Marsala è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Trapani, in Sicilia.

La città è nota per lo sbarco di Giuseppe Garibaldi e dei Mille, avvenuto l'11 maggio 1860 durante la spedizione dei Mille, e per la produzione dell'omonimo vino Marsala, al quale è storicamente legata e per il quale, dal 1987, aderisce all'associazione nazionale Città del Vino.

L'abitato moderno sorge nell'area dell'antica Lilibeo (Lilybaeum in latino), città di origine punica dalla quale deriva l'appellativo di lilibetani attribuito agli abitanti di Marsala. Nel territorio comunale si trova inoltre l'isola di Mozia, sede dell'omonimo insediamento fenicio-punico e compresa nella riserva naturale orientata Isole dello Stagnone di Marsala.

Geografia Territorio Sorge sul capo Boeo, e per questo è denominata la "città tra i due mari", essendo bagnata dal Tirreno a nord e dal Mar di Sicilia a sud. Si affaccia davanti Favignana, del quale costituisce il punto più vicino, e con le altre Isole Egadi (Levanzo e Marettimo) poco più distanti.

Vanta un territorio molto vasto, su cui insistono due grandi litorali marini geograficamente opposti. Il litorale nord, che parte dagli Hangar Nervi e racchiude la laguna delle Isole dello Stagnone terminando a Birgi, ed il litorale sud, di formazione sabbiosa, dove nell'immediato entroterra scorre il fiume Sossio all'interno dell'area urbana di Strasatti.

L'entroterra si sviluppa intorno alla SS 188, in direzione Salemi, fino ad un limite metropolitano posto dall'ospedale Paolo Borsellino. Fino alla fine degli anni 1970 contava all'interno del suo territorio, anche la frazione di Petrosino (che poi con un referendum popolare, eseguito il 1º luglio 1980, diventerà comune autonomo), e raggiungeva quasi abitanti.

Il territorio di Marsala è classificato in zona sismica 2 (sismicità media). Negli ultimi 200 anni sono stati rilevati tre terremoti di medio-alta intensità tra cui il terremoto del Belice del 15 gennaio 1968.

Clima

Il clima è mite con punte di 40 gradi in estate e inverni piovosi che oscillano tra i 7 e i 17 gradi.

Origini del nome L'origine del nome della città di Marsala appare legata al periodo di governo Arabo della Sicilia. Infatti, la ipotesi più accreditata è che derivi da "marsa Iliah" (Arabo: "مرسى إلهي"), che significa "porto di Dio" o "porto divino".

Storia

Dalla fondazione alla dominazione romana

Cicerone vi fu questore tra il 76 e il 75 a.C. quando la città si chiamava Lilybaeum, e celebre fu la sua frase dedicata alla città:

Per via della sua onestà e bravura nel suo lavoro fu molto apprezzato, e in quanto era anche un ottimo avvocato fu richiamato due anni dopo per la causa intentata contro il propretore Gaio Verre accusato di aver rubato ai cittadini e allo Stato. Tale causa fu vinta da Cicerone. Al Museo Archeologico Regionale Lilibeo Baglio Anselmi è esposto un mezzobusto di Cicerone e gli è stata intitolata anche una via.

Nelle acque intorno al suo mare, nel 241 a.C., si è combattuta una battaglia navale della prima guerra punica, di cui si conserva la nave punica di Marsala nel Museo Archeologico Baglio Anselmi.

Nel 397 a.C. la colonia fenicia di Mozia, fiorita 8 secoli prima di Cristo sull'isola di Mozia fu invasa e distrutta dal tiranno di Siracusa Dionisio I. I superstiti si rifugiarono sulla costa siciliana e potenziarono l'insediamento costiero a cui diedero prima il nome di Lebum che in fenicio vuol dire "verso l'Africa" e poi il nome di Lilibeo, da Lilýbaion ossia "la città che guarda la Libia", perché, appunto, Lybia veniva chiamata allora tutta la costa settentrionale dell'Africa. Alcune credenze popolari locali molto antiche, collegano il nome di Lilibeo ad una Principessa, figlia di un sovrano di Mozia.

Nell'anno 279 a.C. Lilibeo fu assediata per ben 10 anni da Pirro, re dell'Epiro, senza conseguire alcun risultato data la possanza delle fortificazioni di Lilibeo, tramite le gallerie segrete che dal centro della città si dipartivano da alcuni templi per spuntare poi in aperta campagna, riuscivano con delle sortite improvvise a depredare il nemico di provviste seminando panico nel campo avversario.

Questo successe quando venne Pirro in Sicilia nel (279) in aiuto dei greci contro i cartaginesi il quale ottenne ottimi risultati, tranne che a Lilibeo.(Enciclopedia Treccani)

Lilibeo passò in mano ai romani, che la chiamarono Lilybaeum, nel 241 a.C. per divenire uno dei centri più importanti del Mediterraneo: nucleo di scambi e commerci, sede del pretore e del questore, fu arricchita di ville ed edifici pubblici, tanto da meritarsi l'appellativo di splendidissima urbs datole da Cicerone, questore tra il 76 e il 75 a.C., che durante il suo operato a Lilybeo riuscì a cacciare il propretore Verre, che aveva portato allo stremo la Sicilia e i siciliani stessi. Durante la guerra con i Romani, passarono alla storia diversi assedi e battaglie, passate alla storia con il nome di "Assedio di Lilibeo".

Dai vandali agli spagnoli Conquistata dai Vandali all'inizio del V secolo d.C., fu annessa nel VI all'impero di Giustiniano e visse secoli bui, segnati dal disinteresse di Bisanzio e dalle incursioni dei pirati. L'arrivo nell'VIII secolo degli arabi sotto il contiguo monte Granitola segnò anche la ripresa dei traffici commerciali. A partire dalla fine dell'XI secolo con la conquista normanna, la città fu rifondata secondo l’architettura e urbanistica normanna in un sito diverso dal precedente e fu fortificata. Seguirono il periodo del Sacro Romano Impero con gli Hohenstaufen di Sicilia; poi angioini e aragonesi. .

Dal Settecento ai giorni nostri Da questo momento bisogna aspettare due secoli per avere un'altra svolta nella storia della città. Alla fine del Settecento l'inglese John Woodhouse ritenne di qualità eccellente il vino prodotto dai contadini locali, definito in perpetuum, visto l'uso di rabboccare le botti in via di svuotamento con vino nuovo, così da mantenerne inalterati i livelli. Caratterizzato da una naturale alta gradazione alcolica, il vino marsalese non era però adatto al trasporto e, per ovviare al problema, Woodhouse sperimentò con successo l'aggiunta di alcol di buona gradazione garantendone in questo modo la stabilità e creando il marsala. Si deve ai Woodhouse l'esplosione dell'economia marsalese e la messa in opera con propri fondi di numerose opere infrastrutturali, tra cui l'attuale porto.

A seguito della nascita del Regno delle Due Sicilie, con una legge varata l'11 ottobre 1817, re Ferdinando I di Borbone la inserì nella Provincia di Trapani.

L'11 maggio 1860 avvenne lo sbarco di Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille che da qui iniziò l'unificazione d'Italia. A seguito della nuova riorganizzazione in province del regno, verrà reinserita nella nuova Provincia di Trapani.

All'inizio del XX secolo, Marsala fu terreno fertile per molti imprenditori interessati alla produzione vinicola, tra cui i Whitaker, gli Ingham e i Florio.

L'11 maggio 1943 un bombardamento alleato sul centro abitato causò numerose vittime tra i civili e sfregiò perennemente il centro storico barocco della città. L'edizione del 13 maggio 1943 del New York Times riportò l'avvenimento con il titolo "Marsala Wiped Off the Map" (Marsala cancellata dalle mappe).

Simboli

Lo stemma e il gonfalone della Città di Marsala sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del 20 ottobre 2003. Stemma

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di rosso. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di rosso, caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa Madre di San Tommaso di Canterbury: edificio perfezionato nel XVII secolo con dignità di cattedrale, costruita su impianto normanno del 1176 su base basilicare. Chiesa di Santa Maria dell'Itria: luogo di culto dedicato alla Madonna Odigitria con annesso convento dei Padri dell'Ordine degli agostiniani scalzi. Chiesa del Carmine e convento dell'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo sotto il titolo dell'«Annunziata» (sconsacrata, ora sede di rappresentanza e Pinacoteca Comunale - Mostra di pittura contemporanea) Chiesa di San Giovanni Battista al Boeo. Santuario Diocesano di Maria Santissima della Cava. Chiesa del Purgatorio sotto il titolo di San Fabiano e San Sebastiano, sede della primitiva Congregazione delle anime del Purgatorio. (La chiesa è sconsacrata e oggi e sede dell'Auditorium Santa Cecilia). Chiesa di San Giuseppe, edificata dall'Arciconfraternita di San Giuseppe. Chiesa di San Matteo. Santuario Diocesano di Maria Santissima Addolorata. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e annesso monastero di San Pietro delle religiose dell'Ordine benedettino. Dopo decenni di abbandono gli edifici sono stati ristrutturati e l'ex monastero è stato trasformato in un centro culturale che comprende: la Biblioteca Comunale Salvatore Struppa, il Museo civico (sezione risorgimentale garibaldina, archeologica e tradizioni popolari), il Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e il Centro Internazionale di Studi fenicio - punici e romani. La Chiesa dopo anni di chiusura al culto nel 2022 è stata nuovamente riaperta al culto e alle celebrazioni liturgiche. Chiesa di Sant'Antonino e convento dell'Ordine francescano. Chiesa di San Francesco d'Assisi e convento dell'Ordine francescano. Chiesa di Sant'Anna Chiesa di Santo Stefano e monastero dell'Ordine delle agostiniane riformate. La chiesa fa parte del complesso monastico costruito tra il 1603 e il 1607 sul sito dell'antica dimora della nobile famiglia Ferro, verosimilmente sede degli antichi pretori romani - dove avrebbe soggiornato anche Ponzio Pilato - poi utilizzato dai Saraceni come sede del governo. Nel XVI secolo il sito fu acquistato dal mercante di granaglie Stefano Frisella che, amareggiato dal fatto di non avere avuto un erede maschio, fondò un monastero per la figlia Francesca, esclusa, per le sue origini borghesi, dal più prestigioso monastero di San Pietro che accoglieva solo fanciulle nobili assieme al monastero di San Girolamo. Frisella affidò il convento alle Agostiniane Scalze, Francesca fu nominata badessa. La chiesa a navata unica, presenta un apparato decorativo in stucco opera dello scultore marsalese Vincenzo Giglio ispirato allo stile di Giacomo Serpotta. Oggi il monastero accoglie la scuola "Vincenzo Pipitone" e il Liceo Classico "Giovanni XXIII". Del primitivo edificio si conservano una torre all'angolo fra via Lombardi e via Frisella, e il chiostro quadrato con porticato. Le celle delle suore sono state trasformate in aule. Chiesa di San Girolamo e monastero diretto secondo la regola di Sant'Agostino (Agostiniane scalze riformate). L'istituzione accoglieva le orfanelle provenienti da famiglie nobili. I lavori per realizzare il monastero iniziarono il 12 settembre 1587. Il tempio fu distrutto dal bombardamento aereo dell'11 maggio 1943. L'area archeologica di San Girolamo sorge a breve distanza dalla chiesa del Purgatorio, a metà strada dell'asse che congiunge il duomo di San Tommaso di Canterbury a piazza Carmine.

Architetture civili Palazzo VII Aprile (XVI/XVII secolo), costruito sul sito della precedente Loggia dei Pisani. Cine Teatro Impero, d'epoca fascista Monumento ai Mille Palazzo Grattacielo Tonnara di San Teodoro

Architetture militari Castello di Marsala Porte e mura fortificate (Porta Garibaldi, Porta Nuova) Quartiere militare spagnolo (oggi sede del municipio del comune di Marsala)

Altro Stabilimenti enologici La produzione del vino su scala industriale fu introdotta in città nel 1773 dall'inglese John Woodhouse. Molti gli stabilimenti importanti tra cui quelli di Ingham-Whitaker, le cantine Florio, Pellegrino, Cantine Bianchi e Donnafugata.

Siti archeologici