Gli elfi sono una razza di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La loro complessa storia è descritta per intero soprattutto nel Silmarillion ed è menzionata in parte anche nel Signore degli Anelli. Gli elfi furono i primi abitanti della Terra di Mezzo. Suddivisi in varie stirpi, gli elfi sono considerati i primogeniti di Eru Ilúvatar. I racconti del Silmarillion vedono come protagonisti proprio gli elfi, che prima abitano in vari regni sparsi per il Beleriand e sono abbastanza potenti da sfidare Morgoth, per poi successivamente scontrarsi con Sauron, in seguito alla forgiatura degli Anelli del Potere. Gli elfi abbandonano progressivamente la Terra di Mezzo, per potersi definitivamente stabilire nel reame beato di Valinor.

Ispirazioni e analisi Gli elfi di Tolkien sono ispirati dalla mitologia islandeseÞorgeirsson, Haukur (March 2023). "J. R. R. Tolkien and the Ethnography of the Elves". Notes and Queries. 70 (1): 6–7. doi:10.1093/notesj/gjad007. in particolare all'originaria descrizione della mitologia norrena (si vedano i Liósálfar dellEdda in prosa, elfi della luce contrapposti agli Svartálfar o elfi oscuri: a loro volta una sorta di "paganizzazione" della mitologia cristiana sugli angeli che Snorri Sturluson probabilmente riprendeva dal Elucidario di Onorio Augustodunense), e anche in quella irlandese-celtica, in cui i sidhe erano inizialmente di dimensione umana: si veda la leggenda dei Túatha Dé Danann, quindi diversi da altri elfi del folklore (più simili a gnomi, folletti o fairy).Tom Shippey, ‘Alias oves habeo: The Elves as a Category Problem’, in The Shadow-Walkers: Jacob Grimm’s Mythology of the Monstrous, ed. by Tom Shippey, Medieval and Renaissance Texts and Studies, 291/Arizona Studies in the Middle Ages and the Renaissance, 14 (Tempe, AZ: Arizon Center for Medieval and Renaissance Studies, 2005), pp. 157–87

I Túatha Dé Danann, antichi sovrani dell'Irlanda arcaica che iniziarono la linea dei Re supremi d'Irlanda, si allontanarono dall'isola, ma non si sa bene dove si diressero: c'è chi afferma che la loro migrazione li portò dalle coste fino all'entroterra, in un posto chiamato Færie, con una conseguente integrazione culturale, e chi sostiene invece che tornarono nell'isola da cui arrivarono. Le leggende li descrivono come un popolo fatato e semidivino dell'Annwyn (l'aldilà celtico) i cui membri, immortali e potenti maghi, partecipavano a eterni banchetti in luoghi fuori dallo spazio e dal tempo. Questi elementi narrativi si ritrovano nell'universo di Tolkien, in particolare la storia dei Noldor, il loro arrivo e ritorno in Valinor, i loro Re Supremi, e della suddivisione degli elfi in Calaquendi o elfi della luce, e Moriquendi, elfi dell'oscurità (anche se non malvagi).

Alcuni hanno definito gli elfi una rappresentazione di cosa gli umani sarebbero potuti diventare, se non avessero commesso il peccato originale La loro purezza non li rende immuni dall'essere ingannati (come nel tradimento di Maeglin a danno di Gondolin per il suo amore possessivo non corrisposto verso Idril, o la ribellione di Celebrimbor contro Galadriel), o dal commettere atti scellerati (come Fëanor che tradì suo fratello Fingolfin e le sue schiere per sete di potere e che fece pronunciare ai suoi figli un terribile giuramento che maledirà tutti i noldor e che li condurrà ad azioni malvagie come i tre fratricidi, o l'omicidio di Aredhel da parte di Eöl), o compiere atti di cattiveria gratuita (Saeros che per invidia e arroganza provoca Túrin Turambar cercando poi di ucciderlo, mettendo involontariamente in moto gli eventi del Fato di Morgoth). Inoltre le loro caratteristiche li rendono anche meno capaci degli uomini all'adattarsi ad un mondo decaduto e in continua mutazione.

Descrizione Gli elfi sono descritti come le più belle creature della Terra di Mezzo, amanti dell'arte, in particolare del canto, e della conoscenza. Tra di essi, soprattutto i noldor possiedono abilità e conoscenze che agli uomini della Terra di Mezzo appaiono magiche. Dipendentemente dalla stirpe, hanno i capelli corvini e gli occhi grigi o capelli biondi dorati, rossi o argentati. Agli elfi non cresceva la barba finché non entravano nel terzo ciclo di vita, come avvenuto ad esempio per Círdan. Sono immortali, nel senso che la loro aspettativa di vita è eterna, ciononostante possono morire se vengono uccisi, in seguito a un dolore morale profondo o se rinunciano alla propria immortalità per amore degli uomini. Nei primi due casi possono tornare dopo un periodo nelle Aule di Mandos e reincarnarsi nel corpo di prima conservando i loro ricordi, come accaduto a Finrod e Glorfindel; nel caso in cui invece rinunciano alla propria immortalità diventano a tutti gli effetti degli uomini, pur conservando le caratteristiche fisiche originarie. Gli elfi crescono allo stesso ritmo temporale degli uomini fino alla maturità, dopodiché l'invecchiamento si arresta, facendo loro mantenere le sembianze acquisite in età adulta. Possiedono sensi più acuti, e molti sono più forti degli uomini. Le loro memorie e i loro ricordi sono vividi come la loro vita. Condividono con gli uomini la sofferenza fisica, psichica e morale. Nel Signore degli Anelli e nel Silmarillion non ci sono riferimenti espliciti alle orecchie a punta. Solo in un brano dellEtimologia Tolkien afferma che «le orecchie degli elfi erano più allungate e a forma di foglia di quelle degli uomini».

A volte sono chiamati "primogeniti", in contrasto con gli uomini, i secondogeniti. Gli elfi chiamano se stessi Quendi (cioè "coloro che parlano con voci"), in onore del fatto che, quando vennero creati, erano gli unici in grado di parlare. Il vala Oromë fu il primo che li chiamò eldar (ovvero "Popolo delle stelle") perché si risvegliarono sotto le stelle, nome però generalmente considerato escludente gli avari.

Tra le vicende della Terra di Mezzo vi sono storie d'amore tra personaggi elfi e uomini e il frutto di queste unioni ha dato origine ai mezzelfi, i quali, giunti all'età adulta scelgono se divenire immortali come gli elfi o mortali come gli uomini. I mezzelfi presentati nel Silmarillion e nel Signore degli Anelli sono Dior, figlio di Beren e Lúthien, Eärendil, figlio di Tuor e Idril, e i loro discendenti Elwing, Eluréd ed Elurín, Elrond, Elros, Arwen ed Elladan e Elrohir. Nei Racconti incompiuti viene poi citato Galador, capostipite dei principi di Dol Amroth, che insieme alla sorella Gilmith sarebbe figlio di Mithrellas, ancella elfica nandorin.

Suddivisione e stirpi

Come narrato nel poema Cuivienyarna, dopo essersi risvegliati a Cuiviénen gli elfi si divisero in tre grandi gruppi: i minyar, i tatyar e i nelyar. Invitati da Oromë ad andare a vivere con i valar a Valinor, gli elfi si divisero in due gruppi principali: gli eldar, coloro che decisero di intraprendere il viaggio per Valinor, e gli avari, i riluttanti;. il nome dei primi (letteralmente "popolo delle stelle") fu dato loro da Oromë nel loro stesso linguaggio. Sempre secondo il Cuivienyarna tutti i minyar partirono per Valinor, divenendo infine i vanyar, mentre la metà dei tatyar e un terzo dei nelyar rimasero a Cuiviénen, divennero gli antenati degli avari. Gli eldar si divisero quindi in tre stirpi: i vanyar, i noldor e i teleri (gli ultimi due gruppi costituiti rispettivamente dai tatyar e dai nelyar che decisero di partire). Gli eldar che giunsero a destinazione vengono anche definiti calaquendi ("elfi della luce"). e amanyar ("quelli di Aman"). Gli avari, i nandor e i sindar sono invece definiti moriquendi ("elfi scuri"), in relazione al fatto che non videro mai la luce dei Due Alberi, ad eccezione del solo Thingol, il quale andò brevemente a Valinor ed è considerato un calaquendi.

Vanyar Discendenti dai minyar, i vanyar sono i più nobili tra gli eldar. Erano la prima e più esigua schiera degli elfi. Sono caratterizzati da capelli completamente biondi, luminescenti e privi di striature scure, da una carnagione chiarissima, simile all'argento, e da una prodigiosa statura. Il nome vanyar significa "i chiari" in quenya, con riferimento ai loro capelli dorati. Eccellono nel canto e nella poesia e sono i più simili ai valar in quanto a nobiltà d'animo, bellezza e potere e risiedono soprattutto nella città di Valmar. Sono la stirpe elfica più cara a Manwë e Varda, dai quali i vanyar hanno appreso la maggior parte delle loro conoscenze. Loro re fu Ingwë, il primo vanya a viaggiare con Oromë verso Valinor e importante vanya fu Indis, la seconda moglie di Finwë e nonna di Galadriel, la quale ne ereditò la celebre chioma dorata. Pochi di loro furono visti nella Terra di Mezzo, perché vi ritornarono solamente per la Guerra d'Ira. Parlano una variante del quenya, lingua condivisa con i noldor.

Noldor I noldor sono discendenti di quei tatyar che decisero di partire per Valinor. Guidati da Finwë, una volta raggiunta Valinor si stabilirono a Tirion. I più amati da Aulë, i noldor sono possessori di vaste conoscenze e capacità intellettive e manuali; eccellono in particolare nelle arti figurative e nella scienza metallurgica e amano soprattutto la raffinatura delle gemme e la forgiatura di gioielli.. Sono anche stati i primi a creare un linguaggio scritto. Particolarmente orgogliosi delle loro opere, bramano una sempre maggiore conoscenza e non si fermano dinanzi a nulla per ottenere ciò che vogliono; spesso questa cieca determinazione li ha portati allo sbando, come nelle vicende riguardanti i Silmaril e gli Anelli del Potere. La tradizionale lingua dei noldor è il quenya.

In seguito all'assassinio del loro re Finwë da parte di Melkor, gran parte dei noldor di Valinor, incitati da Fëanor, decisero di partire per la Terra di Mezzo; nell'atto di partire i noldor si scontrarono con i teleri in quello che divenne noto come il "fratricidio di Alqualondë" e furono quindi esiliati dai valar. I pochi che non partirono rimasero a Tirion e furono governati da Finarfin. Giunti nel Beleriand, i noldor, guidati da Fingolfin, dai figli di questi, dai figli di Finarfin e da quelli di Fëanor, stabilirono numerosi reami, i quali si opposero per secoli al potere di Melkor; in molte zone i noldor si mescolarono poi ai sindar, adottandone la lingua e mantenendo il quenya come lingua di corte e delle arti. I regni dei noldor caddero uno dopo l'altro per effetto delle vittorie di Melkor. In seguito alla Guerra d'Ira molti dei noldor superstiti, ottenuto il perdono dei valar, tornarono a Valinor. Coloro che rimasero ebbero come re Gil-Galad e si stabilirono principalmente nel regno del Lindon e nel regno dell'Eregion.

Nel corso della Seconda Era i noldor, ingannati da Sauron, forgiarono gli Anelli del Potere e si dovettero poi scontrare per secoli con le forze dell'oscuro signore, che distrusse l'Eregion. Unitisi infine agli eserciti dell'Ultima Alleanza, i noldor della Terra di Mezzo contribuirono nello sconfiggere Sauron, ma perdettero il loro re. Nel corso dei secoli seguenti, quasi tutti i noldor tornarono a Valinor ed entro i primi decenni della Quarta Era non ne era rimasto più quasi nessuno nella Terra di Mezzo.

Teleri Discendenti dei nelyar, i teleri chiamavano sé stessi lindar ("cantori") e furono la stirpe elfica più numerosa. Guidati da Elwë, il cammino dei teleri verso Valinor fu più lento di quello dei vanyar e dei noldor ed essi marciarono in retroguardia;. essi si divisero nel corso del grande viaggio in varie stirpi.

Nandor