Laureato in antropologia all'Università Ludwig Maximilian di Monaco e in medicina all'Università Goethe di Francoforte, è noto per i crudeli esperimenti medici e di eugenetica che svolse nel campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, usando i deportati come cavie umane, soprattutto bambini (era ossessionato dai gemelli); era chiamato da loro lo Zio e lui li definiva «le mie cavie». Gran parte dei bambini che furono sue vittime erano appartenenti ai popoli romaní.
Nel 1940 si arruolò come volontario nel servizio militare, successivamente servì nella 5. SS-Panzer-Division "Wiking" sul fronte orientale. Nel 1942 fu ferito sul fronte russo e giudicato inadatto al combattimento; venne promosso al rango di capitano delle SS grazie al salvataggio di due soldati tedeschi, per il quale venne decorato con la croce di ferro. Il 30 maggio 1943 cominciò a prestare servizio nel campo di concentramento di Auschwitz, dove rimase fino all'evacuazione di esso. Per la sua attività svolta nel campo di concentramento era stato soprannominato «Angelo della morte» (in tedesco Todesengel). La sua figura assunse triste notorietà, soprattutto nel secondo dopoguerra, come esempio di negazione dei principi stessi della medicina.
Sopravvisse alla caduta del regime nazista riuscendo a sfuggire al processo di Norimberga, rifugiandosi nel 1949 in Sud America, dopo un periodo vissuto in incognito in Germania, spostandosi successivamente in diversi Paesi tra cui Argentina, Paraguay e Brasile. Il falso documento di identità che gli permise di emigrare gli fu rilasciato a Termeno (in Alto Adige), comune noto per avere rilasciato diversi falsi documenti di identità ad altri criminali nazisti come Adolf Eichmann, in questo caso col beneplacito del vicario di Bressanone, Alois Pompanin.
Nonostante fosse ricercato come criminale di guerra, sfuggì alla cattura per il resto della sua vita. Morì annegato a seguito di un ictus mentre nuotava in un luogo di villeggiatura presso Bertioga, in Brasile, il 7 febbraio 1979. Venne seppellito a Embu das Artes nello stato di San Paolo con il falso nome di "Wolfgang Gerhard". La polizia tedesca nel 1985 seguendo una pista che riportava ad un amico di famiglia di Mengele riuscì a trovare la tomba, esumò il cadavere che esperti forensi brasiliani in seguito identificarono proprio come Josef Mengele, ma sarà alcuni anni dopo e precisamente nel 1992, che le prove genetiche del DNA confermeranno definitivamente che quei resti fossero i suoi.
Biografia Gioventù Nato a Günzburg, in Baviera il 16 marzo 1911, fu primo di tre figli di Karl e Walburga Mengele.. Il padre Karl era un noto industriale e dirigeva la Karl Mengele & Söhne, importante e affermata azienda produttrice di macchine agricole che impiegava circa 200 dipendenti. Gli storici descrivono l'ambiente familiare dei Mengele come cattolico-conservatore e nazionalista tedesco, ma non incline al nazionalsocialismo.
A vent'anni si iscrisse all'associazione paramilitare Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten (Elmetti d'Acciaio), per poi entrare nel 1934 nelle Sturmabteilung.
Gli studi In quegli stessi anni, cominciò i suoi studi all'Università Ludwig Maximilian di Monaco, dove conseguì la laurea in antropologia nel 1935, con una tesi sulla Ricerca morfologico-razziale sul settore anteriore della mandibola in quattro gruppi di razze.
Nel gennaio 1937 presso l'Istituto per la biologia ereditaria e per l'igiene razziale di Francoforte sul Meno, divenne assistente di Otmar Freiherr von Verschuer, conosciuto per le sue ricerche nella genetica, con un particolare interesse per i gemelli, ricerche che influenzarono Mengele. Nel 1937 Mengele si iscrisse al Partito Nazionalsocialista e nel 1938 alle SS; nello stesso anno, si laureò in medicina, presentando una tesi intitolata Ricerche sistematiche in ceppi familiari affetti da cheiloschisi o da fenditure mascellari o palatali, aiutato da Von Verschuer.
Gli "igienisti razziali" nazisti erano convinti che le differenze razziali e sociali avessero origine genetica; secondo la loro concezione, lo studio del comportamento di gemelli identici posti in ambienti diversi avrebbe dovuto dimostrare la prevalenza della natura sull'educazione.
Sempre in quegli anni (nel 1939) si sposò con una ragazza protestante, Irene Schoenbein (la sua famiglia era contraria al matrimonio in quanto non cattolica). Con lei visse a Monaco per alcuni anni prima di partire da solo per Auschwitz in quanto la moglie decise di non seguirlo. Il matrimonio, inizialmente sereno, cominciò a registrare dei contrasti, soprattutto quando Mengele nel 1943 si trasferì ad Auschwitz, dove rimase per circa due anni. In questo periodo, la moglie si recava a fargli visita periodicamente, e in uno di questi incontri rimase incinta di quello che sarebbe stato l'unico figlio di Mengele.
Mengele, comunque, non fu fedele alla moglie, in quanto ebbe ad Auschwitz una relazione con la guardia nazista Irma Grese e con un'infermiera a cui affidò i suoi documenti sulle ricerche di Auschwitz.
Servizio militare Ricevette l'addestramento militare di base nel 1938 con i Gebirgsjäger (truppe di fanteria leggera da montagna) e fu chiamato in servizio nella Wehrmacht nel giugno 1940, alcuni mesi dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale e si offrì volontario per il servizio medico nelle Waffen-SS, le forze da combattimento delle SS, e si distinse anche sul fronte orientale. Nel giugno 1941 venne insignito della Croce di Ferro per le sue azioni nel fronte ucraino. Nel gennaio 1942, mentre serviva sotto la 5. SS-Panzer-Division Wiking sul fronte russo, salvò due soldati tedeschi da un carro armato in fiamme e venne premiato con un'ulteriore Croce di Ferro.
Nel 1942, ferito lievemente, fu ritirato dalle truppe di combattimento perché definito non idoneo a combattere nelle prime linee; venne assegnato al Rasse und Siedlungshauptamt (RuSHA) di Berlino. In quel periodo riprese i contatti con il suo mentore, von Verschuer, che lavorava presso l'Istituto per l'antropologia, la genetica umana e l'eugenetica Kaiser Wilhelm a Berlino. Poco prima di essere trasferito ad Auschwitz, Mengele venne promosso al grado di capitano delle SS, nell'aprile 1943. Ad Auschwitz
Nel maggio 1943 divenne capo medico del campo riservato ai romaní. nel Settore BIIe del campo di sterminio di Birkenau; nell'agosto 1944 questo venne smantellato e i deportati che vi risiedevano furono uccisi nelle camere a gas. In seguito Mengele divenne medico capo del campo principale di Birkenau, sottoposto comunque a Eduard Wirths.
Il comportamento di Mengele nel campo, durante i 21 mesi di permanenza ad Auschwitz, è registrato da numerose testimonianze. Mengele veniva anche chiamato der weiße Engel (l'angelo bianco) dai deportati, per l'atteggiamento e per il camice che indossava quando si apprestava a scegliere chi avrebbe dovuto essere oggetto delle sue ricerche, chi avrebbe lavorato e chi era destinato alla camera a gas. Il più delle volte si mostrava gentile, tanto da guadagnarsi l'appellativo di angelo della morte; ; in un battito di ciglio decideva, all'arrivo del treno dei deportati alla banchina del campo, se una persona era da destinare al lavoro o alle camere a gas. Disegnò una linea sul muro del blocco dei bambini, alta circa 150 centimetri, ordinando l'esecuzione nella camera a gas di chi non raggiungeva tale misura.. Quando un capannone venne infestato dal tifo, Mengele decise di uccidere tutte le 750 deportate che vi risiedevano. Il 25 maggio del 1943 ordinò la morte di 528 donne e 507 uomini per evitare una nuova epidemia di tifo. Anche in altre situazioni, avrebbe fatto uccidere prigionieri per evitare malattie. Uno dei sopravvissuti disse che aveva uno sguardo che diceva Io sono il potere.
Secondo molti, il suo sdoppiamento di personalità era dovuto alla sua assoluta fedeltà all'ideologia nazista e quindi l'estrema dedizione che osservava quando era chiamato a svolgere il proprio dovere (selezionare e analizzare), nello svolgimento del quale era assolutamente distaccato e non tradiva alcuna emozione. Tuttavia in momenti meno formali, risultava essere una persona paradossalmente piacevole e comprensiva come raccontano gli stessi medici. che con lui collaborarono. A ogni modo, molto spesso Mengele alternava momenti di calma, pacatezza e rispetto (alcuni gemelli ricordano come, pur analizzandoli nudi, Mengele fosse stato sempre corretto ed educato e li avesse trattati con gentilezza, con la professionalità di un dottore) a scatti d'ira incontrollabili (in un episodio, diversi assistenti raccontano come si irritò per la lentezza con cui venivano fatte le iniezioni mortali di fenolo dallo stesso personale SS e come lui stesso abbia strappato dalle mani di uno di questi la siringa per mostrare come doveva essere fatto). Uno dei disturbi di Mengele era legato all'estrema attenzione per i dettagli, l'efficienza e la cura dei particolari in ogni cosa facesse, con riguardo maniacale per l'igiene.
Nel 1945 Mengele fu costretto ad abbandonare il campo di concentramento portando con sé tutto il materiale delle sue ricerche che fino ad allora aveva condiviso con alcune personalità del settore medico come Butenandt e von Verschuer che lavoravano all'esterno di Auschwitz e a cui inviava relazioni dettagliate. Il giorno prima dello sgombero Mengele continuò imperturbabilmente ad eseguire le selezioni: esaminò l'ultimo treno con circa 506 prigionieri condannandone alle camere a gas circa 470-480.
Le sperimentazioni su esseri umani Nel periodo che trascorse ad Auschwitz, Mengele organizzò una squadra di cui fecero parte tra l'altro un'antropologa, la prigioniera polacca Martyna Puzyna, e un patologo, l'ebreo ungherese Miklós Nyiszli; vi era anche la pittrice ebrea boema Dina Gottlieb, che realizzava disegni di parti del corpo o figure intere.; tutti costoro erano reclutati all'interno dello stesso campo e quindi a loro volta prigionieri. In aggiunta alle sue mansioni come medico del campo, Mengele conduceva "ricerche" sui gemelli monozigoti, sui nani e su bambini nati con anomalie; i soggetti dei suoi esperimenti erano scelti nell'intero campo di Auschwitz. Secondo la testimonianza di Martyna Puzyna, venivano effettuate misurazioni che coinvolgevano anche 250 coppie di gemelli alla volta, costretti a rimanere per ore in piedi, nudi in una stanza non riscaldata. Dopo il completamento degli esami, molti dei soggetti venivano uccisi con iniezioni di fenolo nel cuore, eseguite dallo stesso Mengele o dai suoi assistenti; i cadaveri venivano poi dissezionati e Mengele inviava i referti delle sue dissezioni (talora anche parti del corpo conservate nell'alcool) all'istituto di von Verschuer, a Berlino..
Tra le sue ricerche nel campo, una fu dedicata anche alla stomatite gangrenosa, o "noma", una malattia dovuta alla malnutrizione; nel suo ambito Mengele, una volta, inviò a un laboratorio delle SS la testa di un bambino romanì dodicenne, non si sa se ucciso oppure morto per noma.. Mengele, del tutto erroneamente, iniziò a studiare questa malattia ricercandone cause genetiche o razziali, ma alla fine persino lui arrivò vicino alla conclusione che la causa risiedesse nell'alimentazione insufficiente e nelle invivibili condizioni igieniche del campo (cosa che, per i medici prigionieri, era stata evidente fin dall'inizio)..
Un altro dei progetti di ricerca di Mengele riguardava lo studio dell'ereditarietà nel colore degli occhi, in particolare l'eterocromia delle iridi (che si verifica quando gli occhi di un individuo sono di due colori diversi, per esempio uno azzurro e uno castano). Il dottor Nyiszli ha testimoniato di un episodio in cui gli fu ordinato di dissezionare sei gemelli romaní affetti da eterocromia; in un'altra occasione un'intera famiglia di otto persone fu uccisa e i loro occhi eterocromatici furono espiantati dai cadaveri e inviati a Berlino..