Biografia Figlio di Eugenio De Ruggiero e di Filomena d'Aiello, si laureò nel 1910 in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli Federico II. Egli era particolarmente versato per gli studi filosofici e poté collaborare a riviste specializzate come La Cultura, la Rivista di filosofia e La Critica di Benedetto Croce, il quale favorì la pubblicazione, nel 1912, del suo primo lavoro d'impegno, La filosofia contemporanea.

Collaboratore anche del Resto del Carlino di Mario Missiroli e della Voce di Giuseppe Prezzolini, nel 1914 pubblicò in volume la Critica del concetto di cultura, cui Croce rimproverò la mancata distinzione tra cultura e falsa cultura.B. Croce, La Critica, 12, 1914, p. 312. In filosofia, De Ruggiero fu sempre idealista, allievo inizialmente dell'attualismo di Gentile, per poi avvicinarsi a Croce senza però aderire al suo storicismo, mentre in politica fu liberale, pur non risparmiando critiche alla classe politica espressa dal Partito Liberale.

De Ruggiero tenne l'insegnamento di storia della filosofia prima presso l'Università di Messina (dal 1923), quindi presso la facoltà di magistero della Università di Roma (dal 1925).

Avendo aderito all'idealismo con Giovanni Gentile e successivamente con Benedetto Croce, la sua rivendicazione insieme a quest'ultimo dei valori del liberalismo lo rese un esponente di spicco dell'opposizione al fascismo nell'ambito intellettuale. Nel novembre del 1924 aderì all'Unione Nazionale di Giovanni Amendola; nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Per non perdere la cattedra universitaria, nel 1931 prestò il giuramento di fedeltà al fascismo ma ciò non gli evitò di essere destituito dall'insegnamento alcuni anni dopo (1942) e poi arrestato. Fu liberato alla caduta del fascismo (luglio 1943).

In seguito fu rettore dell'Università di Roma dal 1943 al 1944. Il suo impegno politico si manifestò nel Partito d'Azione, al quale fu tra i primi ad aderire. Ricoprì l'incarico di Ministro della pubblica istruzione nel Governo Bonomi II (1944) e successivamente fu nominato deputato della Consulta Nazionale (giugno-settembre 1945).

Fu autore, tra le altre opere, di una imponente Storia della filosofia in 13 volumi, pubblicata tra il 1918 e il 1948, e di una Storia del liberalismo europeo pubblicata nel 1925, entrambe presso Laterza.

È stato anche presidente generale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (CNGEI).

Morì a Roma il 29 dicembre 1948. È sepolto nella cappella gentilizia di Brusciano, luogo d'origine della famiglia De Ruggiero. Sulla sua tomba è possibile leggere l'epitaffio scritto da Benedetto Croce:

Storicismo e liberalismo idealistico De Ruggiero aderì a un liberalismo di impianto storicista, che attingeva sia all'idealismo crociano, sia all'attualismo gentiliano, per dar loro applicazione pratica in chiave etico-politica.

La coscienza dell'individuo umano e della sua libertà non è per De Ruggiero qualcosa di già dato, ma che occorre costruire progressivamente attraverso una comprensione attiva del proprio passato, per poter affrontare «i problemi vivi del presente».

Egli vedeva nelle istituzioni dello Stato il luogo privilegiato per la manifestazione e lo sviluppo dello Spirito inteso in senso hegeliano, come un continuo processo verso una crescente autocoscienza e realizzazione dell'Idea, il cui esito immanente non è affatto quello di un'astratta metafisica:

Ne derivò un idealismo di natura sociale e liberale, su cui edificare una consapevole «storiografia civile e politica», grazie alla quale non subire la storia come un mero fatto oggettivistico o naturalistico, ma la cui comprensione aiuti anzi a superarne i condizionamenti.

Rifacendosi quindi al liberalismo moderno di Cavour, basato sull'«idea di un progresso che si effettua per grandi contrasti», contrapposto alla «filosofia dei moderati» la quale, seppur «rappresentata più altamente dal Rosmini e dal Gioberti», non aspirava alla piena sovranità democratica, De Ruggiero pubblicò una monumentale storia del liberalismo europeo nel momento in cui, nel 1924, esso sembrava scivolare in una crisi che era stata a lungo nascosta, a suo avviso, dalla sopravvivenza formale ed esteriore delle istituzioni storiche create nella lotta risorgimentale contro l'oppressione, le quali ne avevano velato il decadimento interno verso un sistema di oligarchie.

Quest'opera abbracciava il periodo dal XVII al XX secolo, includendo i liberalismi di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia. Nel ricercare le cause dell'indebolimento degli ideali liberali, egli riteneva che, per rivitalizzarli, non si potesse più fare affidamento a lungo sulle classi sociali e le industrie del passato, per quanto forte fosse stato il loro legame con l'espansione della libertà.

La sua concezione idealistica del liberalismo, basata sulla dialettica hegeliana, lo condusse a una sintesi del liberalismo inglese con quello francese, dagli opposti caratteri: il primo si fondava su un insieme concreto di diritti ma interpretati in modo così restrittivo da assomigliare più propriamente a dei privilegi, goduti da una minoranza a scapito dell'intera comunità; il secondo, al contrario, era costituito dalle affermazioni universali e astratte della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, ma era privo di sanzione e di una garanzia pratica in grado di tutelarli. La sintesi avrebbe dovuto combinare il meglio delle due tradizioni, dando vita a una libertà concreta, unita ad una sua applicazione generale a tutti i membri della società.

In Italia l'abbandono del liberalismo da parte della borghesia, per il quale un tempo essa era stata disposta a sacrificare il proprio interesse privato per il bene pubblico, rappresentava per De Ruggiero il segno di una profonda crisi morale e politica, per uscire dalla quale egli riteneva che il liberalismo dovesse non solo confrontarsi, ma anche comprendere e interiorizzare i suoi concorrenti, in particolare il socialismo, la democrazia e il nazionalismo, per tornare a ricevere il sostegno di cittadini e governanti.

Con l'adozione della dialettica hegeliana, ogni sfida al liberalismo diventava così per De Ruggiero un'antitesi in attesa della sintesi adeguata, la cui realizzazione avrebbe rafforzato e arricchito il progetto liberale stesso. Ne derivava una certa visione ottimistica, per la quale ogni ostacolo al liberalismo avrebbe contenuto un seme di idee liberali da sfruttare e coltivare. Di fronte ad esempio alla minaccia del socialismo, De Ruggiero era disposto a convenire che esso aveva costituito un effettivo movimento di emancipazione dei lavoratori, capace di riconoscerli come uomini e non come semplici macchine o merce; egli riteneva inoltre che i diritti della proprietà privata non fossero assoluti, perché questa, pur essendo essenziale allo sviluppo della libertà umana, non poteva essere goduta esclusivamente da pochi, come un «odioso privilegio».

Per dare rinnovata linfa al liberalismo, egli sperava in una convergenza tra le industrie ancora sensibili ad una solidarietà nazionale, e le nuovi classi sociali equidistanti sia dalla grande borghesia capitalistica che dal proletariato. Il metodo liberale, del resto, funzionava per De Ruggiero solo con una visione aperta e ottimistica del prossimo, poggiando sul presupposto che la «capacità e attitudine di conseguire il suo fine etico, come speranza di un futuro bene [...] appartenga ad ogni uomo in quanto uomo, e non formi un privilegio di pochi».Cit. da

Opere Storia della filosofia. Parte I. La filosofia greca', voll. I-II, Bari, Laterza, 1918 Storia della filosofia. Parte II. La filosofia del Cristianesimo, voll. I-II-III, Bari, Laterza, 1920 Storia della filosofia. Parte III. Rinascimento, riforma e controriforma, voll. I-II, Bari, Laterza, 1930 Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. I: L'età cartesiana, Bari, Laterza, 1933 Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. II: L'età dell'Illuminismo, Bari, Laterza, 1939 Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. III: Da Vico a Kant, Bari, Laterza, 1941 Storia della filosofia, Parte IV. La filosofia moderna., vol. IV: L'età del Romanticismo, Bari, Laterza, 1943 Storia della filosofia. Parte IV. La filosofia moderna, vol. V, Hegel, Bari, Laterza, 1947 La filosofia contemporanea, Bari, Laterza, 1912 Critica del concetto di cultura, Catania, Battiato, 1914 La filosofia contemporanea, 2 voll., 2ª edizione, Bari, Laterza, 1920 Il pensiero politico meridionale nel secolo XVIII e XIX, Bari, Laterza, 1921 L'impero britannico dopo la guerra, Firenze, Vallecchi, 1921 Storia del liberalismo europeo, Bari, Laterza, 1925 La filosofia contemporanea, 2 voll., 3ª edizione, Bari, Laterza, 1929 Filosofi del Novecento, Bari, Laterza, 1934 L'esistenzialismo, Bari, Laterza, 1942 Hegel, Bari, Laterza, 1958 Scritti politici, 1912-1926, a cura di R. De Felice, Bologna, Cappelli, 1963 Lezioni sulla libertà, a cura di F. Mancuso, Napoli, Guida Editore, 2007 ISBN 978-88-6042-281-1 Carteggio Croce-De Ruggiero, a cura di A. Schinaia e N. Ruggiero, Bologna, Il Mulino, 2009 ISBN 978-88-15-12860-7 Il ritorno alla ragione , a cura di F. Mancuso e F. Postorino, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2018 ISBN 978-88-49-85411-4 Storia della filosofia greca, Padova, Primiceri Editore, 2020 ISBN 978-88-3300-186-9

Note

Bibliografia Clementina Gily Reda, Guido De Ruggiero: un ritratto filosofico, Napoli, Società editrice napoletana, 1981 Maria Luisa Cicalese, L'impegno di un liberale. Guido De Ruggiero tra filosofia e politica, Firenze, Le Monnier, 2007 ISBN 880084149X

Voci correlate Deputati della Consulta Nazionale Italiana

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Allievi di Giovanni Gentile Categoria:Antifascisti italiani Categoria:Deputati della Consulta nazionale Categoria:Governo Bonomi II Categoria:Idealismo italiano Categoria:Idealisti Categoria:Liberali Categoria:Ministri della pubblica istruzione del Regno d'Italia Categoria:Politici del Partito d'Azione Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Messina Categoria:Rettori della Sapienza Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Napoli Federico II Categoria:Accademici dei Lincei