È stato segretario del Partito Nazionale Fascista.
Biografia La giovinezza socialista e l'interventismo Figlio di un commissario di pubblica sicurezza, Michele Farinacci, e di Amelia Scognamiglio, a otto anni seguì la famiglia al nord, prima a Tortona, in Piemonte, poi a Cremona. Lasciò presto la scuola per cercarsi un lavoro, che trovò all'età di 17 anni alle ferrovie di Cremona.; restò ferroviere per dodici anni. Si avvicinò giovanissimo alla politica e si occupò della riorganizzazione del sindacato agrario socialista. Iniziò a scrivere sul giornale locale L'Eco del Popolo e nel 1913 fondò un circolo giovanile dedicato a Roberto Ardigò. In questo periodo militò nella corrente riformista di Leonida Bissolati. Nel 1914 passò al settimanale socialista La Squilla, che si caratterizzava per la battaglia a favore dell'interventismo.: l'eloquenza di Farinacci era caratterizzata dal cipiglio aggressivo, dalle peculiari imperfezioni (i fogli satirici lo chiamavano "l'antigrammatico"), e affascinava soprattutto gli incolti, con cui il futuro gerarca condivideva le umili origini..
La battaglia interventista nel cremonese, sostenuta unicamente da una parte dei socialisti riformisti, ebbe scarsa eco e il 24 novembre 1914 un comizio interventista fu disperso dai neutralisti guidati dai cattolici e dagli stessi socialisti.. Analogo risultato si ebbe il 14 maggio 1915, quando un corteo interventista venne nuovamente disperso dai socialisti.. Dal settimanale La Squilla Farinacci accusò di "connubio" i socialisti e i cattolici di Guido Miglioli: quest'ultimo, che all'epoca guidava le leghe bianche della provincia, divenne in breve tempo uno dei suoi principali avversari. e nel 1919 aderì poi Partito Popolare Italiano.
Il 6 dicembre 1915 Farinacci fu iniziato alla massoneria nella loggia Quinto Curzio di Cremona, aderente all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani (matricola n. 48.057)Rosario F. Esposito, La Massoneria e l'Italia. Dal 1800 ai nostri giorni, Roma, Edizioni Paoline, 1976, p. 386Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Firenze-Milano, Bompiani-Giunti, 2018, p. 486., dopo che l'accettazione della sua domanda aveva portato ad una piccola scissione interna.. Venne poi espulso per indegnità, , un ricco nobile pugliese piuttosto noto negli ambienti satirici napoletani, poiché dedito al travestimento ed incline ad assumere i panni della versione femminile dei principali uomini politici del tempo, a volte attirandosi molte critiche, tra cui quella storica di Francesco Saverio Nitti.Giovanni Cacini. I gerarchi fascisti, Bologna, Newton, p. 85. Poco dopo aderì all'obbedienza della Gran Loggia di Piazza del GesùPeter Tompkins, Dalle carte segrete del Duce, Milano, Marco Tropea, 2001, pa . 51., dalla quale fu espulso nel 1916 per indegnità, "in seguito ad un poco elegante tentativo di esonero dal servizio di leva".
Allo scoppio della guerra fu esonerato dal servizio militare poiché le ferrovie non intendevano sguarnire il personale e anche le sue continue richieste di partire volontario per il fronte furono respinte.... Le difficoltà ad arruolarsi gli attirarono l'ilarità degli avversari politici come il Becco giallo, che in una vignetta satirica lo salutò come il "pluridecorato di guerra". Solo nel 1916 riuscì a farsi assegnare come volontario.Roberto Festorazzi, Farinacci. L'antiduce, Roma, Il Minotauro, 2004 al fronte, nel 3º Reggimento Genio Telegrafisti. dove restò un anno, venendo decorato con una croce di guerra e ottenendo la promozione sul campo a caporale. Nel marzo 1917, a causa di una legge che richiamava in servizio il personale delle Ferrovie, tornò a fare il capostazione a Cremona..
Intanto i circoli socialisti autonomi cui Farinacci aveva aderito, caratterizzatisi per le posizioni interventiste e creati dalla precedente dirigenza socialista composta dal professore Alessandro Groppali e dal pastore metodista Paolo Pantaleo, e che nel cremonese erano stati soppiantati dalla corrente rivoluzionaria., erano diventati diciassette in tutta la provincia, rimanendo largamente minoritari.. Alla fine della guerra iniziò a collaborare con Il Popolo d'Italia di Benito Mussolini come corrispondente da Cremona. Successivamente abbandonò il gruppo socialista di Bissolati, figura di politico che ancora anni dopo Farinacci definirà "anima nobile di apostolo, non di politico"..
L'adesione ai Fasci Vicino a Mussolini, come esponente dell'"Unione socialista italiana"., nel marzo 1919 prese parte alla fondazione dei Fasci italiani di combattimento. e l'11 aprile 1919, con un gruppo di arditi, fondò il Fascio di Combattimento di Cremona..
Il 5 gennaio 1920, il vecchio battagliero foglio socialista La Squilla, di cui nel frattempo Farinacci era divenuto direttore, cambiò nome in La Voce del Popolo Sovrano e cambiò area di riferimento rivolgendosi alle "forze della nazione equilibrate e sane" e il neocostituito sindacato fascista dei ferrovieri di Cremona, controllato da Farinacci, ottenne alte adesioni tanto che già nel gennaio 1920 fu in grado di far fallire i primi scioperi nella provincia. Il 5 settembre 1920 al teatro Politeama Verdi di Cremona Mussolini indisse il congresso regionale dei Fasci di combattimento come segno di apprezzamento per l'attività svolta da Farinacci...
Alla manifestazione partecipò lo stesso Mussolini che giunse in città dopo un viaggio avventuroso dovendo eludere i picchetti degli scioperanti. Sempre il 5 settembre a Cremona, vi fu una manifestazione pro-Russia con tremila socialisti e una contromanifestazione con 800 fascisti,. che giunsero allo scontro. La sera del giorno seguente, in piazza Roma, si verificò uno scontro armato in cui si registrarono due morti: il fascista Vittorio Podestà e il reduce Luciano Priori (cinque i feriti). Secondo la Questura l'aggressione "era da imputare agli affiliati del Psi". e Farinacci avrebbe dovuto essere il bersaglio. Farinacci e Sigfrido Priori, fratello dell'ucciso, furono trattenuti in stato di arresto per alcuni giorniGiorgio Alberto Chiurco, Storia della rivoluzione fascista 1919.1920, volume II Anno 1920, Vallecchi Editore, Firenze, 1929, pag 115 e ad essi si aggiunsero altri socialisti i giorni seguenti. Ai funerali di Podestà e Priori parteciparono circa 10.000 persone..
La breve stagione parlamentare Alle elezioni politiche italiane del 1921 fu eletto alla Camera dei deputati nei Blocchi Nazionali insieme ad altri trentaquattro fascisti. La stampa satirica lo definì "Onorevole tettoia", perché nel 1917 venne esonerato dal Regio Esercito e rimandato al suo posto di lavoro (come gli altri ferrovieri), che lascerà nel 1921. Intanto riprese gli studi: riuscì a conseguire in breve tempo la licenza liceale grazie a sessioni di esami apposite per reduci di guerra e si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Modena. Accantonata, per opportunità politica, la tesi di laurea che aveva scritto., si laureò in giurisprudenza il 28 dicembre 1923 con una tesi titolata "Le obbligazioni naturali dal punto di vista della filosofia del diritto e del diritto civile", acquistata da un altro studente..
Alla prima seduta della Camera il 13 giugno Farinacci prese parte all'aggressione contro il deputato comunista Francesco Misiano, particolarmente inviso ai fascisti per aver disertato la chiamata alle armi ed essere fuggito all'estero. Farinacci gli strappò la pistola che portava sotto la giacca e la consegnò a Giovanni Giolitti, il quale però argomentò: "Non posso prenderla, non ho il porto d'armi". Operò insieme ad Achille Starace per una massiccia campagna di propaganda nel Trentino-Alto Adige (ebbero un ruolo fondamentale nella Domenica di sangue). L'anno seguente però la sua elezione fu invalidata, insieme a quella di Grandi e Bottai, poiché al momento dell'elezione essi erano sotto l'età minima di trent'anni.. Dal suo giornale Cremona Nuova, fondato proprio nel 1922, minacciò gli avversari politici che ne avevano provocato l'allontanamento dal Parlamento: "Voi mi cacciate da quest'aula, ma io vi caccerò dalle piazze d'Italia!".
Il Ras di Cremona La lotta contro le leghe Nonostante l'interesse che i Fasci riscossero presso le organizzazioni agrarie, Farinacci operò in modo che lo squadrismo almeno inizialmente non ne apparisse mai come il braccio armato,. criticando invece il Fascio di Padova per l'eccessiva vicinanza alle posizioni degli agrari.. Pur perdurando l'ostilità nei confronti di Guido Miglioli che guidava le leghe bianche, almeno per tutta la prima metà del 1921 le squadre d'azione non parteciparono agli scontri con i leghisti cattolici, che erano concentrati presso Soresina. Farinacci preferì occuparsi principalmente della diffusione capillare dei Fasci in tutti i centri. Al 31 maggio 1921 risultavano attivi 16 Fasci con circa cinquemila iscritti.
Secondo Farinacci, la "caratteristica predominante" delle azioni squadriste era la rappresaglia, secondo il seguente schema tipico: "uccisione proditoria di un fascista, rappresaglia dei fascisti, funerali solenni del caduto, conflitto durante i funerali, nuove rappresaglie".. In realtà, il più delle volte la pretesa provocazione che gli squadristi adducevano a motivo delle loro violenze era un mero pretesto, e appariva chiaro che la reazione squadrista non era affatto proporzionata all'offesa.
Per esempio a Rivarolo l'8 aprile 1921 membri delle leghe rosse distrussero i vigneti (tagliandone le viti) dei proprietari simpatizzanti del movimento fascista; la notte stessa le squadre d'azione occuparono la sede della cooperativa rossa, la incendiarono, sequestrarono un impiegato della cooperativa e (utilizzando le liste degli iscritti colà rinvenute) lo costrinsero a guidarli nelle abitazioni dei dirigenti; poi devastarono tali abitazioni e percossero tutte le persone che vi trovarono. Lo stesso Farinacci riconobbe che la denuncia delle violenze squadriste da parte socialista era giustificata: "Certo, gli eccessi dei fascisti furono molti e molto dolorosi; e noi possiamo accettare per vera anche la fosca amplificazione che delle spedizioni punitive fu fatta dai capi del partito socialista ufficiale"..
Intanto il patto di pacificazione, sottoscritto a Roma da fascisti e socialisti ai primi di agosto, fu contestato da Farinacci, che lo definì "un oltraggio alla memoria dei nostri morti" e dal quel momento assunse la leadership dello squadrismo più intransigente. Fondò inoltre un nuovo quotidiano, "Cremona nuova", unendosi a coloro che contestavano la stessa firma apposta da Mussolini.
Gli agguerriti leghisti bianchi di Miglioli, che avevano il proprio feudo a Soresina, stipularono il 10 marzo 1922 un'intesa con i ben più tiepidi massimalisti socialisti della provincia,. con l'obiettivo di "difendere e riconquistare i diritti dei lavoratori organizzati".. Una delle prime azioni della nuova intesa fu quella di celebrare la festività del 1º maggio. Farinacci, conosciuto a questo punto anche come il ras di Cremona, ne impedì lo svolgimento in diverse località e a Cremona pretese di poter parlare dal palco organizzato dalle due leghe unite. Le forze dell'ordine per evitare disordini preferirono spostare la manifestazione al 7 maggio.. La celebrazione riuscì soltanto a Soresina e a Crema; in quest'ultima località il corteo si snodò fin davanti alla chiesa nello sventolio di bandiere rosse associate a quelle bianche. La fusione tra le due leghe rimase un fatto isolato e fu vista con molto disagio dal Partito Popolare e dal Partito Socialista Italiano..