Il Machu Picchu (AFI: ), o anche Machu Pikchu (Teofilo Laime Acopa, Diccionario Bilingüe, Iskay simipi yuyay k'ancha, Quechua – Castellano, Castellano – Quechua: machu - adj. y s. m. Viejo. Hombre de mucha edad (Úsase también para animales). - machu - s. m. Anciano. Viejo. pikchu - s. Pirámide. Sólido puntiagudo de varias caras. || Cono. Ch'utu. machu pikchu - s. La gran ciudadela pétrea que fue quizá uno de los más grandes monumentos religiosos del incanato, entre el valle del Cusco y la selva virgen (JAL). || Monumento arqueológico situado en el departamento actual del Cusco, junto al río Urubamba, en una cumbre casi inaccesible (JL).; ) è un sito archeologico Inca situato in Perù, nella Valle sacra degli Incas,Magie delle Ande - Machu Picchu, La città perduta. a circa
Si trova nel dipartimento di Cusco (provincia di Urubamba, distretto di Machupicchu), 80 chilometri a nord-ovest di Cusco, una città del Perù e dove scorre il fiume Urubamba che attraversa la catena montuosa e dà origine a un canyon con un clima tropicale montano. Fa parte dell'omonima area archeologica ed ecologica protetta. Secondo molti studi, il suo nome originale sarebbe stato Llaqtapata o Patallaqta.
Vista nell'immaginario collettivo come i resti di un'antica e fascinosa città perduta, la località è universalmente conosciuta sia per le imponenti e originali rovine, sia per la vista che si ha sulla sottostante valle.
Annoverato tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, il sito è stato eletto, nel 2007, tra le sette meraviglie del mondo moderno in una cerimonia tenuta a Lisbona, in Portogallo. È il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei e Ostia Antica: nel 2003 le rovine sono state visitate da più di persone e l'UNESCO ha espresso preoccupazione per i danni ambientali che un numero così alto di turisti può arrecare al sito.
Le autorità peruviane, che ricavano notevoli vantaggi economici dal turismo, sostengono che non ci sono problemi e che l'estremo isolamento della valle dell'Urubamba limita di per sé il flusso turistico. Periodicamente viene avanzata l'idea della costruzione di una funivia per raggiungere la città dal fondovalle, ma la proposta non è mai passata.
Storia La gola di Picchu, situata a metà strada fra le Ande e la foresta amazzonica, fu colonizzata da popolazioni montane, non della foresta amazzonica, provenienti dalle aree di Vilcabamba e della Valle Sacra nella regione di Cusco, in cerca di espansione oltre alle loro frontiere agricole. Le prove archeologiche indicano che l'agricoltura è praticata nella regione almeno dal 760 a.C.Kendall, 1994: 102. A partire dal periodo dell'Orizzonte medio (dall'anno 900 d.C.) si registra un'esplosione demografica di gruppi non documentati storicamente ma probabilmente legati all'etnia Tampu dell'Urubamba. Questi popoli potrebbero aver fatto parte della federazione ayarmaca, rivale dei primi Inca della regione di Cusco.Kendall, 1994: 103. Gli ayarmaca appaiono menzionati in diverse cronache del secolo XVI come antagonisti degli inca nel periodo anteriore all'ascesa di Pachacútec. In questo periodo si espande considerevolmente la superficie agricola "artificiale" (terrazze). Tuttavia il sito specifico della città di Machu Picchu (la cresta rocciosa che unisce i monti Machu Picchu e Huayna Picchu) non reca traccia di edificazioni precedenti al XV secolo.Valencia y Gibaja, 1992: 319.
Si suppone che la città fosse stata costruita dall'imperatore inca Pachacútec intorno all'anno 1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un segreto militare ben custodito, in quanto i profondi dirupi che la circondano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua ubicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda. Scoperte archeologiche, unite a studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città, quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l'imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che potevano risiedere a Machu Picchu non più di 750 persone alla volta e probabilmente durante la stagione delle piogge, o quando non c'erano nobili, il numero era ancora minore.
La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno storico di Yale, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell'ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915. Solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era quella che lui chiamava Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche, scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu; il più conosciuto fu La città perduta degli Inca. Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale corrispondeva a Espíritu Pampa, nascosta nella giungla a poche centinaia di metri da dove era arrivato Bingham.
Nel 2008 una serie di documenti rinvenuti negli archivi statunitensi e peruviani da alcuni studiosi internazionali, tra cui lo storico statunitense Paolo Greer, rivelarono che Machu Picchu fu scoperta nella seconda metà dell'Ottocento dal tedesco Augusto Berns, che vi costituì una società per sfruttarne le ricchezze. Avvenne nel 1867, 44 anni prima che Bingham la rivelasse al mondo occidentale. L'obiettivo di Greer e dei suoi colleghi era il ritrovamento dei tesori perduti, molti dei quali potrebbero essere finiti in collezioni private.
Epoca inca (1438-1534)
Verso il 1440 la gola di Picchu fu conquistata da Pachacútec, primo imperatore Inca (1438-1470), durante la sua campagna di Vilcabamba.Secondo Rowe, ciò si deduce dalle cronache del XVI secolo di Martín de Murúa e di Miguel Cabello Valboa (Rowe 1990: 143).
Si ritiene che Machu Picchu avesse, come la maggior parte delle llactas incaiche, una popolazione mobile, che oscillava fra i 300 e i 1 000 abitanti membri di un'élite (probabilmente la panaca di Pachacútec)Lumbreras, 2005. e acllas. È stato dimostrato che la manodopera agricola era composta di coloni mitimaes o mitmas (mitmaqkuna) provenienti da diverse parti dell'impero.Gli studi osteologici di Eaton nel 1912 e la loro revisione di Verano (Burger et. al. 2003) sono conclusivi sulla presenza a Machu Picchu di coloni tanto della costa settentrionale del Perù quanto dell'altopiano boliviano. Questo fatto fu notato anche da Chávez Ballón (1961) nel suo famoso studio sulla ceramica di Machu Picchu. La spiegazione più ragionevole è che si trattasse di mitmaqkuna o mitimaes, coloni reclutati dallo Stato per questioni politiche (punitive o premiali) per abitare e lavorare in determinate zone dell'impero lontane dalle loro terre d'origine.
Alla morte di Pachacútec, conformemente alle usanze reali incaiche, Machu Picchu e il resto delle sue proprietà personali furono trasferite all'amministrazione della sua panaca, che doveva destinare le entrate prodotte al culto della mummia del defunto re.Un documento del 1568, lo stesso usato per identificare Machu Picchu con la proprietà personale di Pachacútec, riferisce che le terre della gola di Picchu furono dedicate a cerimonie di culto dei morti, ciò che è coerente con la tesi della proprietà personale. Si presume che questa situazione si sia mantenuta durante i governi di Túpac Yupanqui (1470-1493) e di Huayna Cápac (1493-1529).
Machu Picchu dovette perdere in parte la sua importanza trovandosi a competere in prestigio con le proprietà personali dei successori. Di fatto, l'apertura di una via più ampia e sicura fra Ollantaytambo e Vilcabamba (quella della valle di Amaybamba) disimpegnò la strada della gola di Picchu.
Epoca di transizione (1534-1572)
La guerra civile Inca (1531-1532) e l'irruzione spagnola nel territorio di Cusco nel 1534 incisero profondamente sulla vita di Machu Picchu. La collettività rurale del posto era composta principalmente da mitmas, coloni di varie nazioni conquistate dagli Inca e condotti a forza nell'area. Essi approfittarono del crollo del sistema economico della regione per tornare alle terre d'origine.Valencia e Gibaja 1992, 324; Kauffman 2006, 64; Lumbreras 2006: Machu Picchu La resistenza inca agli spagnoli, comandata da Manco II, nel 1536 convocò i nobili delle regioni vicine per integrare la corte del re nell'esilio di Vilcabamba,Kauffman, 2006: 67. ed è molto probabile che la miglior nobiltà di Picchu abbia abbandonato la città in quel momento. Documenti dell'epoca indicano che la regione era piena di sfollati.Un funzionario spagnolo, in viaggio nel regno di Vilcabamba nel 1565, descrisse le immediatezze del ponte di Choquechaca - strada principale della zona all'inizio dell'epoca coloniale - come un assembramento di sfollati. Rowe, 1990: 140.
Picchu rimase abitata e la sua esistenza è attestata dall'annotazione della città fra le colonie tributarie dell'encomienda spagnola di Ollantaytambo.Il cui primo encomendero fu nientemeno che il conquistador Hernando Pizarro (Glave e Remy, 1983: 6). Ma ciò non vuol dire che gli spagnoli la frequentassero: si sa che i tributi di Picchu erano versati ai colonizzatori una volta all'anno nel villaggio di Ollantaytambo, e non "riscossi" sul posto.Rowe, 1990: 142. In ogni modo, è chiaro che gli spagnoli conoscevano il luogo, sebbene non esistano indizi dell'importanza di un tempo. I documenti coloniali fanno anche menzione del curaca (forse l'ultimo) di Machu Picchu nel 1568: Juan Mácora.Glave e Remy, 1983: 247. Il nome Juan indica che fu almeno formalmente battezzato e perciò sottomesso all'influenza spagnola.
Un altro documentoIbid. attesta che Titu Cusi Yupanqui, che regnava all'epoca su Vilcabamba, chiese ai frati agostiniani di evangelizzare "Piocho" verso il 1570. Non è noto alcun luogo della zona il cui nome suoni simile a "Piocho" e non sia "Piccho" o "Picchu"; ciò che fa supporre a Lumbreras che i celebri "estirpatori di idolatrie" siano giunti sul posto e abbiano avuto a che fare con la distruzione e l'incendio della Torre del Tempio del Sole.
Il soldato spagnolo Baltasar de Ocampo scrisse alla fine del XVI secolo di un villaggio di edifici sontuosissimi "in cima al fianco di una montagna", che conteneva anche una grande acllahuasi (Casa delle Elette), negli ultimi anni della resistenza inca. La descrizione breve che Ocampo fa dei luoghi riconduce a Picchu, ed è significativo che si riferisca al villaggio con il nome di "Pitcos". L'unico toponimo affine sembra essere Vitcos, ma individua un insediamento incaico completamente diverso a Vilcabamba. L'altro solo "candidato" possibile è naturalmente Picchu.Valcárcel 1968. Tuttavia, non è definitivamente accertato se si tratti dello stesso luogo. Secondo Ocampo, nel villaggio sarebbe cresciuto Túpac Amaru, successore di Titu Cusi e ultimo sovrano inca di Vilcabamba.
Tra la colonia e la repubblica (XVII - XIX secolo)
Dopo la caduta del regno di Vilcabamba nel 1572 e il consolidamento del potere spagnolo nelle Ande Centrali, Machu Picchu venne abbandonata dagli abitanti, ma si mantenne all'interno della giurisdizione di diverse haciendas che passarono spesso di mano fino all'avvento della repubblica (1821). Ciò nonostante, era diventato un luogo remoto, distante dalle nuove rotte e assi economici del Perù. La regione fu praticamente ignorata dal regime coloniale, che non edificò templi cristiani né amministrò nessuna popolazione della zona.
In effetti, l'agro di Machu Picchu non fu mai completamente disabitato né sconosciuto: documenti del 1657Glave e Remy: 191. e del 1782Circa il quale venne pubblicato un servizio sul numero 1.745 della rivista Caretas de Lima. alludono a Machu Picchu come a terre di interesse agricolo. Ma le principali costruzioni, quelle dell'area urbana, non sembrano esser state occupate e furono presto vinte dalla vegetazione del bosco nuboso.
Machu Picchu nel secolo XIX