La chiesa di Sant'Agostino è una chiesa di Lucca che si trova nella piazza omonima.
Storia e descrizione Una prima chiesa di San Salvatore in Muro, così detta perché addossata alla cinta muraria romana venne ceduta nel 1324 all'ordine agostiniano che vi impiantò un monastero e ricostruì la chiesa che fu ridedicata a sant'Agostino, la cui edificazione andò avanti dalla metà del XIV secolo al tardo XV secolo. Completata la chiesa, si pensò al suo arredo, che venne realizzato sotto la direzione di Francesco Marti secondo il gusto rinascimentale ma che oggi, dopo varie vicende, non è più apprezzabile. Vincenzo Frediani eseguì nel 1481 una pala oggi perduta. Un'altra Sacra conversazione fu dipinta nel 1492 circa da Michelangelo di Pietro e, nel secolo successivo, nel 1527, un altro dipinto fu eseguito dallo Zacchia, queste ultime oggi entrambe a Villa Guinigi. Gli stalli cinquecenteschi del coro, che furono intagliati da Leonardo di Francesco Marti, si trovano oggi nella chiesa di San Francesco.
Nel Seicento la chiesa fu rimodernata con l'erezione di nuovi altari controriformati e barocchi che recavano diverse pale del Paggi, del Cigoli, di Francesco Vanni e del Paolini, ora non più in chiesaMaria Teresa Filieri, Lucca nelle sue chiese. sue chiese. I luoghi della pittura, in "La Pittura a Lucca nel primo Seicento", catalogo della Mostra, Lucca 1994, pagg. 59 - 60..
Sconsacrata durante il periodo napoleonico e in seguito utilizzata come magazzino militare nel corso dell'Ottocento, in questo periodo perse gran parte del corredo pittorico ad essa pertinente, in parte confluito nei musei cittadini ed in parte disperso. Nel 1866 la chiesa fu restituita al culto grazie alle Suore Oblate dello Spirito Santo, la casa madre delle quali aveva e ha sede esattamente di fronte alla facciata della chiesa.
Nel 1928 le suore traslarono nella chiesa il corpo di santa Elena Guerra, loro fondatrice, che si trova ora custodito ed esposto all'interno dell'altare maggiore. Nel 1956 la chiesa fu nuovamente restaurata.
Esterno Il campanile s'imposta sugli archi del Teatro romano. Costruita in laterizio, la facciata fu decorata con un paramento in calcare bianco spartito da lesene, rimasto interrotto.
Interno L'interno mantiene l'impianto originario a una sola navata con tre cappelle absidali.
La cappella della Madonna del Sasso Nel lato destro si apre la cappella che nel 1369 Nicolao di Simone Boccella, membro di una famiglia lucchese, fece costruire a protezione di una venerata immagine, la quale venne così a trovarsi sul lato meridionale della nuova chiesa. L'immagine, in seguito a eventi leggendari, prese la denominazione di Madonna del Sasso.
Sulle pareti laterali Giacinto Gemignani affrescò su di un lato Cristo Risorto che indica l'immagine della Madonna tra i santi Pietro, Agostino, Andrea, Nicola da Tolentino e Francesco d'Assisi, sull'altro Punizione del soldato sacrilego che sprofonda nella botola. La decorazione è stata datata al 1657, anche se il testamento di Giovanni Francesco Boccella che dispone il completamento dei lavori della cappella è del 1648Lucca, Biblioteca Statale, Notizie Genealogiche delle famiglie lucchesi del Can.co Giuseppe Vincenzo Baroni, Ms. 1106, cc. 691-692..
Nel presbiterio l'altare maggiore custodisce ed espone il corpo di santa Elena Guerra.
La cappella, a sinistra di quella centrale, della famiglia Barsotti, conserva affreschi di Giacinto Gimignani, firmati e datati 1657 dal pittore nella Flagellazione.
Il convento Il convento annesso presenta un chiostro quattrocentesco, costituito da un porticato con arcate leggermente ogivali sostenute da pilastrini in laterizio ottagonali.
Nel 1943 divenne la sede locale della Guardia Nazionale Repubblicana, dove avvennero arresti e sevizie, che indussero i lucchesi a chiamarlo "convento delle torture". Nel 1975 una lapide vi è stata posta a memoria di tale criminale operato.
In seguito a radicali restauri a ciò finalizzati, dal 2017 è divenuto la sede del Liceo musicale "Passaglia".
Note
Bibliografia
Maria Teresa Filieri, Il rinnovamento delle chiese lucchesi alla fine del Quattrocento, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 207 - 235.
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