Carbonate (Carbunaa in dialetto localeOrtografia moderna, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica

Morfologia e idrografia

Il centro abitato brianteo sorge a cavallo della valletta della Tinella, al termine delle morene argillose al confine con l'altopiano pianeggiante e ricco di ghiaie posto a sud-ovest. La parte collinare del territorio, a settentrione, appartiene al Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Il territorio comunale è attraversato da quattro torrenti: il Bozzente, il Cavo Gradeluso, il Fontanile di Tradate e la Tinella, interrato nella seconda metà del Novecento. Le analisi del rischio sismico collocano il territorio di Carbonate in zona 4, con accelerazione orizzontale massima su suolo rigido inferiore a 0,05 g.

Clima Il clima è di tipo temperato continentale con estate calda e inverni rigidi e secchi. Le piogge sono concentrate maggiormente in autunno e primavera, con minimi in febbraio e gennaio (circa 60mm al mese) e massimi in maggio/giugno e ottobre (più di 120 mm al mese). L'umidità tra le più alte d'Italia caratterizza questa zona, che non è protetta dal fohn e dal maestrale e dai loro effetti di riduzione delle escursioni termiche annue. La temperatura è, seppur di pochi gradi, superiore a quella dalle Prealpi a nord, e inferiore a quella della Pianura Padana a sud. In base alla classificazione climatica dei comuni italiani istituita nel 1993, il comune appartiene alla fascia climatica E, che autorizza l'accensione degli impianti di riscaldamento degli edifici dal 15 ottobre al 15 aprile.

Statistiche climatiche

Ambiente Sulla base del D.G.R. n. 2605 del 30 novembre 2011, il territorio del comune di Carbonate si trova nella Zona A - pianura a elevata urbanizzazione, un'area della regione caratterizzata da elevate emissioni di PM10, NOx e COV, da alta densità abitativa e industriale e da condizioni meteorologiche avverse alla dispersione naturale degli inquinanti atmosferici (lunghi periodi di alta pressione e rare precipitazioni, limitata velocità del vento).

Particolarmente critico, dal punto di vista della qualità dell'aria, risulta essere l'attraversamento del centro abitato da parte della strada statale 233.

Storia Età antica Dalle ricerche etimologiche è molto probabile che l'abitato sia di origine insubre o anteriore. La prima testimonianza materiale è una stele risalente al periodo della romanizzazione, ora conservata nei fondi del Museo archeologico del Castello Sforzesco.Mario Bertolone, Edizione archeologica della Carta d'Italia, I.G.M., 1958.

Il toponimo di Carbonate, nella grafia iperlatinizzata di Calbonate (la grafia originaria era invece Carbonaria), appare per la prima volta in una carta del marzo 864 come paese di origine di un certo "Petrone", membro del supremo tribunale di giustizia. La denominazione del paese è stata fatta discendere dal nome personale "Carbone", probabilmente identificativo di un'importante famiglia proprietaria di possedimenti terrieri nella zona, mentre il suffisso -ate è il tipico genitivo celtico diffuso in LombardiaMaria Luisa Frontini, Carbonate tra cronaca e storia, Carbonate, Il Punto, 1994.. Da Carbonaria passava la Via Mediolanum-Bilitio, che metteva in comunicazione Mediolanum (Milano) con Luganum (Lugano) passando da Varisium (Varese).

Medioevo Durante l'alto Medioevo fu insediamento di Longobardi che si installarono nella zona dell'attuale cascina Sgarattata (dall'etimo germanico Scara - wacta, luogo di guardia). DiscussaMemorie spettanti alla storia, al governo e alla descrizione della città e…, Libro XIV, p. 393 e 404. è l'attribuzione a Carbonate della battaglia combattuta in campo Carbonariae, probabilmente nel 979 fra i Milanesi e l'arcivescovo Landolfo II da CarcanoArnulphi liber primus historiae Mediolanensis, cap. X, in L.A. Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo IV, Milano, 1723.: al di fuori dell'assonanza nel nome non esistono infatti riferimenti storici certi riguardo alla coincidenza tra il campo Carbonariae luogo della battaglia e il borgo di Carbonate. Già in quel tempo, Carbonate era parte del Contado del SeprioMatteo Colaone, Il Seprio. I luoghi, la storia, il mistero di una regione nascosta, Menaresta Editore, Monza, 2011, ISBN 978-88-96751-05-3., presumibilmente fino alla sua caduta in mano milanese avvenuta nel 1287. Il villaggio fu quindi annesso alla Signoria di Milano e quindi al costituendo Ducato di Milano, fino all'epoca napoleonica. In un documento del 1346, Carbonate viene espressamente citato, insieme ai paesi circostanti, come territorio sottoposto al dominio visconteo.

Età moderna Pur mantenendosi all'interno dello Stato milanese, nel Cinquecento Carbonate fu infeudato nella Signoria di Lurago.. Nell'anno 1510 Carbonate fu devastato se non addirittura distrutto dalle truppe svizzere del cardinale di Sion, Matteo Schiner, chiamato dal papa Giulio II contro i francesi.

A partire da questa epoca le fonti storiche su Carbonate diventano più certe e numerose. Un documento del 1552, un censimento delle proprietà fondiarie condotto dalle autorità spagnole che controllavano il Ducato di Milano, fornisce per la prima volta una descrizione abbastanza completa di Carbonate e della sua struttura: in particolare si rileva che la maggior parte dei territori erano destinati alla coltivazione agricola mentre pochi erano i terreni destinati al pascolo.

Altri documenti importanti sono i due Status Animarum compilati dal parroco Francesco Girardi in due distinti momenti, nel 1568 e nel 1574, che rappresentano i primi censimenti della popolazione di Carbonate. Dallo Status Animarum del 1574 si apprende che la popolazione di Carbonate all'epoca contava 271 abitanti divisi in 37 nuclei famigliari.

Negli anni 1580 il nucleo di Carbona figura nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.

Non esistono molte tracce storiche delle vicende di Carbonate durante il periodo feudale: l'unico riferimento certo riguarda il fatto che, per un periodo non definibile, il territorio di Carbonate fu feudo della famiglia dei Biglia. La comunità di Carbonate riscattò l'infeudazione nel 1650, al costo di quaranta lire imperiali per capofamiglia.

Età contemporanea

Due tentativi di spostare Carbonate in Provincia di Varese fallirono nel 1786 e nel 1798. Con l'annessione alla Repubblica Italiana di Napoleone, Carbonate entra per la prima volta nella Provincia di Como, e per un breve periodo viene annesso da Mozzate. Tramite il Regio Decreto n°1971 del 10 agosto 1928 si ebbe la fusione dei Comuni di Mozzate, Carbonate e Locate Varesino nel comune di Seprio. Nel Dopoguerra, Carbonate, a seguito della secessione di Locate e Mozzate, rimane erede del cessato Comune e ritrova la propria denominazione tradizionale il 30 maggio 1953. In seguito al ripristino dell'autonomia, negli anni '60 vennero edificati il nuovo palazzo del municipio e le scuole elementari. A cavallo tra gli anni '70 e '80 Carbonate ha iniziato un importante programma di recupero, riqualificazione e valorizzazione del centro storico che, a tappe successive, porteranno il paese alla conformazione attuale: la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, l'ampliamento della piazza antistante la chiesa parrocchiale, la ristrutturazione di aree abitative rurali ormai disabitate o comunque soggette al deterioramento del tempo. A settembre del 2003 si è festeggiata la ricostituzione del comune in occasione del 50º anniversario.

Simboli

Lo stemma ufficiale del Comune di Carbonate è ispirato alla leggendaria battaglia in Campo Carbonariae che sarebbe avvenuta sul territorio di Carbonate nel 979. È stato adottato con delibera del consiglio comunale il 28 dicembre 1960 e concesso con decreto del presidente della Repubblica del 12 giugno 1962. È raffigurato all'entrata del municipio in un mosaico realizzato nel 1966 dal pittore Oscar Grottini.

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili Castello Il Castello è un grosso corpo architettonico composto da due cortili rettangolari, con ogni probabilità erede di un vero e proprio edificio fortificato a difesa del borgo risalente all'alto medioevo. Nonostante l'edificio originario non sia più identificabile, infatti, molti sono gli indizi che portano a pensare alla reale presenza di un castello a Carbonate: la toponomastica locale che accerta l'esistenza di una via "al Castello" nonché di una cascina, poco distante, ancora oggi nota con il curioso nome di "Sgarattata" (nel lessico francone, il termine scarawacta identificava infatti un drappello di guerrieri incaricati del servizio di sentinella, ipotesi compatibile con la necessità di difendere un edificio fortificato distante poche centinaia di metri), la presenza su una mappa del 1722 di un fabbricato a forma di quadrilatero chiuso con un cortile interno, l'esistenza di un pozzo fino ai primi decenni del XX secolo, e probabilmente in epoca più antica anche di una piccola chiesetta, all'interno del medesimo cortile.

Villa Ada Scalini Villa Scalini si affaccia su via S. Lucia ai civici 2 e 4 ed è circondata da un ampio parco. La costruzione è stimata attorno al XVIII secolo, con una ristrutturazione avvenuta all'inizio del Novecento. Fu residenza del senatore Enrico Scalini e della sua famiglia. Attualmente è proprietà privata.

La "Crocetta" Alla fine del XVI secolo Carbonate fu colpita da un'epidemia di peste. A ricordo di tale evento, e come ringraziamento per la fine dell'epidemia, nel 1588 la famiglia Moneta fece porre una stele sormontata da una piccola croce all'inizio della rampa che, costeggiando Villa Scalini, porta alla chiesa parrocchiale. La "crocetta" è stata successivamente traslata di pochi metri ed è tuttora visibile a lato del Palazzo Municipale.

Il "Cimitero Vecchio" - Monumento ai Caduti Il primo cimitero di Carbonate venne edificato tra il 1785 e il 1786 (fino ad allora, come consuetudine, i morti venivano sepolti nell'area circostante la chiesa parrocchiale) lungo la strada che collegava Carbonate a Locate Varesino (ovvero la futura Statale Varesina), in una zona che all'epoca risultava fuori dal centro abitato. L'incremento demografico e il conseguente ampliamento dell'area abitata resero necessario costruire, negli anni '30 del XX secolo, un nuovo cimitero di dimensioni maggiori e situato in un'area più distante. L'antico cimitero - oggi conosciuto appunto dai carbonatesi come "Cimitero Vecchio" - cadde così in disuso fino agli anni '60 quando venne riconvertito a monumento ai caduti con il posizionamento di un cippo recante i nomi di tutti i carbonatesi caduti durante la Prima e la seconda guerra mondiale. Il "Cimitero Vecchio" di norma non è aperto al pubblico tranne in occasione di cerimonie ufficiali di commemorazione, tuttavia la posizione e le ridotte dimensioni rendono il monumento perfettamente visibile anche dall'esterno, transitando lungo la strada provinciale.

Architetture religiose Fino al 1972 Carbonate fu soggetta ecclesiasticamente alla Pieve di Appiano per poi essere associata al Decanato di Tradate. Non è possibile stabilire con esattezza il periodo di fondazione delle attuali chiese carbonatesi. Attualmente ne sopravvivono due delle quattro testimoniate: la parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta e quella di San Giovanni, presso la Cascina Abbondanza, non più utilizzata per funzioni religiose. Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero riporta altre due chiese: una localizzabile presso la Cascina Moneta e una seconda presso il Castello, abbattuta alla fine degli anni settanta del secolo scorso. Chiesa di Santa Maria Assunta