Carriera

Si è laureato in ingegneria edile nel 1957 a Bologna con Giovanni Michelucci (progettando una scuola materna a Sorgane) e in architettura nel 1962 a Firenze con Piero Sanpaolesi (con una tesi sul restauro del complesso di San Pancrazio a Firenze e sull'opera dell'Alberti).

Ha acquisito esperienza, prima, presso l'Istituto di Restauro dei Monumenti (1960-1975), e poi, dal 1976 presso la Facoltà di Architettura di Milano (Politecnico/Bovisa) della quale fu anche decano come ordinario di Restauro architettonico.

La partecipazione all'avanguardia architettonica nei primi anni sessanta All'inizio degli anni sessanta partecipa attivamente all'attività dell'avanguardia architettonica. In questo periodo progetta la casa di Poggio Gherardo (Firenze) del 1963, progetto che lo porta fra gli esponenti della corrente Neobarocca, assieme a Paolo Portoghesi. Gli elementi caratterizzanti quest'opera sono: rottura della scatola stereometrica che certa architettura razionalista aveva ripreso dall'eclettismo ottocentesco mancanza di un punto di vista preferenziale dell'edificio (concetto ripreso dall'architettura barocca) deformazione delle pareti e formazione di cortine curvilinee con l'intento di raccordare in maniera fluida gli spazi esterni agli interni dialogo con il passato studio del dettaglio costruttivo, teso alla integrazione di tecniche costruttive povere antiche e modernemuro di pietrame sbozzato per il piano terra; blocchi in calcestruzzo faccia a vista per il primo piano e per il coronamento; calcestruzzo faccia a vista per gli orizzontamenti), e alla ripresa del dettaglio ornamentale condannato dall'architettura razionalista (nei parapetti e nel cancello in ferro battuto, nell'impronta di foglie lasciate neigli architravi in calcestruzzo, ecc.

L'attività come soprintendente Dal 1964 al 1965 è per breve tempo funzionario della Soprintendenza ai monumenti ad Arezzo. In questo periodo progetta la nuova organizzazione del presbiterio della Basilica di San Francesco ad Arezzo. Il nuovo presbiterio inserisce ed integra, secondo l'approccio operativo del restauro critico di Roberto Pane, un'architettura dichiaratamente contemporanea nel contesto storicizzato della chiesa, sacrificando il preesistente altare neo-medievale realizzato nel 1931.

Il primo periodo accademico (Firenze)

A seguito dell'assunzione come assistente di ruolo all'Università di Firenze, abbandona la soprintendenza per dedicarsi alla carriera accademica e professionale. Nella stessa università diventa nel 1968 professore incaricato di Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti e nel 1970 di storia dell'architettura.

Alla fine degli anni sessanta appartengono le monografie sulla Cattedrale di Burgos (Burgos, Spagna, 1968), su Francesco di Giorgio MartiniCatalogo della mostra del '68 di cui ha curato l'allestimento e Frank Lloyd Wright (1970), nonché un'attività pubblicistica sviluppata specialmente nei settori della cronaca, della storia e del restauro dell'architettura,

In questo periodo entra in contatto con un nuovo metodo storiografico (nouvelle histoire): quello inaugurato da Marc Bloch e Lucien Febvre, poi sfociato nella cosiddetta École des Annales.

Il secondo periodo accademico (Milano) Nel 1976, divenuto professore ordinario di Restauro dei monumenti, si trasferisce alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano, dove nel 1980 fonda il Dipartimento per la Conservazione delle risorse architettoniche e ambientali che dirige fino al 1985 e dal 1983 al 1985 è coordinatore del Dottorato di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici con sede presso il Politecnico di Milano. Dal 1998 al 2002 ha fatto parte del senato del Politecnico di Milano a rappresentare le aree disciplinari della Progettazione architettonica e della Conservazione.

Nel corso degli anni successivi partecipa come docente alla Scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti e a numerosi corsi di dottorato, e dirige il master universitario di secondo livello “Conservazione del costruito-tecniche specialistiche dal progetto di conoscenza alla gestione del cantiere” (2004-2006).

Nel 1993 fonda la rivista quadrimestrale 'ANANKE, che dirige fino alla morte. Gli subentra poi uno dei suoi allievi, il critico Pierluigi Panza.

Il motto che sintetizza il suo atteggiamento nell'intervento sul costruito è «Aggiungere semmai, non sottrarre risorse al contesto»Cfr. Marco Dezzi Bardeschi, Restauro: punto e da capo, Franco Angeli, Milano 1991, p. 101.. La sua attività a favore dell'inserimento dell'architettura moderna nei contesti storici lo ha però portato spesso a scontrarsi con le soprintendenze e con parte dell'opinione pubblica (ha acceso polemiche con Vittorio Sgarbi).

L'attività progettuale

Tra gli interventi su complessi monumentali: Palazzo della Ragione, Milano (1978-86); Biblioteca Classense, Ravenna (1979-88); La conservazione del Palazzo Gotico di Piacenza, con l'allestimento della mostra Gotico, Neogotico e Ipergotico (1985-86). Palazzina Reale e Stazione di Santa Maria Novella, Firenze (1990); Officine Piaggio, Pontedera (Museo Storico Piaggio, 1994-96); Stabilimento termale Emilio Respighi, Tabiano Terme (1998); Bastione Borghetto, Piacenza (1999-2001); Terme Berzieri, Salsomaggiore (2001-03); Tempio - Duomo Pozzuoli (2003-2009).Per una descrizione del progetto e della realizzazione si v. Alessandro Pergoli Campanelli, Il restauro del Tempio-Duomo di Pozzuoli , "L'Architetto italiano", VI, 35-36, gennaio-aprile 2010, pp. 8-13.

Progetto di conservazione e riuso dell'ex Chiesa di Sant'Ambrogio, Cantù (Milano) (2002-2007); Il recupero dell'ex Castello dei marchesi di Saluzzo "La Castiglia", Saluzzo (Cuneo) (2003-2006); Recupero e restauro di Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia (2006-2009).

Tra gli ampliamenti degli edifici esistenti:

Sala Consiliare del Comune (Palazzo Benini), Campi Bisenzio (1986-94); Scuola elementare, Chieve (1994-96); Ampliamento delle Terme di Tabiano, Salsomaggiore, Parma (1997-99)

Tra le nuove realizzazioni:

Casa a Poggio Gherardo, Firenze (1963); Il condominio in San Jacopino, Firenze (1976); Allestimento dell'Antico Caffè delle Logge di Prato (1991-2004); Nuova sede USL e le R.S.A. residenze protette per anziani, Montelupo, Firenze (1996-98); Sistemazione del corso Garibaldi, Montelupo Fiorentino, Firenze (1998-99); Una Piazza per Monticelli, Montechiarugolo (1998-2002); Due passerelle aeree nel Castello di Vigoleno, Vigoleno (1999-2000); Palazzetto dello sport per Carmignanello, Cantagallo, Prato (1999-2006); Scala di sicurezza del Palazzo della Ragione, Milano (2001-2003); Nuovo accesso del Palazzo Comunale di Modena (2003-2004); Scuola materna o delle sette Arti liberali, Pozzuolo Martesana (Milano) (2003-2004).

L'atteggiamento di Dezzi Bardeschi verso la preesistenza è di conservazione totale - attraverso consolidamenti corticali operati con l'uso di silicati - senza alcuna integrazione né degli apparati decorativi medioevali deturpati dal progetto settecentesco, né degli intonaci del sopralzo del Croce privati per anni di qualsiasi attenzione manutentiva e quindi ridotti a lacerti isolati. Le aggiunte resesi necessarie per il progetto di riuso del manufatto (integrazioni delle pavimentazioni, realizzazione degli impianti termici, e della scala di sicurezza) sono eseguite rispettando la struttura preesistente.

Cariche Come riconoscimento della sua attività di ricercatore e di progettista è stato eletto Accademico delle Arti del Disegno di Firenze; tra il 2003 e il 2007 è stato presidente della sezione Italiana dell'ICOMOS (International Council of Monuments and Sites) per il quale ha promosso e organizzato la Terza Mostra Internazionale itinerante del Restauro Monumentale. È inoltre vicepresidente del Comitato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per lo studio e la ricerca dei giardini storici.

Pubblicazioni

Il corpus delle pubblicazioni di Dezzi Bardeschi comprende 940 fra articoli e monografie edite dal 1957 al 2010.

Ha fondato e diretto le riviste “Necropoli” (con Francesco Gurrieri per la LEF di Firenze, 20 numeri:1969-71) e “Psicon” (con Eugenio Battisti e Marcello Fagiolo, Centro Studi "Ouroboros" di Firenze, 10 numeri: 1974-76).

Dal 1993 ha diretto la rivista quadrimestrale ‘ANANKE; dal 2000 al 2005 ha fatto parte del Comitato di redazione della rivista mensile “L'Architettura, cronache e storia”, fondata da Bruno Zevi (Mancosu, Roma) e dal 2005 ha fatto parte del comitato di redazione della rivista “L'ingegnere, edilizia, ambiente, territorio”, (Mancosu, Roma) sulla quale teneva la rubrica "Rileggendo i Maestri". Dal 2006 ha collaborato con il trimestrale dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze “Progettando”, diretto da Aurelio Fischetti (Nerbini, Firenze).

I progetti e le sue realizzazioni sono pubblicati in: Il futuro della memoria, catalogo mostra (in collaborazione con G. B. Bassi), La Spezia, 1972. Esibizioni, tre concetti dell'esporre (in collaborazione con L. Gioeni), Sillabe, 1987. Conservazione e metamorfosi. Cosmogonie, bestiari, architetture 1978-1988 (a cura di V. Locatelli e G. Guarisco), Alinea, 1989. Introduzione a P. Panza, Antichità e restauro nell'Italia del Settecento, F. Angeli, Milano, 1990 M. Dezzi Bardeschi: Architetture di memoria - Album 1960-1990, catalogo mostra (a cura di G. Guarisco), Alinea, 1990. M. Dezzi Bardeschi: Cinque piccole lune, architetture 1991-1993, catalogo mostra (a cura di P. Agus), Alinea, 1994. M. Dezzi Bardeschi: Atlante Padano, città architetture, cantieri, (catalogo mostra), Alinea, 2001. M. Dezzi Bardeschi: piccole architetture senza metri cubi, catalogo mostra (a cura di L. Gioeni), 2002. F. Bucci, Due interventi sul costruito. 1- Palazzo della Ragione, Milano: una scala di sicurezza - una piega di vetro. 2- Complesso Bastione Borghetto, Piacenza - recupero, in ‘L'Architettura, cronache e storia', Mancosu, Roma, n. 577, novembre 2003. Prato: Il recupero dell'Antico Caffè delle Logge (a cura di M. Dezzi Bardeschi), Alinea 2004. La storia siamo noi, in ‘Le pietre di Modena: la storia siamo noi, un nuovo ingresso all'antico Palazzo della Comunità', catalogo mostra (a cura di M. Dezzi Bardeschi), Artestampa, 2004. Cari Maestri – Architetture negate, tradite, dimenticate, (a cura di R. Gabaglio), Politecnico di Milano - Dipartimento di Progettazione dell'Architettura/Ricerche di Architettura strumentali e materiali, ed. Unicopli, Torino, dicembre 2004. Modena: Il nuovo ingresso al palazzo Comunale. "Quelle pietre, segnate dal tempo e dagli uomini...", in 'Recupero e conservazione', De Lettera, n. 64, settembre-ottobre, 2005. Architettura come addizione, (nella rubrica: Opere Addizioni), in ‘Opere’, (rivista toscana di architettura; diretta da Maurizio De Vita), ed. Meridiana, Firenze, a. IV, n. 12, marzo 2006, pp. 8-11. Restauro: 2 punti e a capo (stato attuale del restauro). Marco Dezzi Bardeschi mette in evidenza la posizione centrale della figura dell'architetto sia come conservatore sia come progettista del nuovo, (intervista di Cesare Coppari) nella pagina: Restauro, in ‘Il Giornale dell'Architettura', (diretto da Carlo Olmo), Umberto Allemandi & C., Torino, a. V, n. 42, luglio-agosto 2006, p. 16. La Terza Mostra Internazionale del Restauro Monumentale: dal Restauro alla Conservazione, catalogo generale del Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali “Restauro - Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali” (Ferrara, 22-25 marzo 2007), marzo 2007, p. 277-282. Terza Mostra Internazionale del Restauro Monumentale: dal Restauro alla Conservazione, Volume Primo, Omaggio ai Protagonisti-Sezione Internazionale catalogo a cura di Chiara Dezzi Bardeschi, Alinea, Firenze, giugno 2008.