Il celeste è un colore più chiaro dell'azzurro. Come indica il nome, è il colore del cielo sereno. Etimologicamente, deriva dal termine latino caelestis, ossia "del cielo".
Come molto spesso accade con i colori, il termine non è univoco nel linguaggio comune, indicando una gamma di varianti più o meno scure, dal celeste puro in senso stretto, che può convenzionalmente essere considerato il "vero" celeste", a sfumature più dense, simili all'azzurro, comunque associabili ad un cielo sereno, in via generale più facilmente osservabili; una gradazione di questo tipo denominata celeste, anch'essa convenzionale, contiene 100% di blu con codice esadecimale #99CBFF e, con tonalità affini, è associata al colore del cielo. Il celeste, comunemente inteso, pur senza una gradazione specifica, appartiene al blu ed è sempre la tonalità più chiara della triade classica composta da blu, azzurro e celeste con le sue sfumature molto delicate, tenui, pallide; il celeste puro, invece, appartenendo al ciano, è una gradazione completamente differente.
Il celeste puro (RGB 178,255,255; HEX #B2FFFF) è una gradazione chiara del ciano, uno dei tre colori primari sottrattivi secondo il sistema CMYK, ed è associato ai colori freddi. Il colore più vicino al celeste puro ha codice esadecimale #99FFFF.
Il celeste puro è noto in inglese anche come Italian Sky Blue ("blu cielo italiano") e come Bianchi Green ("verde Bianchi"), dal nome della rinomata azienda di bici italiana Bianchi, che si sarebbe ispirata proprio al colore del cielo sereno per l'ideazione delle proprie bici dal colore caratteristico.
In natura Essendo molto luminoso, prossimo al bianco, (RGB 178,255,255; HEX #B2FFFF) il celeste puro rappresenta la gradazione del cielo ideale, sereno e terso, con luminosità solare e limpidezza ottimali. Dal punto di vista scientifico, la causa del celeste puro e delle gradazioni affini, può essere ascritta ad un certo equilibrio tra lo scattering di Raylegh (che è il principale meccanismo che colora il cielo conferendogli il tipico blu-azzurro a causa del materiale inferiore alla lunghezza d'onda della luce) e la diffusione di Mie, che schiarisce il cielo per la presenza di moderata quantità in cielo di materiale comparabile alla lunghezza d'onda, ove si assista a giornate pressoché perfettamente serene, limpide e soleggiate (cielo totalmente sereno senza o con pochissime nubi bianche, quantità ottimale di umidità, bassa/moderata quantità di inquinamento, aerosol/particolato atmosferico con indice di qualità dell'aria, l'AQI, buono o moderato, assenza di nebbia, smog, foschia e caligine). Queste gradazioni, a tali condizioni, sono visibili in direzione del sole, perpendicolarmente rispetto alla stella, verso l'orizzonte (ove si esibiscono con più evidenza le sfumature del ciano tra la luce dorata dei raggi solari e il bianco dell'orizzonte) o in tutta la regione tra l'astro e l'orizzonte medesimo quando l'emisfero è inclinato verso il sole, sia al mattino che al pomeriggio, quando il sole è alto, con una certa prossimità al mezzogiorno solare o vero.Il mezzogiorno solare o vero è il vero mezzogiorno astronomico, in cui il sole raggiunge la culminazione, ovvero la massima altezza apparente sulla sfera celeste per un osservatore terrestre transitando per il meridiano locale (culminazione superiore). Naturalmente, è presupposto che la posizione del sole, e quindi la sua elevazione, varia con la latitudine e le diverse stagioni a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre; solo all'equatore e tra i due tropici la stella raggiunge veramente il punto zenitale, rispettivamente, due volte negli equinozi e una sola volta per tropico nei solstizi. Si precisa che il celeste puro compare "con una certa prossimità" al mezzogiorno solare in vista della sua significativa variazione annuale di decine di gradi, la quale influisce significativamente sulle gradazioni del cielo. In questo modo la posizione dell'astro rispetto all'osservatore, al contempo con le condizioni meteorologiche ottime o discrete, permette un'ottimale diffusione della radiazione luminosa del sole (emessa in tutto lo spettro elettromagnetico) con elevata incidenza della luce solare, e impedisce simultaneamente tanto i colori caldi dell'alba e del tramonto quanto la diffusione prevalente di luce blu quando il sole è alla massima elevazione (mezzogiorno solare o astronomico) nel periodo dell'anno (#99CBFF e affini). La presenza, con condizioni atmosferiche ideali, di gradazioni del celeste puro nel cielo, può essere un mezzo informale per evincerne una limpidezza ottimale e, sebbene emotivamente sia associato ai colori freddi, dal punto di vista meteorologico lo può essere al bel tempo, all'alta stagione e al relax. Ciò trova corrispondenza nel modello della temperatura di colore, secondo cui il cielo, al mezzogiorno vero, in condizioni di limpidezza, è illuminato di azzurro chiaro, un tipo di "celeste" in senso improprio, mentre nelle ore intermedie, specie col sole molto alto, tende al celeste e alle sue varianti; i colori più freddi, contro intuitivamente, si manifestano con temperature più elevate.
Generalmente, nella regione compresa tra il sole e l'orizzonte, sia nella parte inferiore dell'astro che perpendicolarmente, lontano dal disco solare stesso (dove prevalgono il giallo e il bianco) e ammesso un cielo nitido con il sole che splende alto, sono visibili gradazioni di azzurro chiaro con tonalità di verde e soprattutto blu (che si diffonde più efficientemente nel cielo), oppure, col sole molto alto, sfumature tra il celeste pallido e il polvere, mentre all'orizzonte in direzione del sole, ove la luce è massima, le sfumature del ciano, che contiene i massimi valori di luce verde (255) e blu (255) secondo il sistema RGB e a cui appartiene il celeste puro, sono molto chiare, mostrando in particolare il celeste polvere, molto tenue; ma nelle parti dell'anno in cui l'elevazione solare è maggiore a causa dell'inclinazione di un emisfero verso il sole, soprattutto in estate, con la massimizzazione delle ore di luce e dell'irraggiamento solare, di concerto con le maggiori probabilità di cielo limpido e sereno, il celeste puro e gradazioni vicine possono essere ampiamente visibili allo stesso modo in tutta la regione tra il disco solare stesso e l'orizzonte in quanto, con l'ottimizzazione della luce solare, si esibiscono più facilmente le tonalità del ciano, che contiene i massimi valori di blu e verde (RGB 0,255,255). Infatti, il celeste puro e varianti possono essere viste in ogni stagione,Ciò vale specialmente nelle regioni tropicali e temperate. ma è più probabile constatarne più facilmente e ampiamente la presenza nel cielo proprio durante le stagioni calde e in special modo in estate quando, a causa dell'inclinazione dell'emisfero verso il sole si manifestano, simultaneamente, la massima prossimità del sole allo zenit, le maggiori quantità/ore di luce nel corso dell'anno nonché la bassa umidità relativa nell'aria dovuta alle elevate temperature, permettendo generalmente un cielo limpido e terso e l'ottimizzazione della quantità di luce solare che è bianca; il celeste puro, gradazione del ciano, che contiene 100% di luce verde e blu, vi aggiunge alto valore di rosso (69,8%, 178). Orientativamente,Ovviamente, bisogna tenere conto della latitudine, la quale influenza l'inclinazione apparente del sole dalla Terra. nelle stagioni calde è più facile osservare queste tonalità di cielo perfettamente limpido e sereno durante le ore intermedie (col sole alto) del mattino e del pomeriggio in tutta la regione tra sole e orizzonte, specialmente all'orizzonte, ove, col massimo splendore, appaiono più evidenti le sfumature del ciano; in particolare, al mattino in tutta la regione tra sole e orizzonte mentre il sole comincia a divenire alto finché, in prossimità del mezzogiorno solare, non sarà visibile che solo all'orizzonte, nel meriggio, al contrario, (quando il sole è alto ma comincia a calare), si esibisce in tutta la regione tra sole e orizzonte, ove si confonde progressivamente, nel massimo fulgore, alle gradazioni calde/dorate del tramonto finché esse non inizieranno a prevalere; verso il tramonto, durante l'ora dorata, esse sono visibili ai lati del sole, sopra i colori caldi dell'orizzonte. Al mezzogiorno vero, invece, il celeste puro non si mostra in quanto il sole è troppo vicino allo zenit ottimizzando la luce blu, se non all'orizzonte in direzione del sole; il cielo primaverile-estivo al mezzogiorno solare è spesso molto luminoso, di un azzurro molto chiaro che può essere denominato "celeste" in senso lato. Tuttavia, benché sia più probabile osservare il celeste puro durante le stagioni col sole più elevato, l'afa estiva tipica, a causa di eccessive ondate di caldo, tende a rendere il cielo di un colore biancastro, lattiginoso, a causa di eccessiva umidità atmosferica con saturazione ed effetto Raylegh-Mie eccessivi. Nelle stagioni più fredde, invece, col sole dalla elevazione bassa o approssimativamente intermedia tra orizzonte e zenit al mezzogiorno solare o vero, è più probabile vederlo proprio nelle ore centrali della giornata con la massimizzazione della luce solare, soprattutto verso l'orizzonte, dove le gradazioni del ciano sono più intense, mentre tra il sole e l'orizzonte prevalgono, in genere, gradazioni di "celeste" con prevalenza di blu senza ciano; in generale, il cielo, nelle stagioni fredde, con la bassa elevazione del sole, tende ad essere più scuro, con gradazioni affini all'altro tipo di celeste convenzionale, simile al blu zenitale (#99CBFF), oppure a quel tipico "azzurro cielo" luminoso verso il mezzogiorno in condizioni di limpidezza. Quindi, il celeste puro e le sue varianti appaiono tendenzialmente all'orizzonte perpendicolarmente al sole, ma possono, più raramente e con la massima ottimizzazione della luce solare nell'anno (e con condizioni meteorologiche pressoché ottime), mostrarsi persino in tutta la regione del cielo tra la stella e l'orizzonte stesso, a seconda di diversi fattori.
In linea generale, al mattino, all'orizzonte opposto rispetto a quello ove si trova il sole (quindi approssimativamenteL'utilizzo dell'avverbio per la direzione ha lo scopo di indicare il punto cardinale in senso ampio, ma resta inteso che, a seconda delle stagioni e degli emisferi, la direzione esatta dell'alba e del tramonto variano. ad ovest), il cielo resta più scuro, con tonalità prevalenti di blu che richiamano l'altro celeste convenzionale (#99CBFF).