La pace di Augusta fu un trattato stipulato il 25 settembre 1555 tra Ferdinando d'Asburgo, in rappresentanza di suo fratello (l'imperatore Carlo V d'Asburgo, cattolico-romano), e la Lega di SmalcaldaQuesta alleanza prende il nome dalla città in cui venne fondata, Schmalkalden, in Turingia., un'unione di principi protestanti del Sacro Romano Impero, presso la città imperiale di Augusta (Augsburg in tedesco). Questa pace sancì ufficialmente la divisione di fatto della Germania tra cattolici e protestanti.
Premesse La Riforma protestante di Lutero (o Luteranesimo)
Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero, docente di teologia biblica presso la nuova Università di Wittenberg, affisse sulla porta della chiesa del castello di WittenbergCittà della Sassonia-Anhalt (Germania). Grazie alla figura di Martin Lutero ha avuto un grande rilievo nel periodo della Riforma. un documento in 95 “tesi” contro le indulgenze, cioè la remissione delle pene canoniche (digiuni e penitenze di vario genere) normalmente poste ai fedeli da parte della Chiesa per ottenere la remissione della colpa dopo il perdono sacramentale dei loro peccati (la confessione dei peccati e l'assoluzione sarebbero infatti nulle, se non accompagnate dall'espiazione)Per approfondire gli argomenti relativi a Martin Lutero, le tesi, le indulgenze e i principi del luteranesimo si vedano i cap. I e II, Thomas M. Lindsay, "History of Reformation V. 1, Reformation in Germany from its Beginning to Religious Peace of Augsburg", pp. 189-232.. La sua contestazione si basava principalmente sull'assurdità morale e teologica delle indulgenze, specie per i morti, sostenendo che la Chiesa non poteva vincolare le decisioni divine: se Dio aveva imposto un castigo, solo lui poteva cancellarlo, mentre il perdono divino rendeva inutile qualsiasi indulgenza o riparazione.
Le critiche dell'agostiniano Lutero provocarono le controcritiche dei domenicani tedeschi, le successive liti e la reazione della Chiesa locale e papale, che infine nel 1520 si manifestò con la bolla "Exsurge Domine"Bolla papale emessa da papa Leone X il 15 giugno 1520, in cui si esige che Martin Lutero ritratti 41 delle sue 95 tesi, così come altri errori specificati, entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, Thomas M. Lindsay, "History of Reformation V. 1, Reformation in Germany from its Beginning to Religious Peace of Augsburg", pp. 247-252. con cui il pontefice Leone X condannava le idee di Lutero, ordinava che i suoi scritti fossero bruciati e gli lasciava due mesi di tempo per abiurare. Lutero, invece, bruciò in pubblico la bolla papale. La scomunica divenne quindi inevitabile, con la bolla "Decet Romanum Pontificem" del 1521. Il potente elettore Federico il Saggio di Sassonia convinse, però, Lutero ad appellarsi all'imperatore Carlo V, al quale spettava il compito di rendere esecutiva la condanna papale. Di questa faccenda si occupò la Dieta imperiale di Worms del 1521, alla quale fu convocato Lutero, cui fu nuovamente chiesto di sconfessare le proprie ideeNel mese di maggio del 1521, l'imperatore emise - nel nome della Dieta - l'atto conosciuto come "l'Editto di Worms" contro Lutero, i suoi seguaci e i suoi scritti. Questa legge ha fornito la base giuridica per la coercizione più o meno efficace del movimento di Lutero per il resto del decennio. In "Luther and Emperor Charles V at the Diet of Worms (1521)" <GHDI - Document>. Lutero rifiutò e l'imperatore lo condannò al bando dall'impero come fuorilegge e nemico pubblico.
La diffusione delle idee di Lutero fu favorita dall'uso della stampa e della lingua volgare, che rappresentò una rivoluzione culturale, poiché fece perdere a chierici e nobili il privilegio di essere gli unici lettori dei testi sacri in latino. Così il Luteranesimo alimentò pure la lotta contro l'analfabetismo, facilitando un accesso diretto alla Bibbia.
La Controriforma (o Riforma cattolica)
La diffusione della confessione luterana obbligò la Chiesa ad intervenire con una serie di provvedimenti di carattere politico, istituzionale e teologico. A questa reazione si dà in nome di Controriforma.
Fu così finalmente convocato un concilio da papa Paolo III (1534-49) in una città tra l'Italia e l'Impero, il Concilio di Trento (1545), dietro anche alle pressanti richieste di Carlo V, impegnato nella lotta contro i principi protestanti riuniti nella Lega di Smalcalda. I luterani decisero però di non prendervi parte e, allora, il concilio divenne un'assemblea interna al mondo cattolico. Sul piano della dottrina, il concilio operò una chiusura nei confronti del protestantesimo; infatti la Chiesa si propose come unica interprete della Bibbia e fu riaffermato il principio della salvezza per mezzo non solo della fede, ma anche delle opere. Sul piano della disciplina si cercò di risolvere alcuni problemi, come l'obbligo del celibato ecclesiastico e il vincolo dei vescovi a risiedere nella circoscrizione loro affidata. Venne, inoltre, creata una rete di seminari"In their doctrinal decisions, the bishops who convened in Trent highlighted Catholic teaching and condemned Protestant teaching on the chief points at issue: Justification, Eucharist, Penance, Scripture and Tradition, Original Sin and Justification, the Mass as a real sacrifice, and the veneration of saints. The reform decrees provided the entire Church with an agenda on points ranging from episcopal residence, the holding of benefices, the founding of seminaries, and matrimony", da "The General Mobilization of the Catholic Church – The Council of Trent (1547-63)" <GHDI - Document> [consultato il 20/12/2013] Sito che raccoglie fonti primarie, immagini e testi che documentano la storia politica, sociale e culturale della Germania dal 1500 ad oggi. È un'iniziativa dell'Istituto Storico Tedesco, Washington, DC.. Si aggiunsero anche provvedimenti contro nepotismoTendenza dei pontefici romani a favorire i propri familiari (soprattutto i nipoti), indipendentemente dai loro meriti, da Enciclopedia Treccani., simoniaCompravendita di beni sacri e spirituali. Riguarda anche il peccato commesso da chi fa tale commercio. Il termine deriva dal nome di Simone Mago, il Samaritano che, secondo gli Atti degli Apostoli 8, 18-24, cercò di comprare dagli apostoli Pietro e Giovanni il potere di conferire i doni dello Spirito Santo mediante l'imposizione delle mani, da Enciclopedia Treccani. e concubinatoConvivenza in stato coniugale al di fuori del matrimonio, da Enciclopedia Treccani.. Nel complesso la Chiesa cattolica uscì dal concilio maggiormente irregimentata.
L'ascesa e il regno di Carlo V
Nel 1519 Carlo d'Asburgo, nipote paterno del defunto Massimiliano I e già re di Spagna dal 1516 per diritto di discendenza materno, fu eletto imperatore con il nome di Carlo V. Si trovò a governare anche sulle terre familiari degli Asburgo in Austria e in Boemia, sulla Fiandra, nei Paesi Bassi ed inoltre sui territori annessi di Napoli, Sicilia e Sardegna. Possedeva anche le colonie spagnole e avanzava pretese dinastiche sulla Borgogna, che era stata sottratta dai francesi agli Asburgo. Divenuto imperatore, Carlo V dovette subito fronteggiare un grande problema: garantire stabilità e omogeneità ai propri domini, caratterizzati dalla dispersione territoriale e da lotte politiche interne.
Portò avanti il progetto di restaurazione dell'autorità imperiale sull'Europa, ma incontrò numerosi ostacoli, interni ed esterni. Sul fronte esterno il principale problema era rappresentato dal re di Francia Francesco I, già rivale per il trono imperiale, con cui combatté due lunghe guerre dal 1521 al 1529 per ottenere il possesso del Ducato di Milano e della Repubblica di Genova. L'altra fonte di problemi era costituita dai turchi ottomani, il cui impero era in piena espansione e rappresentava una seria minaccia.
Sul fronte interno i problemi emano più complessi e delicati. In Spagna le Cortes di Castiglia e di Aragona non erano d'accordo sulla sua ascesa al trono e questa sfiducia sfociò in un moto di ribellione, la "Rivolta dei comuneros"Ribellione degli "abitanti dei comuni" (letteralmente popolani) della Castiglia contro Carlo. La protesta, partì da Toledo e Segovia, si diffuse a Toro, Guadalajara, Madrid, Ávila, Soria, Burgos e Valladolid. I ribelli furono sconfitti a Villalar nel 1521, da Enciclopedia Treccani., che, liberata sua madre Giovanna la pazza, fu difficilmente domata. Nei territori tedeschi Carlo V dovette fronteggiare la grande crisi politico-religiosa causata dalla diffusione della predicazione di Martin Lutero e della sua Riforma, subito appoggiata da alcuni principi. Non a caso, "sin dall'estate del ‘26, Carlo V aveva energicamente richiesto la convocazione di un concilio, quale unico rimedio per porre un argine al dilagare delle eresie nel mondo tedesco e promuovere la riforma della Chiesa, […] annunciando la sua decisione di recarsi in Italia"Citazione da Firpo Massimo, Politica imperiale e vita religiosa in Italia nell'età di Carlo V, “Studi Storici”, Anno 42, No. 2 (Apr. - Jun., 2001), pp. 245-261..
Nel giro di qualche anno, la Riforma si era trasformata da movimento di contestazione religiosa in movimento di contestazione sociale e politica, che dette luogo ad alcune rivendicazioni di tipo sociale (come la "Rivolta dei cavalieri", "Ritterkrieg", nel 1522-23 e la Guerra dei contadini tedeschiHelmut Koenigsberger, Prefazione all'edizione italiana di "Metamorfosi di un impero: la politica asburgica da Carlo V a Filippo II (1551-1559)", p. X. tra il 1524 e il 1526); a questo si aggiungevano le pretese dei principi tedeschi, i quali aderirono alla Riforma in funzione anti-imperiale (per consolidare le loro posizioni all'interno dell'Impero e dei propri territori, contro il disegno di accentramento politico di Carlo V). Nel 1530, per pacificare le parti, convocò la Dieta di Augusta, nella quale si confrontarono i cattolici e i luterani. Questi presentarono la "Confessio Augustana”, scritta per trovare una sistemazione ai fondamenti della fede luterana, che fu rigettata dai cattolici. Allora Carlo V confermò l'Editto di Worms del 1521 e la scomunica dei luteraniThomas M. Lindsay, "History of Reformation V. 1, Reformation in Germany from its Beginning to Religious Peace of Augsburg", pp. 363-368.. Per contro, questi nel 1531 strinsero un'alleanza militare, la Lega di Smalcalda, per cui vennero così a formarsi due fazioni religiose nell'Impero: una cattolica e una protestante.
Carlo V intraprese una politica di conciliazione tra le due parti; infatti "più volte Carlo cercò di ricucire i rapporti tra i principi tedeschi, esercitando nei loro confronti una certa tolleranza in campo religioso"Citazione da Mìa J.Rodrìguez-Salgado, "Metamorfosi di un impero: la politica asburgica da Carlo V a Filippo II (1551-1559)", p. 63. che però non ebbe risultati positivi. Anche i rifiuti da parte del pontefice Paolo III di convocare un concilio per attenuare i contrasti, più volte richiesto dall'imperatore, rendeva impossibile la soluzione della questione luterana.
Carlo V organizzò, allora, una campagna militare contro la Lega dei principi protestanti, che godeva dell'appoggio del re di Francia, che si concluse nel 1547 con una parziale vittoria di Carlo V (battaglia di MühlbergMühlberg, Sassonia in Germania.). Questa vittoria accrebbe la reputazione di Carlo V: all'apparenza il suo potere era considerato talmente immenso che nessuno osava sfidarlo in quel momento e il mondo sembrava relativamente pacificoMìa J.Rodrìguez-Salgado, "Metamorfosi di un impero:la politica asburgica da Carlo V a Filippo II (1551-1559)", pp.13-14 e 59.. Le condizioni per una convivenza tra le due fazioni religiose furono tuttavia stabilite solo con la pace di Augusta del 1555, poco prima dell'abdicazione di Carlo V.