Le monete axumite sono state le uniche ad essere state coniate in Africa senza l'influenza diretta di altre culture esterne come quella romana o greca. Circolarono a partire dall'epoca di massima espansione del Regno di Axum sotto Re Endubis verso il 270. La coniazione ebbe fine con l'inizio del declino del regno, verso la metà del VII secolo. Dopo Axum, nessun altro stato dell'Africa subsahariana coniò monete fino al sultanato di Kilwa Kisiwani nel X secolo.Munro-Hay, p. 150.
Le monete di Axum sono state un veicolo di propaganda per mostrare la prosperità del regno e per promuovere la religione nazionale (prima politeistica e poi cristiana), oltre che un mezzo per facilitare i commerci nel Mar Rosso su cui il regno prosperava.Munro-Hay, Aksum, pp. 155. Questa monetazione fornisce anche uno strumento inestimabile per identificare una cronologia affidabile dei re di Axum a fronte degli insufficienti scavi archeologici in quest'area.Wolfgang, "Coinage" in Siegbert, ed. Encyclopaedia, p. 767.
Origini Periodo pre-monetale Anche se l'emissione di monete coniate non iniziò prima del 270 circa, monete metalliche potrebbero essere state comunque usate per secoli ad Axum prima che ci fosse una coniazione centralizzata. Il Periplo del Mar Rosso (Periplus Maris Erythraei, un testo geografico scritto in greco verso metà del I secolo) riporta che lo stato Axumita importava bronzo, «che essi usano per ornamenti e per tagliarli come monete», e che importavano «piccole monete (denarion) per gli stranieri che vivono lì». Si può quindi ragionevolmente dedurre che i primi re di Axum, il cui dominio era collocato sui percorsi commerciali che passavano per il Mar Rosso, riconoscevano l'utilità di monete standardizzate nel facilitare i commerci sia interni che internazionali.Munro-Hay, p. 151.
Influenze
Anche se le monete axumite sono indigene sia nel disegno che nella produzione, è innegabile qualche influenza esterna nell'incoraggiare l'uso della moneta. Nel periodo in cui ad Axum furono coniate per la prima volta monete, esistevano vasti commerci con l'Impero romano lungo le coste del Mar Rosso; nemmeno è da escludere l'influenza dell'Impero Kushan o della Persia. Monete di Roma, di Himyar e di Kushan sono state rinvenute nelle maggiori città axumite, anche se, tuttavia, sono attestate esclusivamente piccole quantità e sembra che la circolazione di monete straniere fosse comunque limitata.Munro-Hay, p. 152 Anche se i regni dell'Arabia meridionale hanno coniato delle monete, tuttavia queste coniazioni erano già terminate quando ci fu un'influenza degli axumiti nell'Arabia meridionale sotto il regno di Gadarat; inoltre molto raramente furono prodotte monete di elettro o oro (e in argento a Sabei e in Himyar oppure in bronzo in Hadramawt), di fatto rendendo l'influenza inesistente.
La spinta maggiore non fu l'emulazione ma le necessità economiche; il mar Rosso con le sue coste è sempre stato un sito di commerci internazionali e le monete erano in grado anche allora di facilitare commerci e crescita della ricchezza."
Al di là di queste influenze, le monete erano di disegno genuinamente indigeno, e le influenze esterne erano relativamente deboli e limitate in quantità.Wolfgang Hahn, "Coinage" in Siegbert von Uhlig, ed., Encyclopaedia Aethiopica: A-C. Wiesbaden: Harrassowitz Verlag, 2003. p. 768.
Periodo pre-cristiano Le monetazione axumita iniziò nell'ultimo periodo della crescita dell'impero, quando era già iniziato il suo periodo d'oro. La coniazione iniziò verso il 270, sotto il regno di Endubis.
Fonti dei materiali Oro Sembra che l'oro sia stato acquisito da più fonti. L'oro probabilmente proveniva da Sasu (Sudan meridionale), ed anche da fonti più vicine dell'Etiopia, anche se queste ultime sono meno documentate di quelle più a nord. Un commercio di oro dalle aree meridionali dell'Etiopia come la regione di Innarya è documentato nel VI secolo (ad esempio nei testi di Cosma Indicopleuste, un viaggiatore greco del VI secolo) ed è continuato fino ai giorni di James Bruce (XVIII secolo). Oro veniva anche da fonti più a nord, come il Gojjam (nord ovest dell'Etiopia), dalle popolazioni Beja e dall'attuale Eritrea, anche se le ultime due sono meno certe.Munro-Hay, p. 143. Tuttavia recenti ricerche per trovare dell'oro condotte in Eritrea hanno identificato significativi depositi aurei a Emba Derho mentre altri depositi sono stati individuati a Zara, una città dell'Eritrea centro-occidentale."Promising results from Eritrean gold campaign" , Mining Weekly Online. June 6, 2006.
Argento ed altri metalli Mentre fonti locali di oro sono attestate per l'era axumita, sembra che l'argento sia stato particolarmente più raro ad Axum. Non c'è menzione del fatto che miniere d'argento siano esistite nella regione fino al XV secolo. Tuttavia l'argento era importato, come attestato del Periplo del mare Eritreo,Munro-Hay, p. 145 dando luogo ad una preponderanza di monete d'argento che però non può essere spiegata se l'importazione fosse l'unica fonte d'argento ad Axum. Inoltre un numero significativo di monete d'argento contiene inserti d'oro (presumibilmente per aumentarne il valore), che non sarebbero stati necessari se l'argento fosse stato così raro da dovere essere prevalentemente importato. L'argento può anche essere ottenuto dalla raffinazione dell'oro, che a volte si trova in natura assieme all'argento in una lega denominata elettro.
Rame e bronzo non sembra che siano esistiti nell'Impero axumita, e la loro importazione è documentata nel Periplo del Mare Eritreo.
Valore Anche se le monete d'oro erano certamente quelle di maggior valore seguite da quelle d'argento, il rapporto esatto tra le tre emissioni (oro, argento e bronzo) non è conosciuto. La fornitura di oro era strettamente controllata dallo stato axumita, come fu notato da Cosma Indicopleuste e certamente anche gli altri metalli preziosi erano controllati strettamente, permettendo allo Stato axumita di assicurare l'uso delle proprie emissioni.Munro-Hays, p. 154.
La qualità delle monete axumite era strettamente controllata e di solito con un alto titolo. Per esempio il titolo più basso di oro riscontrato per le monete di Aphilas è il 900/1000.Munro-Hay, p. 159.
Le prime monete sono spesso molto vicine al loro peso teorico e alcune addirittura lo superano.Munro-Hay, p. 158. Tuttavia il peso delle monete tende a diminuire nel tempo, anche se non uniformemente né continuamente. Ciò può essere dipeso dal desiderio di conformarsi alla riforma monetaria romana avvenuta durante il regno di Diocleziano che aveva portato l'aureo da 1/60 ad 1/72 di libbra. Nonostante la diminuzione del peso, la purezza dell'oro fu quasi sempre mantenuta, perfino dagli ultimi re. L'abbondanza di monete axumite rinvenute e quelle che vengono dagli ultimi ritrovamentiObelisk, new finds unleash debate in Ethiopia. The Seattle Times Online. 28 dicembre 2005 indicano che Axum aveva accesso a grandi quantità di oro.
Impronte
La legenda delle monete era spesso scritta in greco, dato che le monete erano usate nei commerci con l'Oriente ellenizzato. In seguito aumentò l'uso della lingua ge'ez, la lingua degli Axumiti; ciò indica forse un declino nell'uso per i commerci internazionali, cioè con Roma e con l'India.
Il dritto delle monete mostra sempre un'immagine del re (quasi sempre di profilo) che indossa una corona o un elmo/copricapo reale. Il copricapo ha sul davanti disegni che forse rappresentano pieghe oppure raggi o il sole. Ai lati del copricapo c'è una specie di nastro per tenerlo fermo. La maggior parte delle monete ha la legenda che recita "Re degli Axumiti" (ΒAΣIΛΕΥΣ AΞΩMITΩ - basileus axomito). Tuttavia molte monete sono state coniate anonime (o anche postume) specialmente durante il V secolo. La legenda può includere anche un nome bisi ("uomo di", Ge'ez bə'əsyä ብእስየMunro-Hay, Aksum, p. 39.Munro-Hay, Aksum, p. 75) o un epiteto (che inizia con Əllä, in Ge'ez እለ "lui che") oltre al nome personale del re. Nomi Bisi erano per lo più usati assieme ai nomi personali nelle prime monete, mentre gli epiteti erano più comuni negli ultimi anni, ed in alcuni casi erano gli unici. Il testo in greco era usato assieme alle legende Ge'ez, tuttavia era l'unico nelle monete d'oro con l'eccezione delle monete di Wazeba e di MHDYS. Nel tempo decadde la qualità del greco usato nelle monete (oro, argento e bronzo), il che indica il declino di Axum. Inoltre, iniziando da MHDYS per quello che riguarda il bronzo e da Wazeba per le monete d'argento, gradualmente il Ge'ez soppiantò il greco nelle legende.Munro-Hay, Aksum, p. 159.
Motti Le monete axumite mostrano una varietà di motti lungo tutto il periodi in cui sono state coniate, ad iniziare dal IV secolo. Attorno a questo periodo furono coniate molte monete di bronzo anonime con la sola legenda Βασιλεύς (Basileus, "Re") sul dritto. Furono coniate sia dal re Ezana che da qualcuno dei suoi successori. Queste monete portavano sul rovescio il primo esempio di un motto, "Possa ciò piacere al popolo" (greco: TOYTO APECHTHXΩPA touto aresētēchōra). In seguito fu scritto in Ge'ez senza vocali come ለሐዘበ ፡ ዘየደአ LʾḤZB ZYDʾ e sotto re Kaleb anche ለሀገረ ፡ ዘየደአ LHGR ZYDʾ, "possa questa piacere alla città [nazione]."
Endubis
Endubis, il primo re Axumita di cui è nota la coniazione di monete, ha rappresentato quasi esclusivamente la sua immagine sia al dritto che al rovescio. Le immagini mostravano la testa e la parte superiore del busto, con li copricapo reale (o elmo) ed un'abbondanza di gioielli. Oltre a scrivere il suo nome reale, Endubis segnò anche il suo nome "bisi, una pratica continuata dai suoi successori, ma che spesso manca nelle monete successive. Il nome "bisi" era una sorta di affiliazione tribale o "ethnikon", cioè un riferimento alla discendenza reale che era diversa per ogni re. Endubis enfatizzò anche la sua religione con la presenza del simbolo pre-cristiano costituito dal disco e dal crescente come strumento di propaganda, che è uno degli obbiettivi che si pongono le monete. Un secondo motivo usato da Endubis e che prosegue nelle monete successive, è quello delle due (a volte solo una in seguito) spighe di orzo o grano poste intorno alla sua testa. Anche se non esiste una evidenza nelle iscrizioni, data la preminente posizione intorno alla testa reale, le spighe possono essere dei simboli che rappresentano lo stato axumita. Sebbene le monete successive siano più piccole, Endubis scelse l'aureo romano come moneta su cui standardizzare il peso delle monete axumite, con l'emissione di monete d'oro da mezzo aureo del peso di circa 2,70 grammi (più precisamente, il peso teorico dovrebbe essere 2,725g).
Aphilas
Mentre tutte le monete di Endubis hanno il re con l'elmo reale, quelle di Aphilas mostrano il re che indossa un'impressionante alta corona sopra l'elmo reale. La corona mostra un colonnato con archi che sostiene delle alte guglie, in cima alle quali si vedono grandi dischi il cui significato non è ben identificato. Oltre alla corona ed all'elmo reale, le monete di Aphilas includono anche altri elementi regali come una lancia, un ramo con bacche, la rappresentazione delle braccia, l'aggiunta di nappe con frange sull'abito imperiale ed altre gioielli come amuleti e braccialetti. Nonostante queste innovazioni Aphilas continuò ad usare la propria immagine con l'elmo regale in alcune monete, a volte nel rovescio, mentre l'immagine con la corona si trova al dritto.Munro-Hay, Aksum, p. 156.