Marcianise è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.
Sorge nella pianura campana entro l'area nota anticamente come Liburia. Fin dal XII secolo, con la bolla di SenneSenne o Sennete (vescovo 1098–1118), vescovo metropolita di Capua. Con la bolla, nota come bolla di Senne, da lui emanata nel 1113, istituì formalmente la diocesi di Caserta definendone i confini con quella di Capua., Marcianise è posta in parte sotto la giurisdizione ecclesiastica di Capua e in parte sotto quella di Caserta, mentre a livello politico fu casale di Capua, città intorno alla quale ha sempre gravitato, dal medioevo fino all'età moderna, quando venne eretta a comune.
Geografia fisica
Territorio Il suo territorio, privo di rilievi montuosi, è completamente pianeggiante, trovandosi all'interno della pianura campana, che occupa la maggior parte dell'omonima regione. È posta sul percorso dei Regi Lagni, un reticolo di canali rettilinei che la delimitano a Sud e Sudovest (denominati Lagno Vecchio e Lagno di Gorgone).
La città fa parte, ed è uno dei centri più importanti, della Liburia o "Terra di Lavoro", una regione storico-geografica compresa nelle odierne regioni di Campania, Lazio e Molise.
Clima Marcianise gode di un clima mediterraneo e temperato, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche.
Storia
Etimologia Sull'etimologia di Marcianise esistono opinioni in conflitto fra loro. Secondo Gabriele Iannelli, il nome deriverebbe dalla famiglia longobarda dei Marzani, che possedeva il feudo della città durante l'alto medioevo, al quale si aggiunse il suffisso -nisi che faceva riferimento ad una precisa tassa versata dalla famiglia. Il nome familiare potrebbe a sua volta derivare dalla corruzione del toponimo antico Carzano. Nicola de Paulis sostiene invece che il nome derivi dalla contrazione dell'espressione Ad Martia nisi, in riferimento al culto di Marte che sarebbe stato praticato dai coloni veterani nella città, e vorrebbe quindi indicare una chiara origine romana della città. Altri storici e linguisti, come Carla Marcato, assecondano l'idea che il nome di Marcianise sia un prediale, cioè un toponimo derivante dal nome proprio del suo proprietario, in latino indicato dai suffisi -anus e -nisi (corruzione del genitivo -ensis) o dalla terminazione aggettivale -ise, potrebbe derivare ad esempio dal nome Marcianus, cioè un territorio appartenuto a un certo Marcius o Marcus.
Origini
Il comune era bagnato a Sud, per circa 10 chilometri, dal fiume Clanio e si attesta la presenza umana da approssimativamente l'età del bronzo antica, attorno all'anno 1000 a.C. fu dimora degli Osci, un popolo dedito all'agricoltura; mentre dal VII al V secolo a.C. fu a contatto con popoli più evoluti, inizialmente Etruschi e Greci, in seguito anche con Sanniti e Romani; la collaborazione tra di essi contribuì allo sviluppo del territorio, che in seguito fu conteso tra più fazioni. Inizialmente questi, disboscarono e bonificarono i terreni acquitrinosi, suddividendoli in quadrati perfetti, orientandoli lungo le direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest. Questo reticolo, ancora ben evidente, comprendeva quadrati con un perimetro di 2840 m, con 6 strade interne, perpendicolari tra loro per permettere l'accesso ai singoli moggi di terreno; in ogni quadrato si contavano 144 moggi o capuani, pari a 38 ettari, attorno ai quadrati, le insulae, era presente un fossato, per permettere il deflusso delle acque nel fiume Clanio. Oltre ad altri resti archeologici sporadici e alcune necropoli, non risultano insediamenti preistorici notevoli o permanenti nella zona di Marcianise. La città faceva parte dellager campanus che gravitava intorno alla città antica di Capua, come la vicina Atella, una regione frequentemente centuriata e affidata ai veterani dagli esponenti della gens Iulia.
Le origini di Marcianise sono incerteNon esiste infatti alcuno studio archeologico e nemmeno storico che definisca con precisione il periodo in cui la città è stata realmente costruita. Molte tombe antiche sono state distrutte dai tombaroli e gli scavi archeologici non hanno fornito alcun risultato sicuro.: alcuni storici, in primis lo storico Nicola De Paulis (1818–1891), affermano che potrebbe essere stata edificata durante la dominazione degli antichi romani. Tale convinzione è maturata dallo studio delle strade del centro storico e dal ritrovamento di un castrum, un'antica postazione militare romana. Secondo alcuni studiosi, Marcianise sarebbe stata una colonia autonoma di «prodi veterani Romani» dedotta da Gaio Giulio Cesare nel 59 a.C. dopo il cosiddetto "primo triumvirato" e destinata ad ospitare ventimila famiglie di veterani (prevalentemente di Pompeo) con almeno tre figli. Inoltre, a Marcianise, a ridosso del fiume Clanio, esistevano due tempietti rurali paleocristianiFranco Pezzella, Atella e gli atellani nella documentazione epigrafica antica e medievale, Istituto di Studi Atellani, 2002. dedicati a san Cesario diacono e martire (il santo che ha sostituito e cristianizzato il culto pagano di Giulio Cesare, dell'imperatore Cesare Ottaviano Augusto e dei Divi Cesari; da sempre invocati contro le inondazioni del Clanio) e a santa Giuliana vergine e martire (Santa Giuliana, associata a san Cesario, è un'ulteriore dimostrazione che le dedicazioni dei due tempietti ricordavano il nome di Iulius Caesar). La testimonianza di un cippo urbico collocato oggi sulla facciata dell'antico palazzo Messore, in piazza Umberto I, su cui si legge la scritta «iussu imperator caesaris qua aratrum ductum est» ("per volere di Cesare condottiero fu fissato questo solco per dove passò l'aratro"), allude alla pratica di origine etrusca di tracciare con questo attrezzo il territorio di una città, ritenuta dagli storici locali la prova inconfutabile dell'origine stessa della città al tempo di Giulio Cesare (I secolo a.C.).
Secondo un'altra ipotesi, portata avanti da Gabriele Iannelli, la città fu costruita intorno all'XI o XII secolo ai tempi del principato longobardo di Capua, utilizzando come fonte la Chronica Sacri Monasterii Casinensis di Leone Ostiense (1502) nella quale si menziona il toponimo "Marcenisi", oltre che una pergamena longobarda riedita dallo storico seicentesco Michele Monaco, di circa il 979 nella quale si menziona la chiesa di "sanctus Ianuarius in Marcianisu". In ulteriori ipotesi, portate avanti da storici come Salvatore Delli Paoli o Emilio Gentile, Marcianise avrebbe indubbie origini preromane, al tempo degli Opici, oppure medievali (ad esempio si crede che possa essere stata un rifugio per gli Ostrogoti dopo aver perso la guerra contro i Bizantini).Salvatore Delli Paoli, Nove Capitoli sulla Storia di Marcianise. Dalle origini al 2000 e oltre, capitolo I (2008).
Medioevo ed età moderna È probabile che gli Ostrogoti si siano uniti al popolo nativo degli Osci romanizzati che vivevano nella vicina città di Trentola. Si sa da diversi documenti notarili dell'abbazia di Montecassino che sul territorio esisteva un convento chiamato Monasterium Sancti Benedicti in Lauriano che per diversi secoli era proprietario di diversi possedimenti. Uno di questi evidenzia che uno dei primi nomi della città è stato "Marcenisi (o Marthenisi) in Liburia (Leboriae)". Dunque nei documenti antichi la zona era chiamata Liburia. Nel periodo medievale il territorio di Marcianise divenne progressivamente paludoso a causa delle continue inondazioni del fiume Clanio, detto anche Laneo, in seguito deviato per fornire l'acqua necessaria alle vasche per la coltivazione della canapa. La supposizione che un tempo il Laneo lambisse il territorio all'altezza dell'omonimo rione Clanio, crolla davanti all'analisi dei documenti che riportano appunto il fatto che alcune terre donate al suddetto monastero di Loriano, si trovavano in vicinanza di "Ponte Rutto", quindi un ponte gettato per attraversare tale fiume. Il castello di Airola è attestato sin dal XII secolo, inizialmente di proprietà di signori longobardi e poi degli arcivescovi di Capua, rimanendo tale anche con la bolla di Senne che istituì la diocesi di Caserta (1113).
Nel 1300 Marcianise inizia ad estendere il suo territorio. Le paludi con il tempo si sono prosciugate rendendo i terreni sempre più coltivabili, e vecchie zone di campagna si sono trasformate in aree residenziali. Crebbe così la sua importanza. Anche dal punto di vista economico crebbe la sua importanza e i fondi di Trentola e di Loriano vennero donati il 17 ottobre 1349, come feudo a Sergio Orsino, signore di Acerra. Nel prosieguo i destini delle due terre si separarono. Gli successe il figlio Nicolò, quindi Gabriele, duca di Venosa, marito di Caterina Caracciolo il quale ebbe una figlia, Maria Donata, che andò in sposa nel 1443 a Pirro del Balzo. Dopo vari passaggi, il possesso pervenne ai Caracciolo e in seguito ai Guevara Suardo. Nel 1436 Marcianise, dopo una debole resistenza, viene occupata dalle milizie di re Alfonso V d'Aragona (Alfonso I di Napoli dal 1442 al 1458), durante la sua conquista del Regno di Napoli, e lo stesso vi rimase per poco tempo prima di assediare Napoli. Nonostante la sua resistenza, la città fu perdonata e poi inclusa nel capitanato di Capua come casale. Molti sono gli uomini illustri che hanno contribuito a rendere famoso il nome della città, tra di essi ricordiamo i capitani di ventura, come Pompeo Farina o pittori come Paolo De Majo (attivo in tutto il Regno di Napoli), ma soprattutto ecclesiastici come il servo di Dio Marco Maffei e il missionario carmelitano scalzo Matteo di San Giuseppe, botanico e linguista del XVII secolo. Nel 1647 fu occupata dalle milizie di Enrico II di Lorena duca di Guisa venuto a Napoli durante l'insurrezione popolare anti-spagnola per rivendicare il suo diritto al trono.Gabriele Iannelli, Storia di Marcianise. Qual è la storia vera della nuova città di Marcianise?: ovvero Marcianise in rapporto alla chiesa e città di Capua e suoi feudatari; osservazioni e documenti (1987).
Durante il XVIII secolo Marcianise e molte città vicine vennero colpite dalla siccità e da un'epidemia di colera. Un'antica leggenda racconta di come il popolo, disperato, chiese un miracolo a Gesù trasportando una statua di legno del crocifisso per le strade della città. Durante l'ultima settimana di luglio 1706 un nubifragio colpì la città e i cittadini gridarono al miracolo.
È convinzione popolare che all'inizio dell'Ottocento Napoleone Bonaparte fosse ospite a Castel Loriano, uno degli edifici più antichi della città. Questa convinzione deriva dal fatto che per molto tempo il castello venne abitato dai militari francesi.
Nel 1809 venne inclusa nel circondario di Capua e poi innalzata a capoluogo delle giurisdizioni da Gioacchino Murat, funzione che successivamente fu mantenuta con Ferdinando IV.