Il Palais-Royal, insieme monumentale (palazzo, giardino, gallerie, teatro) a nord del palazzo del Louvre nel I arrondissement di Parigi, è un luogo importante della storia della Francia e della vita parigina. Fino al 1848 appartenne alla dinastia d'Orléans.
Al suo interno ospita il Consiglio di Stato, il Consiglio costituzionale ed il Ministero della cultura, oltre ad una sala della Comédie-Française chiamata Salle Richelieu. Nel 1830 la Cour d'Honneur venne chiusa a nord dal più famoso porticato ad arcate di Parigi, la cosiddetta Galerie d'Orléans, in seguito demolita. Dal 1986 il cortile principale del palazzo accoglie l'opera di Daniel Buren dal titolo Les Deux Plateaux, nota come «le colonne di Buren»
Dal 1994 è classificato come Monumento storico di Francia.
Storia
Dal Palais-Cardinal al Palais-Royal
Il palazzo venne costruito sul terreno dove un tempo sorgeva l'hôtel de Rambouillet con un tratto delle Mura di Carlo V, per volere del Cardinale Richelieu (per questo motivo il palazzo fu inizialmente chiamato Palais Cardinal) come propria residenza personale a Parigi. Il progettista incaricato dei lavori, l'architetto Jacques Lemercier, iniziò i lavori di progettazione nel 1629, iniziando la costruzione nel 1633 e terminandola nel 1639.
Alla morte di Richelieu nel 1642, il palazzo passò in eredità al re ed allora acquisì il nome di Palais-Royal. Dopo la morte di Luigi XIII che avvenne l'anno successivo, il palazzo divenne residenza della regina madre Anna d'Austria e dei suoi giovani figli, Luigi XIV e Filippo, duca d'Angiò, che qui vissero con il consigliere di stato, il Cardinale Mazzarino.
Dal 1649, il palazzo divenne anche la residenza delle esiliate Enrichetta Maria e Enrichetta Anna Stuart, rispettivamente moglie e figlia del deposto re Carlo I d'Inghilterra. Le due erano fuggite dall'Inghilterra nel bel mezzo della Guerra civile inglese ed avevano cercato aiuto presso il nipote di Enrichetta Maria, re Luigi XIV.
La residenza dei duchi di Orleans Enrichetta Anna sposò in seguito il fratello minore di re Luigi, Filippo, duca di Orleans nella cappella del palazzo il 31 marzo 1661. L'anno successivo la nuova duchessa d'Orleans diede alla luce nel palazzo una figlia, Maria Luisa d'Orleans. Dopo il matrimonio dei due, il palazzo divenne la principale residenza della Casa degli Orleans dal momento che il re con la sua corte si era trasferito dapprima al Louvre e poi a Versailles reputando il palazzo troppo piccolo per le esigenze della corte e troppo al centro della caotica capitale, lasciandolo quindi al fratello.
La nuova duchessa, si impegnò da subito per ammodernare la residenza creando splendidi giardini ornamentali che si disse fossero i più belli di tutta Parigi. Sotto la nuova coppia ducale proprietaria, il Palais-Royal divenne uno dei centri sociali più noti della capitale, essendo spesso sede di sontuosi balli di corte a cui era invitata solo la crème de la crème della società francese. Tra gli ospiti fissi di questi eventi era possibile notare alcune delle personalità principali dello scenario di stato dell'epoca come la regina madre Anna d'Austria, la duchessa di Montpensier, la principessa de Condé e la de Conti. Anche i favoriti di Filippo furono assidui frequentatori del palazzo.
Il palazzo venne ridecorato e vennero creati nuovi appartamenti da destinare alle servitrici ed allo staff della duchessa. Molte di quelle che poi divennero amanti e favorite di Luigi XIV si trovavano qui al servizio: Louise de La Vallière, che diede qui alla luce due figli del re nel 1663 e nel 1665, Françoise-Athénaïs de Montespan, che soppiantò Louise e Angélique de Fontanges, che fu al servizio della seconda duchessa d'Orleans.
Dopo la morte di Enrichetta Anna nel 1670 il duca si risposò con Elisabetta Carlotta del Palatinato che al contrario preferì risiedere al Castello di Saint-Cloud, facendo convergere verso questa opinione anche il successivo duca di Orleans, Filippo Carlo noto col titolo di duca di Chartres..
Francesca Maria di Borbone, duchessa d'Orleans
Nel 1692, in occasione del matrimonio del duc de Chartres con Francesca Maria di Borbone, mademoiselle de Blois, figlia legittimata di Luigi XIV e di madame de Montespan, il re decise di supportare i desideri degli Orleans nel voler migliorare ed ingrandire il palazzo.
Sfruttando la ricorrenza del matrimonio, vennero costruiti nuovi appartamenti e venne fornito un nuovo mobilio nell'ala est verso l'attuale rue de Richelieu. Fu in quest'occasione che Filippo diede commissione di realizzare una galleria per accogliere la famosa Collezione Orleans con dipinti famosi di inestimabile valore, che venne aperta poco dopo al pubblico. L'architetto incaricato dei nuovi lavori fu Jules Hardouin-Mansart,. ed il costo totale della ricostruzione si aggirò attorno alle 400.000 livre. L'assistente di Hardouin-Mansart, François d'Orbay, realizzò una cartografia dettagliata del sito prima di intervenire e dopo gli interventi, affidando il disegno dei giardini al celebre architetto del verde André Lenôtre che stava operando anche alla Reggia di Versailles.
Dopo l'allontanamento di Madame de Montespan e l'arrivo del suo successore, Madame de Maintenon che fece pressione sul re per proibire ogni intrattenimento lascivo a Versailles, il Palais-Royal tornò nuovamente alla ribalta sociale.The Hon. Nancy Freeman-Mitford, The Sun King. Quando il duca d'Orleans morì nel 1701, suo figlio divenne il nuovo capo della casata. I nuovi duca presero residenza al Palais-Royal e qui infatti nacquero due delle loro figlie, Carlotta Aglae di Borbone-Orléans, poi duchessa di Modena, e Luisa Diana di Borbone-Orléans, poi principessa di Conti.
Il palazzo durante La Régence ed il regno di Luigi XV
Alla morte di Luigi XIV nel 1715, questi venne succeduto dal suo pronipote di appena cinque anni. Il duca di Orleans divenne reggente per il giovane Luigi XV, ponendo le basi del governo della Francia proprio al Palais-Royal, mentre il giovane re continuò a vivere nel vicino Palazzo delle Tuileries.
Dopo la reggenza, la vita sociale del palazzo tornò ad ogni modo sottotono. Luigi XV, quando crebbe a sufficienza per governare autonomamente, spostò nuovamente la corte a Versailles e Parigi tornò ad essere ignorata. Lo stesso accadde quindi per il Palais-Royal: Luigi di Borbone-Orléans, che succedette al padre come duca d'Orleans, e suo figlio Luigi Filippo vissero prevalentemente a Saint-Cloud, che era rimasto perlopiù disabitato dalla morte della principessa palatina nel 1722.
Il Palais-Royal tornò alla ribalta con il matrimonio tra Luisa Enrichetta di Borbone che qui sposò Luigi Filippo nel 1743. Per l'occasione vennero infatti realizzati nuovi appartamenti (collocati in quella che attualmente è la sezione nord verso Rue-de-Valois) realizzati a metà del secolo dall'architetto Pierre Contant d'Ivry.. La duchessa morì all'età di soli 32 anni nel 1759.
Il palazzo durante la proprietà di Luigi Filippo II d'Orleans Alcuni anni dopo la morte di Luisa Enrichetta, suo marito segretamente sposò la sua amante, la marchesa di Montesson, e la coppia decise di prendere residenza la Castello di Sainte-Assise dove il duca morì nel 1785.
Nel 1785, Luigi Filippo II di Borbone-Orléans succedette così a suo padre come capo della casata d'Orleans. Questi era nato al castello di Saint-Cloud ma successivamente si era trasferito al Palais-Royal con la moglie e qui aveva preso residenza stabile grazie anche alle copiose sostanze portate in dote dalla moglie Luisa Maria Adelaide di Borbone che aveva sposato nel 1769. Il figlio primogenito della coppia, Luigi Filippo III d'Orleans nacque in questo palazzo nel 1773.
Luigi Filippo II a partire dal 1780 prese possesso pienamente del palazzo, espandendo e ridisegnando l'intero complesso degli edifici e dei giardini tra il 1781 ed il 1784. Nel 1784, vennero realizzate strutture per il commercio, sedi di botteghe e luoghi di intrattenimento. Sebbene il corps de logis rimase residenza privata degli Orleans, le arcate che circondavano i suoi giardini si arricchirono di ben 145 negozi, caffè, saloni, parrucchieri, librerie, musei e chioschi di bevande e rinfreschi. Il palazzo tornò così nuovamente al centro dell'attenzione della vita sociale di Parigi, divenendo uno dei centri commerciali della capitale. Esso era infatti frequentato dall'aristocrazia, dalla borghesia e dal popolo, vivendo le contraddizioni delle grandi discussioni letterarie e culturali unite alle iniziative estroverse dei debosciati (fu un noto luogo di ritrovo per prostitute) oltre che di attivisti della massoneria.
La costruzione dei teatri del Palais-Royal
Il Palais-Royal conteneva già da diverso tempo uno dei più importanti teatri pubblici di Parigi, posto nell'ala ovest verso rue Saint-Honoré (su un sito posto presso l'attuale rue de Valois).. Il primo teatro costruito in loco venne realizzato tra il 1637 ed il 1641 su disegno dell'architetto Lemercier e divenne inizialmente col nome di Salone del Palais-Cardinal. Questo teatro fu una delle sedi principali della troupe di Molière dal 1660, quando già esso era divenuto il Théâtre du Palais-Royal. Dopo la morte di Moliere nel 1673 il teatro venne concesso a Jean-Baptiste Lully che lo utilizzò come sede per la sua Académie Royale de Musique (il nome ufficiale dell'Opera di Parigi all'epoca)..
Il teatro dell'Opera venne distrutto da un incendio nel 1763 e venne pertanto ricostruito su disegno dell'architetto Pierre-Louis Moreau Desproux in un luogo di poco ad est del sito originario (dove attualmente si trova rue de Valois) e riaperto al pubblico nel 1770. Questo secondo teatro continuò ad essere utilizzato come sede dell'Opera parigina sino al 1781, quando venne nuovamente distrutto da un incendio, ma questa volta non venne ricostruito.; .
Su richiesta di Luigi Filippo II, vennero costruiti poco dopo due nuovi teatri per il Palais-Royal. Entrambi vennero progettati Victor Louis, architetto che disegnò anche le gallerie per il complesso. Il primo teatro, che aprì ufficialmente il 23 ottobre 1784, era un teatro delle marionette ed era posto nei giardini, all'intersezione della Galerie de Montpensier con la Galerie de Beaujolais.; ; per la data d'inaugurazione vedi la voce Beaujolais (théâtre des) in , p. 15. Noto inizialmente col nome di Théâtre des Beaujolais, divenne poi Théâtre Montansier dopo che Victor Louis lo ampliò per recitarvi opere più ampie. Successivamente, con l'inizio dei tumulti politici della Rivoluzione francese, il teatro divenne noto con molti altri nomignoli. Nel 1812 venne convertito in caffè teatro, ma nel 1831 venne riaperto ancora una volta solo come teatro, acquisendo il nome di Théâtre du Palais-Royal, con cui è noto ancora oggi.; ; vedi anche la voce Variétés (théâtre des) in , p. 55, e la voce Palais-Royal (2e théâtre du) a p. 47.