I Goti ( o Gothones) furono una federazione di tribù germaniche orientali che invase l'Europa centro-meridionale nell'ultimo periodo dell'Impero romano. Secondo le loro stesse tradizioni, queste tribù erano originarie dell'isola di Gotland e della regione di Götaland in Svezia. Da loro prende il nome la città di Göteborg. Secondo la mitologia norrena i Goti provengono da Hreiðgotaland. Molte saghe norrene parlano dei Goti tra cui le più importanti sono la Saga di Hervör e la saga di Tyrfing. A ondate sbarcarono sulle coste del Mar Baltico e da qui si spinsero a sud imponendosi sulle popolazioni che trovarono sul loro cammino. Due tribù strettamente apparentate, i Gutar e i Götar, che rimasero in Scandinavia, sono anche annoverate fra i Goti con i nomi, rispettivamente, di Gotlandi e Geati. Plinio il Vecchio sosteneva nella sua Naturalis Historia che questa popolazione facesse parte dei Vandali, insieme a Varinni, Carini e Burgundi..

Arrivati a contatto con il mondo romano nella zona della foce del fiume Danubio e del Regno del Bosforo Cimmerio furono a più riprese nemici dei vari imperatori e a volte alleati contro altre popolazioni barbariche nel corso di tutto il III e IV secolo. Sappiamo che la prima suddivisione interna di questa federazione di tribù, fu tra le due maggiori tribù (si pensa fossero non meno di dodici): quella dei Tervingi a occidente e Grutungi a oriente.Peter Heather, La migrazione dei Goti: dalla Scandinavia alla Tracia, catalogo della mostra di Palazzo Grassi a Venezia, Roma e i Barbari, la nascita di un nuovo mondo, a cura di Jean-Jacques Aillagon, Milano 2008, p.239.

La divisione successiva in Visigoti (ramo occidentale; dal tedesco Westgoten) e Ostrogoti (ramo orientale; dal tedesco Ostgoten) e in Gepidi (ramo settentrionale) avvenne solo sul finire del IV secolo, anche se è diventato uso comune accomunare i primi ai Tervingi e i secondi ai Grutungi. Nel IV e V secolo furono spinti a occidente dagli Unni e, dopo la fine dell'Impero romano d'Occidente (476), fondarono i regni romano-barbarici visigoto, grosso modo tra le attuali Francia e Spagna, e il regno ostrogoto, che comprendeva l'Italia e la penisola balcanica nordoccidentale.

Etnonimo

Nella lingua gotica, i Goti erano chiamati *Gut-þiuda ("popolo gotico") o *Gutan ("Goti"). La forma protogermanica del nome gotico è *Gutōz, che coesisteva con una variante *Gutaniz, attestata in Gutoni, gutani o gutniskr. La forma *Gutōz è identica a quella dei Gutes e strettamente correlata a quella dei Geati (*Gautōz).Herwig Wolfram, Storia dei Goti, Edizioni Res Gestae, Milano 2021, p.49 Sebbene questi nomi abbiano probabilmente lo stesso significato, il loro esatto significato è incerto. Si pensa che siano tutti correlati al verbo protogermanico *geuta-, che significa "versare".Brink, Stefan (2008). "People and Land in Early Scandinavia". In Garipzanov, Ildar H.; Geary, Patrick J.; Urbańczyk, Przemysław [in Polacco] (eds.). Franks, Northmen, and Slavs. Cursor Mundi. Vol. 5. ISD. pp. 87–112. ISBN 978-2503526157. Archived from the original on 5 December 2020. Retrieved 26 August 2020.

Storia

Origini Testimonianze storiche La nostra unica fonte per la storia antica dei Goti è l'opera Getica di Giordane (pubblicata nel 551), una condensazione dei dodici volumi di storia dei Goti, andati perduti, scritti in Italia da Cassiodoro. Forse neanche Giordane ebbe modo di consultare questo lavoro, per cui queste informazioni sulla storia antica andrebbero trattate con cautela. Cassiodoro era in una buona posizione per scrivere dei Goti, in quanto era un importante ministro di Teodorico il Grande, che si dice avesse sentito alcuni canti gotici che raccontavano delle loro origini tradizionali.

Spiegando le origini dei Goti, Giordane racconta:

Nel I secolo, Tacito ubica i Gothones nell'odierna Polonia settentrionale:

A causa del ruolo centrale che i Goti giocarono nella storia, le loro origini sono state discusse a lungo. Sebbene non siano state proposte teorie alternative alla loro appartenenza di tribù germaniche della Svezia meridionale, alcuni storici hanno espresso dubbi sul fatto che i Goti abbiano avuto origini in Scandinavia.

D'altra parte, lo studioso tedesco Reinhard Wenskus, ha osservato che se Giordane avesse voluto inventare un passato fittizio per i Goti, li avrebbe reclamati discendenti di locazioni prestigiose come Troia o Roma. Non avrebbe piazzato le loro origini nel barbarico Nord.

Testimonianze archeologiche Al di là dei racconti di Giordane, c'è un supporto sia linguistico che archeologico per le origini scandinave.

In Polonia, la più antica cultura materiale identificata con i Goti è la Cultura di Wielbark, che ha rimpiazzato la Cultura di Oksywie nel I secolo. Comunque, tra la tarda età del bronzo scandinava e l'antica età del ferro pre-romana, quest'area era influenzata dalla Scandinavia. Infatti, l'influenza scandinava sulla Pomerania e la Polonia settentrionale dal 1300 a.C. in poi fu così considerevole che la regione a volte è inclusa nella cultura dell'età del bronzo nordicaDabrowski, J. (1989) Nordische Kreis und Kulturen Polnischer Gebiete. Die Bronzezeit im Ostseegebiet. Ein Rapport der Kgl. Schwedischen Akademie der Literatur, Geschichte und Altertumsforschung über das Julita-Symposium 1986. Ed Ambrosiani, Björn Kungl. Vitterhets Historie och Antikvitets Akademien. Konferenser 22. Stockholm. ISBN 91-7402-203-2, p.79. Durante il periodo 600 a.C.-300 a.C. il clima mite e asciutto della Scandinavia meridionale (di 2-3 gradi più caldo di oggi) si deteriorò considerevolmente, non solo modificando sensibilmente la flora, ma forzando la gente a cambiare stile di vita e lasciare le abitazioni.

Si crede che i Goti abbiano attraversato il Mar Baltico tra la fine di questo periodo, nel 300 a.C. e il 100 d.C., dalla tradizionale provincia di Östergötland, in Svezia, prove archeologiche mostrano che ci fu un generale spopolamento in questo periodo. Lo spostamento in Polonia corrisponderebbe probabilmente all'introduzione delle tradizioni funerarie scandinave come i cerchi di pietre e i menhir, che indicano che gli antichi Goti preferivano seppellire i loro morti secondo le tradizioni scandinave. L'archeologo polacco Tomasz Skorupka dichiara che una migrazione dalla Scandinavia è un dato di fatto:

Tuttavia, la cultura gotica sembra anche essere in continuità con le culture della regione, suggerendo che gli immigranti si siano mescolati con la popolazione, forse creando aristocrazie separate. Lo studioso di Oxford Peter Heather suggerisce che fu una migrazione relativamente piccola quella dalla Scandinavia (). Questo scenario renderebbe la loro migrazione sul Baltico simile a molti altri movimenti di popolazioni nella storia, come l'invasione anglosassone, in cui i migranti hanno imposto la loro cultura e il loro linguaggio ai britanni. La Cultura di Wielbark si è poi spostata a sud-est verso il Mar Nero dalla metà del II secolo, e fu la parte più antica della Cultura di Wielbark, locata ad ovest della Vistola, quella che aveva tradizioni funerarie scandinave. Ci sono prove archeologiche e storiche dei continui contatti tra Goti e scandinavi durante la migrazione.

I-II secolo Attorno al I secolo erano stanziati nel bacino della Vistola (chiamato Gothiscandza da Giordane) nell'attuale Polonia settentrionale lungo le rive del Baltico, provenienti dalla Scandinavia (isola di Gotland).Tacito, De origine et situ Germanorum, 44,1. Da qui migrarono verso sud-est già dalla metà del II secolo, durante le guerre marcomanniche.

Combatterono, e temporaneamente soggiogarono, gli antenati degli Slavi, che vivevano tra il Mar Baltico e il mar Nero, e si stabilirono poi in Scizia, una vasta regione non bene definita che include le moderne Ucraina e Bielorussia (chiamata Oium da Giordane).

III secolo

Restarono una tribù unita fino al III secolo, quindi si divisero in Goti dell'est o Grutungi (più tardi Ostrogoti) e Goti dell'ovest o Tervingi (sul finire del IV secolo chiamati Visigoti).

Nel 230 i Goti, che nel corso di una lunga migrazione si erano spostati dalle sponde meridionali del Mar Baltico a quelle settentrionali del Mar Nero, si stanziarono in Mesia. L'incursione fu di breve durata, e i Germani si ritirarono presto al di là del Limes, a nord del Danubio. Già in questa fase i Goti avevano in parte perso i connotati originari di singola stirpe germanica, per assumere quelli di una federazione: all'insieme gotico si erano infatti aggregati, riconoscendosi comunque sotto la medesima denominazione etnica, numerosi apporti di altra origine, con l'inclusione di altre tribù (o parti di tribù) germaniche, ma anche daciche e sarmatiche..

I Goti occupavano stabilmente le fertili terre dell'Ucraina, ma la loro sete di saccheggio era insaziabile e si accorsero presto che le difese dell'Impero non erano più impenetrabili. Pochi anni più tardi i Goti si rimisero in movimento, occupando ampie porzioni della Dacia e ottenendo il versamento di un tributo in cambio di una provvisoria pacificazione. Poco più tardi, però, ripresero ad agitarsi, alleandosi alle vicine tribù daciche e sarmatiche e scontrandosi ripetutamente con le legioni romane. Guidati dal loro re Cniva nel 249 varcarono il Dnestr, la Dacia venne devastata, poi varcarono il Danubio e fu la volta della Mesia ad essere saccheggiata, approfittando di un conflitto interno all'Impero per occupare un'ampia porzione di territorio tra Dacia, Mesia e Tracia. Finalmente l'imperatore Decio intervenne mentre i goti erano impegnati nell'assedio di Nicomedia (250 d.C.). I Goti abbandonarono l'assedio e Decio li inseguì con le truppe stanche così che, attaccato all'improvviso, subì una pesante sconfitta.

I Goti si rivolsero contro Filippopoli, la conquistarono facendo un ricchissimo bottino e molti prigionieri. Nel frattempo l'imperatore Decio, accorso a difesa della città, fu duramente sconfitto e Filippopoli cadde, fu saccheggiata e data alle fiamme. I Goti svernarono nel territorio dell'impero e l'anno seguente, durante il difficile rientro nelle loro basi a nord del Danubio, vennero nuovamente alle armi con l'imperatore: nuovamente sconfitto nella Battaglia di Abrittus, Decio cadde, primo imperatore a essere ucciso in battaglia da un nemico straniero. E se le sorti dello scontro erano state all'inizio molto favorevoli ai Romani, un imprudente attacco attraverso una palude impantanò le legioni, che furono massacrate e il corpo dello stesso Decio non fu mai ritrovato.E.Gibbon, "Declino e caduta dell'Impero Romano" Nonostante il ricco bottino ottenuto a Filippopoli, negli anni seguenti i Goti quasi annualmente tornarono a compiere incursioni di razzia contro l'Impero, sia via terra, nelle regioni balcaniche (253, 254, 256), sia via mare, lungo le coste dell'Asia Minore (256, 257).

Le incursioni proseguirono, finché i Goti, nel 267, attaccarono anche la Grecia; Atene, malamente difesa da mura ormai in rovina, venne conquistata e saccheggiata. Nel frattempo maturò la distinzione dei Goti nei due grandi rami: gli Ostrogoti, o Goti dell'est, e i Visigoti, o Goti dell'ovest. Nel 268 furono proprio gli Ostrogoti a compiere, insieme ad altre tribù (germaniche e non), una nuova incursione contro l'Impero. I Germani furono fermati soltanto sotto le mura di Bisanzio dall'esercito romano, che tuttavia non riuscì a impedire che imperversassero a lungo nell'intera regione egea: dopo aver colpito le isole e le coste orientali dell'Egeo, si spostarono in Acaia dove saccheggiarono anche Sparta, Argo, Corinto e Tebe. Quando le scorrerie giunsero sulle rive dell'Epiro, in vista dell'Italia, l'imperatore Claudio scese in campo; intercettò i Goti, carichi di bottino, sulla via del ritorno in Moesia e, nel 269, inflisse loro una devastante sconfitta alla Battaglia di Naisso, definita la più sanguinosa del secolo e dove persero la vita cinquantamila ostrogoti.