Il convitto nazionale è un tipo di collegio scolastico italiano istituito per curare l'educazione e lo sviluppo intellettuale e fisico dei suoi allievi.Articolo 203 del

Ai convitti nazionali possono essere annesse scuole primarie e secondarie, permettendo così l'accesso all'università dei residenti nei piccoli comuni, dove normalmente sono istituiti.Articolo 203, comma 9, del testo unico dell'istruzione.

L'amministrazione di un convitto è affidata a un consiglio di amministrazione presieduto dal rettore, che ha autorità anche sulle scuole ed istituti annessi.

Storia Storia

Nell'Italia preunitaria l'educazione in convitto era affidata soprattutto agli ordini religiosi, come i Gesuiti, gli Scolopi, i Barnabiti e i Somaschi, i cui collegi accoglievano prevalentemente aspiranti ecclesiastici e figli della nobiltà e dell'alta borghesia. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù decisa da papa Clemente XIV nel 1773, diversi collegi gesuitici passarono ai sovrani o ad altri ordini. In età napoleonica furono istituiti i licei nel Regno d'Italia e, nel Regno di Napoli, la legge del 30 maggio 1807 voluta da Giuseppe Bonaparte creò collegi governativi nella capitale e nelle province, poi riordinati sotto Gioacchino Murat con il decreto organico del 29 novembre 1811.

Il modello dei collegi nazionali nacque nel Regno di Sardegna con la legge Boncompagni del 4 ottobre 1848, con cui Carlo Alberto istituì i collegi-convitti di Torino, Genova, Chambéry, Novara, Nizza e Voghera, in gran parte nelle sedi dei convitti già gesuitici. La legge Casati del 13 novembre 1859, n. 3725 diede ai convitti nazionali un assetto giuridico autonomo, separandoli dalle scuole secondarie, che divennero istituti a sé (a Torino il corso interno originò il liceo classico Cavour), e riservò in ogni convitto dodici posti gratuiti da assegnare per concorso a giovani di modeste condizioni.

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia i convitti si diffusero in tutto il Paese, spesso in edifici acquisiti dallo Stato con l'eversione dell'asse ecclesiastico; nel 1883 ne funzionavano trenta. Con la riforma Gentile il regio decreto 6 maggio 1923, n. 1054 definì i convitti come istituti statali per lo sviluppo intellettuale e fisico dei giovani, distinti dalle scuole ma dotati di autonomia gestionale, e introdusse il semiconvitto; il relativo regolamento fu emanato con regio decreto 1º settembre 1925, n. 2009.

La legge 9 marzo 1967, n. 150 stabilì che l'istruzione obbligatoria dei convittori fosse impartita all'interno degli istituti e consentì di annettervi scuole secondarie superiori statali. Dal 1988 i convitti con meno di 30 convittori e semiconvittori furono progressivamente soppressi nell'ambito della razionalizzazione della rete scolastica.Articolo 6 del La disciplina vigente è contenuta nell'articolo 203 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione del 1994; secondo il Ministero dell'istruzione e del merito, convitti nazionali ed educandati statali integrano l'offerta delle scuole interne con servizi residenziali e semiresidenziali. All'inizio del 2025 i convitti erano quarantuno.

Amministrazione Il consiglio di amministrazione di un convitto nazionale è composto:Articoli 121 e seguenti del dal rettore, che lo presiede; da due delegati nominati rispettivamente dal consiglio provinciale e dal consiglio comunale del luogo dove ha sede il convitto; da due persone nominate dal Ministro della pubblica istruzione, una delle quali scelta fra il personale direttivo e docente delle scuole medie frequentate dai convittori; da un funzionario dell'amministrazione finanziaria designato dal direttore dell'ufficio corrispondente alle soppresse intendenze di finanza.

Elenco In genere, i Convitti nazionali erano dedicati o ai re di Casa Savoia o a glorie locali. Catania e Prato lo avevano dedicato ai fondatori preunitari e così a Parma, in cui la fondatrice era la duchessa Maria Luigia. Un caso particolare è il Convitto di Sassari denominato con l'aggettivo Canopoleno (dal cognome del fondatore Antonio Canopolo) fin dai primi anni seguenti la fondazione come Seminario tridentino (1611).

Città Denominazione Anagni Convitto nazionale Regina Margherita Arezzo Convitto nazionale Vittorio Emanuele II Arpino Convitto nazionale Tulliano Assisi Convitto nazionale Principe di Napoli Avellino Convitto nazionale Pietro Colletta Bari Convitto nazionale Francesco maria Cirillo Benevento Convitto nazionale Pietro Flavi Cagliari Convitto nazionale Vittorio Emanuele II Campobasso Convitto nazionale Mario Pagano Catania Convitto nazionale Mario Cutelli Catanzaro Convitto nazionale Pasquale Galluppi Chieti Convitto nazionale Giovan Battista Vico Cividale del Friuli Convitto nazionale Paolo Diacono Correggio Convitto nazionale Rinaldo Corso Cosenza Convitto nazionale Bernardino Telesio Genova Convitto nazionale Cristoforo Colombo L'Aquila Convitto nazionale Domenico Cotugno Lovere Convitto nazionale Cesare Battisti Lucera Convitto nazionale Ruggiero Bonghi Macerata Convitto nazionale Giacomo Leopardi Maddaloni Convitto nazionale Giordano Bruno Marsala Convitto nazionale per audiofonolesi Milano Convitto nazionale Longone Napoli Convitto nazionale Vittorio Emanuele II Novara Convitto nazionale Carlo Alberto Palermo Convitto nazionale Giovanni Falcone Parma Convitto nazionale Maria Luigia Potenza Convitto nazionale Salvator Rosa Prato Convitto nazionale statale Francesco Cicognini Reggio Calabria Convitto nazionale Tommaso Campanella Roma Convitto nazionale Vittorio Emanuele II Roma Convitto nazionale per sordi Salerno Convitto nazionale Torquato Tasso Sassari Convitto nazionale Canopoleno (da Antonio Canopolo) Sessa Aurunca Convitto nazionale Agostino Nifo Sondrio Convitto nazionale Giuseppe Piazzi Teramo Convitto nazionale Melchiorre Delfico Tivoli Convitto nazionale Amedeo di Savoia Torino Convitto Nazionale Umberto I Venezia Convitto nazionale Marco Foscarini Vibo Valentia Convitto nazionale Gaetano Filangieri

Note

Collegamenti esterni

convittinews.it,