Fratello cadetto di Louis Boivin che, dopo la morte del padre nel 1672 «lo fece venire a Parigi l'anno dopo e non volle dividere con nessuno la cura di istruirlo. Il suo metodo d'insegnamento fu bizzarro ma fecondo. Chiudeva il suo discepolo in un tugurio, con un Omero, un dizionario e una grammatica, non lo faceva uscire finché il bambino non era in grado di spiegare in francese e in latino un numero convenuto di versi».Tyrtée Tastet, Histoire des quarante fauteuils de l'Académie française depuis la fondation jusqu'à nos jours, 1635-1855, vol. III, 1855, p. 219
Nel 1692 Jean Boivin divenne bibliotecario del re e fece quello stesso anno un'importante scoperta, un antico testo biblico del V secolo in scrittura onciale, che ricopriva un manoscritto delle Omelie di Efrem. Acquistatasi una fama di erudito pubblicando in latino i testi dei grandi matematici dell'antichità, fu nominato professore di greco al Collegio reale nel 1701. Tradusse Niceforo Gregora e Pierre Pithou, come pure Aristofane, Omero e Sofocle, scrivendo egli stesso poesie greche. Fu eletto membro dell'Académie royale des inscriptions et belles-lettres nel 1705 e dell'Académie française nel 1721.
Opere Veterum mathematicorum Athenaei, Apollodori, Philonis, Bitonis, Heronis et allorum opera graece et latine (1693) Nicephori Gregorae Byzantina historia, graece et latine (1702) Petri Pithoei vita, elogia, opera, bibliotheca (1711) Apologie d'Homère et Bouclier d'Achille (1715) Batrachomyomachie d'Homère, ou Combat des rats et des grenouilles en vers françois (1717) L'Œdipe, tragédie de Sophocle, et les Oiseaux, comédie d'Aristophane (1729)
Note
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