Ostia, ufficialmente Lido di Ostia e detta anche Ostia NuovaPer distinguerla dalla città antica di Ostia. e Ostia Lido, è una frazione litoranea del comune di Roma suddivisa nei quartieri romani di: Lido di Ostia Ponente (Q. XXXIII), Lido di Ostia Levante (Q. XXXIV) e Lido di Castel Fusano (Q. XXXV).
Amministrativamente rientra nel territorio del Municipio Roma X, di cui ospita la sede presso il palazzo del Governatorato.
Si affaccia sul mar Tirreno nei pressi della foce del fiume Tevere, che ne delimita i confini col comune di Fiumicino.
Geografia fisica
Territorio Ostia si affaccia sul mar Tirreno ed è delimitata: a nord-ovest dal fiume Tevere, che costituisce il confine naturale con la frazione di Isola Sacra del comune di Fiumicino, a nord-est dai confini della pineta di Castel Fusano, che la separa dalle zone di Castel Fusano e Castel Porziano, e a nord dai confini della tenuta di Procoio e della strada statale 296, che la separano da Casal Palocco e Ostia Antica.
Il territorio è quasi completamente pianeggiante con piccoli rilievi collinari costituiti dalle dune ormai in gran parte coperte dagli edifici. La vegetazione è composta dalla macchia mediterranea e sono presenti diverse pinete secolari composte da pini domestici e marittimi, lecci, olmi e pioppi.
Clima Ostia gode di un clima mediterraneo grazie alla posizione geografica che si affaccia direttamente sul mar Tirreno centrale; gli inverni sono miti e piovosi assieme all'autunno e parte della primavera; le temperature minime d'inverno raramente si avvicinano allo zero; la neve è molto rara, episodica e in quantitativi risibili solo durante le grandi ondate di freddo storiche; l'estate è calda e a tratti afosa, mitigata dalla brezza lungo la costa. D'estate le temperature superano spesso i 30 gradi. La posizione sul mare fa sì che goda di un inverno più caldo e un'estate più fresca rispetto al resto della città di Roma.
Origini del nome Il nome di Ostia deriva dal latino ostia, a sua volta plurale del neutro ostium ossia "foce" o in alternativa "porta", "entrata", derivata dalla costruzione dell'insediamento originale nel VII secolo a.C. alla foce del fiume Tevere e detta per l'appunto "Ostia Tiberina".
Storia Antichità
L'insediamento di Ostia, secondo la tradizione, fu edificato sotto il regno del quarto re di Roma Anco Marzio intorno al 630 a.C., sull'allora linea di costa del mar Tirreno e nei pressi della foce del fiume Tevere.Tito Livio, Periochae I, 18.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 4.Filippo Coarelli, I santuari, il fiume, gli empori, vol. 13, in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, 2008, p. 136.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, III, 44,4. L'effettiva data di fondazione è piuttosto incerta: secondo lo storico greco Polibio, ad esempio, la fondazione dell'insediamento sarebbe avvenuta sotto il regno di Numa Pompilio alcuni decenni prima mentre lo storico francese Jérôme Carcopino pose la nascita di Ostia dopo le vittorie dei Romani sugli Etruschi e sugli Anziati e reputò che prima della colonia vi fosse situato un santuario dedicato al dio Vulcano, di cui però non rimane traccia. La principale funzione di Ostia fu quella dell'approvvigionamento di sale anche se il sito archeologico suggerisce che abbia avuto, in principio, un'importante funzione militare come base delle prime flotte Romane. A riprova della sua importanza è comprovata l'esenzione dalla leva militare durante la seconda guerra punica.
Dalle poche fonti storiografiche e letterarie si evince che durante la guerra civile tra Mario e Silla Ostia sia stata saccheggiata dai seguaci dei populares e ricostruita successivamente dal dittatore Romano. Le testimonianze archeologiche la attestano come una delle città più sviluppate del Lazio pre-imperiale. Riconoscendone l'importanza sia come porto marittimo che come emporio commerciale la città fu arricchita in età augustea, alla quale risalgono il teatro romano e il rinnovamento del foro. Augusto stesso progettò di dotare la città di un bacino portuale adatto alla sua funzione che fu poi costruito lungo il fiume Tevere dall'imperatore Claudio nel 46 a circa da Ostia.
Con il passare degli anni la città dovette sopperire alle crescenti necessità di Roma e il porto claudiano, i cui errori nella progettazione portarono a continui insabbiamenti, fu sostituito dal porto esagonale di Traiano progettato da Apollodoro di Damasco. Il porto crebbe in maniera autonoma come sobborgo di Ostia e sotto l'imperatore Costantino I divenne una città autonoma. Proprio in epoca costantiniana iniziò il decadimento della prima colonia romana dovuto sia allo spostamento della capitale imperiale a Costantinopoli sia alla crescente importanza della vicina Porto.
Medioevo Già dal III secolo fu sede del vescovo di Ostia. Nel V secolo ciò che rimase di Ostia Antica fu devastato e saccheggiato ripetutamente da Alarico e Vitige e le scorrerie degli Arabi nel Mediterraneo segnarono un drastico calo nel commercio marittimo.
Nell'849 vi si combatté la battaglia di Ostia fra la Lega Campana di Cesario Console e una flotta saracena, scontro immortalato da Raffaello nelle Stanze Vaticane. L'abbandono della città si completò nello stesso IX secolo, quando gli ultimi abitanti emigrarono verso la vicina Gregoriopoli. Per l'intera età medievale l'insediamento romano fu utilizzato come cava di marmo, sorte toccata a svariati altri siti archeologici.
Vista l'importante posizione sulla foce del Tevere il cardinale Giuliano della Rovere ordinò la costruzione di una fortezza a difesa del fiume per arginare le scorrerie piratesche; un'importante alluvione nel 1557 deviò tuttavia il corso del fiume rendendo nulla la funzione strategica del forte, che fu soppiantato da tor San Michele e tor Boacciana.
Età moderna e contemporanea Nel XIX secolo il territorio ostiense era costituito da saline e paludi infestate dalla malaria (.
Quando i territori passarono al Regno d'Italia con la presa di Roma (20 settembre 1870) sorse l'esigenza di bonificare le terre intorno alla nuova capitale del Regno, al fine di favorire lo sviluppo economico della nuova Capitale dello Stato. Considerato che l'opzione primaria di sollevare il livello del terreno avrebbe richiesto, con le tecnologie dell'epoca, un tempo stimato di circa 50 anni, si scelse come sistema alternativo la realizzazione di una serie di canali che avrebbe permesso il deflusso delle acque.
Con l'approvazione della legge n. 4624 dell'11 dicembre 1878 inizia l'opera di risanamento del territorio. Vengono progettati lavori di pubblica utilità a carico dello Stato, ma solo dopo sei anni vengono approvati i finanziati in modo da permettere di procedere con l'effettiva bonifica. La notizia di questa importante opera di bonifica dell'agro romano arriva anche in Romagna, dove opera dall'8 agosto 1883 la «Società Braccianti di Ravenna», guidata da Federico Bazzini e Armando Armuzzi. Questa squadra di uomini si rende conto da subito dell'importanza di tale opera e decide di mandare a Roma una missione, sia per capire la natura dell’attività sia per capire se fosse conveniente per delle famiglie ravennati trasferirsi e andare a bonificare una terra a tale distanza. Il motivo della presenza nell'agro romano dei ravennati era correlato alla difficile situazione socio-economica che viveva in quel periodo la Romagna, causata da una profonda crisi agraria che aveva portato una difficile situazione lavorativa.
Tale condizione aveva anche causato un significativo sciopero dei braccianti che però non aveva avuto l'esito positivo sperato, al punto che Armando Armuzzi e Nullo Baldini decidono di riunire lavoratori e fondare l'«Associazione generale degli operai braccianti del Comune di Ravenna». Tale associazione nasce anche per contrastare le condizioni lavorative degli operai che in quel periodo venivano sfruttati e sottopagati. Con questa soluzione non solo i lavoratori sono più tutelati ma l'associazione può gestire autonomamente gli appalti. L'importanza di questa associazione è anche osservabile nel fatto che è stata la prima cooperativa di lavoratori in Italia con i soci (più di 300), che si sono impegnati a sottoscrivere un'azione di 25 lire, versando una lira al mese. L'appalto per la bonifica del territorio della costa romana viene siglato circa dieci mesi dopo la nascita dell'associazione ravennate.Gianni Maritati e Giulio Mancini, Ostia una storia da raccontare, Roma, Publidea 95 s.r.l, 2010.
Nel 1884 furono insediati a Ostia Antica i primi braccianti con le loro famiglie provenienti dal Ravennate ed ebbero inizio i lavori di bonifica. Essi erano stati lasciati senza lavoro dalla crisi delle risaie che in quegli anni colpiva il ravennate, ma essendo dei maestri nel loro mestiere, cominciarono a costituire le loro organizzazioni associative, tra cui l'Associazione Generale Operai Braccianti del Comune di Ravenna (prima cooperativa di braccianti della storia italiana). L'associazione entrò quindi in lizza per ottenere il subappalto dei lavori della bonifica, vinto nel 1884 sotto il governo di Agostino Depretis con finanziamenti pubblici per avviare i lavori e facilitazioni ferroviarie per agevolare gli spostamenti delle famiglie.
Tale missione era guidata da Federico Bazzini e composta da 420 uomini tra i 18 e i 30 anni. Appena arrivati sul territorio del litorale provarono da subito un forte sentimento di preoccupazione. Lo scenario infatti era composto solo da immensi acquitrini, pozzanghere e abitazioni povere composte con tetti in paglia. Per tale motivazione Bazzini era fortemente preoccupato per la sorte dei braccianti poiché si rese conto che avrebbero potuto non riuscire a sopravvivere in un territorio talmente ostile. Nonostante tali condizioni il 24 novembre 1884 oltre 400 braccianti si radunano al teatro Mariani e poco dopo si dirigono verso la stazione dove a salutarvi vi sono il Conte Gamba, sindaco di Ravenna e il prefetto. I braccianti arrivano a Fiumicino nella notte tra il 25 e il 26 novembre e così prendono il via i lavori per la bonifica idraulica dell’Agro Romano. Da Fiumicino uomini e donne partono per le varie destinazioni mentre alcuni si imbarcano sul fiume Tevere. Sono anni difficili fatti soprattutto di sacrifici, duro lavoro e sconforto per tutti questi uomini che iniziano i lavori di bonifica. Oltre alle difficoltà collegate al lavoro devono anche fare i conti con il rischio della malaria che tra i braccianti ha una mortalità del 20%.
Nelle tensioni economiche e sociali di quegli anni, l'avvio della bonifica fu un'operazione keynesiana ante litteram, che diede buoni frutti: i primi 303 iscritti alla cooperativa erano diventati nell'agosto 1885. I lavori, previsti per 4 anni, ne richiesero 7, tuttavia sia il nuovo Stato unitario che i braccianti vinsero la loro battaglia.
Il ricordo della bonifica è ancora vivo nei nomi delle strade (viale dei Romagnoli, piazza dei Ravennati) e nei monumenti dedicati ai padri fondatori della bonifica: Armando Armuzzi, presidente dell'Associazione, e Federico Bazzini, ma soprattutto Andrea Costa e Nullo Baldini, gli "apostoli del socialismo". E rimane vivo negli abitanti di Ostia Antica, figli e nipoti di quei Romagnoli, che spesso ancora ne parlano il dialetto.
Furono quindi creati i canali oggi noti come di Dragoncello, della Lingua e di Pantanello (Casal Palocco-Infernetto) che si collegavano al canale principale, detto dei Pescatori. Nel 1889 si avviarono le idrovore che in meno di due settimane prosciugarono più di ettari di palude. Dopo questa prima canalizzazione si procedette alla canalizzazione secondaria. In via del fosso di Dragoncello è ancora visibile il vecchio impianto per le idrovore.
Nascita dell'insediamento
Nel 1910 il comitato Pro Roma marittima affidò l'incarico del piano regolatore all'ingegnere Francesco La Grassa, dell'ufficio tecnico del comune di Roma.