Palazzo Madama è un edificio storico italiano che si trova a Roma. Costruito nel XV secolo dalla famiglia fiorentina dei Medici, deve il suo nome a Margherita d'Austria, figlia dell’imperatore Carlo V, detta Madama d'Austria, che vi risiedette dopo la morte di suo marito Alessandro de' Medici.
Di proprietà dello Stato, è sede del Senato della Repubblica; per metonimia l'espressione Palazzo Madama è divenuta giornalisticamente e colloquialmente sinonimo di Senato italiano.
Storia Origini del palazzo
La storia della sede del Senato inizia sul finire del Quattrocento, sotto il pontificato di Sisto IV. Il terreno in cui sorge palazzo Madama era appartenuto insieme a quello limitrofo di piazza Navona per quasi cinque secoli ai monaci benedettini dell'abbazia di Farfa dando alla piazza omonima l'originario nome di piazza Longobardail nome - poi mutato in Lombarda - successivamente divenne anche di piazza dei Matriciani. V. Umberto Gnoli, Topografia e toponomastica di Roma medievale e moderna, Roma 1984, v. alle voci e Pianta di Roma di Giovanni Battista Nolli nn.810 e 811. Questi ultimi, nel 1479, lo cedettero al monarca francese che, a sua volta, donò al suo tesoriere nonché vescovo di Chiusi, Sinulfo Ottieri di Castell'Ottieri, parte del terreno compreso fra la torre dei Crescenzi e le Terme di Alessandro: su di esso venne fondato il nucleo originario del palazzo che, nel gennaio 1503, rientrò nel lascito testamentario al fratello di Sinulfo, Guidone conte di Montorio: questi prima lo affittò e poi lo cedette a Giovanni de Medici, divenuto poi papa Leone X..
Il nucleo cinquecentesco e il cenacolo rinascimentale
Il palazzo entrò in possesso della famiglia Medici quando il cardinale Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro papa Leone X, che prima vi abitava in affitto, l'acquistò a rate nel 1505, commissionando un importante restauro a Giuliano da SangalloIl progetto, in realtà, era assai più ampio, e doveva rivaleggiare con il modello degli edifici imperiali del Palatino e di Costantinopoli saldandosi con il catino del "circo agonale" (l'odierna piazza Navona) per dominarlo ed incorporarlo in una grande scenografia (sul modello di quello che sarebbe stato il colonnato berniniano di san Pietro), ma, in queste gigantesche dimensioni, il progetto non fu mai attuato. (Joseph Connors, L'età barocca. Piazza Navona, giochi greci, geroglifici egiziani e potere papale, conferenza del 6 settembre 2008 tenuta a Roma in piazza del Campidoglio e scaricabile in formato mp3 sul )..
Dopo la cacciata della famiglia Medici da Firenze Giovanni, ormai diventato Leone X, ne fece la sede romana dell'influente famigliaSulla presenza di Alfonsina Orsini, v. Salomon Reinach, L'EX-VOTO D'ATTALE ET LE SCULPTEUR ÉPIGONOS, Revue des Études Grecques, Vol. 7, No. 25 (1894), p. 39., la quale estese la sua presenza in tutto il quartiere attesta la costruzione e la presenza nel vicino palazzo Lante della giovane Caterina de' Medici, futura regina di Francia., avendo "l'opportunità di controbilanciare piazza del Popolo e la sua chiesa Della Rovere con un centro mediceo anche più importante e glorioso"Christoph L. Frommel, Papal Policy: The Planning of Rome during the Renaissance, The Journal of Interdisciplinary History, Vol. 17, No. 1, The Evidence of Art: Images and Meaning in History (Summer, 1986), p. 56.. Con il trasferimento di quello che era rimasto della biblioteca fiorentina della famigliaLa biblioteca di San Marco, del convento dei Domenicani in Firenze, fu il primo rifugio della raccolta privata medicea dopo il 1494, quando i Medici dovettero lasciare Firenze. Il patrimonio librario e manoscritto dei Medici rimase qui per tutto il tempo dei tumulti savonaroliani, finché esso non venne riacquistato nel 1508 da Giovanni de’ Medici e portato a Roma dove venne sistemato a palazzo Madama: v. Eugenio Garin, La biblioteca di San Marco, Firenze; Le Lettere. 1999; Enea Piccolomini, Delle condizioni e delle vicende della libreria medicea privata, «Archivio Storico Italiano» s. 3, t. 19 (1874), p. 103-129., il palazzo divenne anche uno dei centri di irradiamento della cultura umanistica.
Dopo averlo venduto - a causa di pressanti debiti - alla cognata Alfonsina Orsini, Leone X ne rientrò in possesso nel 1519 alla morte di quest'ultima, che glielo lasciò in eredità. Alla morte di Leone X, nel 1521, palazzo Madama venne assegnato a suo cugino Giulio de' Medici, che vi aveva vissuto nella sua adolescenza e che poi divenne papa con il nome di Clemente VII. Anche in questo periodo il palazzo ospitò un secondo esilio della famiglia de' Medici, espulsa da Firenze dal 1527 al 1530Giuseppe Alberti, Vicende di Palazzo Madama dalla fondazione ai nostri giorni, Città di Castello, Tipografia Unione arti grafiche, 1954, pp. 12-14.; rientrato a Firenze Alessandro dei Medici, a palazzo rimase il cardinale Ippolito de' Medici fino al suo decesso.
Il palazzo deve il suo nome a Madama Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V: ella lo ricevette in usufrutto dopo la morte del primo marito, il duca Alessandro dei Medici, nel 1537. Sposò in seconde nozze Ottavio Farnese e soggiornò a lungo nel palazzo: fu alloraGià nel 1550 l'Aldrovandi definisce la Casa di Madama presso Agona il luogo in cui aveva veduto alcune statue romane nel giardinetto giù del palagio ed alcuni bassorilievi marmorei dentro un altro giardinetto del medesimo palazzo: Salomon Reinach, LES GAULOIS DANS L'ART ANTIQUE ET LE SARCOPHAGE DE LA VIGNE AMMENDOLA (Deuxième article), Revue Archéologique, Troisième Série, T. 13 (JANVIER-JUIN 1889), pp. 18-19. che esso assunse il nome che ancor conserva. A Margherita si fa risalire l'apposizione, nel soffitto a cassettoni della sala detta "dello struzzo", di uno scudo che vede al centro uno struzzo, nel quale si sarebbe dovuto leggere il gioco di parole tra le parole "Autriche" (Austria) e "autruche" (struzzo): simbolo del passaggio del palazzo alla sfera d'influenza ispano-austriacaTrattandosi della figlia naturale di Carlo V, prima che con la sua morte i due tronconi del casato l'Asburgo si dividessero, ambedue le discendenze rivendicano questo legame: lo dimostra l'allocuzione tenuta il 29 settembre 1998 dinanzi al Senato della Repubblica italiana, nell'Aula di palazzo Madama, dal re di Spagna Juan Carlos I di Borbone, che ricordò tra l'altro l'antico legame del suo casato col palazzo che li ospitava.. In epoca seicentesca il consueto stemma nobiliare mediceo avrebbe sormontato lo struzzo con un'addizione successiva, che lo collega mediante un nastro allacciato al collo.
Alla partenza della Madama per il governatorato delle Province Unite, la residenza fu affittata a vari porporati. Il palazzo alla fine tornò al titolare del casato dei Medici, Ferdinando I, che da cardinale vi visse per pochi anni: quando partì per assumere il granducato a Firenze, lo lasciò al suo stretto collaboratore, cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte Santa Maria, appartenente - in ragione della sua parentela con ramo dei Borbone-Navarra - alla fazione filo-francese della diplomazia pontificia"Il compito precipuo di concorrere all’attuazione della politica medicea specie in delicatissimi incarichi (quali, ad es.: i conclavi degli anni 1590-1592; l’assoluzione di Enrico IV nel 1595; il compromesso nel conflitto ferrarese del 1598; le controversie tra Venezia e la Santa Sede 1603-1606) rese necessaria una particolare organizzazione del servizio diplomatico e il suo scopo fu anzitutto quello di raccogliere e distribuire le informazioni secondo le esigenze della tradizione medicea. A Palazzo Madama venne quindi organizzato un unico centro di raccolta delle informazioni, una istituzione che preannunciava Times, Reuter, e Intelligence Service": .. Dalla sua corrispondenza con il Granduca emerge che il palazzo versava in istato di cattiva manutenzione., ma ciò non impedì al cardinal Del Monte di tenervi un "camerino musicale" nel quale "aveva voluto far porre Il suonatore di liuto accanto ai Musici" del Caravaggio.
La sistemazione seicentesca e la fine della destinazione signorile
L'ambasciatore toscano Niccolini nel 1635 persuase Carlo di Ferdinando de' Medici a non vendere il palazzo ed a procedere, invece, ad ulteriori lavori di ristrutturazione: una facciata baroccaNel tour attraverso il barocco romano di Aleksandra Smirnova, Nikolai Gogol', che le faceva da cicerone, incluse anche questa facciata ed il relativo palazzo: Gavriel Shapiro, Nikolai Gogol'and the Baroque Heritage, Slavic Review, Vol. 45, No. 1 (Spring, 1986), p. 104., progettata da Paolo Maruscelli e ultimata nel 1642, prese il posto del precedente frontone asimmetrico. Su di essa sono visibili oltre cento forme leonineContate da Joseph Connors, e da lui ricondotte al simbolo del pontificato mediceo di Leone X. L'età barocca. Piazza Navona, giochi greci, geroglifici egiziani e potere papale, conferenza del 6 settembre 2008 tenuta a Roma in piazza del Campidoglio e scaricabile in formato mp3 sul (compresa la pelle del leone di Nemea scolpita sul portale d'ingresso, che richiama il mito erculeo e trova corrispondenza con il volto di Onfale le cui trecce cingono una finestra: si tratta della mitica progenitrice di Tirreno, a cui i Medici facevano risalire la loro genealogia)Secondo Hermann Voß, Andreas Schlüters Reiterdenkmal des Großen Kurfürsten und die Beziehungen des Meisters zur italienischen und französischen Kunst, Jahrbuch der Königlich Preussischen Kunstsammlungen, 29. Bd. (1908), p. 161, il progetto di portali I e II del Louvre, elaborato dal Bernini, richiamava motivi architettonici della facciata barocca di palazzo Madama.. L'interno, sotto la direzione del toscano Romano Monanni, si arricchì di soffitti decorati e di fregi.
Nel Seicento, dopo essere stato residenza del cardinale Giovan Carlo de' Medici, l'edificio ospitò l'Accademia Fiorentina nell'Urbe, fondata nel 1673 dal granduca Cosimo IIIVernon Hyde Minor, Passive Tranquillity: The Sculpture of Filippo Della Valle, Transactions of the American Philosophical Society, New Series, Vol. 87, No. 5 (1997), p. 10.: guidata da Ciro Ferri e da Ercole Ferrata, vi si formarono, tra gli altri, "Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi, importando le novità di origine romana nel linguaggio fiorentino delle arti".. Nonostante l'ampliamento e l'abbellimento i Medici non abitarono più il palazzo fino al 1725 quando vi prese dimora Violante Beatrice di Baviera, cognata del Granduca Gian Gastone, che vi risiedette fino alla morte. Palazzo Madama godette quindi di un nuovo periodo di splendore come teatro di balli e feste e in quanto sede dell'Accademia dei Quirini.
Nel 1737, alla morte di Gian Gastone, il Granducato di Toscana, e con esso anche Palazzo Madama passò dai Medici ai LorenaCarlo Pietrangeli, Guide rionali di Roma - Volume 8, Parte 2 - Pagina 74 - 1993..
Utilizzo pontificio
Nel 1755 il palazzo fu acquistatoSull'acquisto da parte della Dataria pontificia v. Les congrégations romaines: guide historique et pratique par Félix Grimaldi, Éditeur: impr. San Bernardino (Sienne), 1890, p. 457. da papa Benedetto XIV (il cui stemma campeggia ancora sull'ingresso principale) e divenne così un palazzo pubblico dello Stato PontificioIl quale, nelle vicinanze, per tutto il secolo prima vi aveva tenuto la vecchia sede della Dogana: . Il palazzo fu interessato da importanti interventi di ristrutturazione: fu aperto un secondo cortile e fu sistemata piazza Madama, ad opera di Luigi Hostini. Negli anni successivi vi furono installati, fra l'altro, gli uffici del tribunale criminale del Governatore di Roma e la sede della polizia: per questo assunse, in quel periodo, il nome di "palazzo del Governo nuovo"Jérôme de La Lande,Voyage d'un françois en Italie, fait dans les années 1765 et 1766. Tome 4 (contenant l'histoire & les anecdotes les plus singulières de l'Italie, & sa description, les moeurs, lei usages), (1732-1807). Éditeur: chez Desaint (A Venise) - 1769, p. 188..