Bitonto (IPA: , Vetònde in dialetto bitontino) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.
Bitonto è conosciuta per gli estesi oliveti che la circondano e la produzione olearia, rinomata già nel XIII secolo e perfezionata nel corso del XX secolo, che costituisce ancora oggi la più importante risorsa economica della città, e dà inoltre il nome al cultivar locale, cima di Bitonto.
Il 25 maggio 1734 la città fu teatro della storica battaglia, combattuta tra gli austriaci e i Borbone, che portò alla nascita del regno di Napoli come Stato indipendente.
Sede della prima galleria nazionale di Puglia, di una cattedrale riconosciuta tra i più importanti esempi di architettura romanica pugliese. e del museo diocesano più grande della regione, è stata riconosciuta città d'arte nel 2004Con regolamento regionale n. 11 del 23 dicembre 2004, in attuazione della legge regionale 1/2003. ed è risultata tra le dieci finaliste per la corsa al titolo di capitale italiana della cultura del 2020.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale di Bitonto si estende per oltre , dall'alta Murgia fino a dal mare Adriatico. Fino al 1928 il comune aveva anche uno sbocco sul mare Adriatico, in quanto amministrava la frazione di Santo Spirito, oggi quartiere di Bari, città che, anche essendo capoluogo di regione, ha un territorio più ristretto rispetto ad altri comuni della città metropolitana. Confina, da nord e in senso orario con i seguenti dieci comuni: Giovinazzo, Bari, Modugno, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Toritto, Altamura, Ruvo di Puglia e Terlizzi.
Il centro abitato si trova sul primo gradino dell'altopiano della Murgia a s.l.m. mentre a s.l.m. raggiunge il suo punto più basso. Il territorio comunale ha un'altezza minima pari a riscontrabili nella parte settentrionale, quella più vicina al mare, mentre nella parte meridionale è decisamente collinare e raggiunge un'altezza massima di che determina, così, una escursione altimetrica di .
Il territorio comunale include il parco nazionale dell'Alta Murgia e la Lama Balice, sito naturalistico e paesaggistico istituito nel 2007 come parco regionale, collocato ai margini del centro storico della città. Il terreno su cui insiste il territorio di Bitonto è caratterizzato dalla presenza del calcare di Bari e della dolomia bitontina., i cui estesi giacimenti ne hanno fatto il materiale utilizzato per la costruzione della stragrande maggioranza delle strutture e monumenti locali.
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa). Ordinanza ministeriale n. 3274/03, aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle regioni.
Clima Il clima del territorio comunale è, come per il resto della regione, tipicamente mediterraneo, con inverni freschi, spesso sferzati da freddi venti balcanici, ed estati calde, a volte anche torride per l'azione di caldi venti sciroccali. Le temperature medie in inverno registrano eccezionalmente valori negativi. Nel mese di dicembre del 2007 è stata registrata una temperatura minima di -2,7 °C, mentre nel mese di giugno dello stesso anno si è registrata una temperatura massima di 45,5 °C.
La tabella sottostante mostra i dati dei valori medi registrabili nel comune di Bitonto.
La maggiore piovosità si registra durante l'autunno e l'inverno, mentre i mesi estivi sono più secchi, talvolta con piogge del tutto assenti.
Classificazione climatica di Bitonto: Zona climatica C; Gradi giorno 1350.
Origini del nome Il nome della città è sicuramente di origine prelatina, basta confrontarlo con "Butua" presente in area balcanica e "Bohotros" in area illirica.
La probabile ma non certa origine del toponimo Botuntum, da "bonum totum", allude forse alla prosperità del luogo, in ambito agricolo.. Altri studi affermano che il significato di Butuntum o Botuntum, sarebbe invece: città sotto la quale scorre acquaCittà dove sotto scorre l'acqua; gente di Botone. Vedi (dal greco "Bot" o "But": profondità dove scorre o stagna acqua e “ntum”, suffisso che indica città al pari di Tarentum, Metapontum e Sipontum).
Storia
Mito fondativo e origini Secondo la tradizione, Bitonto sarebbe stata fondata dal re illirico Botone, eroe leggendario dal quale deriverebbe il nome. La leggenda di Botone si inserisce nel contesto dei miti di esilio e fondazione di nuove città, simile alla storia di Enea e alla nascita di Roma. Botone, secondogenito del re Illirius, sovrano di un antico regno illirico, amato dal popolo, non ambiva al trono, ma suo fratello maggiore Encheleo, temendo che Botone potesse minacciare le sue aspirazioni, complottò per eliminarlo. Quando Botone scoprì la cospirazione, fuggì con suo figlio per salvarsi e abbandonò la sua terra natale. Nel momento di pericolo, Botone ricevette l’aiuto della dea Minerva, che gli indicò la Puglia come sua nuova dimora. Minerva gli donò una pianta di ulivo, simbolo di pace e prosperità, che sarebbe diventato il segno distintivo della sua nuova città. Sbarcato in Puglia, Botone fondò Bitonto, dove piantò l’ulivo donato dalla dea. La città crebbe sotto il suo governo, prosperando grazie alla protezione divina e divenendo simbolo di speranza e rinascita..
La presenza umana nel territorio risale in realtà già all'epoca neolitica, testimoniata da insediamenti in grotte e da menhir.. Una necropoli dell'età del ferro era situata presso un'ansa del torrente Tiflis, nella lama. Ciò fa presumere che la città fosse sede di una grande comunità che attirava la popolazione sparsa nelle campagne..
La città fu un importante centro peuceta., e dal VI secolo subì l'influenza delle città magnogreche, in particolar modo di Taranto.. Dal III secolo a.C., quando la lega peuceta si sciolse, si dotò di una propria zecca., come dimostrano le stesse monete, rinvenute nel centro storico, che riportano l'immagine di una civetta con un ramo di olivo, altre una conchiglia, altre un granchio, altre ancora la testa di Atena. Il retro di queste monete riporta la legenda in caratteri greci "BYTON TINΩN" accompagnata in alcune dall'effigie dell'eroe tarantino Falanto, in altre da una spiga di grano, in altre ancora da un fulmine.. Un'altra necropoli, risalente al IV-III secolo a.C., è stata inoltre rinvenuta nell'attuale centro urbano.
Periodo romano In epoca romana fu municipio, mantenendo comunque il culto riservato alla dea Minerva, che veniva considerata dea protettrice non solo di Bitonto, ma di molte altre città apule e italiche. A lei veniva attribuito il dono dell'ulivo alla città. Un tempio a lei dedicato doveva collocarsi su uno sperone che domina il Tiflis, tra le attuali chiese di san Pietro in Vincoli e san Francesco la Scarpa. La presenza del tempio in quel periodo è confermata da una lastra di pietra cubica di epoca romana, riusata nelle mura della sacrestia dell'attuale chiesa..
La città era attraversata dalla via Traiana nel punto in cui il tracciato di quest'ultima si ramificava in due: la via Minucia citata da Strabone, che passava per Celiae, Azetium e Norba e la via Gellia, che si dirigeva a Barium. Le due vie, poi, si ricongiungevano a Egnazia.. Fu stazione di sosta menzionata nell'Itinerarium burdigalenseItinerarium a Burdigala Jerusalem usque et ab Heraclea per Aulonam et per urbem Romam Mediolanum usque (datato al 333) pubblicato in Corpus Christianorum. Series latina, CLXXV, Itineraria et alia geographica, Turholti 1965, pp. 1-26., nell'Itinerario antoninoLa città è citata nell'Itinerario Antonino 117,1., nella cosmografia ravennateAnonima Ravennate, Cosmographia, 4., nella tavola teodosiana., e nella Tavola PeutingerianaLa città è presente nella Tabula Peutingeriana (segm. VI) sotto il nome di Butuntos.. Fu inoltre citata da Marco Valerio Marziale"Haec praesta mihi, Rufe, vel Butuntis" (Marziale, II,48) e "Haec tam rustica malo quam Butuntos" (Marziale, IV,55)., da Sesto Giulio Frontino. e da Plinio il Vecchio. Quest'ultimo fa riferimento solo al nome degli abitanti"Inter mediterraneos calabrorum...Butuntinenses" (Naturalis historia III,105)..
Medioevo
Dopo la dissoluzione dell'Impero Romano d'Occidente, del dominio di Odoacre e del regno gotico, gran parte della Puglia, inclusa Bitonto, fu riconquistata dall'impero Romano d'Oriente nell'ambito delle guerre greco-gotiche e si trovò coinvolta in una fase di lotte. Al V-VI secolo risalgono i resti di una chiesa rinvenuti negli scavi sotto l'attuale concattedrale..La Puglia, come le altre regioni costiere italiane, inoltre, era minacciata dalle scorrerie dei pirati saraceni.
La città fu poi presa dai Longobardi durante la graduale invasione della Penisola da nord e divenne nodo strategico nel sistema viario pugliese e centro gastaldale. Successivamente tornò bizantina e divenne roccaforte del thema di Longobardia.. Nel 975 il catapano bizantino Zaccaria saccheggiò la città. dopo aver sconfitto i Saraceni e ucciso il loro capo, Ismaele.; nel 1010 Bitonto, Bari, Bitetto e Trani si ribellarono al governo bizantino dando inizio alla rivolta guidata da Melo.. Mesardonite fu mandato in Puglia per arginare la rivoluzione ma in uno scontro presso Bitonto avvenuto nel 1017 rimase ucciso.. La rivolta si concluse con l'arrivo dei Normanni che posero fine in Puglia al dominio bizantino e agli attacchi dei Saraceni. Al 1089 risale la prima notizia certa dell'esistenza del vescovado bitontino.. Nel 1098 invece la città è sotto il controllo normannoun documento menziona Robertus comes filius Guidelmi comitis come dominator civitatis Botonti..
Tra XI e XII secolo sotto il dominio dei Normanni di Ruggero II, Guglielmo il Malo e Guglielmo II, la città si rivestì di nuove mura.. Il giudice bitontino Maggiore, a seguito della distruzione di Bari da parte di Guglielmo il Malo, assunse la suprema carica di regio giustiziere: grazie a lui e con l'aiuto dei Benedettini, prese il via la costruzione della nuova cattedrale. I Benedettini erano giunti in città in questo periodo., fondando fuori le mura l'abbazia dedicata a San Leone e dando un forte impulso all'economia cittadina, grazie anche alle nuove tecniche agricole e alla bonifica di nuove terre. La tradizionale "fiera di San Leone", che si svolge il 6 aprile per commemorare il Santo, si originò probabilmente proprio nell'XI secolo. Già celebre nel XIV secolo come fiera di animali, venne citata nel Decamerone di Giovanni Boccaccio:
Con Federico II fu civitas specialis e rimase sempre nell'ambito del regio demanio, ossia alle dirette dipendenze della corona., escludendo il periodo feudale che va dal 1412 al 1551.
Già nel Duecento iniziarono le dispute di confine con Bari per il possesso del porto di Santo Spirito, attraverso il quale si svolgevano i traffici marittimi. Nel 1265 il confine tra le due città venne fissato allArenarum, tra gli abitati di Palese e Santo Spirito, ma il conflitto continuò ancora nei secoli successivi..
Agli Svevi subentrarono gli Angioini: Carlo I d'Angiò contribuì a formare in città una nuova nobiltà, composta soprattutto dai Rogadeo, Bove, Planelli e Labini, dedita ai traffici e al commercio. Tra i principali esponenti di quel tempo ci furono Sergio Bove e Giacomo Rogadeo, entrambi originari di Ravello, sulla costiera amalfitana. È questo un periodo di fioritura per la città, anche grazie a un'economia basata sull'esportazione di olio che continuerà a crescere fino al XVII secolo, quando si instaurò la dominazione spagnola.. In Puglia, infatti, l'olio bitontino era apprezzato e richiesto soprattutto da Venezia.