La chiesa di Maria Santissima del Rosario (anticamente denominata "di San Domenico") è un luogo di culto cattolico di Marino, in città metropolitana di Roma Capitale e sede suburbicaria di Albano. È annessa al convento delle suore domenicane di stretta osservanza.
Storia Il convento delle suore domenicane di stretta osservanza fu istituito da papa Clemente X con breve dell'8 maggio 1675.Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Marino, vol. XLIII p. 42. La fondazione fu promossa da madre Maria Isabella Colonna, al secolo Maria Antonia, suora presso il convento delle suore domenicane dei Santi Domenico e Sisto in Roma.
Il fratello di suor Maria Isabella, il duca Lorenzo Onofrio Colonna, assecondò la volontà della sorella e finanziò la costruzione del convento. Il 27 maggio 1675 il duca acquistò da tale Ferdinando Leoncelli alcune case, stalle e cantine sul piazzale di "For de Porta" per 2165 scudi; il 17 giugno 1676 Lorenzo Onofrio dotò il monastero di una rendita di 300 scudi annui.Ugo Onorati, La chiesa del SS. Rosario di Marino, p. 13. I lavori di sistemazione furono portati avanti rapidamente e già il 22 settembre 1676 suor Maria Isabella poté stabilirsi nel nuovo convento. La fondatrice morì a soli quarantotto anni, nel 1682.Altre tre sorelle di suor Maria Isabella avevano preso il velo presso il convento dei Santi Domenico e Sisto: Maria Alessandra, Maria Girolama e Maria Colomba. Maria Colomba si trasferì nel convento di Marino nel 1683, un anno dopo la morte della sorella fondatrice; Maria Girolama invece vi pernottò una sola notte, nel 1677, durante il viaggio per Avezzano, dove avrebbe fondato un altro convento di clausura, distrutto dal terremoto del 1915. Ugo Onorati, op. cit., p. 14.
I lavori per la costruzione della chiesa ebbero inizio il 2 marzo 1712Ugo Onorati, op. cit., p. 17. dietro disegno dell'architetto Giuseppe Sardi. I lavori terminarono il 30 aprile 1713.Ugo Onorati, op. cit., p. 27.
Durante i tragici eventi del 1944, presso il convento venne allestito un piccolo ospedale di fortuna.
Descrizione
La chiesa, di dimensioni non eccezionali, è tuttavia un pregevole esempio di rococò romano del primo Settecento, tanto da aver attirato la curiosità di insigni studiosi:Sandro Benedetti, La chiesa del SS. Rosario in Marino, in Quaderni dell'Istituto di Storia dell'architettura, serie XII, fascicoli 67-70, Roma 1965; Nina A. Mallory, The architecture of Giuseppe Sardi and the attribution of the facade of the chirch of the Maddalena, in Journal of the Society of Architectural historians, anno XXVI n. 2, 1967; Paolo Portoghesi, Roma barocca, Laterza 1984; citati in bibliografia da Ugo Onorati, op. cit.. si sviluppa con una pianta a croce greca sormontata da una cupola: l'interno è completamente rivestito di stucchi bianchi. Dietro l'altare, incastonato nel muro, è conservato un tabernacolo quattrocentesco attribuito alla scuola di Mino da Fiesole.Vittorio Rufo, L'abitato storico - Chiesa del Santissimo Rosario, in AA.VV., Marino - Immagini di una città, p. 107.
Il monastero invece risulta essere frutto dell'unione di vari corpi di fabbrica. L'architettura è volutamente spoglia, in coerenza con il carisma delle religiose: è stato perciò osservato che il monastero risulta grande, ma non grandioso.Padre Enrico De Cillis, Il monastero domenicano e la chiesa del SS. Rosario di Marino Laziale, p. 15; citato in Ugo Onorati, op. cit., p. 15.
Note
Bibliografia
Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - vol. XLIII, Venezia 1840-1861. Padre Enrico De Cillis, Il monastero delle domenicane e la chiesa del SS. Rosario di Marino Laziale, Marino 1976. Vittorio Rufo (a cura di), Marino - Immagini di una città, Ciampino 1994. Ugo Onorati, La chiesa del SS. Rosario di Marino: itinerario di fede di storia e di arte, Marino 2014.
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