Lo stadio Luigi II (in francese Stade Louis-II) è un impianto sportivo polivalente del Principato di Monaco, situato nel quartiere di Fontvieille. Intitolato a Luigi II di Monaco, principe sovrano dal 1922 al 1949, è il terreno delle partite interne dell' e ospita anche la sede amministrativa del club.

L'impianto attuale fu inaugurato il 25 gennaio 1985 dal principe Ranieri III, al termine di lavori iniziati nel 1981 su un'area del nuovo quartiere di Fontvieille precedentemente sottratta al mare. Sostituì un precedente stadio omonimo, inaugurato il 23 aprile 1939 dal principe Luigi II e utilizzato dal Monaco fino al trasferimento nella nuova struttura; il vecchio impianto, situato a breve distanza, fu successivamente demolito. Il giorno seguente all'inaugurazione del nuovo stadio, il Monaco vi disputò la prima partita ufficiale, battendo il per 3-0.

Con una capienza di posti a sedere, il Louis-II costituisce il nucleo di un complesso sportivo di circa . La scarsità di terreno edificabile nel Principato determinò una particolare organizzazione verticale: il campo di calcio, circondato dalla pista di atletica, è posto a sopra il livello stradale e la superficie di gioco poggia sulla copertura di un parcheggio multipiano da circa posti. Nel complesso sono inoltre integrate la sala polisportiva Salle Gaston Médecin, sede dell'A.S. Monaco Basket, il Centre Nautique Prince-Albert-II, uffici e altre strutture destinate all'attività sportiva. Il prospetto meridionale è caratterizzato da nove alte arcate, divenute l'elemento architettonico maggiormente riconoscibile dello stadio.

In ambito calcistico internazionale il Louis-II è legato soprattutto alla Supercoppa UEFA. Dopo aver già ospitato l'edizione 1986, disputata eccezionalmente in gara unica, dal 1998 al 2012 fu scelto dall'UEFA come sede fissa della competizione: per quindici edizioni consecutive vi si affrontarono in gara unica le vincitrici delle principali competizioni europee per club, prima che dal 2013 la finale tornasse a essere itinerante. Lo stadio è stato inoltre teatro di alcune delle principali campagne europee del Monaco, comprese quelle che portarono il club alle semifinali della Champions League 1997-1998 e alla finale dell'edizione 2003-2004.

La struttura ha una rilevanza internazionale anche nell'atletica leggera. Dal 1987 ospita il meeting Herculis, entrato nel 2010 nel circuito della Diamond League e più volte classificato dalla federazione internazionale tra i migliori meeting al mondo. Sulla pista del Louis-II sono stati stabiliti diversi record mondiali, mentre tra il 2003 e il 2005 lo stadio ospitò anche le prime tre edizioni della IAAF World Athletics Final.

Il complesso ha accolto inoltre manifestazioni internazionali di altre discipline. Lo stadio principale è stato sede dei tornei mondiali di ripescaggio del rugby a 7 per l'accesso ai Giochi di Rio 2016, ai Giochi di Tokyo e ai Giochi di Parigi 2024, questi ultimi con l'assegnazione degli ultimi posti disponibili nei tornei olimpici maschile e femminile.

Fuori dall'ambito strettamente sportivo, il Louis-II è stato utilizzato per concerti, cerimonie e manifestazioni istituzionali. Il 28 marzo 2026, nel corso della sua visita apostolica nel Principato, Papa Leone XIV vi presiedette una celebrazione eucaristica, ultima tappa pubblica della visita prima della partenza da Monaco.

Storia Il primo Stade Louis-II La realizzazione di un grande impianto sportivo nel quartiere di Fontvieille risale alla seconda metà degli anni 1930. Nel 1938 il principe Luigi II di Monaco pose la prima pietra di uno stadio municipale destinato a portare il suo nome; l'impianto fu inaugurato il 23 aprile 1939 dallo stesso sovrano.

Il primo Stade Louis-II sorgeva nei pressi del porto di Fontvieille e divenne il principale impianto calcistico del Principato, nonché il terreno interno dell'. La disponibilità dello stadio accompagnò la progressiva stabilizzazione della società monegasca nel calcio professionistico francese: dopo la seconda guerra mondiale il club tornò al professionismo nel 1948 e raggiunse per la prima volta la massima divisione nel 1953.

Fu nel vecchio Luigi II che il Monaco visse la prima fase di successi nazionali della propria storia. La squadra vi disputò le stagioni nelle quali conquistò i primi campionati francesi e, complessivamente, quattro degli otto titoli nazionali vinti dal club fino al XXI secolo. Tra questi figurò il campionato 1960-1961, primo titolo francese della società, seguito due anni più tardi dal double campionato-Coppa di Francia della stagione 1962-1963.

Con lo sviluppo urbanistico del Principato e, in particolare, con la creazione mediante sottrazione di terreno al mare del nuovo quartiere di Fontvieille, alla fine degli anni 1970 maturò la decisione di sostituire il vecchio impianto con un complesso sportivo di maggiori dimensioni e dotato di strutture destinate a più discipline.

Il nuovo impianto Il progetto del nuovo Stade Louis-II prese forma nel 1979 per iniziativa del principe Ranieri III. Il sovrano richiese un impianto polisportivo integrato architettonicamente nel nuovo quartiere, capace di ospitare manifestazioni internazionali e di sfruttare in maniera intensiva il limitato spazio disponibile nel territorio monegasco, affiancando alle strutture sportive uffici, attività e parcheggi.

La progettazione architettonica fu affidata a un gruppo formato da Henry Pottier, Rainier Boisson, Philippe Godin, Joseph Iori e Jacques Rechsteiner. I lavori iniziarono nel 1981 e interessarono una superficie di circa nel territorio di Fontvieille, già ricavato dal mare nel corso dei precedenti interventi di espansione del Principato.

La natura del sito e la scarsità di terreno edificabile determinarono una soluzione architettonica nella quale diverse funzioni furono sovrapposte. Il terreno di calcio e la pista di atletica furono realizzati a un livello superiore rispetto alla viabilità stradale, mentre sotto l'area di gioco fu ricavato un parcheggio; intorno all'impianto furono inoltre inseriti uffici e locali destinati ad attività amministrative e commerciali. Il complesso comprendeva, oltre allo stadio vero e proprio, una sala polisportiva, un centro nautico con piscina olimpica, strutture di allenamento e spazi destinati alle organizzazioni sportive monegasche.

Il cantiere fu completato alla fine del 1984 e il nuovo Stade Louis-II venne inaugurato il 25 gennaio 1985 dal principe Ranieri III. Al momento dell'apertura disponeva di posti e si caratterizzava esternamente per le nove arcate poste sul lato meridionale, divenute uno degli elementi maggiormente riconoscibili della struttura. Il giorno successivo all'inaugurazione il Monaco vi disputò il primo incontro ufficiale, battendo il per 3-0; il primo gol realizzato nel nuovo impianto fu segnato su calcio di rigore da Bernard Genghini al 58º minuto.

Il vecchio Stade Louis-II, situato a breve distanza dal nuovo complesso, fu demolito alcuni mesi più tardi, mentre l'impianto del 1985 ne mantenne la denominazione. Oltre a divenire definitivamente il terreno casalingo dell'AS Monaco, il nuovo complesso ospitò anche la sede della società e numerose strutture destinate alla formazione dei giovani calciatori: già dalla fine del 1984 gli allievi del settore giovanile del club poterono utilizzare alloggi, mensa e aule ricavate all'interno dell'edificio.

Nei decenni seguenti il Luigi II assunse un ruolo stabile anche nell'organizzazione di manifestazioni internazionali. Dal 1998 al 2012 fu scelto dall'UEFA come sede fissa della Supercoppa UEFA, che in quel periodo venne disputata in gara unica nel Principato prima del ritorno, dal 2013, alla formula con sede itinerante. Parallelamente l'impianto continuò a ospitare competizioni di atletica leggera e altre attività sportive rese possibili dalla natura polisportiva del complesso.

Adeguamenti e modernizzazione Nel corso degli anni il complesso è stato oggetto di interventi progressivi sulle strutture tecniche e sui servizi al pubblico. Nel luglio 2008 furono installati due grandi schermi destinati alla diffusione di informazioni e immagini agli spettatori. Interventi successivi interessarono, tra l'altro, gli impianti antincendio, i percorsi interni, gli ascensori, i sistemi di accesso, gli impianti di climatizzazione, il centro nautico e la sala polisportiva.

A partire dal 2016 lo Stato monegasco avviò un programma più ampio di rinnovamento e modernizzazione del complesso. Una prima serie di lavori comportò la realizzazione di nuovi palchi e spazi di rappresentanza, la ristrutturazione del centro nautico, il rifacimento integrale del terreno di gioco con l'introduzione di sistemi di riscaldamento e illuminazione della superficie erbosa, la sostituzione della pista di atletica e l'installazione di un nuovo sistema di illuminazione a LED. Fu inoltre ampliata e ristrutturata la sala Gaston-Médecin, utilizzata dalla squadra di pallacanestro dell'.

Nel 2021 fu affidato un nuovo incarico di progettazione relativo alla ristrutturazione generale dello Stade Louis-II, comprendente tra gli obiettivi l'ammodernamento delle aree destinate alla stampa, il trattamento delle facciate e il miglioramento dell'isolamento termico; secondo la documentazione pubblica, l'indirizzo progettuale privilegiava il miglioramento qualitativo delle strutture rispetto a un aumento significativo della capienza dello stadio di calcio.

Una nuova fase dei lavori prese avvio nel 2025, con interventi programmati su gradinate, punti di ristoro, servizi igienici e percorsi di circolazione degli spettatori. Le opere costituiscono parte del programma di rinnovamento progressivo del complesso, condotto mantenendo in esercizio le strutture sportive e senza interrompere stabilmente le partite dell'AS Monaco e le principali manifestazioni ospitate nell'impianto.

Struttura e architettura Il complesso dello Stade Louis-II sorge nel quartiere di Fontvieille, su un'area ricavata dal mare durante l'espansione territoriale del Principato. Il progetto, commissionato dallo Stato monegasco, fu sviluppato dagli architetti Rainier Boisson, Philippe Godin, Joseph Iori, Henry Pottier e Jacques Rechsteiner e fu concepito per concentrare in uno spazio urbano limitato impianti sportivi, uffici, attività commerciali e parcheggi. La superficie di progetto indicata dallo studio di architettura è di circa , mentre la Commission supérieure des comptes del Principato quantifica in circa la superficie costruita complessiva del complesso.

La realizzazione su terreno sottratto al mare impose il ricorso a fondazioni su pali e a criteri costruttivi antisismici. L'organizzazione verticale dell'edificio risponde invece alla scarsità di superficie disponibile nel Principato: il terreno di calcio e la pista di atletica non sono collocati al livello stradale, ma costituiscono la parte superiore di una struttura plurifunzionale. Il campo si trova a sopra il livello della carreggiata e poggia direttamente sulla copertura del parcheggio sottostante, articolato su quattro piani e dotato di circa posti auto. Questa sovrapposizione delle funzioni permise di inserire nello stesso edificio un impianto destinato al calcio e all'atletica, strutture sportive coperte e servizi non sportivi senza occupare ulteriori superfici del quartiere.