Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Sonnino si estende per circa sessantaquattro chilometri quadrati nella porzione centro-meridionale della provincia di Latina, occupando un'area prevalentemente collinare e montuosa che si sviluppa lungo la catena dei Monti Ausoni. Il nucleo urbano originario sorge sul Colle Sant'Angelo (430 ), racchiuso dalle propaggini che vanno dalla Costa Inversa fino a Monte Tavanese e Monte della Fate (1090 ) e, dall'altro lato della vallata, Costa delle Serre (700 ).

A sud, Monte Ceraso, Monte Peschio e Monte Romano (530 ) dominano sulla zona pianeggiante della frazione di Capocroce; la propaggine di Costa la Traglia e Monte Cavallo Bianco dominano invece sulla frazione del Frasso e sulla valle di Cascano, fino al piano carsico di Campo Soriano (300 ). La zona pianeggiante di Sonnino Scalo, Capocroce e Frasso viene attraversata dal fiume Amaseno.

La vegetazione locale è costituita da estese formazioni boschive di lecci e querce che si alternano alla macchia mediterranea, mentre i versanti collinari esposti al sole presentano diffusi terrazzamenti adibiti alla coltivazione dell'olivo. Una frazione del territorio si grova inoltre nell'area protetta del Monumento Naturale di Camposoriano, una conca contraddistinta da particolari fenomeni di carsismo e affioramenti di roccia calcarea.

Clima Il clima di Sonnino presenta caratteri mediterranei, con estati brevi, calde, umide, asciutte e prevalentemente serene, e inverni lunghi, molto freddi, piovosi e parzialmente nuvolosi; nel corso dell’anno la temperatura media varia in genere da 7,1 °C a 24,8°C, con valori solo raramente inferiori a -3 °C o superiori a 32 °C.

Le temperature risultano più elevate nel periodo estivo: la stagione calda dura circa 2,8 mesi, dal 17 giugno al 10 settembre, con massime giornaliere medie superiori a 25 °C; il mese più caldo è agosto, con una massima media di 29,4 °C e una minima media di 19,7°C, mentre la stagione fresca dura circa 4 mesi, dal 20 novembre al 21 marzo, e il mese più freddo è gennaio, con temperature medie comprese tra 1 °C e 10 °C.

Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una marcata distribuzione stagionale: il periodo più piovoso si estende dall’11 settembre al 27 aprile, mentre quello più asciutto va dal 27 aprile all’11 settembre; novembre è il mese più piovoso, con circa 176 mm di pioggia media e 10 giorni con almeno 1 mm di precipitazioni, mentre luglio è il mese più secco, con circa 30 mm di pioggia media e 4 giorni piovosi.Classificazione climatica: zona D, 1865 GR/G

Origini del nome Il nome Sonnino deriva probabilmente da una forma volgare sun pennino, forse da sum-pendere, oppure da un lemma sumpmus ricollegabile al latino summus, che significa "sommo", con riferimento alla posizione in cui sorge l'antico borgo medievale,. costruito appunto sulla sommità di un colle, estrema propaggine del Monte Ceraso, appartenente alla catena degli Ausoni.

Generalmente si trova indicato come Somninum,. Sonninum, Sompninum,Nomi d'Italia - AAVV, De Agostini Sunino, Somnineum, Sumninum e Castrum Somneni.

Storia

Il primo documento che attesta l'esistenza di Sonnino è una bolla pontificia di Papa Silvestro II dell'anno 999. Alcuni storici fanno risalire le origini del paese alla fine del secolo VIII ad opera dei cittadini di Priverno, fuggiti dal loro paese in seguito alle invasioni dei Saraceni, che devastarono gran parte del Lazio meridionale, cioè le antiche province di Marittima e Campagna, la stessa origine generalmente ipotizzata per i vicini paesi di Roccagorga, Roccasecca e Maenza, tutti paesi situati in posizioni montane meglio difendibili rispetto a quella della romana Privernum, situata nella pianura dell'Amaseno. Altri storici tuttavia fanno risalire le origini di Sonnino ad una matrice romana e pre-romana, dato che l'intera zona comunale, anticamente abitata da Volsci, fu successivamente romanizzata ed intensamente abitata, come testimoniano numerosi ritrovamenti, suggerendo una continuità anche nel corso del primo medioevo.

A suggerire questa ipotesi romano-volsca, anche alcuni toponimi italici, tra i quali ha destato particolare interesse quello della antica via "Volosca" (o Velosca), la più antica e principale via di accesso al paese (sebbene oggi di importanza del tutto secondaria), che potrebbe ricondursi direttamente ad un intervento ad opera dei Volsci (col significato quindi di "Strada fatta dai Volsci"), oppure potrebbe indicare l'esistenza di un altro centro volsco scomparso, situato alle pendici pontine dei monti Ausoni, ugualmente abbandonato nel primo medioevo ma ben distinto da Privernum, e probabilmente chiamato con un etnonimo volsco. In questo senso la "Civitas Volosca", o città Volsca, indicherebbe l'abitato antico in pianura, mentre il "Vicus Somninum", o villaggio sulla sommità, il nuovo centro di montagna.

In ogni caso è accettato che i primi abitanti di Sonnino possano aver avuto origini (urbane, e forse etniche) variegate tra le quali si ipotizzano anche contributi greci e bizantini, e vi è generale accordo sul fatto che l'origine dell'abitato moderno sia da riferire al processo di incastellamento avutosi nell'Alto Medioevo, in un luogo che inizialmente poteva essere stato solamente prescelto perché poco accessibile e invisibile da quasi tutte le direzioni, dove riparavano uomini e bestiame per meglio difendersi in caso di assalti. Il rifugio, questa infatti era la sua principale funzione, rivelatosi una salvezza per tanta gente e dalle scorrerie e dal clima insalubre della palude pontina, si sarebbe progressivamente ampliato e costituito in castello.

Epoca medioevale Di origine medievale è l'imponente castello con la grande torre cilindrica adagiato sul Colle Sant'Angelo, costruito verso il secolo IX dalla famiglia De Sompnino che prese il nome dal castello e furono i primi signori di Sonnino.. L'11 ottobre 1369 metà del castello venne acquistata per 2000 fiorini da Onorato I Caetani, che ne divenne anche "Dominus" (signore). Nel 1423 viene confermato lo statuto comunale, lo Statutum Castri Sopnini, un codice di 58 articoli sia di diritto civile che penale, tra il Conte di Fondi e la Comunità di Sonnino.

Successivamente il castello fu abitato fino al 1496 dai Caetani d'Aragona, sotto il papato di Alessandro VI divenne possesso di Rodrigo Borgia e alla morte del papa (1503), il feudo passò alla famiglia Colonna, che ne mantennero il dominio quasi ininterrottamente sino al 1816, anno della loro rinuncia ai diritti feudali sul territorio.

Con bolla del 13 gennaio 1596, Papa Clemente VIII erige a principato la terra di Sonnino. Altri signori che vi abitarono per brevi periodi furono i Borgia e i Carafa. Gli ultimi proprietari sono stati gli Antonelli e i Talani. L'antico statuto comunale, risalente al XIII secolo, è conservato nell'archivio di Stato di Roma. Durante la breve Repubblica Romana (1798-1799) fece parte del Dipartimento del Circeo, distretto di Sezze, cantone di Piperno sotto la guida degli Edili aggiunti Giuseppe Mancini e Lorenzo Musilli, come definito il 26 fiorile anno VI. Dal 1810 al 1815, passò al dipartimento di Roma, circondario di Tivoli, cantone di Piperno.

Epoca moderna Con la Restaurazione e la riforma del 1816 Sonnino tornò luogo baronale appartenente ai Colonna, ma già nel 1817 divenne podesteria nell'ambito della delegazione di Frosinone, governo distrettuale di Terracina. Nel riparto territoriale del 1827 Sonnino compare come podesteria dipendente da Piperno, mentre in quello del 1831 risulta comunità soggetta ad un commissario straordinario nell'ambito del distretto di Pontecorvo.

Con l'Editto del 17 luglio 1819Sia distrutta la detta Terra emanato dal Cardinale Segretario di Stato Ercole Consalvi, Pio VII ordina la distruzione del paese e la rimozione forzata della popolazione da Sonnino per risolvere il problema dei briganti che infestavano la zona: insieme alla sua banda, era infatti ricercato il capo-brigante Antonio Gasbarrone e grazie all'opera di Gaspare del Bufalo non venne dato seguito all'Editto.

Rimase fino al 1870Testo del RD nello Stato Pontificio all'interno della provincia di Campagna e Marittima, al confine col Regno delle due Sicilie. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, il Comune entrò a far parte della provincia di Roma per passare poi, nel 1934, alla neoistituita provincia di Littoria, e dal 1945 alla provincia di Latina.

Durante la seconda guerra mondiale a causa dei bombardamenti alleati morirono ottanta persone.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo (DCG) del 26 settembre 1929 e si compone della corona muraria che sormonta uno scudo all'interno del quale è raffigurata un'aquila con corona ad ali spiegate che abbraccia una colonna, con sottostante un ramo di alloro e di quercia legati insieme da un nastro tricolore. Il profilo araldico recita: «Di rosso, all'aquila spiegata di nero, coronata d'oro, alla colonna d'argento, posta in banda, attraversante. Ornamenti esteriori da Comune».

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 4 agosto 1933, è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di San Michele arcangelo, comunemente detta di Sant'Angelo (1210), santuario minore, nel 1798 ospitò il Tribunale militare delle truppe francesi occupanti; Chiesa Collegiata di San Giovanni Battista (1200 circa), elevata a Collegiata e riconsacrata nel 1604 per volere di Pomponio de Magistris, custodisce reliquie attribuite agli Apostoli, a San Giovanni Evangelista e a San Giuseppe; Chiesa di San Francesco (1300 circa), ampliata nel 1604; Chiesa di San Pietro (1867), ricostruita sopra l'antica chiesa risalente al XIV sec;. Chiesa della Divina Maternità di Maria (1938), in località Frasso; Ex chiesa di San Marco (XV secolo), restaurata nel 1728, ora usata come Auditorium comunale; Chiesa della Madonna Santissima della Pietà (1595), situata sull'antica Via Volosca, il luogo è noto anche per la resa del brigante Antonio Gasbarrone avvenuta nel 1825; Monastero di Santa Maria delle Canne (VII secolo), crollato il 31 gennaio 2011, ex monastero benedettino, in seguito sede delle Suore Benedettine; fu sede dei Missionari del Preziosissimo Sangue, grazie all'opera di San Gaspare del Bufalo; Cappella della Madonna di Loreto (1606); Chiesa di Santa Maria della Misericordia (1200 circa); Sacra Icona di Maria Santissima delle Grazie, icona di stile bizantino presente nel santuario minore di San Michele Arcangelo risalente al XII secolo. La tradizione locale vuole l'icona dipinta da San Luca, arrivata in seguito alla furia iconoclasta e trovata da un pastore su di un albero. Architetture civili Porte In antichità erano presenti cinque porte di accesso: Porta San Pietro, la porta principale, a cui si arrivava dall'antica Via Volosca, una mulattiera a gradini in pietra; Porta Riore (o dei Priori, già Porta San Lorenzo), sostituisce la Porta San Pietro come accesso principale per la sua vicinanza alla Via Volosca, nel 1819 inizia da qui la distruzione del paese per ordine del papa Pio VII; Portella, la porta dei signori del castello; Porta San Giovanni; Porta di Tocco (dal nome della nobile famiglia Tocco); Vicoli

Caratterizzano il paese per l'aspetto e la ripidità, prendono il nome dalla famiglia che li abitava, come ad esempio vicolo Re o Monti, o da una loro caratteristica, come vicolo Santa Rosalia, vicolo dell'Arco, già di De Santis, o vicolo del Forno.

Rifugi Rifugio Jo Caturo: Rifugio la Cona: Rifugio Gasbarrone:

Ponte del diavolo

Risale al II secolo d.C., in realtà è un'arcata dell'antico acquedotto romano voluto dagli imperatori Adriano ed Antonino Pio che collegava Amaseno a Terracina, lungo . Prese questo nome durante il Medioevo in seguito alla nascita di numerose leggende.

Monumento ai caduti in guerra