente nel XX secolo, al tempo di Pétain e dell'emendamento Mirguet (1960)L'Emendamento Mirguet del 18 luglio 1960 rese più severe le pene previste per il reato di “oltraggio al pudore” per le coppie omosessuali. L'emendamento modificò l'articolo 38 della Costituzione francese del 1958. Cfr fonte, nota 2., "diventò sempre più oppressiva".
Foucault, Hocquenghem e Danet denunciano l'intensificazione del fenomeno di psichiatrizzazione della società e l'introduzione di un controllo sociale sulla sessualità. Foucault aveva già espresso questa analisi utilizzando la definizione di “dispositivo della sessualità” nella sua opera La volontà di sapere. Storia della sessualità I (1976). Foucault afferma che "tutta la legislazione sulla sessualità, così come è stata organizzata a partire dal XIX secolo in Francia, non è che un insieme di leggi sul pudore.”, concetto che appare impossibile da definire e che diventa, quindi, un docile strumento, utilizzato ai fini di numerose strategie nazionali. Foucault sottolinea che:
"Ciò che si sta delineando – ed è per questo che mi sembra effettivamente importante parlare del problema dei bambini – è un nuovo sistema penale, un nuovo sistema legislativo che si attribuirà la funzione non tanto di punire ciò che si configura come un’infrazione alle leggi generali del pudore, ma di proteggere popolazioni o parti di popolazione considerate particolarmente vulnerabili" (è il caso dei bambini). "Da un lato, c’è un’infanzia che per sua natura è in pericolo, e che pertanto deve essere protetta da ogni possibile pericolo prima ancora di qualsiasi atto o di qualsiasi attacco possibile. E poi, dall’altra parte, ci saranno degli individui pericolosi, e questi evidentemente dovranno essere gli adulti in generale".
Danet afferma che "ciò che va a dispiegarsi con l’intervento degli psichiatri in tribunale è una manipolazione del consenso delle sedicenti vittime, una manipolazione del consenso dei bambini, delle loro parole.".
Citando, fra le altre cose, l'esempio del movimento di protesta sorto in Germania alla fine del XIX secolo, contro l'articolo 175 del Codice penale tedesco che criminalizzava qualsiasi atto omosessuale, Jean Danet osserva che gli psichiatri si aspettavano una cosa sola dall'abolizione di questa legge, e cioè "occuparsi loro stessi dei pervertiti, poterli curare con tutto il sapere che ritenevano di aver acquisito dal 1860 circa." (Danet cita quindi Morel e il suo Trattato sulla degenerazione morale, pubblicato nel 1857).
Principali idee del testo 1. La fabbricazione di un crimine Foucault osserva che laddove la legge originariamente condannava l'infrazione, l'atto di infrangere la legge, entriamo adesso in una società disciplinare, che condanna il criminale in se stesso – definito "delinquente" o "pervertito" – e al posto di punire l'atto, criminalizza un individuo o una categoria di persone.
Hocquenghem sostiene che un intero insieme di nozioni – dalle interdizioni religiose sulla sodomia, alla separazione fra il mondo dell'infanzia e quello degli adulti – sia responsabile dell'invenzione del crimine contro la moralità.
Egli osserva che ciò è stato possibile grazie all'invenzione di una categoria di persone considerate come dei "pervertiti", dei "mostri legali", il cui scopo nella vita è di avere rapporti sessuali con i bambini. Essi divengono allora forzatamente degli intollerabili pervertiti, in quanto il delitto di cui sono accusati è intensificato da un intero arsenale psicologico e sociologico.
Il giornalista Pierre Hahn – che conduceva il dibattito – rammenta che quest'idea riporta al concetto di "criminale nato", presente nella controversa opera del criminologo italiano Cesare LombrosoIl determinismo biologico di Lombroso fu in seguito utilizzato da Hitler per giustificare l'olocausto.: "In effetti, questa idea che la legislazione, l’apparato giudiziario, il sistema penale, la stessa medicina debbano occuparsi essenzialmente dei pericoli, degli individui pericolosi piuttosto che degli atti, risale a Lombroso, e quindi non è affatto sorprendente ritrovare ad oggi la tematica lombrosiana", dichiara.
Hocquenghem considera l'elaborazione di questo nuovo tipo di criminale – "un individuo perverso a tal punto da fare qualcosa che fino ad allora s’era sempre fatto senza che nessuno avesse ritenuto opportuno ficcarci il naso", come "qualcosa di estremamente grave dal punto di vista politico":
"Nel caso dell’attentat sans violence, quando non si riesce a trovare proprio nulla, niente di niente, zero, in quel caso il criminale è semplicemente un criminale perché è un criminale, perché ha quei gusti. Quello che tradizionalmente potremmo chiamare un reato d’opinione. [...] Il crimine svanisce, a nessuno importa più sapere se c’è stato effettivamente o no il crimine, se ci sia stata o meno una parte lesa. A nessuno importa nemmeno sapere se ci sia stata una vittima. Il crimine si nutre completamente di se stesso attraverso la caccia all’uomo, l’identificazione, l’isolamento della categoria di individui considerati come pedofili.". Hocquenghem conclude dicendo che il delitto si nutre di sé stesso, in una caccia all'uomo di identificazione e isolamento di una categoria di individui considerati pedofili e con l'appello al linciaggio lanciato dalla stampa scandalistica.
Jean Danet aggiunge che questo delitto senza violenza può essere utilizzato dallo stato per ragioni politiche contro gli individui "scomodi": "ci si può chiedere se non assisteremo al ricorso a leggi di diritto comune: ad esempio istigazione di minori alla dissolutezza, esercitata contro gli assistenti sociali e gli educatori. [...] Nel 1976, a Nantes, si è svolto un processo contro un insegnante accusato di istigazione di minore alla dissolutezza per aver fornito contraccettivi ai ragazzi e alle ragazze che gli erano stati affidati. Così, il diritto comune verrebbe usato in questi casi per reprimere gli educatori, gli assistenti sociali che non svolgevano il loro lavoro di controllo sociale come desiderato dalle rispettive gerarchie".
Danet prevede che, una volta approvata la riforma, una nuova forma di controllo sociale sostituirà quella legale. "Allo stato attuale, se per un po’ di tempo abbiamo potuto credere per che leggi stessero facendo marcia indietro, non era tanto perché credessimo che il periodo fosse liberale, ma perché sapevamo che sarebbero stati messi in atto controlli più sottili sulla sessualità. E che forse l’apparente libertà che camuffava questi controlli sociali più flessibili, più diffusi, avrebbe implicato una messa fuori gioco del campo giuridico e penale.".
2. Una società di pericoli Foucault vede l'emergere di un nuovo sistema penale, in cui gli sforzi convergono nell'identificazione degli individui pericolosi e non più nel riconoscimento degli atti criminosi. Egli prevede l'avvento di una società dei pericoli:
"Avremo a che fare con una società di pericoli con, da un lato, coloro che sono esposti al pericolo e, dall’altro, coloro che ne sono portatori, gli individui pericolosi. E la sessualità non sarà più una forma di condotta regolata da una serie di divieti precisi; piuttosto, la sessualità diventerà una specie di pericolo sempre in agguato, una specie di fantasma onnipresente, un fantasma che si aggirerà tra uomini e donne, tra bambini e adulti, ed eventualmente tra gli stessi adulti, ecc... La sessualità diventerà questa minacci in tutte le relazioni sociali, in tutti i rapporti tra individui di età differenti, in tutti i rapporti individuali. È su quest’ombra, su questo fantasma, su questa paura che le autorità cercheranno di fare presa con una legislazione apparentemente generosa e in ogni caso generale; e grazie a tutta una serie di interventi puntuali che saranno quelli, verosimilmente, delle istituzioni giudiziarie appoggiate sulle istituzioni mediche".
E aggiunge:
"Vale a dire che il legislatore non giustificherà le misure proposte dicendo: “bisogna difendere il pudore universale dell’umanità”; dirà piuttosto: “ci sono persone per cui la sessualità altrui può diventare un pericolo permanente”