Strenuo fautore dei diritti delle popolazioni italiche, fu amico del tribuno della plebe Marco Livio Druso, prima di assumere un ruolo decisivo, militare e politico, nella ribellione italica.
Valente condottieroR. Syme, La rivoluzione romana, p. 96., Poppedio Silone si batté tenacemente contro Roma alla guida degli alleati italici fino alla fine, ottenendo numerosi successi; cadde sul campo di battaglia.
Biografia
Nei pressi di Milonia, città antica della valle del Giovenco (Marsica), ebbe origine la gens Poppedia, famiglia marsa il cui esponente più importante fu proprio Quinto Poppedio Silone, comandante degli Italici nella Guerra sociale combattuta tra il 91 e l'88 a.C.A. F. Santellocco, Marsi. Storia e Leggenda, II ed., pp. 39-46.
Plutarco nella sua Vita di Catone il giovane narra un aneddoto in cui compare Poppedio Silone; egli, avendo fatto una visita a casa dell'amico Marco Livio Druso, il famoso tribuno fautore dell'estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli italici, chiese ai due bambini, Quinto Servilio Cepione e Marco Porcio Catone, presenti in casa: "Orsù, fate in modo che in favore nostro preghiate lo zio ad adoperarsi per i nostri diritti." Servilio Cepione, annuiva, ma il fratellastro Marco Catone Uticense non rispondeva; Poppedio Silone soggiunse: "Non sei capace di aiutare gli ospiti presso lo zio, come tuo fratello?". Allora per farlo parlare Poppedio Silone sollevò a testa in giù il piccolo Catone, tenendolo per i piedi, ma nonostante ciò il bambino continuò stoicamente a non rispondere, vista tale ostinazione Silone disse: "Quale fortuna per l'Italia che questi è un fanciullo; poiché se fosse stato adulto credo che neppure un voto ci sarebbe stato per noi nell'assemblea popolare"Plutarco, Vita di Catone il giovane, 2..
Livio Druso venne assassinato per aver perorato la causa degli Italici al Senato romano; questo evento favorì l'inizio della Guerra socialeT. Mommsen, Storia di Roma antica, volume II, tomo I, pp. 271-272..
Al comando di Quinto Poppedio Silone militavano le forze dei Marsi, dei Peligni, dei Vestini, dei Marrucini e dei FrentaniH. H. Scullard, Storia del mondo romano, volume II, pp. 82-83.. Nel 90 a.C. batté i Romani guidati da Quinto Cepione e, in ricordo di questa vittoria, gli Italici coniarono monete incise con un'icona del proprio giuramento e la scritta Q. SILO (Quintus Silo = Quinto Poppedio Silone).
Nell'89 a.C. perse contro i Romani guidati da Gaio Mario in due battaglie, ad Alba Fucens e in Val Comino. Successivamente sconfisse e uccise il comandante romano Lucio Porcio CatoneT. Mommsen, Storia di Roma antica, volume II, tomo I, p. 285., ma non riuscì a difendere la capitale della lega italica, Corfinium, che fu occupata dalle forze romane. Nello scontro finale contro il generale romano Mamerco Emilio il condottiero marso fu sconfitto e cadde in battaglia nell'88 a.C., forse per mano dello stesso generale, fratello dell'amico Livio Druso, nei pressi di Teanum ApulumT. Mommsen, Storia di Roma antica, volume II, tomo I, p. 296.Incerti Auctoris, Liber de Viris Illustribus Urbis Romae, LXIII, I..
Note
Bibliografia Attilio Francesco Santellocco, Q. P. Silo. Bellum Marsicum. Italia, 2024. Franco Francesco Zazzara, Da Umbrone al secondo Silone, 2021.
Voci correlate Aulo Virgio Marso Guerra sociale Marsi Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse
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