Operazione Marte era la denominazione in codice della grande offensiva sferrata dall'Armata Rossa sovietica contro le forze tedesche della Wehrmacht schierate nel "saliente di Ržev", nel settore centrale del Fronte orientale, nella seconda guerra mondiale. Nella storiografia sovietica è indicata come seconda offensiva di Ržev-Syčëvka (Вторая Ржевско-Сычёвская операциа).

La battaglia si svolse dal 25 novembre al 20 dicembre 1942 nel settore di Ržev a ovest di Mosca quasi contemporaneamente all'operazione Urano sferrata dai sovietici dal 19 novembre 1942 nel settore di Stalingrado. Nonostante l'impiego di grandi forze di fanteria e carri armati, i sovietici, guidati personalmente dal generale Georgij Žukov, vice-comandante in capo dell'Armata Rossa, non riuscirono a raggiungere i loro obiettivi e al contrario, di fronte alla tenace resistenza delle esperte truppe tedesche guidate dal capace generale Walter Model, subirono ingenti perdite e vennero ripetutamente respinte senza ottenere risultati operativi sul campoJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 504-505..

l'operazione Marte quindi si concluse con un completo fallimento per i sovietici e con un importante successo difensivo della Wehrmacht che tuttavia dovette trattenere nel saliente di Ržev notevoli forze corazzate di riserva che non poterono essere inviate in rinforzo al settore di Stalingrado dove la situazione delle forze dell'Asse stava diventando sempre più criticaJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, p. 504..

L'operazione Marte, per molti anni trascurata dalla ricerca storiografica e ritenuta di secondaria importanza, è stata analizzata in profondità solo in tempi recenti; la battaglia viene ritenuta uno dei più rilevanti successi difensivi tedeschi sul Fronte orientale e l'unica grave sconfitta del maresciallo Žukov, anche se rimangono opinioni ampiamente discordanti tra gli esperti su molti aspetti della battaglia: la sua concezione originaria da parte dell'alto comando sovietico, i suoi obiettivi reali, la sua importanza strategica nel quadro complessivo della seconda offensiva d'inverno sovietica, le conseguenze di questi combattimenti per l'intero Fronte orientale e soprattutto per la battaglia di Stalingrado in quel momento in corso nel settore meridionaleJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 498-506..

Seconda campagna d'inverno sul fronte russo

Combattimenti nel settore di Ržev La città di Ržev, importante nodo di comunicazioni sull'alto corso del Volga, era stata trasformata nel corso della prima offensiva d'inverno sovietica sul Fronte orientale nel 1941-1942, in un'importante piazzaforte dalle truppe tedesche della 9ª Armata al comando prima del generale Adolf Strauss e poi, dal 19 gennaio 1942, dell'energico e tenace generale Walter Model. La prima battaglia di Ržev era continuata violentissima e sanguinosa fino alla fine di febbraio 1942 ma le forze dell'Armata Rossa, al comando del generale Ivan Konev, non erano riuscite a conquistare frontalmente la posizione ed era anche fallita la manovra d'aggiramento in profondità sul fianco sinistro della 9ª ArmataP. Carell, Operazione Barbarossa, pp. 437-453.. I tedeschi avevano quindi mantenuto le posizioni a Ržev ed erano rimasti schierati su un pericoloso saliente di 200 chilometri di lunghezza fino alle posizioni sul Volga e di circa 60 chilometri di larghezza a copertura di Vjaz'ma e SmolenskR. Cartier, La seconda guerra mondiale, pp. 485-490..

Dopo alcune operazioni minori tedesche in primavera 1942, l'"operazione Hannover" e l'"operazione Seydlitz", che avevano permesso alla 9ª Armata di eliminare le truppe sovietiche rimaste isolate per mesi nelle sue retrovie dopo la battaglia d'inverno, e di rettificare e consolidare le linee sul lato occidentale del saliente, la battaglia era ripresa nel settore di Ržev all'inizio del mese di agosto 1942AA.VV., Germany and the secondo world war, vol. VI, pp. 954-957.. Il generale Georgij Žukov, comandante del Fronte occidentale che nell'inverno 1941-42 aveva vinto la battaglia di Mosca, diede inizio il 4 agosto 1942 alla cosiddetta prima offensiva di Ržev-Syčëvka, attaccando con quattro armate e 500 carri armati a est della piazzaforte tedesca sul Volga, contemporaneamente passarono all'attacco anche due armate del Fronte di Kalinin del generale Konev a nord di Ržev. La battaglia continuò fino all'inizio di settembre 1942 con accaniti combattimenti che misero in forte difficoltà la 9ª Armata al comando del generale ModelJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 476-477.. Le linee tedesche furono sfondate e i sovietici avanzarono verso Syčëvka; il generale Model e il feldmaresciallo Günther von Kluge, comandante del Gruppo d'armate Centro allertarono ripetutamente l'alto comando di Adolf Hitler sulla situazione critica, richiedendo rinforzi di unità corazzate; mentre il generale Franz Halder, capo di stato maggiore dell'esercito tedesco, il 24 agosto richiese addirittura di battere in ritirata per evitare ulteriori perdite ed evacuare tutto il saliente di RževJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 477-478.. Il Führer tuttavia, rimproverò aspramente il generale Halder e proibì ogni ritirataD. Irving, La guerra di Hitler, p. 608.; alla fine il generale Model, con l'aiuto di cospicue riserve corazzate, riuscì a stabilizzare la situazione e, pur perdendo terreno a est della piazzaforte, mantenne il controllo di Ržev e del salienteJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, p. 477..

Nonostante il fallimento finale, l'offensiva del generale Žukov ebbe importanti conseguenze strategiche: costrinse l'alto comando tedesco a inviare di rinforzo alla 9ª Armata alcune Panzer-Division che di conseguenza non poterono essere inviate nel settore meridionale del Fronte orientale dove era in corso la cruciale avanzata del generale Friedrich Paulus verso Stalingrado, e inoltre intralciò i piani tedeschi che prevedevano una offensiva del Gruppo d'armate Centro a partire dal 11 agosto 1942 per attaccare il saliente di Suchiniči a sud di Ržev. I tedeschi diedero ugualmente inizio alla cosiddetta operazione Wilberwind, nonostante la contrarietà del feldmaresciallo von Kluge, ma l'attacco dovette essere rapidamente sospeso a causa dell'aspra resistenza sovietica e della critica situazione in corso nel saliente di Ržev attaccato dai generale Žukov e KonevD. Irving, La guerra di Hitler, pp. 607-608..

Alla fine di agosto 1942, mentre si esaurivano temporaneamente i combattimenti nel saliente di Ržev, Stalin e la dirigenza politico-militare sovietica erano totalmente concentrati sulla drammatica battaglia in corso nel settore di Stalingrado che aveva raggiunto una fase particolarmente critica per l'Armata Rossa il 23 agosto con l'arrivo delle unità corazzate tedesche sulle rive del Volga, a nord della città. Stalin era estremanente preoccupato e temeva una rapida sconfitta e la caduta di Stalingrado; il 27 agosto egli prese la sorprendente decisione di nominare il generale Žukov vice comandante supremo e vice commissario del popolo alla Difesa. Il generale Žukov venne immediatamente richiamato a Mosca dove il generale giunse la sera del 29 agosto ed ebbe subito un colloquio con il dittatoreJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 481-483.. Stalin descrisse la situazione estremamente critica a Stalingrado e incaricò il suo nuovo vice comandante in capo di recarsi immediatamente a sud per organizzare e dirigere una serie di attacchi sul fianco del cuneo tedesco che aveva raggiunto il Volga per allegerire la sua pressione e supportare le forze sovietiche respinte dentro la città. Il generale Žukov quindi abbandonò il settore del saliente di Ržev, cedette il comando del Fronte occidentale al generale Konev e raggiunse subito il settore di Stalingrado dove dal 3 settembre 1942 avrebbe diretto gli attacchi di allegerimento urgentemente richiesti da Stalin sul fianco delle forze del generale PaulusJ. Lopez, Žukov. Il martello dell'est, pp. 483-485..

Nel mese di settembre, mentre iniziavano e diventavano progressivamente sempre più logoranti i combattimenti urbani tra i soldati tedeschi e sovietici all'interno dell'abitato in rovina di Stalingrado, il generale Žukov, oltre a dirigere i sanguinosi e sterili attacchi di supporto nel settore meridionale, fu impegnato, insieme a Stalin ed altri alti ufficiali dello Stavka, nel complesso lavoro di valutazione e controllo della situazione strategica sul Fronte orientale e nella pianificazione dettagliata delle operazioni previste per l'imminente campagna d'inverno 1942-1943.

Piani e preparativi sovietici

Nelle sue memorie, il maresciallo Žukov afferma che nella riunione del 12-13 settembre 1942 al Cremlino, sarebbe state prese per la prima volta le decisioni strategico-operative fondamentali che avrebbero determinato la vittoria sovietica sul Fronte orientale; in questa occasione egli e il generale Aleksandr Vasilevskij, il capo di stato maggiore generale dell'Armata Rossa, avrebbero presentato a Stalin il loro progetto di una cosiddetta "altra soluzione" per cambiare l'esito della battaglia nel settore Don-StalingradoJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 389-390.. A partire da quella famosa riunione, il generale Žukov e il generale Vasilevskij avrebbero continuamente controllato e organizzato i piani dettagliati e i preparativi concreti per la famosa "offensiva dei tre fronti" che poi sarebbe diventata la decisiva operazione Urano che in pochi giorni a partire dal 19 novembre 1942 avrebbe portato all'accerchiamento dell'armata del generale Paulus, cambiando per sempre l'andamento della guerra all'estD. Glantz, Endgame at Stalingrad book one, pp. 20-52.. Il maresciallo Žukov nelle sue memorie non fa alcun riferimento alla pianificazione in quel periodo di una offensiva nel settore del saliente di Ržev; soltanto all'inizio di novembre 1942, secondo il maresciallo Žukov, sarebbe stato deciso, in accordo con Stalin, di programmare anche una quasi contemporanea offensiva di diversione nel settore centrale del fronte, di cui avrebbe assunto la direzione lo stesso generale Žukov, per impegnare le riserve tedesche e impedire un rafforzamento dello schieramento nemico nell'area di StalingradoD. Glantz, Zhukov's greatest defeat, pp. 17-18.. Il maresciallo Vasilevskij a sua volta nelle proprie memorie sostanzialmente conferma la ricostruzione del maresciallo Žukov e afferma che egli ricevette l'incarico di coordinare le operazioni dell'offensiva dei "tre fronti" nel settore Don-Stalingrado, mentre Žukov si trasferì a nord per controllare l'offensiva di diversione del Fronte occidentale e del Fronte di Kalinin nel saliente di RževD. Glantz, Zhukov's greatest defeat, p. 18..