La Signoria di Milano fu un antico Stato italiano nato nel maggio del 1259 a seguito dell'elezione di Martino della Torre a signore di Milano. Dal 1259 al 1277 fu governata dalla famiglia guelfa dei Della Torre fin tanto che, a seguito della battaglia di Desio, Napoleone della Torre fu costretto a cedere la sua carica a Ottone Visconti. Il dominio della famiglia ghibellina dei Visconti portò ad una serie di conquiste che portarono la famiglia al raggiungimento del titolo ducale nel 1395.

Il contesto storico La crisi del Comune Come molti comuni italiani a partire dal XII secolo anche Milano si dotò di un governo consolare. I consoli costituivano di fatto un governo oligarchico nel quale avevano voce le più importanti famiglie del milanese, nel 1130 Milano era governata da ventitré consoli e già in quell'epoca erano rappresentate la famiglia dei della Torre e quella dei Visconti. I consoli erano suddivisi in due ordini principali: quello dei capitanei, ovvero la classe più nobile, e quello dei valvassori, che già nel 1035 si era organizzata nella corporazione della Motta. A seguito di una protesta nel 1198 ai capitanei e alla Motta si affiancò la Credenza di Sant'Ambrogio, un'assemblea composta dai membri delle dalle classi borghesi e popolari. In seguito alla formazione della Credenza le tre fazioni iniziarono a diventare sempre più litigiose e dando inizio una lunga serie di battaglie che culminarono nel 1225 con la vittoria della Credenza e il decisivo ridimensionamento del potere dei capitaneI.

L'ascesa dei della Torre Ormai in crisi nel 1240 la fazione nobiliare subì una scissione guidata da Pagano della Torre, il quale decise di confluire nella Credenza di Sant'Ambrogio che lo nominò podestà. Già proveniente da un'importante famiglia il della Torre assunse maggiore popolarità quando nel 1237 diede rifugio nei suoi possedimenti in Valsassina a ciò che restava dell'esercito milanese che era sconfitto nella battaglia di Cortenuova. Il della Torre governò la città fino alla sua morte avvenuta il 6 gennaio 1241. In questo breve periodo di governo fu in grado di stringere alleanze con le repubbliche marinare di Venezia e Genova, inoltre estese il catasto milanese riuscendo ad abbassare le tasse e placare il costante malcontento cittadino.

Nel 1246 gli scontri tra la fazione popolare e quella dei capitanei ripresero rendendo così impossibile l'amministrazione regolare del comune. A seguito dei disordini il 26 maggio 1247 il legato pontificio Gregorio da Montelongo conferì la carica di Anziano della Credenza al nipote di Pagano, Martino della Torre, il quale riordinò i poteri comunali. In breve tempo le lotte tra la Credenza e gli aristocratici ripresero e nel 1253 fu chiamato al governo della città Manfredo II Lancia che dopo tre anni decise di passare al partito ghibellino lasciando Milano. Con il vuoto di potere la guerra riprese e il 5 aprile 1257 prima di giungere ad un nuovo scontro i capitanei e la Motta, alleati contro la Credenza ancora guidata da Martino della Torre, si accordarono con la tregua di Parabiago alla quale succedette la Pace di Sant'Ambrogio il 4 aprile 1258. Nel frattempo anche a Como riprese la lotta tra la classe popolare, rappresentata dai Vittani, e quella nobiliare, guidata dai Rusconi. Così nel giugno del 1258, solamente tre mesi dopo la Pace di Sant'Ambrogio, i capitanei di Milano corsero in aiuto dei Rusconi e questo intervento provocò la pronta reazione della Credenza che mandando le sue truppe portò i Vittani alla vittoria i quali nominarono podestà di Como Martino della Torre, a seguito di questi avvenimenti a luglio si ruppe l'accordo di pace. Per evitare ulteriori disordini il 30 marzo 1259 nella Basilica di Santa Tecla si propose l'elezione di un capo: dalla parte della Credenza si candidò Martino della Torre, per la Motta Azzolino Marcellino e infine per i nobili Guglielmo da Soresina. Numericamente vinse il candidato della Credenza, ma la Motta insorta contro la scelta decise di allearsi con i capitanei e sostenere il da Soresina. Nonostante l'elezione del dalla Torre la Motta si allea con i nobili e acclama come capo Guglielmo da Soresina. A quel punto lo stallo venne rotto dal legato pontificio, l'arcivescovo di Embrun Enrico da Susa, il quale invitò il Soresina e il della Torre a uscire dalla città per trovare un accordo. Il della Torre recatosi a Como dove era podestà radunò un esercito ed entrò a Milano e in seguito a ciò la Credenza lo nominò signore di Milano istituendo così la Signoria di Milano.

Storia

Martino della Torre diventò così il primo signore di Milano nel maggio del 1259, come primo provvedimento decise di bandire i da Soresina dalla città in modo da non avere alcuna opposizione al governo. Pochi giorni dopo, il 17 settembre, decise di allearsi con lo Stato Pontificio per sconfiggere il maggiore sostenitore del Soresina, il ghibellino Ezzelino III da Romano che fu ucciso l'8 ottobre 1259 a seguito della battaglia di Cassano d'Adda. Dopo l'eliminazione dei nemici il della Torre pensò a trovare nuovi alleati così l'11 novembre Oberto II Pallavicino fu nominato capitano generale di Milano per cinque anni nonostante la scomunica papale e a seguito di ciò, l'anno seguente papa Alessandro IV decise di scomunicare anche Martino della Torre. Nonostante l'accentramento dei poteri il della Torre non riuscì a far eleggere a vescovo il cugino Raimondo, diretto discendente di Pagano, che invece fu assegnato alla diocesi di Como. All'arcivescovato di Milano prese posto il 22 luglio 1262 Ottone Visconti provocando l'ira del signore di Milano, il quale obbligò il Visconti, con l'aiuto del Pallavicino, a rifugiarsi a Montefiscone nello Stato Pontificio. Pochi mesi dopo la ritirata del Visconti, il 20 novembre 1263 morì a Lodi Martino della Torre a causa della scomunica fu sepolto nei pressi a dell'abbazia di Chiaravalle e non al suo interno.

La Credenza di Sant'Ambrogio elesse a signore di Milano Filippo della Torre, fratello di Martino. Nel dicembre del 1263 Filippo annesse Como alla signoria di Milano grazie al sostegno dalla famiglia locale dei Fittiani, e l'11 dicembre 1264, in seguito alla scadenza del mandato, Oberto II Pallavicino fu cacciato da Milano diventando di fatto nemico dei della Torre. Nel 1265 il della Torre offrì aiuto militare allo Stato Pontificio in cambio dell'elezione del cugino Raimondo e della deposizione di Ottone Visconti, ma la proposta fu nuovamente rifiutata da papa Clemente IV da poco insediatosi al trono papale. Il 24 settembre 1265 Filippo della Torre morì lasciando irrisolti i conflitti con la chiesa. Nonostante ciò Filippo Visconti riuscì a formare un fronte guelfo unito capeggiato da Milano e al seguito le città di: Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza, Novara, Varese e Vercelli e Brescia, grazie anche alle alleanze e agli intrecci parentali con la potente famiglia dei Maggi.

Napoleone della Torre Nel 1265 in seguito alla morte di Filippo la Signoria di Milano passò a Napo della Torre, figlio di Pagano, il quale fu affiancato dai fratelli Francesco e Paganino. Francesco fu nominato signore del Seprio, mentre e Paganino divenne podestà di Vercelli. La vendetta del Pallavicino non si fece attendere e il 29 gennaio 1266 Paganino fu assassinato da una banda di nobili milanesi proscritti aiutati da alcuni pavesi alle dipendenze del Pallavicino. A seguito dell'uccisione del fratello, Napo della Torre fece decapitare i tredici nobili congiurati e inoltre diede l'ordine di decapitare dodici nobili rinchiusi nella carceri Milanesi a seguito della battaglia di Tabiago e altri ventotto nobili rinchiusi nelle carceri di Trezzo. Per evitare altre intrusioni dell'ormai ex alleato Oberto II Pallavicino il 23 marzo 1266 Napo decise di convocare i rappresentanti delle città della lega lombarda. Risolto il problema del Pallavicino, Napo, dovette affrontare anche l'annoso diverbio riguardante l'arcivescovato di Milano iniziato nel 1259. Su pressione del papa il 7 dicembre 1266 Milano decise di accettare la nomina di Ottone Visconti, a seguito di ciò tutti i milanesi furono assolti dalla scomunica, ma per precauzione Ottone rimase ancora a Viterbo.

Dal 1267 al 1274 si affermò la signoria dei della Torre, il 4 aprile 1267 Napo e il fratello Francesco assunsero formalmente il compito di guidare la lega guelfa, e per gli anni seguenti Napo e il fratello Francesco riuscirono a governare la Signoria in relativa tranquillità. In questo periodo si ebbe il miglioramento dei rapporti con i francesi, i quali stipularono con Milano migliori accordi riguardanti il commercio della lana. Nell'aprile del 1270 Milano muove guerra a Lodi che cadrà 3 mesi dopo sotto l'assedio di Napo, che diventa signore della città. Nel 1271 a causa delle continue guerre e dell'aumento delle tasse seguirono innumerevoli rivolte: prima Brescia e poi Lodi abbandonarono la Lega guelfa e passarono ai ghibellini, quest'ultima venne però riconquistata da Napoleone. Dopo Lodi si rivoltò anche Como e perfino a Milano iniziavano a nascere opposizioni. Successivamente, anche Crema, Cremona e Novara insorsero. Nel 1272 venne indetto il consiglio degli ottocento, che finalmente riconobbe ufficialmente Napoleone come signore di Milano, sancendo così la nascita ufficiale della signoria. Napoleone viene insignito del vicariato imperiale il 23 ottobre del 1273 dall'appena nominato imperatore Rodolfo I d'Asburgo. Dopo aver indirizzato le truppe nuovamente contro Pavia il 6 giugno 1274 Napoleone stipula un trattato di pace con Pavia e Novara. La rivalità con Ottone aumenta e Napoleone decide di inviare 6000 uomini in difesa della città. In questo periodo infatti si verifica episodi di guerriglia da parte dei pavesi e delle fazioni ghibelline, vengono così assunti dei mercenari e coadiuvato dall'esercito dell'imperatore Rodolfo riesce a sconfiggere l'esercito pavese ed uccidere il loro comandante Goffredo di Langosco. Inoltre riesce a fare diversi prigionieri tra cui Teobaldo Visconti, nipote dell'arcivescovo Ottone e padre di Matteo Visconti. Ottone decide quindi di occupare Castelseprio, ma viene messo in fuga da Napo. Dopo aver vinto nel 1276 l'importante battaglia della Guazzera, presso Ranco nel varesotto, e successivamente perso la battaglia di Germignaga, combattuta per il possesso della rocca di Angera, che comunque restò nelle mani dei Torriani.

Viene sconfitto e catturato nella battaglia di Desio del 21 gennaio 1277 dall'arcivescovo Ottone Visconti. Muore l'anno seguente in prigionia nel castello di Baradello presso Como. Il fratello Francesco resta ucciso nel corso della stessa battaglia. Pure il figlio Corrado detto "Mosca" e Guido, figlio di Francesco, vengono fatti prigionieri, ma riescono a fuggire dal castello nel 1284. Con l'arrivo del Visconti a Milano i possedimenti dei della Torre vennero saccheggiati. Da questo momento i della Torre organizzano una guerriglia senza tregua contro i Visconti aiutati dal Friuli e dalle città padane a loro fedeli.

Sotto il governo di Napoleone della Torre Milano viene modernizzata da un'ampia programma di lavori pubblici che la trasformano radicalmente, facendola diventare la vera metropoli dell'Italia settentrionale. Inizia la costruzione di una chiesa dove ora sorge la Chiesa di San Bernardino alle Ossa e due anni dopo si avvia anche la costruzione della chiesa dei Santi Simone e Giuda. Il 20 maggio del 1271 Napoleone ordina che vengano selciate le strade principali, iniziando da quelle di Porta Nuova e Porta Orientale e nello stesso anno viene completato il tratto di naviglio tra Milano ed Abbiategrasso. Nel maggio del 1272 viene decisa la costruzione di una torre nel broletto nuovo di Milano.

Ottone Visconti