Biografia Nato a LanuvioSvetonio, De grammaticis, 3., Stilone visse a cavallo tra il II ed il I secolo a.C., da famiglia appartenente al ceto degli equites.
Legato politicamente a Quinto Cecilio Metello Numidico, lo accompagnò in esilio a Rodi, nel 100 a.C. Quivi ebbe modo di approfondire le conoscenze relative all'analogia nella linguistica, che poi diffuse alcuni anni più tardi al suo ritorno a Roma. Infatti fu il maestro di Marco Terenzio Varrone, dal quale è spesso menzionato, e di Marco Tullio Cicerone, che lo definisce, probabilmente riferendosi all'esilio a Rodi, di tendenze stoicheggiantiBrutus, 205-207..
Opere Stilone mise insieme, a quanto risulta, i metodi filologici della scuola di Alessandria e di Pergamo. Scrisse molte opere di filologia e linguistica, di cui però non possediamo nulla se non pochi frammentiː tra queste ci fu anche un Commentarium de proloquiis, in cui affrontava il problema dell'autenticità delle commedie plautine; inoltre, avrebbe commentato il Carmen Saliare e le Leggi delle Dodici Tavole dal punto di vista linguistico.
Note
Bibliografia Jan Adolf Karel van Heusde, Dissertatio de Aelio Stilone, Ciceronis in Rhetoricis magistro, Rhetoricorum ad Herennium, ut videtur auctore, Treviri, s.e., 1839.
Collegamenti esterni
Grammaticae Romanae Fragmenta, ed. Gino Funaioli, Lipsiae, in aedibus B. G. Teubneri, 1907, vol. 1, pp. 51 ss.