Costantino è una delle figure più importanti dell'Impero romano, che riformò largamente e nel quale permise e favorì la diffusione del cristianesimo. Tra i suoi interventi più significativi, la riorganizzazione dell'amministrazione e dell'esercito, la creazione di una nuova capitale a oriente, Costantinopoli, e la promulgazione dell'Editto di Milano sulla libertà religiosa.

La Chiesa ortodossa e le Chiese di rito orientale lo venerano come santo, presente nel loro calendario liturgico, col titolo di Eguale agli apostoli; mentre il suo nome non è presente nel Martirologio Romano, il catalogo ufficiale dei santi riconosciuti dalla Chiesa cattolica, quindi non è considerato santo dai cattolici (nonostante la venerazione plurisecolare di cui gode in alcuni luoghi come in Sardegna).

Biografia Fonti Le fonti primarie sulla vita di Costantino e sulle relative vicende da imperatore devono essere prese con la dovuta cautela. La principale fonte contemporanea è costituita da Eusebio di Cesarea, autore di una Storia Ecclesiastica che non manca di esaltare la gloria e la nobiltà di Costantino in quanto imperatore cristiano, a cui fece seguito una Vita di Costantino che ne costituisce una vera e propria agiografia. Anche Lattanzio, nel suo De mortibus persecutorum, delinea in modo netto la distinzione fra il pio Costantino e il perverso Diocleziano (Salona, 22 dicembre 244 – Spalato, 313). Distinzione forse non del tutto disinteressata, visto che Lattanzio, nato in Nordafrica da famiglia pagana e convertitosi al cristianesimo, dovette fuggire precipitosamente da Nicomedia, sede imperiale di Diocleziano, all'alba dell'ultima persecuzione contro i cristiani, nel 303. La stessa cautela deve valere per la Storia Nuova di Zosimo, pagano e anticristiano, che mostra evidenti pregiudizi in senso opposto. Infine, l'appendice alla storia di Ottato di Milevi sullo scisma donatista racchiude alcune lettere che Costantino avrebbe inviato ai cristiani del Nordafrica e che, se autentiche, potrebbero rivelare alcuni tratti del pensiero dell'imperatore riguardo alla questione cristiana.

Origini e gioventù

Costantino nacque a NaissusOrigo Constantini Imperatoris 2, 2.Barnes, Constantine and Eusebius, 3, 39–42; Elliott, Christianity of Constantine, 17; Odahl, 15; Pohlsander, "Constantine I"; Southern, 169, 341. (odierna Niš, in Serbia), un modesto centro situato nella provincia romana della Mesia Superiore. Fu figlio del Cesare d'Occidente Costanzo Cloro, militare e politico romano di origini illiriche e nativo della DardaniaBarnes, Constantine and Eusebius, 3; Lenski, "Reign of Constantine" (CC), 59–60; Odahl, 16–17., e di Elena, una donna greca originaria di Drepana (successivamente ridenominata Elenopoli dallo stesso Costantino in suo onore), nella Bitinia (nell'Anatolia nord-occidentale)Drijvers, J.W. Helena Augusta: The Mother of Constantine the Great and the Legend of Her finding the True Cross (Leiden, 1991) 9, 15–17., di cui però s'ignora se fosse sua moglie o semplicemente una sua concubinaBarnes, Constantine and Eusebius, 3; Barnes, New Empire, 39–40; Elliott, Christianity of Constantine, 17; Lenski, "Reign of Constantine" (CC), 59, 83; Odahl, 16; Pohlsander, Emperor Constantine, 14.. Il futuro imperatore fu di madrelingua latina e, nonostante le origini elleniche materne, ebbe sempre difficoltà nel padroneggiare il greco, tanto da doversi avvalere d'interpreti con locutori ellenofoni. Si conosce pochissimo della sua gioventù: perfino la sua data di nascita è incerta e generalmente collocata tra il 271 ed il 275.Barnes, The New Empire of Diocletian and Constantine, pp. 39-42. Forse è proprio durante l'adolescenza che gli fu affibbiato il soprannome dispregiativo Trachala,Epitome de Caesaribus, 41.16 da interpretare nel senso di "viscido come una lumaca".Come convincentemente dimostrato in A. Alflödi, Constantinus... proverbio vulgari Trachala... nominatus, in BHAC, 1970, (Bonn 1972) pp. 1-5. Nel merito si veda anche V. Neri, Le fonti della vita di Costantino nell'Epitome de Caesaribus, in Rivista storica dell'antichità XVII-XVIII/1987-88, Bologna 1989, p. 255.

Nel 288 Costanzo era stato nominato Prefetto del pretorio delle Gallie (cioè comandante militare) e nel marzo del 293, in base al sistema della Tetrarchia voluta da Diocleziano, fu nominato Cesare dall'Augusto di Occidente, Massimiano, di cui sposò la figliastra Teodora. Costantino fu affidato all'Augusto d'Oriente, Diocleziano, ed educato a Nicomedia presso la corte dell'imperatore, sotto il quale cominciò la carriera militare: fu tribunus ordinis primiLattanzio, De mortibus persecutorum, 18, 10. e con questo grado fu al seguito dello stesso Diocleziano nel suo viaggio in Egitto sul finire del 296. Successivamente partecipò attivamente alla campagna contro i Sasanidi condotta da Galerio nel 297-298Costantino I, Oratio ad sanctorum coetum 16. per poi tornare a servizio di Diocleziano con il quale lasciò definitivamente l'Egitto nell'estate del 302 attraversando la Palestina.Eusebio di Cesarea, Vita di Costantino I, 19. Tra il 303 ed il 305 combatté ancora tra le file dell'esercito di Galerio sul confine danubiano, ove si distinse nelle guerre contro i Sarmati.Origo Constantini Imperatoris 2, 3. Tra il 299 ed il 307 i Tetrarchi iterano il titolo Sarmatico massimo per quattro volte e ciò ben testimonia l'intenso sforzo bellico profuso contro tale popolazione barbara. Si veda Barnes, Constantine. Dynasty, Religion and Power in the Later Roman Empire, pp. 179-180.

Il primo maggio del 305, Diocleziano abdicò a favore del proprio Cesare Galerio e lo stesso fece Massimiano in Occidente, a favore di Costanzo Cloro. Galerio nominò proprio Cesare il nipote Massimino Daia e impose a Costanzo, con il sostegno di Diocleziano, come nuovo Cesare Flavio Severo, un ufficiale di alto rango che aveva militato tra le file dello stesso Galerio.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 18, 8-14; Eutropio X, 2, 1. Fu in questo frangente che Costantino raggiunse il padre in Britannia (alcune fontiLattanzio, De mortibus persecutorum 24, 3-8; Zosimo II, 8, 3. vogliono che quella di Costantino sia stata una vera e propria fuga da Nicomedia, dove Galerio avrebbe voluto trattenerlo per garantirsi la fedeltà di Costanzo Cloro) e condusse con lui alcune campagne militari nell'isola.Origo Constantini Imperatoris 2,4; Zonara XII.

Circa un anno dopo, il 25 luglio 306, Costanzo Cloro morì nei pressi di Eburacum, l'odierna York. Qui l'esercito, guidato dal generale germanico Croco (di origine alamanna), proclamò Costantino nuovo Augusto d'Occidente,Epitome de Caesaribus, 41, 3. mettendo a repentaglio il meccanismo della tetrarchia, ideato da Diocleziano proprio per porre termine all'uso ormai consolidato degli eserciti di proclamare di propria iniziativa gli imperatori. Per tale ragione Galerio, che al tempo era l'unico Augusto legittimo rimasto in carica, fu inizialmente scettico nel riconoscere l'investitura di Costantino, tuttavia alla fine si convinse a cooptarlo nel collegio imperiale ma con il rango di Cesare, promuovendo invece come nuovo Augusto d'Occidente Flavio Severo.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 25, 1-5 Costantino da parte sua accettò la decisione di Galerio e, per dimostrare come riconoscesse l'autorità di Severo quale nuovo superiore in grado, cedette a quest'ultimo il controllo della diocesi Iberica, mentre a lui sarebbe rimasto il governo delle Gallie e della Britannia.Moreau, Lactance. De la mort des persécuteurs, II, p. 346.

Il periodo della guerra civile (306-324)

La sofferta nomina di Costantino a Cesare, per quanto gestita e riassorbita nei quadri della tetrarchia, aveva mostrato la debolezza del sistema di successione per cooptazione creato da Diocleziano. Infatti il 28 ottobre del 306 Massenzio, figlio dell'Augusto emerito Massimiano, scontento di essere stato tagliato fuori da qualsiasi posizione di potere, si fece acclamare imperatore a Roma con l'appoggio dei pretoriani, dell'aristocrazia senatoria e della plebe urbana.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 26, 1-3; Zosimo II, 9, 2-3. Galerio per l'occasione decise di agire senza indugi e con durezza, ordinando a Severo, che risiedeva a Milano, di marciare verso Roma per sedare la rivolta ma, giunto in prossimità della città, le truppe al suo comando disertarono poiché venute a conoscenza che Massimiano, per il quale avevano militato prima della sua abdicazione, si era schierato a sostegno del figlio.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 26, 6-9. Severo, fatto prigioniero, fu poi ucciso.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 26, 10. Galerio allora tentò di organizzare in prima persona una spedizione in Italia, ma non ottenne alcun risultato e fu costretto a ritirarsi nell'Illirico.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 27, 2-3. Durante questi eventi, Costantino era impegnato sul confine renano a combattere con successo i FranchiBarnes, Constantine. Dynasty, Religion and Power in the Later Roman Empire, p. 71. e si era mantenuto neutrale nella disputa tra Galerio e Massenzio; Massimiano cercò dunque di farselo alleato e, per attirarlo alla sua causa, lo raggiunse a Treviri attorno alla metà del 307, offrendogli in sposa la figlia Fausta e il titolo di Augusto: Costantino accettò l'offerta di alleanza e, dopo essere convolato a nozze, si fece proclamare Augusto sul finire dell'anno.Pasqualini, Massimiano Herculius. Per un'interpretazione della figura e dell'opera, p. 87. Tornato a Roma, Massimiano entrò in urto con Massenzio, al potere del quale non voleva più essere subordinatoLattanzio, De Mortibus Persecutorum, 28, 1-2. e, costretto a fuggire dalla città poiché le truppe erano rimaste leali al figlio,Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 28, 3-4; Zosimo II, 11, 1. nella primavera del 308 fu riaccolto alla corte di Costantino in Gallia.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 29, 1.

Galerio, nel tentativo di porre rimedio alla crisi istituzionale creatasi, nel novembre del 308 convocò a Carnuntum un convegno al quale presero parte, oltre a lui, anche Massimiano e, soprattutto, Diocleziano. In questa circostanza fu creato Augusto Liciniano Licinio, un commilitone di Galerio, mentre Costantino fu degradato nuovamente a Cesare e Massimiano dovette deporre, questa volta definitivamente, le vesti imperiali per una seconda volta. Contestualmente Massenzio fu dichiarato hostis publicus («nemico pubblico»).Sulle deliberazioni di Carnuntum si veda Roberto, Diocleziano, pp. 247-249.

Tornato deprivato di ogni potere, Massimiano iniziò a tramare contro Costantino. Sul finire del 309, approfittando dell'assenza del genero, impegnato a sedare una sollevazione dei Franchi,Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 29, 3. il vecchio Erculio si proclamò per la terza volta imperatore e, assunto il comando della truppe stanziate a Marsiglia, si arroccò nella città.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 29, 4-7. Costantino, tornato in fretta dal confine renano, la pose d'assedio ma, ancor prima che iniziassero le ostilità, i soldati all'interno della città si arresero e consegnarono Massimiano, a cui fu però risparmiata la vita.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 29, 8. Agli inizi del 310, dopo un ennesimo complotto ordito da Massimiano e sventato questa volta dalla figlia Fausta, Costantino ordinò la messa a morte del suoceroLattanzio, De Mortibus Persecutorum, 30, 1-6. e successivamente, attorno alla metà dell'anno, decise di riappropriarsi del titolo di Augusto che gli era stato tolto a Carnuntum, ottenendo stavolta il consenso di Galerio.Lattanzio, De Mortibus Persecutorum, 32, 5.