Figlio di Osman I e della sua seconda moglie Malhun Hatun, nei suoi quarant'anni di regno decuplicò l'estensione del suo beylik trasformandolo in un vero e proprio impero. In particolare, continuò la lotta contro i bizantini, iniziata da suo padre, che culminò nella vittoriosa battaglia di Pelecano (1329) contro l'imperatore Andronico III Paleologo. In seguito, Orhan s'inserì nelle guerre civili bizantine sposando Teodora, figlia di Giovanni VI Cantacuzeno, di cui sostenne le guerre prima contro Anna di Savoia (guerra civile del 1341-1347) e poi contro Giovanni V Paleologo (guerra civile del 1352-1357), ottenendo in cambio il permesso di saccheggiare la Tracia e la cessione della fortezza di Çimpe, che fu poi usata come base per la conquista di Gallipoli e della sua penisola, che a sua volta divenne la testa di ponte per le successive espansioni ottomane nell'Europa continentale. Oltre che contro i bizantini, Orhan mosse anche contro i beylik islamici dell'Anatolia, conquistando le terre dei Karasidi di Balıkesir e degli Ahis di Ankara.

Il celebre studioso e viaggiatore berbero Ibn Battuta, contemporaneo di Orhan, lo descrisse come "il più grande dei re turcomanni e il più ricco in ricchezze, terre e forze militari".

Biografia

Origini e primi anni Orhan nacque da Osman I e dalla sua seconda moglie Malhun Hatun intorno al 1281, nello stesso periodo in cui Osman ascese a capo del beylik ottomano dopo la morte di suo padre Ertuğrul. È oggetto di dibattito chi fosse il maggiore fra Orhan e il suo fratellastro Alaeddin Ali, nato dalla prima moglie Rabia Bala Hatun negli stessi anni. Altre fonti datano invece la sua nascita fra il 1274 e il 1287.

Fin da ragazzo Orhan mostrò un animo guerriero ed capacità di leadership, qualità che lo portarono ad affiancare il padre in numerose delle sue campagne militari. Fu uno dei leader della presa di Bilecik nel 1298/1299 circa e guidò la conquista di Köprühisar nel 1300, che Osman ricompensò concedendogli il titolo di beylerbey e nominandolo, nella seconda metà del 1302, governatore di Karacahisar. Alla fine, intorno al 1320, l'ormai anziano Osman gli affidò la guida della sua ultima e più ambiziosa impresa, la conquista di Bursa. Orhan, consapevole di non poter prendere la città, la meglio fortificata della regione, con la sola forza, non disponendo di macchine d'assedio, conquistò invece tutte le fortezze circostanti in modo da isolarla: con la presa di Mudanya e di Praenetos (che venne rinominata Karamürsel in onore del generale che guidò l'assalto) interruppe i collegamenti fra Bursa e il Mar di Marmara; mentre con la presa di Beyce (rinominata Orhaneli) si garantì una posizione sopraelevata vantaggiosa. Inviò poi tre battaglioni, rispettivamente guidati da Konur Alp, Akça Koca e Abdurrahman Ghazi, a conquistare le coste occidentali del Mar Nero, Kocaeli e la costa marmara sudorientale, così da isolare completamente la città.

Ormai ridotta alla fame, Bursa ricevette l'ordine da parte dell'imperatore bizantino Andronico II di aprire le porte. Orhan entrò in città come conquistatore 6 aprile 1326 e il suo primo atto fu di vietare qualsiasi danno alla popolazione, dal momento che aveva accettato di pagare la jizyahHōca Efendi, Saʿd al-Dīn b. Ḥasan (1863). Tâcü't-Tevârih [The Crown of Histories] (in Ottoman Turkish). Istanbul: Matbaa-i Âmire. pp. 28–29.. Saroz, tekfur di Bursa, fece atto di sottomissione a Orhan e accetto di convertirsi all'Islam, insieme a numerosi altri. Per il suo valore nei lunghi anni di assedio, gli venne concesso il titolo di Bey, mentre Evrenos, ex comandante della guarnigione, che aveva disertato a favore di Orhan grazie alla mediazione di Köse Mihal, venne nominato comandante della cavalleria leggera, e i suoi discendenti furono poi protagonisti dell'espansione ottomana nei Balcani. Bursa venne infine nominata nuova capitale ottomana.

Ascesa al potere

Orhan fu riconosciuto dal padre come erede e ascese alla guida degli ottomani subito dopo la sua morte, in un periodo compreso, a seconda della fonte, fra il 1323 e il 1326Pitcher, Donald Edgar (1972). An Historical Geography of the Ottoman Empire: From Earliest Times to the End of the Sixteenth Century. Brill Archive. p. 37..

Secondo la tradizione, il 21 agosto 1326 Orhan si recò dal padre, morente a Yenişehir, per comunicarli la conquista di Bursa. Immediatamente, Osman benedisse Orhan come suo erede, gli affidò le sue ultime volontà, fra cui la continuazione della sua opera di espansione, e spirò, lasciando Orhan come nuovo sovrano ottomano.

Una terza ipotesi sostiene che Osman morì nel 1326, ma che, ormai anziano, abdicò e cedette il trono a Orhan nel 1323 o 1324.

A differenza di quanto avvenne probabilmente per Osman, l'ascesa di Orhan fu pacifica: malgrado avesse diversi fratellastri, la presa di Bursa e la benedizione del padre fecero sì che Orhan venisse riconosciuto come sovrano senza opposizioni, soprattutto dopo che Alaeddin Ali, candidato più probabile dopo lo stesso Orhan, rifiutò sia la sua offerta di spartirsi il Beylik che di avere parte attiva al governo e si mise invece al servizio del fratellastro come amministratore e consigliere.

Periodo di espansione

Subito dopo aver consolidato la sua posizione a Bursa, Orhan si mosse lungo il Bosforo fino alla costa marmara, conquistando ogni città bizantina lungo il percorso, per poi mettere sotto assedio Nicea, seconda città dell'Impero bizantino dopo la capitale Costantinopoli. A quel punto, l'imperatore Andronico III Paleologo assoldò un esercito mercenario per liberare Nicea e Kocaeli. I due schieramento si scontrarono il 10 giugno 1329, nella battaglia di Pelecano, che si risolse con una vittoria completa degli ottomani: fu l'ultima volta che i bizantini sfidarono gli ottomani in campo aperto.

Nicea cedette all'assedio nel marzo 1331, dopo appena tre anni di resistenza, contro i nove di Bursa. Nel 1333 Orhan conquistò Scutari e nel 1337 Nicomedia, abbandonata dal suo ultimo governatore, la principessa Maria Paleologa. Orhan assegnò la città a suo figlio Süleyman, che aveva guidato gran parte dell'assedio. A quel punto, l'intera Anatolia nordoccidentale era in mano ottomana, ad eccezione della fascia costiera fra Şile e Scrutari e della città di Amastris in Paflagonia, ultimi territori bizantini rimasti della regione.

Nel 1345, Orhan diresse la sua ambizione contro i vicini beylik islamici, atto estremamente offensivo per l'Islam, secondo cui le terre in mano ai mussulmani dovevano essere dimore di pace e non dovevano essere attaccate da correligionari, a differenza delle terre in mano a popoli di altre fedi, che erano invece dimore di guerra e legittimi bersagli della jihad, la guerra santa. Fu quindi necessario a Orhan agire con estrema abilità per evitare conseguenze politiche potenzialmente disastrose.

Nel caso di Karasidi, Orhan approfittò della guerra civile scoppiata fra Demirhan Bey e Dursun Bey, i due figli dell'ultimo sovrano, da poco defunto, e guidò il suo esercito nella regione presentandosi come agente pacificatore. Nel 1342, conquistò Ulubad, Karacabey (Mihaliç) e Mustafakemalpaşa (Kirmatı), per poi muovere direttamente verso i due principi nel 1345. Dopo aver respinto i due contendenti a Pergamo, uccise Dursun e prese prigioniero Demirhan, da cui ottenne la cessione di tutti i territori Karasidi, più le città di Pergamo, Paleocastro, Manyas, Edincik ed Erdek; espandendo così il Beylik ottomano fino a Çanakkale, sul lato anatolico dei Dardanelli.

A questo punto, il Beylik ottomano, sempre più simile a un Impero, arrivò a contare quattro province:

Söğüt ed Eskişehir, ovvero i territori originali concessi in dominio a Ertuğrul, nonno di Orhan; Bursa e İznik, sottoposti al controllo diretto del sovrano e perciò detti Hüdavendigar; İzmit e la penisola di Koca Eli; Pergamo e Balıkesir (ex Paleocastro), ovvero i territori karasidi appena acquisiti.

Periodo di consolidamento All'acquisizione di Karasidi seguì un ventennio di pace e stabilità, caratterizzato dall'assenza di ulteriori espansioni ad eccezione, nel 1354, di Ankara e del suo territorio, che Orhan acquisì dalla corporazione degli Ahis (di cui aveva fatto parte Edebali, nonno materno di Alaeddin Ali, e che erano forti sostenitori degli ottomani fin dalla fondazione del beylik). Orhan dedicò questi anni alla politica interna e alla costruzione del suo nuovo regno, creando nuove istituzioni civili e militari, costruendo scuole e moschee e finanziando ampi progetti edilizi, sia civili che amministrativi che regali, emanando riforme economiche e giudiziarie, oltre che promuovendo la costruzione di una forza navale ottomana. Instaurò anche relazioni pacifiche coi vicini, sia coi beylik islamici che con l'impero bizantino, che aveva ormai rinunciato alla riconquista dell'Anatolia.

Tuttavia, tale periodo si concluse con lo scoppio della guerra civile bizantina (1341-1347), che vedeva contrapposto Giovanni VI Cantacuzeno all'imperatrice vedova Anna di Savoia. Nel gennaio 1346 Giovanni cercò un'alleanza con Orhan, a cui, nell'estate dello stesso anno, diede in moglie sua figlia Teodora in una lussuosissima cerimonia, un'unione che fu uno dei primi esempi di matrimonio fra principesse cristiano ortodosse e sovrani mussulmani nell'area. La condizione per il matrimonio fu però che Teodora non si sarebbe convertita, ma sarebbe rimasta cristiana. Tali unioni avrebbero infine dato vita al topos letterario della "principessa di Trebisonda", che raccontava di una principessa cristiana costretta a sposare un principe mussulmano ma che rimaneva ferma nella sua devozione cristiana. Il topos, ripreso spesso in campo artistico e associato in particolare a San Giorgio, doveva fungere da ispirazione per una grande crociata, mai realizzata.

L'anno seguente Teodora partorì l'ultimo dei figli di Orhan, Halil, e la coppia col bambino si recò in visita da Giovanni a Chrysopolis, vicino Costantinopoli, dove Giovanni concesse a Orhan il permesso di razziare la Tracia come ringraziamento per il supporto fornito in guerra.

Declino dell'Impero bizantino Alla conclusione della guerra civile nel 1347, l'Impero bizantino entrò nella sua fase finale di decadenza. Minacciato lungo la frontiera anatolica dai vari popoli turcomanni, ottomani in primis, e fratturato dai continui conflitti interni, s'indebolì al punto da faticare persino a mantenere il controllo marittimo lungo i mari interni.

Di ciò approfitto Genova, che possedeva la colonia di Galata, situata sulla sponda opposta del Corno d'Oro rispetto a Costantinopoli, e che dichiarò guerra nel 1348. Nel 1352, Venezia si unì al conflitto, schierandosi con Costantinopoli, al che i genovesi chiesero invece supporto agli ottomani. Orhan accettò, dal momento che i veneziani stavano minacciando anche le sue province costiere e non avevano avanzato contropartite soddisfacenti, e inviò una flotta a Galata. Contemporaneamente, approfittò della situazione per inviare suo figlio Süleyman a conquistare Tzympe (Çimpe), sulla sponda occidentale dei Dardanelli, che divenne la prima conquista ottomana nell'Europa continentale. In seguito, sempre nel 1352, Süleyman insediò migranti turcomanni e ottomani nella città di Gallipoli, evacuata due anni prima in seguito a un terremoto, e rifiutò di retrocedere malgrado le ripetute offerte pecuniarie di Giovanni VI Cantacuzeno. L'imperatore chiese quindi un incontro con suo genero Orhan, che acconsentì a incontrarlo a Izmit per poi non presentarsi, adducendo come scusa l'età e la cattiva salute.