Biografia Nato a Roma, fu membro della Gens Licinia, una famiglia molto influente nell'età repubblicana, nonostante fosse di origine plebeaM. Villoresi, Lucullo, Firenze, 1939, p. 186.. Era nipote del console Lucio Licinio Lucullo; i suoi genitori erano il pretore Lucio Licinio Lucullo e Cecilia Metella Calva, sorella di Quinto Cecilio Metello Numidico e di Lucio Cecilio Metello Dalmatico (che era il padre di Cecilia Metella Dalmatica, la terza moglie di Lucio Cornelio Silla). Suo fratello era Marco Terenzio Varrone Lucullo, console nel 73 a.C. Lo stesso Cicerone annoverava Lucullo fra i “nobiles”, i “clarissimi” e i “principes civitatis”.
Era legato da profondo affetto al fratello, Marco Terenzio Varrone Lucullo: secondo quanto tramandato da Plutarco, Lucullo attese che il fratello raggiungesse l'età prescritta così da poter ricoprire la carica insieme a lui, benché Lucullo avesse l'età minima per ricoprire quella carica; ciò lo rese benemerito agli occhi del popoloPlutarco, Vita di Lucullo, I, 9. La motivazione addotta qui da Plutarco, secondo la quale Lucullo tenne così a lungo la carica di edile, attendendo che suo fratello avesse raggiunto l'età prescritta, è insoddisfacente. Si trattò di un vero e proprio ritardo del cursus honorum, determinato forse dal fatto che a Roma avevano detenuto il potere gli avversari di Silla., che lo elesse edile, benché fosse assente da RomaCicerone, Academica II, I: si trovava ancora in Oriente, dove aveva ricoperto la carica di proquestore..
Educazione Lucullo sin da ragazzo ricevette un'educazione di stampo liberale e consona al suo ceto di appartenenza, grazie alla quale si dimostrerà un abile oratore sia nel Foro sia sul campo di battaglia, arrivando a conoscere perfettamente e ammirare anche la lingua e la cultura greca.
Noto per il suo smisurato amore per le opere letterarie, si è tramandata la notizia che egli scrisse, quasi per scommessa, una storia della guerra sociale in prosa. Solo in vecchiaia lasciò riposare la sua mente agli “ameni ozi della filosofia, destando la parte speculativa del suo ingegno”Plutarco, Vita di Lucullo,I,6.. Nutriva un vivo interesse per tutte le dottrine filosofiche, in particolar modo per quella professata dall'Antica Accademia, il cui massimo esponente era Antioco di Ascalona, suo grande amicoPlutarco, Lucullo, 42,3. Un'altra fonte che possiamo menzionare è Lucullus, il secondo libro della prima redazione degli Academica di Cicerone. Lucullo è il personaggio che nel dialogo difende la dottrina di Antioco di Ascalona, il quale sosteneva la possibilità di conoscere il vero, secondo l'insegnamento dell'Accademia Antica, di fronte alla teoria essenzialmente scettica del probabilismo di Carneade, fondatore della Nuova Accademia.. Plutarco ricorda che Lucullo allestì una biblioteca nella villa di Tuscolo, dove aveva fatto incetta di molti libri, in gran parte frutto delle sue conquiste nel PontoIsidoro di Siviglia, Etymologiae VI 5,1., che metteva a disposizione di chiunque, in particolar modo degli ellenici, i quali trovarono in essa conforto “come se fosse la casa delle Muse”. Per questo, Lucullo si conquistò la fama di protettore degli intellettuali greci.
Carriera militare e servizio sotto Silla
La carriera di Lucullo venne funestata dalla condotta discutibile dei genitori, in particolar modo del padre. Lucio Licinio (suo padre), infatti, dopo aver represso da pretore la Seconda rivolta servile in Lucania nel 104, venne nominato propretore in Sicilia l'anno seguente, ove riuscì nuovamente a sedare le rivolte degli schiavi. In seguito, tuttavia, fu accusato di peculatoE. S. Gruen, Roman Politics and the Criminal Courts, Cambridge Mass, 1968, p. 177 nt. 96. nel processo intentatogli nel 102 dall'Augure Caio Servilio, e condannato all'esilio. Si ritirò, pertanto, ad Eraclea, in LucaniaF. Munzer, s.v. Licinius, n. 103., con le porte della carriera definitivamente chiuse.
Toccò a un ancora adolescente Lucio e al fratello Marco riscattare il buon nome paterno, trascinando in giudizio l'accusatore del padrePlutarco, La vita di Lucullo,I, 2-3., dando prova, nonostante la giovane età e il fallimento del tentativo, di grande spirito d'iniziativa e di un profondo affetto filialeCicerone, Academica II, I., valori confacenti agli antichi mores romani. Cecilia Metella, madre di Lucullo, veniva bollata come donna poco seria a causa della vita licenziosa che conduceva e delle malfamate compagnie di cui si circondavaPlutarco, Vita di Lucullo, I, 1..
Lucullo fu tribuno militare nel 90/89 a.C., prima prestando servizio durante la Guerra sociale agli ordini di SillaE. Gruen, The last generation of the Roman Republic, Berkeley - Los Angeles - London 1974, p. 52. e poi come questore nell'88 a.C.; fu l'unico ufficiale ad appoggiare la sua marcia su Roma. In tale circostanza, Silla apprezzò il temperamento mite e le doti eccezionali del giovane e lo volle personalmente al suo fianco, affidandogli compiti di particolare rilievo e questioni delicatePlutarco, Vita di Lucullo 2,1. Servì il dittatore anche nella Prima guerra mitridatica: data la preminente superiorità navale dei nemici, fu mandato in Egitto e in LibiaPlutarco, Vita di Lucullo, 2,3. Tuttavia, per Appiano, si parla di Alessandria e della Siria. con l'incarico di procurare delle navi. Non è escluso, tuttavia, che tale compito avesse anche fini propagandistici: occorreva guadagnare alla causa di Silla tanto le città favorevoli a Mitridate quanto quelle che, alleate dei Romani, erano incerte su come comportarsi con un generale, Silla, che era stato dichiarato nemico pubblico. Di qui, si comprende la prolungata sosta di Lucullo a Creta, a CireneCirene chiese a Lucullo una nuova costituzione poiché la città era oppressa dall'avvicendarsi dei tiranni e dalle continue guerre intestine. Lucullo svolse un'opera di pacificazione, dando loro leggi e una saggia forma di governo. (Plutarco, Vita di Lucullo, 2,4-5 e Appiano, Mithr. XXXIII; Van Ooteghem, Lucius Licinius Lucullus, Bruxelles, 1959, pp. 24-27; A. Keaveney, Lucullus. A life, Londra, 1992, pp. 21-23). e in EgittoIl sovrano Tolomeo IX ricusò l'alleanza proposta da Lucullo a nome di Silla. Per il sovrano egiziano la guerra contro Mitridate avrebbe costituito una seria minaccia al suo regno, mettendolo in una situazione difficile: da un lato temeva che Mitridate potesse accogliere le rivendicazioni di Alessandro II, contendente e aspirante al trono, dall'altro paventava l'alleanza con Silla, nemico pubblico a Roma. Ciò non gli impedì comunque di colmare di cortesie Lucullo, suo gradito ospite, e di concedergli alcune navi, perché lo scortassero sano e salvo a Cipro. Su questi avvenimenti: E. Manni, in Rivista di Filologia e di Istruzione Classica, LXXVIII, 1950, pp.255-256. Non ancora in grado di affrontare i nemici, trascorse l'inverno dell'86 nell'isola di Cipro, allora sotto il dominio egiziano, di cui Mitridate rispettava la neutralità. In seguito, fece tappa a Rodi (che gli fornì altre navi), Chio e Cnido.
Nel frattempo, Mitridate aveva lasciato Pergamo per rifugiarsi a Pitane, da dove richiamò la sua flotta in soccorso. Fu allora che Gaio Flavio Fimbria decise di bloccare Mitridate sulla terraferma e di chiedere l'intervento di Lucullo, giunto nel frattempo con le sue navi. Se i due generali romani si fossero accordati, Mitridate, assediato per terra da Fimbria e per mare da Lucullo, non avrebbe avuto più scampo e la guerra si sarebbe conclusa con la cattura del re del Ponto ad opera delle legioni comandate da un partigiano di Mario, Fimbria, e dalle navi di un fervente sillano, LuculloL. Pareti, Storia di Roma, Torino, 1953, vol. III, p.584. Lucullo ignorò la richiesta di Fimbria e con la sua sola flotta sconfisse le navi regie al largo di Letto, nella Troade, e poi, intercettato a Tenedo l'ammiraglio di Mitridate, Neottelemo, mise in fuga il nemico. Si ricongiunse con Silla nel Chersoneso (84 a.C.), in Tracia, mentre quest'ultimo era sul punto di attraversare l'Asia, e collaborò al traghettamento delle truppe. Dopo che fu stipulata la pace di Dardano, Silla inflisse alle città asiatiche un risarcimento di 20.000 talentiPlutarco, Vita di Lucullo, 20,4 ; Plutarco, Silla, 25,4., ed emanò un editto in base al quale ogni soldato doveva ricevere dal cittadino che l'ospitava 4 tetradrammi al giorno e cibo per sé e per i suoi invitatiG. R. Watson, The Roman Soldier, London, 1969, p. 91.. Al proquestore Lucullo spettò il compito di riscuotere il denaro dell'ammenda, anche se vi sono varie attestazioni del fatto che Lucullo assolveva tale mansione con onestà e rettitudinePlutarco, Vita di Lucullo, 4,1. Cicerone (Acad. II, I) scrive in proposito: “[…] per molti e molti anni amministrò quella provincia in modo davvero encomiabile”., senza mai ricorrere a vessazioni e ruberie, cercando comunque di alleviare l'onere che queste imposizioni avevano creato"Per le città d'Asia era la fine: ai loro abitanti era preferibile la schiavitù” (Plutarco, Vita di Lucullo,20, 1-2; Appiano, Mithr. 63). Non essendo in grado di far fronte al pagamento, le città furono costrette a ricorrere ai pubblicani che prestavano loro denaro a usura con un tasso altissimo..
Fu allora che Lucullo ritornò a Roma e fu eletto edile nel 79 a.C., assieme al fratello minore Marco Terenzio Varrone Lucullo. I giochi organizzati dai Luculli per l'occasione restano famosi per la loro originalità: a Roma tutti rimasero alquanto impressionati dalla lotta di elefanti contro tori e dall'uso di una scaena versatilis (presumibilmente un palcoscenico mobile di qualche tipo).
Consolato Silla dedicò le sue Memorie a Lucullo e dopo la morte lo rese tutore di suo figlio Fausto, preferendo lui a Gneo Pompeo Magno. Poco dopo questi fatti, nel 74 a.C., Lucullo diventò console assieme a Marco Aurelio Cotta (zio di Giulio Cesare), e difese la costituzione di Silla dai tentativi di abrogazione. Durante il suo mandato di console, infatti, Lucullo ostacolò il tribuno della plebe Lucio Quinzio, la cui intenzione era di smantellare gli ordinamenti sillani e, in modo particolare, ripristinare la cosiddetta intercessio tribunizia. La partita si concluse con la temporanea vittoria di Lucullo sul tribuno, ma nel 68 a.C. quest'ultimo avrà la meglio sul fervente sillano.
Lucullo, destinato al governo della Gallia Cisalpina, si servì di un sotterfugio per ottenere il governo della Cilicia, resosi vacante dopo la morte del governatore Lucio Ottavio: per quanto detestasse enormemente il tribuno della plebe C. Cornelio Cetego, che godeva di un enorme prestigio a Roma, corteggiò l'amante di lui, Precia, dotata di fortissimo ascendente sul suo avversario. Lusingata dalle sue attenzioni, Precia si adoperò per fargli ottenere il tanto agognato governo della Cilicia. Benché la regione in sé non significasse poi molto per lui, Lucullo era persuaso che, se fosse riuscito nel suo intento, avrebbe ottenuto più facilmente il comando delle operazioni militari nell'imminente Terza guerra mitridatica.
Campagne in Oriente