I Lodron, o Lodrone, sono una famiglia nobile trentina, originaria della piana di Storo, in Valle del Chiese a nord del lago d'Idro. I primi documenti che ne attestano la storia risalgono alla fine del 1100, anche se leggende del passato parlavano di un Silvestro di Lodron partecipante alla prima crociata del 1099.

Dalla piana di Storo, i Lodron estendono il loro dominio a Pieve di Bono con Castel Romano, in Val Vestino a Magasa e in Val Rendena. Nel 1452 ottengono il titolo e la dignità di conti dell'Impero e l'amministrazione della Contea di Lodrone. In quel secolo, nel 1456, i Lodron estendono la loro presenza e influenza in Vallagarina, impossessandosi, mano armata, dei castelli di Castelnuovo-Noarna di Nogaredo e di Castellano strappandoli alla famiglia dei Castelbarco. Il loro dominio si arricchì inoltre di possedimenti nel Bresciano con il feudo di Cimbergo, in Valcamonica, e proprietà a Concesio, in Val Trompia e nel Veronese. Successivamente la Casata sposta i centri dei propri interessi in terra austriaca, dove nel Seicento Paride Lodron di Nogaredo Castellano (Villa Lagarina) e Castelnuovo Noarna diventa arcivescovo di Salisburgo. Dalla fine del XVII secolo la famiglia Lodron ha maggiori interessi in territorio austriaco ed in gran parte là dimora.

La famiglia può vantare matrimoni con membri di Case Sovrane, come quelli, nel 1817, del Conte Clemente Giuseppe con la Principessa Maria Antonia di Hohenzollern, e (assai più recentemente) della contessa Beatrice di Lodron-Laterano (n. 1961) con il Principe Wolfang di Baviera (n. 1960).

Storia

Nei documenti storici il nome Lodron ricorre la prima volta in un contratto d'affitto del 10 marzo 1086 che gli uomini di Lodrone conclusero con quelli di Anfo per lo sfruttamento dei pascoli nella valle del Caffaro e per il diritto di pesca nel lago d'Idro: nel documento è citato un certo Calapino di Lodrone. Lo stesso Calapino di Lodrone risulta, in un documento del 27 agosto 1185, vassallo del conte Enrico di Appiano. Il castello di Lodrone venne affidato, in feudo il 24 agosto del 1189 dal vescovo di Trento Corrado II di Beseno, a tredici uomini "de Setauro" (Storo), i quali rappresentavano le sette famiglie che avevano giurato di aiutarsi vicendevolmente per l'ottenimento dei beni appartenuti a Calapino di Lodrone, il precedente 4 giugno nella chiesa di San Floriano di Storo.

Secondo una tradizione popolare Silvestro Lodron sarebbe stato a fianco di Goffredo di Buglione nella prima crociata (1095 - 1099), ma non esistono prove di questa partecipazione.

Nel 1361, in seguito ad una spartizione dei possedimenti, la casata si divise nei rami di Castel Lodrone e di Castel Romano. Nel documento di divisione di beni tra Albrigino I ed i nipoti Parisino II, Antonio e Pietrozotino è nominata la giurisdizione civile e criminale in Lodrone e in Val Vestino. Questa prima divisione si risolse dopo poche generazioni, quando i Lodron di Castel Lodrone strapparono con violenza le proprietà ai loro cugini Lodron di Castel Romano.

I Lodron, vassalli del principe vescovo di Trento, approfittando della posizione di confine delle loro terre e delle lotte del principato vescovile di Trento con i conti del Tirolo, i Visconti di Milano, gli Scaligeri di Verona e la Repubblica di Venezia, acquisirono potere, diritti e terre nelle Giudicarie, in Val Rendena, Val Lagarina, estendendo i propri possedimento a Trento e in Tirolo, in Piemonte, in Carinzia a Salisburgo e in Baviera.

Paride il Grande con i figli Giorgio e Pietro Paride II Ottone (1380-1439)Morì nel 1439 (Fausto Balestrini, I Lodrone a Concesio, dicembre 2002 ), più precisamente il 10 maggio (No. 7880 dell'ascendenza della Queen Victoria)), detto "Paride il Grande", figlio di Pietro Ottone (Pietrozotto) "il Pernusperto" (figlio d'Albrigino)Il testo segue la genealogia data su www.geneall.net, fu un comandante delle truppe veneziane nella guerra contro il ducato di Milano. L'11 giugno 1441 venne nominato conte di Cemmo e Cimbergo, in Val Camonica, al posto di Bartolomeo della Torre, grazie all'aiuto fornito ai veneziani in quei territori nel 1438..

I figli Giorgio (1400 – 1461) e Pietro (140? – 1485) ricevettero da Venezia il castello di Cimbergo in Valcamonica con la contea e Bagolino. Furono presenti a Roma all'incoronazione di Federico III. Il 6 aprile 1452 Federico III concesse a loro e ai loro legittimi eredi il titolo e la dignità di conti dell'Impero. Nel 1456 furono incaricati dal principe vescovo di Trento Giorgio Hack (1446 – 1465) di conquistare le roccaforti di Castelnuovo di Noarna-Nogaredo (Italia), Castellano, Nomi e Castel Corno che Giovanni Castelbarco non intendeva riconoscere come feudi di Trento. I due fratelli Lodron tennero poi per sé Castelnuovo e Castellano. Nella seconda metà del Cinquecento i Lodron estesero la loro influenza nel Bresciano a Salò ove ebbero un collegio e un seminario per i chierici del contado e a Concesio dove eressero un palazzo ora noto come palazzo Montini (ove nacque Giovanni Battista Montini divenuto poi papa Paolo VI).

Lodron di Castel Romano e Lodron lagarini o di Castellano e di Castelnuovo-Noarna di Nogaredo

I due fratelli Giorgio e Pietro si divisero le proprietà in modo che i feudi lagarini di Castelnuovo-Nogaredo e di Castellano, recentemente acquisiti, assieme all'avito Castel Romano nelle Giudicarie sono di proprietà del solo Pietro Lodron. Suo figlio Martino ed i sei figli dell'altro suo figlio, Paride, poi si dividono le proprietà in modo che al primo rimane Castel Romano ed ai figli di Paride i due feudi lagarini. In seguito, circa 1530, i due feudi lagarini sono così divisi: a Nicolò e Giov.Francesco il feudo di Castelnuovo e ad Agostino ed Andrea il feudo di Castellano. Alessandro è prete a Pomarolo ed il sesto fratello Antonio è probabilmente deceduto non comparendo nella divisione.

Il Feudo di Castellano passò a Felice, Antonio ed Agostino figli di Agostino, Andrea morì senza lasciare prole legittima. Felice si sposò, ebbe figli ma morirono in tenera età, Agostino morì trentenne di ritorno dalle Puglie, ultimo della linea di Castellano fu Antonio Lodron di Castellano, canonico e preposito del capitolo e presidente della camera del principato di Salisburgo. Antonio lasciò il Feudo di Castellano a Nicolò Lodron di Castelnuovo-Noarna di Nogaredo che divenne il nuovo signore di Castellano.

Nicolò Maria Lodron fu investito del feudo di Castelnuovo nel 1532; da questi passò al figlio Paride Lodron e all'altro figlio Gasparo avuto in seconde nozze. Paride ebbe Nicolò Lodron (1549-1621 sposato con Dorothea Welsperg. Loro figlio primogenito fu Paride Lodron (1586-1653), che fu principe arcivescovo di Salisburgo dal 1619 al 1653, altro loro figlio era Cristoforo padre a sua volta di Francesco e Paride. Quest'ultimo Paride, morto nel 1703, fu l'ultimo dei Lodron lagarini. Paride, principe vescovo di Salisburgo, dotò la sua famiglia di immense ricchezze. Istituì il "maggiorasco della primogenitura Lodron"Secondo le disposizioni (riviste nel 1652 circa) relative alla primogenitura, le giurisdizioni di Castellano e "Castelnuovo" di Noarna sarebbero state governate dal nipote Francesco Nicolò e amministrate da un reggente scelto tra i Lodron da tutti i membri della casa („Paris Lodron – Un grande a ricordare”, Il Trentino, 2003 ) assegnandolo a suo fratello Cristoforo (possedimenti feudali che sarebbero passati in eredità al solo primogenito di questi); nel 1653 istituì la "secondogenitura lodroniana" per il secondo figlio del fratelloNonostante l'estinzione della discendenza maschile di Cristoforo nel 1703, la primogenitura e la secondogenitura lodroniane, come Fedecommessi, persisterono, risultando nello stabilimento d'altri rami.. L'arcivescovo chiamò inoltre Sebastiano Bartolomeo e Francesco Antonio Lodron, due fratelli del ramo bresciano di Concesio, come vescovi della diocesi di Gurk (sottoposta al Principato arcivescovile di Salisburgo) in Carinzia, reggenti l'uno dopo l'altro dal 1630 al 1652.

Nel 1703 il ramo lagarino o di "Castelnuovo" Noarna e Castellano si estinse e i possedimenti della famiglia passarono ai Lodron delle Giudicarie discendenti da Giorgio, fratello di Pietro (1400-1485) da cui nacque il ramo lagarino dei Lodron.

Lodron del ramo di Castel Lodron Giorgio, figlio primogenito di Paride il Grande e Lucia Nogarola, si sposò in prime nozze a Zelmira Martinengo ed in seconda nozze a Giovanna (oppure Ginevra) Avogadro. Suoi figli legittimi furono Francesco (I), Bernardin e Parisotto Antonio (1463-1505, Paride III).

Il ramo di Parisotto Antonio Un figlio di Parisotto Antonio: Ludovico Lodron partecipò alle guerre contro i turchi. Nella battaglia di Osijek Ludovico fu catturato, decapitato, la sua testa fu portata in trofeo a Costantinopoli.

Figlio più giovane di Parisotto Antonio fu Sigismondo (1532-1563).

Il conte Sebastiano Paride Lodron (Salò, 1572 – Trento, 1611), figlio primogenito del conte Sigismondo Lodron (1532-1563) e di Margherita Roggendorf, è stato un condottiero ed ecclesiastico.

Il ramo di Francesco I Figlio primogenito di Giorgio e successore su Castel Lodron fu Francesco I Conte di LodronVedi la Cronologia della Val Vestino (1468-1505), sposato con Calepina Calepini oppure a Diana di Collalto.

Di suoi cinque figli Paride V (* ca. 1465 – † 1515No. 1970 dell'ascendenza della Queen Victoria: Paris V von Lodron, sposato con Maria Brembate), Nicola e Giovanni Battista sono a menzionare.

Giovanni Battista Lodron era un condottiere che servì Carlo V, suo fratello Ferdinando I e il figlio di costui, Massimiliano II. Prese parte ad innumerevoli imprese militari prima di trovare la morte nel 1555 nella difesa della fortezza di Casale Monferrato contro i francesi.

Il ramo di Paride V del Castel Lodron Paride (1507-1550), che fu sepolto nella chiesa di Lodrone e di cui esiste ancora la piastra tombale di pietra bianca, ebbe quattro figli: Francesco (1558-1579), Ludovico (1553-1604), Gerolamo (1553-1606) e Paride, canonico del duomo di Trento.

Il secondogenito, Ludovico II, unitamente al fratello Gerolamo, combatté in qualità di capitano nella flotta della Lega Santa e assieme i due fratelli parteciparono, oltre che alla Battaglia di Lepanto (1571), alla difesa dell'isola di Malta (1565) e alla conquista di Tunisi (1573). Ha fatto costruire a Trento il palazzo di via Calepina ora sede del Tribunale Amministrativo Regionale. Ludovico non ebbe eredi ed il suo palazzo passò in proprietà a Gerolamo Lodron (1579-1639), primogenito di suo fratello Francesco (1558-1579) e fondatore del ramo tridentino dei conti Lodron.

Il ramo tridentino dei conti Lodron Successivamente il palazzo passò al figlio di Gerolamo, Paride (1626-1660), dopo al figlio di Paride, Francesco Antonio (1674-1707), che lasciò il palazzo di Trento ai figli Paride e Girolamo Massimiliano (1611-1748). Michele Giovanni Giuseppe Lodron (1708-1773), primogenito di Paride e di Angela Malfatti che fu canonico della cattedrale di Trento, restaurò ed ampliò il palazzo prima di, nel 1743, rinunciare a tutti i suoi beni (ad esclusione di due stanze del palazzo che di seguito destinò a suo fratello Paride, sacerdote) a favore del fratello Antonio (1715-1773) e sposarsi (a Castel Freudenstein) con Carolina Bellini de Fin.

Con la morte di Antonio il palazzo, con tutti gli altri beni della «primogenitura di Trento», passò al figlio Paride Giuseppe Maria (1772-1842), già consigliere dell'imperiale ambasciata di Stoccolma e «savio» del Municipio di Trento. Costui acquistò il Palazzo Lodron di Nogaredo messo in vendita al pubblico incanto per pagare i debiti del defunto Francesco Maria Giuseppe Antonio Lodron (1765–1805, diplomatico austriaco). Paride Giuseppe Maria morì nel 1842 prima che sua moglie Ferdinanda Contessa Bissingen-Nippenburg dava alla luce il secondogenito Ernesto Postumo Lodron (1842- 1898).